ANCHE BOTTEGA VERDE

Bottega Verde è una ditta di erboristeria cosmetica, che lavora soprattutto per corrispondenza: prodotti buoni, prezzi ragionevoli, offerta vastissima; ho cominciato a servirmene, dopo che una collega me l’aveva fatta conoscere, nel lontano 1994. Da sempre tra le offerte di questa ditta ci sono i prodotti del mar Morto che, a differenza di altri che nascono, crescono e infine muoiono, non sono mai tramontati e sono sempre rimasti in catalogo: sali da bagno, fanghi, creme, maschera per il viso… Accanto al nome del prodotto, una volta campeggiava la dicitura “importati da Israele”. Poi un bel giorno l’aggiunta è scomparsa, e non c’era modo di sapere se volessero semplicemente risparmiarsi i fastidi procurati dai boicottatori, o se avessero cambiato fonte di approvvigionamento. Siccome però, oltre alla vendita per corrispondenza, hanno anche alcuni negozi, qualche giorno fa ho avuto l’occasione di vederne uno, e ne ho subito approfittato. Ho preso una maschera per il viso, sono andata al banco e ho detto alla commessa scusi, questa viene da Israele o dalla Giordania? Lei ha fatto un gran sorriso e ha detto: dalla Giordania. Io ho fatto un gran sorriso e ho detto: grazie. Ho rimesso la maschera sullo scaffale e sono uscita. E chiuso anche con Bottega Verde.

barbara

  1. Cavolo!
    Per non abbassarmi al turpiloquio.. fumo dalle narici.. grrrr
    Ma pensi che l’abbia capita?
    E a che serve che capisca una sola, che è l’ultima ruota del carro? E chiederle: Come mai una volta etc. etc. e adesso non più.. etc. etc.???
    Vado a dormire arrabbiatissima: non mi ci rassegno.

    • Non credo che abbia capito e se ha capito non serve né a me né a Israele: non è certo lei quella che sceglie la linea politica della ditta. Quello che mi interessa è di non sporcarmi le mani finanziando i boicottatori – e poco mi importa se lo fanno per convinzione o per paura.

  2. Infatti non sarebbe servito parlarne con la signora commessa in questione. E’ una linea politica che stanno seguendo in parecchi, nella cara vecchia nonna Europa, ad esempio l’Islanda.
    Una o due settimane fa, dopo diversi anni che non ci andavo, ero alla Metro con mio figlio,e sugli scaffali della frutta e verdura c’erano dei fiori del tipo “commestibile”: vale a dire quelli che si mettono sui cibi per guarnirli.
    Nelle confezioni c’erano piccoli girasoli, rose color corallo, piccoli glicini e calendule color zafferano. Giovanni ha preso le confezioni, attratto dai colori vivissimi dei fiori e ha letto “Provenienza: Israele” mamma arrivano da Israele, prendiamoli subito.” e dopo – tutto gasato – li ha postati sul suo profilo FB.
    Non è che mi servissero proprio proprio, ma è ovvio che mi servivano per “collaborare” con la nostra dolce e amata terra d’Israele. E ho visto che alla Metro ci sono diversi prodotti provenienti da lì, con tanto di dicitura.
    Mi ha fatto piacere.

  3. hai pensato alla possibilità che la commessa abbia dato la prima risposta che le veniva in mente, senza conoscere nulla della provenienza della merce né dell’altro sottostante, solo per non mostrarsi impreparata agli occhi della gentile cliente? Capita, sai?

    • Penso che Barbara non se la sia segnata con la commessa, ma con la società Bottega Verde, che è l’ennesima dimostrazione del boicottaggio verso Israele. Una forma mascherata, perché ha tolto (o chi per essa) dall’etichetta del prodotto la provenienza – pensando ‘senza colpo ferire’ – ma la mossa è stata subdola e altrettanto velenosa.

