DEDICATO (2)

a tutti i “Serafini dentro” che allietano e arricchiscono il mio blog (compresi quelli silenti: lo so, lo so che ci siete).

barbara

    • No, è che wordpress ogni tanto si monta la testa – tipo il computer Hal 9000 in 2001 Odissea nello spazio – e pretende di decidere lui chi deve vivere e chi deve morire. A me ogni tanto mi manda addirittura in spam.

      • Beh, Amica sarebbe una splendida intrattenitrice, nel caso Barbara cadesse (azzoppata com’è!) nella “spazzatura”… Però, dai Barbara, ci faremmo tutti in quattro per recuperarti!

        • Non c’è dubbio, Carla: sennò, poi, come ci si diverte?
          ( Grazie per lo “splendida”, ma, credimi, non ho bisogno di ingrassare! )

        • Non girarci intorno… hai visto il video che la padrona ha gentilmente postato per voi amabili presenze maschili di questo blog?

        • Non l’ha accoppato: l’ha neutralizzato disattivandolo mentre quello cerca di rabbonirlo cantandogli giro giro tondo. E poi, per quello che ricordo io, non acquista nessuna infinita sapienza: semplicemente riprende il controllo della situazione. Poi la conclusione vera e propria, se devo dirla tutta, io non l’ho mica capita.

        • Si, un pensiero molto delicato (anche se qualcuno a volte mi invita ad andar sui monti con intenzioni meno benevole)!

        • Beh, disattivandolo lo accoppa: infatti da ultimo Hal ammette di aver paura ed è lì che si capisce che da macchina è passato ad essere vivo a tutti gli effetti (stato che ha raggiunto proprio in funzione del suo non esser perfetto come tutti supponevano).
          Il finale è un po’ onirico e per spiegarlo bene dovrei annoiare fin troppo: diciamo che ti puoi fidare!

        • No, è che conosco i miei limiti come critico cinematografico: il rischio è sempre quello di scatenare una reazione tipo quella di Fantozzi di fronte alla Corazzata Kotiomkin!

        • Beh, non è detto che dipenda dalle doti del critico. A suo tempo un’amica mi ha telefonato, tutta eccitata, per raccontarmi il meraviglioso stupendo fantastico “L’attimo fuggente” che aveva appena visto. Quando ha finito di raccontare ho detto: “ma fa cagare!” Ha detto no, è perché io non sono brava a spiegare, adesso te lo rispiego meglio, e me lo ha rispiegato meglio, e quando ha finito ho detto: “così fa cagare ancora di più”. Poi ci sono state altre persone, altrettanto entusiaste, che hanno tentato di spiegarmi quanto fosse veramente veramente veramente straordinario quel film, persone con personalità e carattere e stile di narrazione diversissimi da quelli dell’amica e diversissimi tra loro. E tutte le volte ho trovato che fa cagare. Quindi c’è una sola spiegazione possibile: quel film fa oggettivamente cagare.

        • L’attimo fuggente fa effettivamente cagare e ci sono oggettive ragioni per sostenerlo. Solo che essendo strappalacrime la gente fa la triste associazione piagnisteo = bel film. Non dico altro.
          Nel caso di 2001 in realtà ci sono le oggettive motivazioni per ritenerlo un capolavoro: è pieno di simboli potenti (alcuni evidenti, altri meno) come lo sono le favole o certi racconti molto famosi. Ricorda certi testi antichi in cui si faceva filosofia sul mondo attraverso le immagini e le allegorie. E tutto ciò senza esser troppo pesante o ‘cerebrale’.
          Ops! Mi son già dilungato!

        • Non sopporto che mi venga raccontata la trama di un film. Un film va visto e basta e non si racconta. E i giudizi degli altri lasciano il tempo che trovano…

        • In effetti è come discutere di un quadro senza vederlo neppure. Senza contare poi quelli che, senza volere, ti raccontano direttamente il finale…

        • Dell’attimo fuggente per me la cosa più diarroizzante di tutte è quella che secondo gli estimatori è l’emblema stesso della sua grandiosità, ossia il famigerato “O capitano mio capitano”. Da stare seduta sul cesso una settimana di fila solo per quello.
          Quanto alle recensioni dei libri, se ne trovano che sono praticamente più lunghe del libro perché contengono il copia incolla del libro più i commenti. E sono SEMPRE di una noia mortale (e quelli che si siedono vicino a te guardando il film che hanno già visto e per tutto il tempo non fanno che dirti: adesso lui le dice, adesso lei risponde…?)

