NO!

Su Informazione Corretta di ieri era possibile leggere un bell’articolo di Francesca Caferri, Tra le donne saudite che sfidano i divieti: “Il voto non ci basta, vogliamo la libertà” sulla condizione delle donne in Arabia Saudita, riferendo sugli – ancora non si sa se autentici o fasulli – spiragli che sembrerebbero aprirsi, sulle aspirazioni delle donne, sulla divisione fra quelle che ritengono opportuno accettare ciò che viene offerto per poi partire da lì, in una posizione di maggiore forza, per pretendere altro, e quelle che preferiscono rifiutare perché lo ritengono un contentino per farle stare buone a cuccia. Articolo ben fatto, chiaro, esauriente.
Che cosa non va allora? Non va il titolo che a questo pezzo ha attribuito Informazione Corretta: Donne saudite: il medioevo è oggi.
No, gentile signora Informazione Corretta, questo è un titolo idiota, disinformante e antistorico. Nel medioevo, nella nostra società maschilista come tutte quelle dell’epoca, in cui la misoginia si vendeva a chili (oggi ci accontentiamo di venderla a etti), alle donne non veniva vietato di uscire di casa se non accompagnate da un familiare maschio; e non venivano obbligate a coprirsi dalla testa ai piedi, faccia compresa; e non erano loro vietati i colori. E se venivano violentate erano facilmente accusate di essere responsabili dello stupro, ma non se erano bambine di quattro anni; e se erano adulte venivano ostracizzate, ma non assassinate dalla famiglia o condannate a morte dallo stato; e non veniva loro impedito, a suon di bastonate, di lasciare un edificio in fiamme perché la testa non era coperta.
Medioevo? Mi si presenti un Boccaccio saudita liberamente pubblicato e poi ne riparliamo.

barbara

  1. È vero, niente velo – per le lapidazioni delle adultere (anche nel caso fosse lui l’ammogliato), bisogna andare parecchio più indietro.
    Invece nel medioevo da noi si erano inventati i roghi delle streghe, l’inquisizione delle medesime (però diciamolo: anche di qualche stregone) e simpatici monili come la cintura di castità (per quanto, pure il cilicio e l’autoflagellazione….).
    Insomma, noi pure nel basso medioevo come nell’alto, si tendeva a prendercela coi più poveri in generale o coi nemici dei più forti, mica solo con le donne….

    (Vado – anzi, sono già andato!!)

    • Falso (ma ero qui che l’aspettavo con trepidazione, questo falso…). Il primo rogo di streghe è del 1340, praticamente all’inizio del rinascimento: contrariamente a quanto si tende a credere, l’età d’oro dei roghi di streghe ed eretici, non è il medioevo bensì il rinascimento, l’età d’oro dell’inquisizione non è il medioevo bensì il rinascimento.
      Cilicio e autoflagellazione erano pratiche deliranti, ma non venivano imposte per legge.
      Autoflagellazione e autoaccoltellamento ci sono anche nell’islam, tranne che per i neonati che, essendo troppo piccoli per riuscire ad autoaccoltellarsi, vengono eteroaccoltellati.

      • Evvabbé, lo ammetto: il medioevo era un pochino più arretrato – si facevano soprattutto delle gran guerre, pare, e quindi ci si ammazzava con gioia a colpi di spade e mannaie sotto un vessillo o l’altro (un po’ come allo stadio, fatte le debite proporzioni).

        Bisogna arrivare al Rinascimento, dici? Quindi avrebbero solo quei 7 o 8 (CENTO) anni di arretratezza per fare una sfida sui diritti civili e perderla (loro) lo stesso? Chissà perché, ho come quell’idea che invece siano indietro di circa 2.000 (duemila) anni…)

        Però aspetta: 1350?

        “Il Medioevo è una delle quattro grandi epoche (antica, medievale, moderna e contemporanea) in cui viene tradizionalmente suddivisa la storia dell’Europa. Comprende il periodo dal V secolo al XV secolo”

        1350 è XIV secolo.
        Ma io mi inchino alla maestra, eh? Dico, prima che la maestra tiri fuori registro, stilografica e gatto a nove code. Anche perché:

        “il Rinascimento è un periodo artistico e culturale della storia d’Europa, che si sviluppò a partire da Firenze tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna, in un arco di tempo che va all’incirca dalla seconda metà del XIV secolo fino al XVI secolo”

        Quindi 1350: inizio Rinascimento. La maestra ha sempre ragione, CVD.

