«CHE COSA SIGNIFICA PER LEI AUSCHWITZ?» «NULLA»

Riordinando e selezionando le montagne di carte che non avevo avuto tempo di sistemare prima del trasloco, mi è saltato fuori un ritaglio del Corriere della Sera, che facendo un po’ di calcoli dovrebbe risalire a quindici anni fa, con questo articolo.

BERLINO – «Lei deve sapere che ad Auschwitz uccidere le persone era assolutamente normale: ci si abitua presto, due o tre giorni al massimo». Ma le pesa essere stato laggiù? «Naturalmente no, ho fatto un lavoro importante per la scienza, ho potuto condurre su esseri umani esperimenti che normalmente sono possibili soltanto sui conigli».
Memorie di un ex medico nazista. L’ultimo ancora in vita del gruppo di macellai che assistevano Josef Mengele nel lager di Birkenau in uno dei più raccapriccianti capitoli degli orrori hitleriani. Memorie col cuore in mano, senza un’ombra di pentimento, con una pignoleria didascalica e agghiacciante nella cura di mimare perfino l’agonia delle vittime. Memorie raccontate all’ombra di un crocefisso nel decoro borghese e sereno di una casetta nella Baviera profonda. Difficile trovare illustrazione migliore per la «banalità dei malvagi» di cui parlava Hannah Arendt.
Lui si chiama Hans Münch, ha 87 anni e vive, tranquillo pensionato, a Rosshaupten sul Forggensee. Benvoluto da vicini e conoscenti, per nulla turbati dal suo passato: «Era medico ad Auschwitz? Ma è successo così tanto tempo fa». Nell’ubriacatura mediatica della campagna elettorale tedesca, è passata quasi sotto silenzio in Germania l’incredibile intervista concessa da Munch a Bruno Schirra, giornalista indipendente che l’ha pubblicata il 26 settembre su Der Spiegel. Nessuna reazione, nessun seguito.
Le molte telefonate ricevute, come ci ha spiegato Schirra, venivano tutte dall’estero, dalla Francia, dagli Stati Uniti, dall’Italia, dall’Ungheria.
Lavorò per 19 mesi, Hans Münch, alle dipendenze di Mengele, capo-medico nel più celebre lager dell’Olocausto e «amico fra i più simpatici» nel giudizio del nostro, il quale afferma «di non poterne dire che bene». Ci andò volontario, si fece perfino raccomandare per entrare all’«Istituto d’igiene» di Auschwitz dove «le condizioni di lavoro erano ideali». Il suo compito? «Analizzare il materiale umano che ci mandava Mengele: teste, fegati, midollo spinale». Oppure, racconta Munch a Schirra mentre sbocconcella un panino al prosciutto, si applicava a «iniettare ai prigionieri streptococchi nelle braccia o pus fra le gengive». Normale amministrazione, si sentiva «come un re». Compassione per le persone? «Questa categoria non esisteva. Io mi sono messo a posto la coscienza evitando a un paio di prigionieri di finire nelle camere a gas».
Processato per crimini di guerra a Cracovia nel 1947, Hans Münch era in effetti stato assolto dopo che alcuni ex detenuti avevano testimoniato in suo favore. «Ha rischiato personalmente», recitò la motivazione della sentenza. Nel 1995, Eva Kor, una ex deportata, ha invitato Münch ad Auschwitz per i cinquant’anni della liberazione e, prendendogli la mano davanti ai forni, lo ha perdonato. Schirra però smaschera la leggenda della «buona coscienza del lager».
L’intervista tradisce un antisemitismo privo di ogni remora. Ancora oggi l’ex collaboratore di Mengele accusa gli ebrei di «avere largamente infettato molti settori, in particolare la medicina». E definisce «i peggiori di tutti» gli ebrei dell’Est, «plebaglia terribile, cosi servile da non potere essere neppure definiti esseri umani». «Mio Dio, come mi vergogno di essere tedesca», commenta la moglie di Münch durante l’intervista. «Io no», reagisce lui sorpreso.
Le descrizioni quasi tecniche dello sterminio lasciano senza fiato: «Li gettavano a pile nei forni, i corpi si carbonizzavano ma non volevano saperne di bruciare. Un problema tecnico che fu presto risolto». Meglio, «senza dubbio molto meglio quando venivano gasati». Per Münch, testuale, «un atto umano» che lui può in tutta tranquillità recitare davanti al giornalista, aprendo la bocca come facevano i dannati di Auschwitz «per cercare di respirare l’ultima oncia d’ossigeno», mimando l’agonia dei morenti con «le mani strette alla gola» e cercando di riprodurre il rumore che saliva dal petto «come il ronzio di un nido d’api». Poi, aperte le porte, «stavano tutti li, ogni tanto affastellati a piramide, i bambini sempre sotto calpestati, altre volte in piedi, come statue di basalto». «Cosa significa per lei Auschwitz?», chiede Schirra. «Nulla››, risponde Münch.
Paolo Valentino

Dopo averlo letto l’ho ritagliato e portato a scuola per farlo fotocopiare e leggerlo in classe. Ed è stato qui che la mia Ruth se n’è uscita con una delle sue osservazioni fulminanti: “Ma questi qui si dovrebbero decidere: o gli ebrei erano esseri umani, e allora devono una buona volta ammettere di essere degli assassini, oppure non sono assassini perché gli ebrei non erano esseri umani, e allora perché gli esperimenti condotti su di loro dovrebbero essere più validi di quelli condotti sui conigli?”

barbara

  1. La moglie si vergogna di essere tedesca, a sentire queste storie, il nazistone no. Ma se la moglie non è d’accordo con quel che i nazi han fatto, perchè si è sposata con un nazista?