        • Sì, beccarli al cinema è quasi peggio di quando il tuo vicino cincischia col sacchetto di patatine o produce orrendi borborigmi con la cannuccia e il bicchierone di Coca…

        • Mai andare a vedere un film con qualcuno che l’ha già visto. Quel qualcuno vorrebbe vederti piangere in quel preciso fotogramma che lo ha straziato e si aspetta che tu rida a crepapelle per quella battuta che tu troverai molto idiota. I film, come i libri, vanno prima sperimentati di persona senza intermediari. Sono interessanti le indicazioni, ma dipende sempre da dove arrivano. Poi insieme si può ragionare.

        • Anche se di solito, perlomeno nel mio caso, consigliare dei film è assai meno difficile che consigliare certi libri. Mi sembrano due cose abbastanza differenti come tipologia e, a dirla tutta, se consiglio un libro che non poi piace ci resto assai male, molto di più che nel caso di un film non apprezzato.

        • Mah, non so. Forse perché un libro richiede più tempo, più attenzione, più impegno, mentre la visione di un film è meno impegnativa… Comunque è tutto così soggettivo…

  1. Non è che ho capito molto bene… scusami Barbara, ma chi sono i Serafini Silenti?
    Vabbé che l’altro ieri sono andata al Pronto Soccorso perché sono caduta e mi hanno fasciato il piede. Però non ho battuto la testa, quindi dovrei capire.
    Allora se non ho capito la storia dei Serafini vuol dire che sono proprio messa male di mio.
    Ciao Barbara.

    P.S.: è un piacere leggere la tua gioia di vivere (riferito alla tua nuova vita lì, dove abiti adesso).

    • I silenti sono quegli uomini che passano di qui, leggono (forse ridono e sorridono, insomma si divertono anche), ma non commentano. Non lasciano traccia del loro passaggio. Ma ci sono. Non ti sei mai accorta della loro presenza, Vittoria?
      Giusto Barbara?

        • Ciao Amica! Mi fa male un pochino, ma è gonfio e nero.
          Ho messo gli scarponi alti alle caviglie così posso andare in giro, se no, è un casino qui.
          (ho finito di leggere il tuo libro). Non sono una critica d’arte (intesa come ogni genere di arte, e poi li detesto i critici) ma mi esprimerei così: il mondo è pieno di donne che con la loro sola esistenza e con quello che fanno nel quotidiano, ti viene voglia di sedertici accanto e non fiatare nemmeno… Solo respirare la loro presenza, la loro essenza: perché ricorderebbe quella delicatezza che hanno solo certi fiori appena colti da terra.

      • Hai chiesto a me?
        Mi fa male il piede, perché ho preso la curva di un reparto del supermercato come fossi la Deborah Compagnoni e sono scesa i volata… sul mio povero piede (coi miei 68 chili di ciccia) e così mi sono procurata una distorsione, mi sono.
        Mi spiegate tutti quanti come fate a restare svegli a quell’ora? Io sono capace di addormentarmi con la testa appoggiata alla tastiera del computer, cosa che ho fatto puntualmente ieri sera.

        Ciao carissima Carla, non mi sono accorta di niente sui serafini). E poi come si fa a capirlo? Sono letteralmente ignorante sulle cose tecnologiche e uso il pc come se fosse un alieno: uno sconosciuto che va ancora analizzato. (anche se non credo all’esistenza degli alieni).

        • Cara Vittoria, come facciano a rimanere svegli fino all’ alba me lo chiedo sempre anch’io… Per quanto riguarda le tecnologia e uso del pc sei in buona compagnia: so fare quelle due o tre cose e oltre non vado. Ciao.