  4. Scusa se mi viene da ridere a fronte di un argomento serio, ma vorrei tentare di sdrammatizzare. C’è una vecchia battuta che dice che se vi sono 99 spiegazioni a suo favore per una frase pronunciata da un uomo ed 1 contro la donna attribuisce sempre e solo quella contro. E non venirmi a dire che è perché è l’unica vera, perché succede ogni volta (esperienza di una vita mia e dei miei due figli).
    La spiegazione più ovvia che io darei è che la commessa, basandosi sul mainstream, abbia ritenuto saggio dare la risposta che statisticamente sarebbe stata più gradita.
    Ma mi sono preso la briga di leggermi il Codice Etico dell’azienda, nel quale figura la seguente frase (punto 3.4):
    “Scelta del fornitore
    I processi di acquisto sono improntati alla ricerca del massimo vantaggio per l’Ente, alla concessione delle pari opportunità ai fornitori, alla lealtà ed all’imparzialità: la selezione dei fornitori e la determinazione delle condizioni d’acquisto sono basate su una valutazione obiettiva della qualità e del prezzo del bene o servizio, nonché delle garanzie di assistenza e di tempestività.”
    Potrebbe trattarsi banalmente del fatto che il fornitore giordano abbia prezzi migliori.

    Ma avrai ragione tu, ovviamente (emoticon vari a scelta del lettore)

  5. Allora prossimamente farò anch’io un giro nel negozio di Bottega Verde che si trova vicino a casa mia e chiederò lumi. Vediamo cosa sono in grado di rispondermi.

  6. Leggo nel sito di Bottega Verde a proposito dei prodotti del Mar Morto: ” I sali del Mar Morto provengono dal famoso lago salato israeliano, nel quale si sono concentrate per millenni sostanze attive preziosissime.”

    • Ho cercato nel sito le cose scritte da Marcello e da Carla, ma non le ho trovate. Ovviamente l’ipotesi che la commessa abbia detto la prima cosa che le è venuta in mente l’ho presa in considerazione, ma resta il fatto che la dicitura “importati da Israele” è stata tolta. Ed è stata tolta quando sono cominciate le contestazioni pesanti nei confronti di Israele: proprio in quel preciso momento lì è successo che Israele ha alzato i prezzi o la Giordania li ha abbassati?
      In realtà, pensandoci, ho fatto la domanda sbagliata ponendo l’alternativa: avrei dovuto chiedere da deve vengono.
      @Marcello: sulla faccenda delle 99 spiegazioni contro una posso anche essere più o meno d’accordo, ma non credo che in quel negozio ci siano decine di clienti al giorno che chiedono la provenienza dei prodotti del mar Morto e li comprano se si dice Giordania e li scaraventano via se si dice Israele, al punto da creare un mainstream che da un certo momento in poi guida la commessa nel dare risposte.

      • Per quanto relativo al Codice Etico : http://tinyurl.com/qg2uocr
        poi vai a fondo pagina e visualizza il pdf.
        Un’azienda che si preoccupa di mettere per iscritto un codice così dettagliato a mio parere è poco probabile che si faccia coinvolgere nel boicottare Israele, ma tutto può essere.
        Comunque la cosa mi diverte, per cui io vado avanti con altri dei miei 99 argomenti.
        LA DICITURA “IMPORTATI DA ISRAELE” E’ STATA TOLTA
        1) E’ divenuto difficile o impossibile rifornirsi con regolarità
        – Il boicottaggio delle spedizioni da Israele rende la cosa problematica
        – Gli spedizionieri rifiutano la merce (variante del punto precedente)
        – Altri motivi a piacere
        2) L’Ufficio Marketing ha deciso che sia opportuno togliere la dicitura
        – Il fornitore israeliano pretende la dicitura e rifiuta di fornire i fanghi.
        – Il fornitore israeliano è d’accordo e lascia che vengano raccontate frottole
        (business is business). Questa, a mio parere, è la versione più probabile.
        Se si voleva enfatizzare il fatto che i perfidi giudei non avrebbero più
        guadagnato dalla vendita bastava sostituire “Giordania” a “Israele”.

        Per mainstream intendevo quello generale, ostile ad Israele, e non quello del negozio…
        La cosa mi intriga; se le tue note fonti del Mossad non sono in grado di documentarti, basterebbe una innocente domandina dall’area dei contatti su qual’è il luogo di provenienza dei fanghi del Mar Morto, che hai visitato e che ti ha afffascinata così tanto…

        • Embè, sai, il Blondet è un professionista del complotto e della dsinformazione. Oltre che dell’antisemitismo a manetta – e non a caso è ospite amatissimo nei siti nazisti e negazionisti.