  2. Eppure, nella mia esperienza i tedeschi sentono il peso del nazismo -e dell’olocausto.- come un macigno…
    Pero’, tanti anni non bastano a lavare la colpa di chi ha partecipato al massacro: questo in galera a vita dovrebbe essere, cella di un metro per due e luce sempre accesa.

    • Per una volta userò un’espressione che detesto: non si può generalizzare. Nella mia classe a Parigi c’era un prete tedesco. Un giorno ci siamo trovati a discutere su Napoleone, sul perché, soprattutto da parte dei francesi ma non solo, ci sia un diffuso sentimento di simpatia nei suoi confronti visto che in fin dei conti era pur sempre un dittatore. Ci sono stati vari interventi, varie prese di posizione, poi è intervenuto il prete tedesco. Occhi chiusi, mani serrate talmente forte da avere le nocche bianche, la voce che a ogni momento rischiava di spezzarsi: “Noi ne abbiamo avuto uno, di dittatore. Come è andata a finire non ho bisogno di raccontarlo a nessuno. Non chiedetemi di distinguere tra dittatore e dittatore: un dittatore è un dittatore, punto”. E quei pugni serrati, quegli occhi chiusi, quella voce rotta rendevano più chiaro di ogni altra parola aggiunta il pensiero e il sentimento che stavano dietro a quelle parole. E ci sono anche quelli che, venuti dopo, pur senza avere alcun dovere di farlo, hanno sentito il bisogno di prendersi tutta intera sulle proprie spalle la responsabilità di quanto fatto dai loro padri e dai loro nonni (https://ilblogdibarbara.wordpress.com/2013/01/13/ma-dopo-i-padri-vennero-i-figli/). E ci sono quelli che ma che palle sto olocausto fatela finita, quelli che ma noi cosa diavolo c’entriamo, quelli che ma siamo proprio sicuri che gli ebrei fossero proprio degli agnellini innocenti e non abbiano fatto niente per meritarselo. Eccetera. E poi ci sono quelli come questo qua, come Priebke, e altri che ancora infestano il pianeta, che l’unico rimpianto che hanno è di non averne fatti fuori di più.
      Sulla conclusione sono perfettamente d’accordo.

  3. Qualunque sia la data, millenni, secoli, decenni, adesso ..non ci sono parole per poter descrivere le sofferenze umane, morti , persecuzioni . atti che superano la ferocia delle
    bestie.Migliaia di persone anientate, interi popoli sterminati, civiltà quasi scomparse..
    La storia dei popoli ne è tristemente ricca. Documentata in forma scritta.
    Non ha avuto un cessare, tutto è continuato nonostante il progredire della civiltà e con
    questa a pari passo sono cresciute e via via sempre piu’ sofisticate le armi di offesa.
    Guerre. Rivoluzioni non sempre per con esiti evolutivi positivi..
    I fatti piu’ assurdi sono accaduti il secolo scorso. Il piu’ eclatante l’ incentivare dell’ assurdo Odio verso gli ebrei fino a scoppiare nel boom della follia di un popolo seguito da
    vari sostenitori e piu’ che innumerevoli ideologicamente di tanti paesi affini all’ ideologia
    Oltre…i 6milioni di ebrei trucidati ! Non ci sono parole per descriverlo mettendoci tutto l’ ingegno che delle menti criminali possano mettere in atto.
    Molto è documentato con tante modalità.
    Fortemente nauseante provando un forte senso di rabbia impotenza nel vedere, leggere
    ..ascoltare quegli esseri che hanno contribuito allo sterminio e che nella maniera spudoratamente candida …asserendo ho fatto quello che c’ era da fare…etc….
    E’ piu’ che inaudito sembra che parlino di uno sciame di mosche, insetti devastanti,
    Il tutto è tristemente alla portata di mano…libri, documenti..video. Basta volere vedere e
    sentire, forse provando con masochismo, ma legato al forte senso di empatia che può
    essere in vari gradi presente nell’ essere umano.
    E Ricordare! Ricordare perchè è impossibile lasciare cadere fra altri ricordi anche banali
    tutta l’ assurdità che il poolo ebraico ha dovuto subire. Se negano non importa, và sempre fatto sentire sempre forte. Molto è documentato
    I negazionisti…antisemiti sono il residuo di quei folli criminali, i nazisti.
    Cresciuti nell’ odio che ha continuato a prosperare, seguendo le solite ideologie arcaiche
    nei confronti degli ebrei ora israeliani .perchè hanno una Patria,la loro.
    Una certa elite li ha nutriti con menzogne, informazioni false…e probabilmente non vi è
    nessun sentore di sapere, conoscere oltre a quello che viene somministrato.
    La storia…dovrebbe avere insegnato, maturando idee che dovrebbero accrescere con
    il passare del tempo.
    Niente fermi li’ con fare sull’ anarchico a cui piace appoggiare chi usa le armi e tutto quello che può portare all’ aggressione rifiutando ogni lettura che và oltre alla loro ideologia.
    Lo trovo follemente maniacale! Queste sono anche le persone che non vedono altro, se non la Palestina. L’ orrore che credo che possono provare leggendo o vedendo quello
    che non và nel M.O…attualmente e non solo è solo momentaneo. Ci sono una miriadi
    di fatti,occasioni per potere appoggiare i piu’ deboli .Niente solo la fissazione della Palestina…e volere colpire in tutte le modalità possibili Israele i sionisti.
    Scuse…per il mio sfogo.

  4. Buongiorno, ho letto con molto interesse l’articolo e mi sono informata su altre fonti, in particolare questa: xxx dove si sostiene che Munch non sia un testimone attendibile.
    Perchè non scrive una replica?

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