CON GLI OCCHI DEL NEMICO

È un libro che mi è caro, perché mi è stato regalato da una persona che mi era cara e a cui ero cara – per quale motivo abbia poi deciso, di punto in bianco, che le nostre strade si dovessero separare, ancora dopo tanti anni non l’ho capito, né me ne sono fatta una ragione, ma questa è un’altra storia. C’è poi da aggiungere che, a differenza degli altri due venduti, tanto amati dagli antisemiti nostrani, talora noiosi (Ritorno dall’India), talaltra addirittura illeggibili (Storia d’amore e di tenebra), Grossman sa scrivere, e scrive bene qualunque argomento tratti. Detto questo, e venendo al dunque, l’unica cosa che si può dire del contenuto di questa stilisticamente gradevole lettura, è che è un autentico delirio, che non è imputabile – questo bisogna chiarirlo – al dolore per la perdita del figlio: la sua posizione era questa anche prima. E una delle manifestazioni più lampanti del suo delirio è l’attribuire la causa di tutto all’«occupazione» e, contemporaneamente, ricordare che “il conflitto militare e nazionale” dura da più di cento anni. E ci racconta, degli israeliani, di una violenza non meno brutale di quella dei loro nemici. Ci racconta che “ogni settimana centinaia di israeliani si schierano davanti all’ambasciata polacca a Tel Aviv per chiedere la cittadinanza”. Mentre tutti i nemici di Israele lamentano che tutti i governi di Israele non hanno fatto che far aumentare la presenza ebraica negli insediamenti, Grossman, oltre a raccontarci di un’intera popolazione israeliana tormentata dal senso di colpa per l’occupazione, sostiene che nonostante una propaganda martellante e scandalose facilitazioni economiche e milioni di dollari investiti, pochi sono andati a vivere negli insediamenti, a riprova del fatto che agli israeliani quelle terre non interessano e che la cosa migliore da fare è ritirarsi da lì, così finirà l’odio e verrà la pace (è vero che il libro è stato scritto qualche mese prima del ritiro – della deportazione di ottomila ebrei – da Gaza, ma era già avvenuto il ritiro dal Libano, che aveva portato un aumento esponenziale dell’odio e degli attacchi terroristici).
In effetti non c’è una pagina, non c’è una frase, non c’è una riga di questo libro che non sia delirio puro. Per meglio esemplificarlo, ne riporterò alcuni passaggi.

Ho paura che dopo decenni in cui abbiamo concentrato gran parte della nostra forza e del nostro sangue, delle risorse intellettuali, dell’attenzione e del talento inventivo sui nostri confini esterni, per difenderli, per corazzarli sempre più, dopo tutto ciò noi, forse, stiamo per diventare come un’armatura dentro la quale forse non c’è più nessun cavaliere, nessuna persona.
Quindi sarebbe stato molto meglio rinunciare a difendere i confini esterni, e così si sarebbe rimasti persone. Persone morte d’accordo, ma pur sempre persone: vuoi mettere il vantaggio?

Ovviamente non è una cosa facile né semplice quella di leggere la realtà attraverso gli occhi del nemico. È spaventosamente difficile rinunciare ai nostri sofisticati meccanismi di difesa, esporci ai sentimenti vissuti dal nemico nel conflitto con noi, nella lotta contro di noi, a ciò che prova nei nostri confronti. È un’ardua sfida alla nostra fiducia in noi stessi e nelle nostre ragioni. Contiene il rischio di sconvolgere la «versione ufficiale», che è per lo più anche l’unica lecita, «legittima», che un popolo disorientato, un popolo in guerra, racconta costantemente a se stesso.
Anche se forse si potrebbe capovolgere quest’ultima affermazione e dire che non di rado un popolo si trova in uno stato di conflittualità permanente proprio perché è invischiato in una determinata «versione ufficiale»…
Quindi non è che Israele si trova in guerra perché i suoi nemici l’attaccano, assolutamente no! Il motivo vero è che la «versione ufficiale» (elaborata da chi, piacerebbe sapere) obbliga gli israeliani a combattere facendogli credere di essere attaccati, il che è assolutamente falso, come inequivocabilmente dimostra questo video

Non di rado diciamo a noi stessi che adottiamo metodi rigidi, che ci comportiamo in modo violento e brutale solo ed esclusivamente perché siamo impantanati in una guerra, e quando questa sarà finita smetteremo immediatamente di fare così e torneremo a essere quella società e quel popolo morali, nobili, che eravamo prima. Può anche darsi, però, che proprio il nemico, colui verso il quale attiviamo quei meccanismi di ostilità e violenza, colui che ne è divenuto la vittima, stia avvertendo molto prima di noi quanto questi meccanismi siano già diventati parte integrante del nostro presente di popolo e società. Quanto si siano ormai insinuati nelle nostre configurazioni interiori. E può anche darsi che proprio questo capovolgimento di prospettiva, il fatto cioè di vederci con gli occhi del popolo per il quale rappresentiamo i conquistatori, per esempio, possa risvegliare in noi le sirene d’allarme: dandoci modo di capire, e per tempo, il nostro inganno, il danno subìto e la nostra cecità. Imparando così da cosa dobbiamo metterci in salvo, e quanto è vitale per noi stessi l’urgenza di cambiare radicalmente la situazione.
Quindi: gli israeliani sono violenti e brutali. Sono perfettamente consapevoli di essere violenti e brutali (tutti indistintamente, a quanto pare), ma raccontano a se stessi che è per colpa della guerra. E invece sono ciechi, si autoingannano, e gli unici a vederci chiaro sono i nemici, che hanno capito che loro sono intrinsecamente violenti e brutali. Ed è questo che procura loro danni – e lutti – a non finire, è da questo che si devono salvare, non dai nemici che vogliono distruggere Israele e ributtare a mare gli ebrei.

