LE LOGICHE DELL’ITALICA SANITÀ

Non avendo gli esami del sangue (85 euro di ticket) evidenziato niente che possa giustificare il mio stato attuale, la dottoressa mi ordina una visita neurologica urgente. Quando vado a fare la prenotazione emerge che qui non c’è alcuna disponibilità, ma in un’altra città c’è posto già la mattina dopo, e quindi accetto. Non sarebbe molto lontano, meno di un centinaio di chilometri, ma al momento non sono in grado di guidare, e quindi devo andare in treno, e c’è da cambiare, sicché impiego più di un’ora e mezza. E per l’appuntamento alle undici e quaranta devo uscire di casa alle sette e mezza perché col treno successivo arrivo dopo mezzogiorno. Vabbè.
Arrivo lì e prendo un taxi. Nel foglio di prenotazione c’è scritto un indirizzo, che immagino essere quello dell’ospedale, per cui dico al tassista di portarmi all’ospedale, dove allo sportello informazioni mi indicano dove devo prendere il biglietto col numero per pagare (qui si paga anticipatamente: niente pagamento, niente visita) e lo sportello dove presentarmi quando esce il mio numero sullo schermo. Effettuato il pagamento, chiedo dove devo andare per la visita, e l’impiegata dice: in via B. 107: quella che è scritta sul foglio di prenotazione. Chiedo dov’è (immagino sia una parallela o una traversa di quella in cui c’è l’ospedale), e quella comincia a dire: deve andare fino alla stazione, là gira a sinistra e va avanti per un mezzo chilometro, poi… La interrompo: ci sono taxi qui davanti all’ospedale? No, dice, chieda allo sportello informazioni che gliene chiamino uno. E così ho fatto. Quindi la logica sarebbe questa: il posto in cui si fa la visita e quello in cui si paga per fare la visita sono esattamente ai due lati opposti della città, con parecchi chilometri in mezzo. Chi è del posto ed è in forma, lo può fare in bicicletta (in entrambi i parcheggi c’è una fila interminabile fuori, di auto che aspettano che esca qualcuno per poterne prendere il posto), chi viene da fuori o non è in forma, o non ha qualcuno che l’accompagni, o ha una pensione al minimo da non poter prendere un taxi dietro l’altro, si impicca.
Poi, giusto per la cronaca, tutti gli accertamenti diagnostici effettuati dal neurologo hanno dato esito negativo: la testa è a posto (e voi piantatela di ridere o vengo là e vi meno), il che è un notevole sollievo. Resta tuttavia da capire da deve venga questo disastro che mi è piombato addosso.

barbara

 

    • Mannò, era voluto: è un test per escludere problemi di orientamento, misurare la resistenza allo stress, vetificare la capacità di problem solving, testare le condizioni (oltre a quele psichiche) fidiche, sbugiardare subito i falsi invalidi….

    • Il tassista ha tentato di spiegarmi come sia venuto fuori questo casino, ma era una storia talmente incasinata che non ho capito niente. Anche qui ospedale e poliambulatorio sono in due edifici distinti, ma sono a cinque minuti a piedi uno dall’altro, e comunque la cassa c’è in entrambi.

  1. Ménami, ménami.. che non sono riuscita a non ridacchiare, in effetti.
    Tutto sommato, il sollievo lo ( mi ) giustifica, ma poi, a ripensarci, c’è da farsi venire i fumi, quelli che penso siano venuti anche a te..
    Mi sa che non ti resti che una cosa da fare: ignorarli, i problemi!

