ODE AL NAVIGATORE

Tu sei un navigatore, sei leggero
sei piccolo, hai un cavo
hai una voce che informa
e parla e parla
porti la gente per le vie della città
e della campagna
vai in autostrada mostrando tutte le uscite
il tuo schermo
spalancato nella notte
trafigge la notte
il tuo tragitto si muove
la tua ventosa di dietro
le tue lucette davanti
la striscetta della mia velocità
sempre in rosso
il tuo campanellino tintinnante
i tuoi colori
i tuoi rumori
cigoli squassi vai vai, vai forte nella notte
gli addii festosi, i pesanti bagagli
squassati nella notte
le vecchie signore squassate nella notte
la polvere delle autostrade d’Italia
Italia nostra, Italia, Italia, Italia.

Grazie navigatore (e grazie Marius)

barbara

    • No, è stato bravo, mi ha portata a destinazione sia all’andata che al ritorno. Solo una volta non ci siamo capiti bene: lui mi aveva detto di tenere la sinistra e io ho tenuto l’estrema sinistra sicché sono poi stata costretta anche a girare a sinistra, il che non era in programma; ma me la sono cavata con un piccolo girotondo di un paio di centinaia di metri in tutto. Adesso che mi trovo a girare per una città che non ho mai girato in macchina, io che sono quella che è capace di perdersi nel corridoio di un bilocale, senza navigatore sarei davvero persa, e anche adesso, arrivando a Padova da un’autostrada diversa che esce in una parte della città che non conosco affatto, non avrei proprio saputo come fare.

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