GLI AMANTI TRISTI DI MONTESACRO ALTO

Ora ti racconto la storia degli amanti di Montesacro alto, che è un quartieraccio presuntuoso e reietto della capitale. Sorge dove si rifugiarono gli schiavi ribelli di Spartaco e dove Menenio Agrippa raccontò il suo celebre apologo sulle membra lo stomaco e la testa… Le case sono tutte di 14 piani, parallelepipedi grigiastri con qualche alberello  disperato messo lì per far pisciare i cani. Ceto medio criminalpretenzioso e miseria ben mimetizzata, in un quartiere che  ha gli abitanti di Bologna più Ravenna messi assieme, ma un solo commissariato e due farmacie. Niente cinema, niente teatri, niente di niente. In questa landa romana viveva una coppia di giovani sposi. Lui rappresentante di commercio lei casalinga annoiata. Come tutti i lunedì il giovane sposo prende il campionario, bacia la moglie e via! a ”far piazza” fuori Roma. Ma giunto al casello dell’autostrada, si accorge di aver sbagliato borsa. Rapida conversione  a ”U” e ritorno a casa. Ma la porta è chiusa dall’interno e la moglie non apre e neanche risponde. Suona, suona suona, ma niente. Eppure la signora è in casa. Sinceramente preoccupato il povero marito pensa a un collasso, un incidente domestico, forse un suicidio. Chiama la polizia la quale di fronte alla porta blindata modello Fort Knox (tutti a Montesacro vivono blindati) chiama i pompieri. C’è una donna che forse è svenuta nel bagno, forse folgorata dal ferro da stiro, forse… in ogni caso non c’è tempo da perdere e i generosi pompieri danno la scalata a quella montagna di cemento grigio. Cinque piani con l’autoscala e altri tre con la scala a ganci! Una tecnica acrobatica, usata solo in Italia, che consiste nell’agganciare l’esigua scaletta da cornicione a cornicione da davanzale a davanzale. Il Vigile giunge alla finestra giusta, attraversa un bucato, scansa i gerani morenti, spacca il vetro,  apre, scavalca, entra e….. Davanti a lui il classico amante in mutande che col ditino sul naso lo implora di fare silenzio, di andarsene e far finta di nulla. Intanto la fedifraga in pianto rifaceva il letto per cancellare ogni traccia del tradimento.
”Vada via, torni giù… dica che… dica quello che vuole… ma vada via, lui non sospetta niente, ma è gelosissimo, ha un caratteraccio e… fa lotta grecoromana, essendo un rappresentante di preziosi è anche armato, ci ucciderà!” Il pompiere si grattò la testa sotto l’elmetto e gli spiegò che le scale erano affollate di condomini in ansia, sulla cui sincerità non si sentiva di garantire, ma erano tutti lì col nasino in su nella tromba delle scale. E anche tutto il commissariato era sul pianerottolo, così come il portiere, la famiglia del portiere e i portieri delle case attigue. Tutti lì a fingersi preoccupati per le sorti della signora, in realtà tutti a pregustare il botto, l’uxoricidio, la vendetta, il sangue! ”E poi” concluse il pompiere” con la scala a ganci si può solo salire e non scendere … Ce tocca uscì dalla porta, siete fottuti”. Ma prima di aprire fu folgorato da un lampo di genio, che avrebbe salvato la vita ai due adulteri e a lui un sacco di tempo a far verbali.  ”Signora svenga!” Ordinò il pompiere senza concedere appello alla povera casalinga in pianto. ”Lei è appena riemersa da un infarto, un coccolone un deliquio… quello che le pare, ma stramazzi, si faccia venire una sincope un accidenti, e accidenti pure a voi che pe salì fino a qui me parevo Walter Bonatti me parevo, ma potevate annà a scopà ner mezzanino?!” Poi il geniale milite mise il suo elmetto in testa all’amante, gli legò la sua cravatta al braccio in modo da dargli un aspetto da milizia popolare, e come ultimo tocco da grande artista, gli mise l’accetta in una mano e la scala a ganci nell’altra. Assieme aprirono la porta e fecero entrare il marito della signora, il commissario, il portiere, il vicino dottore, il vicino preoccupato, la moglie del portiere, il parroco, i volontari della caritas, i sette figli del portiere, e una ventina di inquilini che improvvisamente erano stati colti da inaspettato affetto per quella giovane coppia di sconosciuti. Nessuno si chiese come avessero fatto a salire in due con la scala a ganci, e il matrimonio fu salvo. Ogni anno, ancora oggi, quando ricorre l’anniversario di questo fatto, alla stazione dei VVFF di via Genova arrivano quattro bottiglie di champagne francese e un centinaio di paste. È il tributo riconoscente di quelli che nell’ampia mitologia dei pompieri romani vengono  ricordati come: “gli amanti tristi di Montesacro alto”.

Storia autentica raccontata da Adriano Mordenti il 24/06/2001. E se non sapete chi è Adriano Mordenti, tanto peggio per voi, che non sapete che cosa vi perdete.

barbara

  1. E..poi vissero felici e contenti.
    Beh devo dire che il pompiere si è comportato in maniera intelligente. Probabilmente ha
    salvato un matrimonio …che dopo quell’ esperienza ..si sarà rinsaldato .
    Quasi da trama da film ..commedia all’ italiana.

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