        (ma davvero nel medioevo non bruciavano nessuno in quei due o tre giorni di pace all’anno che avevano a disposizione? Pensa che noia…!)

        • C’è un episodio interessante che ho letto in un saggio dedicato appunto al tema, avvenuto mi sembra verso l’inizio del Trecento. Una donna innamorata del parroco, per conquistarne i favori va da lui e gli racconta che lei gli ha salvato la vita e quindi le deve riconoscenza. Lui chiede come e lei dice che è una strega e che è entrata di notte nella sua stanza con altre streghe e lui era nudo, cosa che gli sarebbe costata la messa a morte da parte delle streghe se lei non avesse fulmineamente provveduto a coprirlo prima che quelle se ne accorgessero. Lui chiede: e come diavolo ci sei entrata qui, che io dormo con la porta chiusa a chiave. Te l’ho detto, risponde la donna: io sono una strega e non c’è serratura che mi possa fermare. Ah sì? dice il parroco. Va alla porta, gira la chiave, se la mette in tasca e dice: adesso esci. Ovviamente non è potuta uscire e lui, riaperta la porta, l’ha buttata fuori a calci nel sedere. Ecco: cento anni dopo lui sarebbe andato a denunciarla come strega e lei, dopo disumane torture e dopo averle fatto denunciare decine di altre “streghe” sue complici, sarebbe finita sul rogo; cento anni prima, con due grammi di buon senso da parte del parroco, se l’è cavata con un calcio nel sedere.

        • Beh, ha trovato anche il parroco giusto, mica quello che il giorno dopo santificava le armi dei prodi che andavano a guerreggiare nel latifondo del vicino…

          Ma il punto era quello del titolo: il “medioevo” non come reale periodo storico, ma come simbolo di arretratezza.

          Se avessero scritto “l’età della pietra è oggi”, sarebbe stato meglio? Però non avrebbero inteso comunque affermare quel periodo in senso concreto, è il senso lato quello che intendevano indicare. O no?

      • Quanto amore per i loro figli.

        E’ vero che nel medioevo c’erano i roghi per le streghe, ma non si diceva ‘tutte le donne sono streghe’, al contrario che in islamia ove tutte le donne (tranne aisha) sono impure.
        E penso che se si è potuto combattere per i diritti delle donne nelle nostre terre è perchè c’era comunque una base che rendeva questo possibile. In islamia questa base non c’è, se parli con un musulmano, non ti risponderà mai con un opinione personale a meno che non sia un autoproclamatosi sufi, o un musulmano anziano), ma molto probabilmente ti citerà un versetto del corano. ho incontrato anche ebrei e cristiani (e buddhisti e tanti altri) che pur erssendo religiosi, raramente ti quotano la Bibbia, o il Canestro, o altri libri (al massimo ogni tanto dicono ‘Io seguo l’esempio di Gesù / del Buddha ecc…, perciò evito di…’)

        L’ “anche noi” (chiamato anche ‘quoque tu’ è una paraculaggine secondo me, per evitare confronto e critica. Anche perchè al giorni nostri chi di noi brucia le streghe per legge, tagliuzza i propri figli in piazza ecc…
        Si citano i nostri casi di maltrattamento, certo, ma come anni fa disse una pubblicità progresso per i diritti delle donne nel mondo, la frase suonava esattamente ‘ricordatevi che nei paesi arabi il maltrattamento delle donne non è un eccezione, è la norma!)

        • Di passaggio, sono perfettamente d’accordo – anzi, sostengo che nemmeno un infinito numero di torti facciano una ragione.

          Però insisto che “medioevo” nel senso figurato/spregiativo, ci stava eccome, anche se poi mi tocca andare a letto senza cena

        • E dal ‘anche i cristiani/gli ebrei/ i buddhisti hanno’, possiamo rispondere ‘e chi ti ha detto che io sono cristiano/ebreo/buddhista, perchè se è pur vero che noi apparteniamo ad una di queste religioni, non lo abbiamo scritto in fronte che siamo tali, per quel che ne sanno loro possiamo avere qualunque credo.

        • Attenzione: come ho detto più sopra a CimPy, nel medioevo NON c’erano i roghi delle streghe: quelli si sono svolti durante tutto il rinascimento.
          Poi se leggi i vangeli ci trovi le donne che PRENDONO L’INIZIATIVA di mollare tutto e seguire Gesù: evidentemente la società della Giudea di duemila anni fa ammetteva che una donna prendesse iniziative e decidere della propria vita, dei propri movimenti, del proprio cervello.