        • Per l’infiammazione provocata dalla distorsione, foglie di cavolo (me l’ha insegnato la mia fisioterapista): togli la costa grossa al centro, lavori le foglie con una bottiglia a mo’ di mattarello (non con un mattarello di legno, che ne assorbirebbe l’umidore) per ammorbidirle rompendone le venature e poi ne metti due o tre strati sopra la parte infiammata, fasci con una benda elastica e lasci lì il tutto per un paio d’ore, poi togli, lasci respirare qualche ora e poi lo rifai. Funziona. Funziona anche con la ricotta, però quella poi puzza, soprattutto col caldo (non che il cavolo sia profumato, ma è tutt’altro tipo di odore).

          Pienamente d’accordo su tutto quello che hai detto della nostra Amica (anche se ogni tanto la faccio arrabbiare facendole i dispettini perfidi)

  2. Mannò che non me la sono legata..
    Stamo a scherzà, no?
    Volevo solo citare la celeberrima canzoncina-sfottò di.. Proietti.. Manfredi.. Sordi?

    Te c’hanno mai mandato a quer paese?
    Sapessi quanto gente che ce sta…
    così che m’encoraggio e me consolo
    cor fatto de mannammece da solo…
    E va…. e va… che si ce devi anna’, ce devi anna’.

    Sulla faccenda “raccontare la trama dei film” sono con Carla, a prescindere.

  3. Adesso la mia risposta @ Vittoria è tardiva e fuori posto: ma, dando per scontato che mi spiace per il tuo piede, vorrei sapere di che ciccia parli ( se io pesassi ancora sessantotto chili, come nel ’68 o giù di lì, con due figli all’attivo, salterei come un grillo ).
    Lo stare svegli fino a tardi penso sia un po’ “genetico”, perché c’è chi patisce il sonno la sera e chi la mattina.. O anche indotto dalle abitudini di vita collaudate, non so.
    Appena sposati, ricordo che G. mi ossessionava col tormentone “La sera leoni, la mattina coglioni” ( scusa la scurrilità😉 ): ma adesso siamo più o meno pari, andando a dormire a mezzanotte/l’una, se si eccettua il periodo in cui ho incominciato a svegliarmi alle 5/6 del mattino, e questo coincide con.. va’ a vedere le date delle prime cose che ho scritto ( ’97 )
    Capisci? Era un giro di boa: e con ciò rispondo anche al tuo commento sul libro: mi vergogno un po’.. mi commuovi, ma sono felice che ti abbia fatto quest’effetto..
    Non so che altro dire, ma ridimensioniamo il tutto: quello che faccio nel quotidiano è davvero poco, ormai, e di questo sì che dovrei arrossire..
    Scusami, Barbara, ma “dovevo” rispondere qui..

    • Penso che Barbara sia soddisfatta quando i libri che ci consiglia, poi li apprezziamo e lo diciamo, no? Io li ho comprati tutti quelli che lei ha consigliato e ancora la ringrazio. Anche Samuele li ha letti tutti e grazie ai suoi consigli ha iniziato a leggere i ‘veri’ (come dice lui) libri.

      • Quindi tu consideri anche il mio un “vero” libro?!
        Non un mattonazzo, intendo.. come parrebbe a prima vista, dalla stazza😉
        Ma è un complimentone, evviva!

        • Sì. Un vero libro. Da leggere e sottolineare in più punti.
          E quello che ho scritto a te, riguardo alle donne, era – non casualmente – dedicato a moltissime donne.
          L’ho scritto rivolto a te, ma pensando alla padrona di casa. Senza nulla toglierti. Anzi.
          Perché è solo grazie a lei – se ho capito la forza insita nelle donne. Prima no, mi dispiace. Non l’avevo ancora conosciuta, una femmina così.
          E ringrazio pubblicamente mio figlio e mio nipote, perché loro due leggevano il Cannocchiale da molto tempo ed è grazie ai due teppisti che l’ho potuta apprezzare e conoscere anche io, in seguito.
          Brava, Barbara. Un immenso, inesprimibile grazie per il tuo contributo alla mia semplice vita.

        • Mi sembra giusto!
          Saprebbe di commemorazione..
          Grazie, Carla e grazie, Vittoria: e, per la stessa ragione “amplificata”, grazie, Barbara!

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