LA BREAKDANCE EBRAICA

La conoscete?

barbara

  1. una domanda da ignorante: a un certo punto il ragazzo dice “sono ebreo, non giudeo, sono due cose diverse (I’m hebrew, not jew, it’s not the same thing)”, almeno per quanto mi ricordo, e ora il video non è più disponibile.

    e allora chiedoti: c’è differenza tra i due aggettivi, e se c’è qual è? è solo questione terminologica o tassonomica per definire un popolo/religione/cultura, o indica proprio aspetti diversi e più o meno mutualmente compatibili all’interno di quel popolo/religione/cultura?

    posto che io a dire il vero ho sempre usato i due termini come sinonimi, m’accorgo solo adesso di aver sbagliato di grosso, e che invece un può essere giudeo ma non ebreo, oppure ebreo e in certi casi giudeo, oppure ancora o giudeo o ebreo?

    oh, pura curiosità sia chiaro, niente più

    • Ne ho trovato un altro.
      Non si riferisce a se stesso: dice che quella è hebrew breakdance e che non bisogna confondere hebrew e jewish perché non sono la stessa cosa. In inglese hebrew si riferisce alla lingua (“sorry, I don’t speak hebrew”) mentre jewish è aggettivo e si riferisce a tutto il resto: comunità, culto, cultura, cucina ecc. Lo stesso in tedesco tra hebräisch e jüdisch. In italiano invece non c’è questa distinzione: parlo ebraico e amo la cucina ebraica. Per quanto riguarda gli aggettivi, credo che ebraico e giudaico si possano considerare sinonimi a tutti gli effetti, mentre per il sostantivo, ebreo e giudeo, che in teoria dovrebbero essere sinonimi anche quelli, è invalso uso di utilizzare giudeo in senso spregiativo, per insultare. Tornando alla danza, credo che con jewish si riferisca alle danze yiddish delle comunità chassidiche, e che lui abbia scelto di chiamare hebrew la sua per non rischiare che venga confusa con le altre. Anche se poi, a ben guardare, proprio diversissime forse non sono.

      • grazie mille, spiegazione chiarissima. quanto all’uso di giudeo al posto di ebreo, io non l’ho mai sentito,personalmente, come connotato in senso dispregiativo. c’è da dire che il disprezzo è sempre nella mente di chi parla, a prescindere dalle parole che usa (e ho sentito gente mettere una tal carica di veleno nella parola “ebreo”, normalmente raddoppiando o triplicando la “b”, da far pensare che stesse parlando di qualche malattia orribile, o di qualche animale particolarmente disgustoso….)

        credo, forse sbagliando, che la connotazione negativa di giudeo venga dal nome di Giuda in esso contenuto, con chiaro riferimento al Vangelo e al sottinteso che i fratelli di Giuda siano naturalmente infidi e traditori per sineddoche aggettivale per così dire. per me pari sono, e completamente neutri, tanto quanto israelita, ma essere o anche solo mostrarsi vicini agli ebrei o addirittura in simpatia per loro inizia a diventare rischioso in troppi e inaspettati ambienti. (non che la cosa mi tolga il sonno, sia chiaro, anche perch* il più delle volte la diffidenza è figlia di ignoranza e/o pregiudizi assortiti e accuratamente coltivati)

        • Ma io ricordo che oltre al Giuda traditore, c’era un altro Giuda amico di Gesù, che al contrario del primo non aveva fatto nulla.

          – il più delle volte la diffidenza è figlia di ignoranza e/o pregiudizi assortiti
          Penso ignoranza sia più facile. Conosco una persona che è abbastanza antisemita, ma quando le ho chiesto il perchè, dice che ‘se gli ebrei sono così odiati ci sarà una ragione’. Chiaramente degli ebrei conosce solo l’olocausto e qualche informazione sentita dai filopalestinesi.

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