  2. ps
    Però, al di là di tutto “il medioevo è oggi” come espressione di titolo ci stava: medioevo è espressione che sta per “arretratezza culturale e sociale”, mica che intendeva davvero dire “tra il quattrocento e il quasi millequattrocento”…Non è colpa nostra se in quell’epoca eravamo comunque più civili e ammazzavamo prevalentemente a scopo di lucro i maschi in buona salute anziché schiavizzare le donne e basta…

    • Il medioevo in senso stretto ci ha dato i trovatori, le chansons de geste, san Francesco, Dante, Petrarca, Boccaccio borderline, Guido Cavalcanti, il romanico, il gotico, Cimabue, Giotto, Simone Martini, Arnolfo di Cambio, l’Antelami, Wiligelmo, i monaci amanuensi che hanno salvato migliaia di testi antichi… Devo continuare?
      No, quel titolo non ci sta.

      • Ci stava:
        “medioevo /medjo’ɛvo/ (o Medio Evo) s. m. [comp. di medio e evo], solo al sing. – (stor.) [anche con iniziale maiusc., periodo intermedio tra la fine dell’età antica e l’inizio dell’età moderna] ≈ età di mezzo. ▲ Locuz. prep.: fig., da medioevo [di cosa, atteggiamento e sim. che si considerano invecchiati e inattuali] ≈ e ↔ [→ MEDIEVALE (2)].”

        e medievale:
        “medievale (o medioevale) agg. [der. di medioevo]. – 1. [del medioevo, che è proprio del medioevo: età, storia m.]. 2. (fig., spreg.) [caratterizzato da concezioni e principi non più attuali: avere una mentalità m.] ≈ all’antica, (scherz.) antidiluviano, antiquato, arretrato, da medioevo, retrivo, retrogrado, sorpassato, superato.

        “arretrato” e “inattuale” si applicano. Poi semmai si può anche infierire con “antidiluviano” e “retrogrado” …

        (lo so già: niente crocchini per un mese)

      • Evvabbé, era un periodo felice – dico, a parte qualche guerra, qualche carestia, qualche morto ammazzato per futili motivi – di passaggio, certo che in tanti seguivano Gesù. Poi ai tempi, una parte finiva mangiata dai leoni, una parte in croce, ma comunque alla fine si stava meglio che altrove. Però quando si dice “una cosa da medioevo” si intende “una cosa di un’arretratezza pazzesca” e non “una cosa da poesie sublimi ed estrema libertà, specie per le donne”.

        Mica è colpa mia se noialtri italiani siamo mediamente ignoranti abbestia e pensiamo che “una cosa medievale” sia una roba per gente che non ha manco l’acqua calda scaldata a metano o a resistenze elettriche di serie in (quasi) tutte le case…

        (Ok, ho capito: niente Wii né Playstation né Nintendo per i prossimi tre mesi…)

        • Croci e leoni? Quando è iniziato il medioevo il cristianesimo era da un pezzo religione di stato dell’Impero Romano.
          Morti, dici? Si calcola che la guerra dei Cent’anni che poi il realtà è durata 116 anni abbia fatto trentamila morti: in quanti giorni li fanno oggi, trentamila morti, gli amici della religione di pace?
          Guerra, dici? Ah sì, durante il medioevo è giusto nata la religione di pace che ha invaso, rigorosamente dentro il medioevo, tutta la penisola araba, tutto il medio oriente e tutto il nordafrica, il tutto, ovviamente con guerre e massacri a dosi industriali (https://ilblogdibarbara.wordpress.com/2015/02/08/quelle-cattive-feroci-aggressive-crociate/).
          Carestie, dici? Eh già, dove passava la religione di pace altro che Attila, neanche le ortiche ci crescevano più.
          (scherzi?! neanche il PC e lo smartphone ti lascio, per non parlare del tablet)

        • Ma tu guarda questo, va avanti due giorni a infilare uno sproloquio dietro l’altro, non riesce ad azzeccarne una e ancora pretende di avere ragione (e neanche quel cellulare da medioevo che fa telefonate e sms e basta) (e neanche la televisione) (e neanche la radio) (e neanche lo skateboard)

        • Ah no eh?! Lo skateborad no! Tutto ma non lo skateboard!!

          ….o il pallone. Mica che me lo buchi davvero??
          [Panico, terrore e raccapriccio…]

          Confesso tutti i miei peccati, chiedo perdono e abiuro il significato figurativo di medioevo e di medioevale!!