        • Blondet tutto sommato è divertente, meglio di Lercio!
          La cosa un po’ inquietante è che ci sono persone(per fortuna pochissime) che gli credono, e lo considerano pure un gran giornalista indipendente.

          Ma del resto c’è anche gente che prende sul serio gli articolo di Lercio e siti satirici simili, quindi non ci possiamo lamentare troppo!

        • E non lo so mica, sai, se siano davvero così pochi quelli che considerano Blondet come uno con le palle quadre che non si fa intimorire né dalla lobby ebraica né dalle multinazionali e ha il coraggio di denunciare la verità.
          Quanto al fatto che ci sia gente che legge satira e non si accorge che è satira e va in giro a denunciare l’ennesima cosa sconvolgente, magari accompagnandola col fatidico “diffondete!”, purtroppo è una tragica realtà (tragica per via del quoziente di intelligenza che se ne deduce) con cui tocca fare i conti. Però a trovare divertente quel losco e tristo figuro no, non ci riesco proprio (lercio sì).

        • Credo(e voglio sperare) che quelli che esaltano e condividono seriamente i link di Blondet( complottari simili) , siano una minoranza aggressiva, rumorosa, e iperattiva nei social network, per questo sembrano di più di quello che sono.

          Comunque anche volendo criticarlo e smontarlo sul serio, le argomentazioni di quell’articolo si sbugiardano in 2 secondi. I tedeschi non twittano #RefugeeWelcome semplicemente perché sono tedeschi, e quindi semmai twitteranno #FlüchtlingeWillkommen.
          E RefugeeWelcome è molto più twittato in UK, USA, Australia, Canada e India, perché sono tutti paesi anglofoni!

          Ci arriverebbe anche un bambino, incredibile come ci siano persone adulte che non sanno fare neanche 2+2, neanche la logica più elementare.
          Con questi cervelli di gallina non credo che ci sia da temere molto, i nazisti immagino che fossero propagandisti un tantino più sofisticati!

        • Le puttanate di Blondet sono sempre smontabili in due secondi, come quando, a riprova del fatto che l’11 settembre era opera del Mossad, ha scritto (oltre alla storiella degli ebrei ortodossi che sarebbero scesi dalla macchina per saltare e ballare di gioia) che infatti erano stati arrestati anche degli israeliani, trascurando il piccolo dettaglio che a) erano arabi israeliani, arrestati in un momento in cui arrestavano chiunque fosse anche solo vagamente sospettabile, b) sono stati rilasciati praticamente subito in quanto riconosciuti totalmente estranei. Ma al suo popolo la verifica dei fatti è l’ultima cosa al mondo a interessare.

        • Ma ai complottisti non viene in mente che se le cazzate che dicono fossero vere, non li inviterebbero a parlare in TV ed anzi, non li lascerebbero neppure scrivere nei blog?

        • Nelle democrazie nei blog può scrivere chiunque, ma nelle dittature no. E i complottisti lottano contro un immaginaria dittatura.

        • No, adesso ti spiego: la dittatura – nella quale indubitabilmente tutti noi viviamo – è subdola e astuta: ci lascia la briglia lenta sul collo per controllarci meglio e poi fregarci.

    • Ah già.
      Ma i loro ‘pensieri’ (per modo di dire) sono così arzigogolati che non si capisce più nulla.
      In realtà il rettilo-NWO si è ispirato alla banda Bassotti e a Gamba di Legno per i propri piani.

        • @Carla, ho visto la tua risposta, precedente alla mia, solo questa notte e ti lascio volentieri la primogenitura. Io ci sono arrivato per deduzione, rifiutandomi di credere che un’azienda italiana non dichiaratamente schierata potesse accodarsi al “Boycott Israel” per un solo prodotto. Si è trattato, ipotizzo, di un atto di prudenza del marketing per rendere meno visibile la provenienza del prodotto.
          Gli stessi imbecilli esaltati che impediscono l’accesso alle università o alle librerie potrebbero sfasciare una vetrina che contiene un prodotto proveniente dall’odiata Israele…
          Ma, tra le tante ipotesi possibili, potrebbe anche trattarsi di un “dispetto” fatto nella tipografia che stampa gli involucri e di cui l’azienda potrebbe essere all’oscuro.