E naturalmente viene attribuita a Israele la responsabilità del fatto che
Il danno causato a Israele in questi quattro anni viene stimato in circa 90 milioni di shekel (oltre 16 milioni di euro). Povertà, indigenza, disoccupazione e criminalità aumentano a velocità spaventosa, testimoniando lo stato dei sistemi assistenziale e previdenziale, nonché della legalità.
Perché mai sia scoppiata la cosiddetta intifada, che cosa abbia fatto, di chi ne sia stata la responsabilità, mah… tutto questo svanisce nella nebbia. Perché Israele abbia “scelto” di investire denaro nella “faccenda” dell’intifada sottraendone ad altri campi, è un mistero che non è dato svelare.

Talvolta un pensiero solletica la coscienza: che cosa sarebbe successo e come sarebbero andate le cose se Israele fosse riuscito a crearsi come un’entità nazionale e sociale unica nel suo genere, invece di diventare, con una rapidità sorprendente, una parodia un po’ grottesca degli Stati arabi? Che cosa sarebbe successo se Israele avesse optato sin dall’inizio per una scelta nazionale e sociale ardita, assai distante da quella su cui si è cristallizzata ora? Una scelta capace di conciliare i valori ebraici universalistici con un sistema economico e sociale veramente umanistico, centrato sull’uomo, invece dell’utilitarismo e della forza e di una competitività aggressiva; una scelta che avesse un che di unico, particolare e financo geniale, come è stata, per esempio, l’idea del kibbutz all’inizio, prima che si guastasse, e quale si è manifestata nell’apporto ebraico a molti e diversi ambiti dell’esperienza umana, nella scienza e nell’economia, nell’arte e nella filosofia, negli studi politici e sociali.
E chissà come mai Israele ha invece optato, fin dall’inizio, per l’autodifesa, come mai ha scelto di trasformarsi in una parodia un po’ grottesca degli stati arabi (?). Ma soprattutto, come mai questo individuo viene lasciato a piede libero invece che rinchiuso con una bella camicia di forza? Certo, non c’è da meravigliarsi che orde di antisemiti traboccanti di odio antiisraeliano in tutto il mondo sbavino per lui.

David Grossman, Con gli occhi del nemico, Mondadori
occhi_nemico
barbara

  1. Di Grossman mi è familiare solo il nome solo per avere intravisto qualcosa di suo sugli
    scaffali di librerie. Visto l’ articolo non mi spingo nell’ aquistarli.
    Con gli occhi del nemico…Cosa ci sarà di interessante..!?..” I nemici..cronici di Israele come è tipico di tutti quei popoli ..dell’ Eden del M.O hanno sempre ragione loro..anche
    se non l’ hanno ..con lamenti, falsità, raggiri..di tutti i tipi..etc..stravolgono la verità.
    E’ pari a leggere..” credo..” scritti di propaganda.
    E..gli occidentali..” e non solo”.abboccano felici al loro amo come famelici pesci.

    Colonialismo…Sono arrivato a pensare che abbia avuto dei lati positivi…” anche sono
    negativi !” ci ha permesso di conoscere realtà molto arretrate che nel silenzio hanno
    prosperato in climi molto lontani di secoli, anche un millennio. E non credo..che dopo oltre 60aa dalla fine del colonialismo in quei paesi non vi è stato un’ avanzamento culturale evidente e molte cose sono rimaste in vita grazie al colonialismo..e anche distrutte. Avanzamenti non certamente al passo dei paesi occidentali anche se potrebbero avere delle potenzialità forti per certe ricchezze dei territori.

    Molto tipico…e mi sembra che sia la norma, quando parlano di Israele…di qualsiasi cosa,
    fatti…” ..iniziano..a metà…oppure verso la fine..” e non è da parte del solo popolino..ma
    da persone che hanno un grosso riscontro anche mediatico.
    ….Da definirli..in perfetta malafede! …E anche sporchi..E per di piu’ antisemiti!!!!
    Causa..effetto! Inizino..da principio..Cosa è successo…E perche’ gli israeliani sono intervenuti nel rispondere..
    Il marciume…di questi individui che hanno la possibilità di spandere la loro merda in TV
    TV..canale francese…” questo cretino…alle domande sul M.O ci infilò nel rispondere…
    Nessuno ne parla piu’..delle 2000 vittime di Gaza!
    ..Il coinquilino..” e gli danno dei lunghi tempi per le interviste..anche mezz’ ora!
    E..senza considerare la realtà nella quale hanno dovuto intervenire i soldati israeliani!
    …Noi..” ma anche..loro!” sappiamo e conosciamo ..la realtà dei fatti.
    Situazioni che fanno ribollire!

    Gli assaggini…multipli li hanno già avuti!

    Stanno rasentando ..il ridicolo…” per me nell’ asserire certe loro folli idee..
    sempre su’ Israele..”..il fautore delle situazioni negative del M.O..Loro sono i mandanti
    ..etc..” Chiacchere da irresponsabili.

    A volte vedendo..” delle vere riprese video…” sono rimasto colpito da come i soldati
    israeliani riescono a gestire diversi tipi di situazione, senza perdere la calma, autocontrollo….” etc”..solo risposte veramente mirate..e lontane da tutti i tipi di provocazione..

    Grossman…dovrebbe fare l’ esperienza di andare a vivere a Gaza, Palestina..Tipo
    anno sabatico.
    E poi potrebbe scrivere…Convivere con il nemico.

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