  2. Nel mio vissuto….” la definisco situazione fantozziana ”.
    Altalenando….fra i consigli non ci pensi…stia attenta…non sempre nei giorni siamo in grado di accettarli..
    Intanto il sapere che gli esami consulenza siano andati bene tranquillizza…ma il problema persiste, allora è normale incazzarsi.anche perchè nel tempo persistendo ..certi inconvenienti oltre che nel fisico anche l’ umore ne risente.
    Ti auguro di potere arrivare a qualcuno che sappia arrivare a darti delle risposte valide.
    ”….sono arrivato a pensare…ad un consulto in Israele…durante una tua vacanza..”
    Poi…sai tu come agire…facendo anche ricorso al medico di base…varie documentazioni
    ed eventuale consulenza

    .

    • Non credo di essere abbastanza ricca da potermi permettere un consulto extracomunitario, e comunque in Israele ho sempre fatto viaggi, non vacanze da potermi ritagliare giorni per questo. Quanto ai consigli, già sono insopportabili sempre, figurati quando oltretutto stai anche male.

  3. Le parole della ministra svedese Margot Wallstrom ..sono ripugnanti, da vergognarsi a volerle trasmettere. Fogna di essere a 2 gambe. Umano non mi voleva venire, è troppo.
    Offensiva” a dire poco..” per il popolo ebraico, Israele e per chi crede in certi valori.
    Da prenderla a labbrate! E…sono questi i rappresentanti dei cosiddetti stati..democratici !
    Eredi del nazismo!

  4. meno male che siamo in quell’epoca in cui la tecnologia permette di far tutto dal cellulare, pagamenti compresi. C’è un’app per ogni stronzata, si compra online ogni genere di merce, si sono organizzate anche le ragazzine che sanno come farsi pagare per prestazioni di un certo tipo, fosse mai che la sanità riesce a organizzarsi in qualche modo che dimostri che è uscita dal medioevo, eh…

    • fosse mai che la sanità riesce a organizzarsi in qualche modo che dimostri che è uscita dal medioevo, eh

      Oh, non scherzare, che stai proponendo a gente pagata a prescindere di lavorare per poter lavorare di più

      Fa la coda e zitta, per carità! Oppure paga per visite private

      Vabbé, diciamo le cose come stanno: mica sono quelli della sanità che fanno le app e compagnia cantante. Mica che quelli che fanno le app le fanno gratis.

      Quindi, per informatizzare come si deve la sanità e tante altre belle cose che abbiamo, la buona volontà e la preparazione nel settore medico non bastano certo, servono anche decisioni dall’alto, fondi per pagare quegli sciammannati che giocano coi bit e insistono a non lavorare aggratis – e bisogna anche trovare gli sciammannati giusti (questa sì che è un’impresa) e coordinarli come si deve (che mica te ne bastano due – e qui siamo al miracolo), epppoi bisogna anche investire nell’hardware (e anche lì, sembra facile…), nella formazione (oh, stanno medici e infermieri e persino segretari/e, non smanettoni), prevedere manutenzioni e aggiornamenti – e c’è la crisi, la cassa integrazione, gli esuberi, i contributi non pagati, le ferie e persino la malattia (a parte il mio medico di famiglia che pare immune a qualsiasi cosa, ma prima o poi scoprirò come fa), e parliamo di un carrozzone che è cariatideo di suo -altro che medioevo. Certo, sono attenuanti, mica scuse sufficienti, comunque qualcosa qua e là si comincia a fare, almeno in qualche struttura, dove le prenotazioni online sono già una realtà. Ma tu guarda anche la popolazione: nonostante si sia nel 2015, ce ne sono così che non distinguono un lettore CD da un portatazza: te li vedi a compilare una richiesta online? Da casa, magari, dove il pc manco ce l’hanno…

      (Vado! Vado!!)

    • Ha già detto più o meno tutti CimPy (te l’ho già detto che sembra il noe di un supermercato?). Aggiungo che ad avere più bisogno della sanità in genere sono le persone più anziane; è veroche conosco ultranovantenni che smanettano alla grande, ma non credo che questa sia la regola. Qui comunque, per lo meno, sono organizzati in modo da avere il quadro delle disponibilità per tutta la zona, il che è già qualcosa.

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