        • Marcello, figurati… la mia era una battuta. Mi è venuto istintivo dare un’ occhiata al sito di Bottega Verde. Sarebbe interessante sapere effettivamente quali siano le motivazioni dell’ azienda.

        • Beh, che un’azienda da anni inscatoli i prodotti da spedire senza mai essersi accorta che qualche burlone gli ha cambiato la denominazione del prodotto, fra tutte le ipotesi proposte, abbi pazienza, questa è davvero la più assurda.
          Quanto al fatto che la cosa riguardi “un solo prodotto”, mi pare evidente: i prodotti del mar Morto sono L’UNICA COSA fra quelle prodotte da questa ditta proveniente da Israele, quindi se uno volesse boicottare Israele non può boicottare i prodotti a base di argan, burro di carité, olio d’oliva, olio di mandorle, vaniglia eccetera che hanno tutt’altra provenienza, ma unicamente quelli a base di sali e fanghi del Mar Morto.

  7. premesso che tutta la mia cosmesi si riduce a sapone e dentifricio, marca “sapone” e “dentifricio” del locale hard discount
    premesso che non so dove li fanno né chi né cosa ci mettono dentro, e che penso di continuare così

    vorrei esprimere una tiepidissima solidarietà a questi poveri stronzi che devono guardarsi dagli ossessi boicottatori e anche dagli ossessi antiboicottatori per sbarcare il lunario. a volkswagen, per dire, non succede.

    [questo commento è dedicato a una mia exfidanzata che si spalmava la faccia di “fango nero del mar morto” (traduzione letterale dall’inglese mia) e non se ne vergognava]

    • Anch’io mi spalmo la faccia di fango nero del mar Morto (e non mi sogno minimamente di vergognarmene), che sulla faccia è una mano santa. Che la VW riceva critiche e prese per il culo ma non boicottaggi internazionali e sit-in davanti alle ambasciate e marce di protesta è vero e il confronto non fa onore ai boicottatori. Che chi ha scelto di vendere roba israeliana non abbia vita facile è vero. Detto questo, rivendico il mio sacrosanto diritto di non comprare roba da chi boicotta Israele.
      PS: se dovesse capitarti di incontrare la tua ex fidanzata, salutamela e falle i miei complimenti per le sue scelte cosmetiche.

  8. Scusa Barbara forse dico una sciocchezza ma se non compriamo più i sali del mar morto non facciamo un danno solo alla catena di cosmetici, facciamo un danno anche ai produttori israeliani. Su questo punto dobbiamo prendere una decisione: o accettiamo che venga dichiarata la provenienza anche a rischio di vedere il prodotto boicottato, oppure scegliamo che la provenienza non venga dichiarata. Se la dichiarano ci arrabbiamo, se non lo dichiarano ce la prendiamo… al di là della commessa che forse ha deciso in autonomia o forse è stata addestrata, penso che l’unico modo per sostenere Israele sia acquistare i suoi prodotti, senza se e senza ma.

    • Scusa, ma non ho capito: io COMPRO i prodotti israeliani, io ESIGO che i prodotti che compro siano israeliani, io compro perfino melagrane e pompelmi che non mi piacciono, se ne trovo di israeliani, io non mangio datteri, che adoro, se non ne trovo di israeliani, e compro i prodotti del mar Morto solo se sono israeliani. Quindi, abbi pazienza, ma davvero non capisco il senso del tuo commento.

  9. Udite udite! Oggi in un piccolo negozio di frutta e verdura, in un minuscolo paese del Veneto, tra la frutta secca spiccavano dei gonfi sacchetti di arachidi con la dicitura in pennarello a caratteri cubitali: provenienza ISRAELE. E meno male!

  10. Sono liberista e contrario a tutti i tipi di boicotaggio,sia contro Israele che contro la Russia.Non ritengo giusto colpire i produttori e i lavoratori a prescindere.Occorre dialogo non certo boicotaggi.

    • Cioè tu dici che dovrei obbligatoriamente comprare da tutte le ditte esistenti e in tutti i negozi esistenti senza diritto di scegliere questo sì e questo no?
      Tra l’altro non mi è molto chiaro in che modo entri la Russia in questo discorso.

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