          Anzi, guarda: in segno di vero pentimento, ogni volta che uno dirà “medioevo” mi metterò a recitare versetti di Dante, Petrarca o Boccaccio
          (magari a caso: adesso non è che pretenderai anche che stia a tema…)

          Anzi, inizio subito:

          “E mentre mi chiedevo la ragione
          Che Pippo fa svenire di repente
          Innanzi a noi piantòssi il fier Leone”

          “O tu che vivo t’en vai tra la perduta gente
          -disse quel desso- inchioda i freni e fermati al segnale:
          Dieci fiorini mi dovrai pagare per infrazione al codice stradale!”

          “Ed io a lui: Leòn, non ci scocciare:
          Oggi il ciclista per la strada puote ciò che vuole
          E niun lo può multare!”

          Ecco, visto? Me lo lasci lo skate, adesso?

        • Nel mezzo dei commenti a questo bloggo
          mi ritrovai un gatto gobbo e nero
          che vuole pure fare il pedagoggo*

          e io, se proprio devo dire il vero,
          ho voglia di levar tutti i crocchini
          con skateboard, radio e tutto il PC intero.

          * licenza poetica

          Il pallone sì, lo skateboard la settimana prossima.

        • “E ad udir quel grido,
          Che a giocare appella,
          Ogni scolaro in fila si dispone,
          A palla arrotolando la pagella.
          E chi bersaglia Ovidio e chi Platone,
          Ma sopratutto quella scolaresca
          Prende a calci nel sedere Cicerone”

          (Oh, io l’avevo detto: a casaccio, mica a tema)

          Eh, quanta fatica per recuperare uno skate…

        • E tu rinunceresti a una donna come quella solo per paura della suocera?! Ma devi essere pazzo, devi! Che poi non sei mica obbligato ad arrivare alla dose massima (che comunque è quattro, non cinque).

        • Ah, beh, sei un copione… Lo facevi anche a scuola. Ammettilo. E ti è rimasto il vizio. Gattaccio malefico e copione… da ricacciare nel bidone della spazzatura dopo averti tirato dietro lo skateboard…

        • “da ricacciare nel bidone della spazzatura dopo averti tirato dietro lo skateboard”

          La donna è mooobileee
          Qual piuma al veeentooo…

          No, a scuola non copiavo.
          Però lo skate giura che me lo tiri dietro eh?! Io ci conto…

        • Vabbè, giusto perchè è domenica sera e domani è lunedì niente lanci di skate… buona notte e buon giretto su scopa volante. Ciao

        • O mio CimPyno mio CimpYno storno
          che senza il tuo skateboard vai d’intorno
          tu l’hai burlato il mio buon Medioevo
          tu che copiavi e io non lo sapevo.

          E ora senza smartphone né Nintendo
          e senza neppur fare un buon merendo*
          di buon crocchini e senza la Playstation
          ti tocca sopportar la situation.

          * licenza poetica

          E se fai ancora il cattivo ti prendo anche il frisbee (quello con cui in una tiepida sera di maggio decapitai un’intera balconata di gerani della mia scolara Elisabeth), ecco.

        • Indegno della Maestra oso scopiazzare:

          “L’albero a cui tendevi la pargoletta mano,
          ti cadde dritto in testa,
          e il soccorso fu vano”

          (sulla testa del gatto, intendo.
          Almeno due crocchini per martedì…?)

        • oh Profe, Profe rubiconda,
          Tu che bocciavi colui che non ricorda,
          tu capivi il suo cenno ed il suo detto!
          Egli ha lasciato un gatto giovinetto,
          nascosto intorno alle casse di stoviglie
          che con la zampa gratta a meraviglie
          Tu che ti porti nel cuore l’uragano,
          tu dài retta alla sua piccola mano.
          molla i orocchini, lo skate, il frisbi
          e chiudi l’ occhio sui tristi ‘ndecasillabi…

          (basta, mi arrendo: non posso continuare a trucidare così i poeti…va bene, vediamo mercoledì)

  3. Un breve ripasso…a quanto pare nel medioevo, tra Avicenna e Averroè(gli unici di cui mi ricordavo qualcosa) e gli altri filosofi, medici, matematici, chimici/alchimisti anche l’Islam era più illuminato di oggi. Oggi i premi nobel islamici(in discipline scientifiche, i NOBEL PER PACE e PER LA LETTERATURA sono politicizzati, non valgono!) sono soltanto 3, e tutti formati nelle università USA!

    • Sì e no: tutti quei filosofi poeti medici astronomi ecc. appartengono alle nazioni invase, occupate e sottomesse dall’islam: sono persiani, uzbeki, afghani, spagnoli ecc. Di arabi non ce n’è neanche mezzo. