AVETE DETTO APARTHEID?

cuori salvati
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Bambini curati a “Save a child’s heart” in Israele.

barbara

  1. Ciao Barbara…
    Così, di primo acchito, mi viene in mente una frase:
    “La pace arriverà quando gli arabi ameranno più i loro bambini di quanto odino noi.”
    Golda Meir

    • Ehlamadonna.. ci credo che è un lapsus: non si può confondere una qualunque A.B.F.con Plutarco, però è comprensibile confondere i titoli.
      Se non ci fosse quella L, però!😉

        • .. ah, ma guarda, Vittoria, che quello lì era mio nipote, che ore ha diciassette anni e mezzo, e quando l’ho scritto aveva sì e no tre mesi!
          Grazie grazie.. troppi brava!
          Ma poi non invadiamo ulteriormente lo spazio del blog, dai, anche se, con quelle foto di tanti bambini e l’argomento, un po’ ci sta.

    • Ecco. Lo sapevo che dicevi la cosa giusta!
      E’ esattamente così: le vite sono strade. Giusto.
      E le nostre, di questa stra-meravigliosa-casa-blog-evviva… le stiamo percorrendo insieme.
      Ciao amiche/i belli, continuo a leggere…

      • Eh, ma Vittoria non devi sparire e poi tornate e poi ancora sparire come il sole capriccioso sotto le nubi di primavera… Resta. Come luminosa presenza! Computer permettendo…

        • Cara carissima Carla,
          ho tanti nipoti (10) e tutti – dico tutti – con seri problemi. E quando arrivano i nuovi problemi, rimbocco le maniche e corro per dare una mano (ben volentieri).
          Siccome abitiamo lontani, quando mi sposto, poi torno tardi e mi schianto a letto a dormire.
          Per fortuna che adesso il pc funziona. Almeno posso buttare l’occhio e vedere le novità.
          Devo leggere il libro di Amica devo leggere devo leggere.
          Ciao

      • Sarà anche la cosa giusta ( grazie, Barbara ) ma sta di fatto che le parallele non s’incontrano che all’infinito ( un infinito ipotetico, peraltro! ): il che significa mai.

  2. Interessante notare che i bambini non sono tutti ‘palestinesi’, ma vengono da ogni parte dell’Africa. Molti non c’entrano nulla con le faccende mediorientali.
    Peccato che gli odiatori di Israele vedranno la cosa come negativa, essendo tutti razzisti (non per nulla sono nazisti)

  3. @Carla:
    ” Vetri chiusi sulla tua vita.
    Ma il vetro è trasparente.
    Se riesco ad accostarmi,
    guarderò dentro
    e ti vedrò.
    ………………….
    Senza suoni, senza rumore,
    oltre le pareti diafane
    ti vedo: immobile, in moto…
    ti guardo e boccheggio, emettendo
    le mie voci mute – impotenti –
    come in un acquario.”

    Ecco, Carla: tutto qui, ma siamo proprio in argomento, no?
    Però ( non mi piace battermi la grancassa da sola ) dai tuoi commenti forse potresti apprezzarlo, sì.

    Mi dileguo.

  4. A proposito di vetri, un po’ di sana dissacrazione.
    “E’ nevicato tutta la notte, tutto intorno alla casa ce n’è quasi mezzo metro. La temperatura è scesa a -20° e il vento è fortissimo. Mia suocera è stata tutta la mattina a guardare dalla finestra della cucina. Se la situazione dovesse peggiorare, non mi resterà che farla entrare”.
    PIESSE: forse non tutti lo sanno, ma la nostra “Amica” non è l’unica, fra quanti qui commentano, ad avere scritto e pubblicato.

    • Lo prendo per quel che è, Barbara: un rimprovero meritato. Perdono!
      Per quanto, mai cercato di apparire quello che non sono..
      Ma, di grazia, il brano riportato – bellissimo! ahahahah! – di chi è? Tuo?
      Non mi risulta che tu abbia mai avuto una suocera. Sennò.. altro che neve
      Torno a seguire “La bella addormentata nel bosco”, di Ciaikovskij, in Streaming dal Carlo Felice, col balletto sul ghiaccio di San Pietroburgo.

  5. Posso fare una domanda stupida? Si?
    Grazie.
    Perché mettete @ prima del nome? non è la prima volta che lo vedo e mi vergognavo a chiedere.
    Per Carla: sono zia.
    Per Barbara: forte, la ‘sana dissacrazione’.
    Ciao a tutte e a domani, se per caso non riesco a sedermi un momento per leggere il blog di Barbara.

  6. Sono entrato un pò in ritardo…com’ è fresca l’ aria che si respira in questa specie di salotto.Sui i tavolini i resti di un vassoio di dolci. Tazzine
    di caffè, un paio con il segno delle labbra di chi lo ha bevuto, Il colore è diverso.Uno di rossetto..di un bel rosso…l’ altro..appena percettibile ma è
    rora, Due bicchieri..uno con il resto di una bevanda colore arancio.
    Entro. Quasi timidamente dico buonasera… la mia loquacità espressiva
    sotto forma scritta non è in grado di uscire dalla mia bocca.
    Si capisce dai cuscini stropicciati di tutte quelle belle poltrone dalla tappezzeria floreale dai colori delicati erano state occupati da diverse persone.
    Avanzo con un leggero senso di disagio nel salotto. E’ piu’ vasto di quanto avessi creduto.Due grandi finestre danno sul terrazzo. Di sotto il
    giardino.Dopo avere percorso un viale alberato è li che sono giunto.
    Il portone d’ ingresso era aperto.Un signore rispondendo al mio saluto..
    le scale sono sulla destra..al primo piano.Un sorriso e si risiede a riprende a leggere il giornale.

    Da una poltrona sento una voce…e tu chi sei!..Dal tono deve essere la
    Prof. !…Ossia…Barbara. Non lo conosco..
    La Signora seduta di fronte a lei..si sporge dalla poltrona allungando un
    braccio, sorridendo dice benvenuto..
    Allora deduco che è lei la padrona di casa, ossia Adriana.
    Dal divano sedute sul divano due Signore…una sorridendo dice, ma ci
    conosciamo? L’ altra seduta al suo fianco….diretta dice, guarda che fà caldo, non fare il timidone!..Non sarai mica il gattaccio!
    Un pò balbettando..le moschettiere! Radunate!
    Adriana…da vera padrona di casa, mi viene incontro …Marco caro, non
    ci speravo piu’ che tu arrivassi.
    Vittoria..oh che bello! E’ tutto cosi emozionante in questo pomeriggio.
    Mi sembra di quasi Cenerentola!
    L’ altra..Non può essere Carla. Ma guarda un pò. Non mi dire che sei tu
    Marco. Non ti facevo cosi arzillo.
    Arriva poi Barbara perdendo il tono quasi da preside abbracciandomi mi
    dice che piacere conoscerti.
    …Oh…ohi! Accidenti a questo crampo! E questo mi ha svegliato interrompendo il sogno.

    Comunque…….Un saluto a voi 4.
    Vittoria…ben tornata! Ricordati di lasciarti un piccolo spazio del tempo che possa essere tutto tuo. Solo per te…
    Te lo dice uno che nella sua vita per primo esisteva il lavoro, poi la famiglia, poi io,Marco.Poco spazio per me.
    Amica…anche con te ultimamente non ci siamo salutati
    …La tua casa …virtuale era molto bella!
    Con Barbara,,Carla…qualcosa ci siamo scambiati in queste pagine.

    Un’ abbraccio Marco.

    E tu chi sei

    • Oh, beh, ci mancava la presenza maschile in questo salotto!… Mamma mia, mi immagino quattro vetuste signore sorrette da bastone. E quei divani dalla tappezzeria floreale? Da cambiare subito. Povere, puzziamo forse di naftalina… No caro, noi siamo più battagliere, non amiamo quei salotti da chiacchiericcio stucchevole… Signor Marco, cambi ambientazione, grazie.

  7. Non solo gli arabi..i tanti occidentali.
    I primi lontani secoli dal un normale vivere in un’ epoca oltre gli anni 2000.
    I secondi, ossia gli occidentali in molti si mostrano ben lontani dal vero senso democratico…meglio se di stampo liberale, si mostrano fermi ed
    arretrati in pregiudizi, insane ingiustizie..e tutto quello che ne ha fatto parte per innumerevoli secoli nei confronti e colpendo gli ebrei e con tutto questo
    carico negativo arrivano fino ai giorni nostri. E non sazi di ingiustizie vivono e predicano il negazionismo,nutrendosi ancora di odio che è rimasto come sotto le ceneri sempre pronto a prendere vita per colpire
    Israele,gli ebrei.
    L’ articolo…poche parole indirizzate nei confronti degli israeliani che dovrebbero elogiare questo popolo che cerca di aiutare chi ne ha bisogno. In questo caso le cure per poter garantire la vita a questi piccoli
    esseri. Cosa non facilmente raggiungibile nei loro luoghi di provenienza.

  8. Salve, Marco!
    Guarda che devi aver sognato la casa di qualcun altro, e poi qui la padrona di casa è Barbara: non dimenticarlo, anche se noi altre/i – io per prima – ultimamente abbiamo abusato della sua ospitalità.
    Però sono contenta di rileggerti.. con moderazione😀
    Precisiamo anche: in casa mia, quella reale – non sono più ospitale manco pe’ggnente, ahimè: ho già dato. “Ricevo”, praticamente nessuno, in cucina-tinello, o tutt’al più dal pc.
    E i quadri alle pareti.. importanti?
    Mah.. una metà ( una cinquantina ) sono miei collage, quindi importano solo a me e a pochi altri. L’altra metà, shhhttt..
    Hai sognato, Marco!🙂

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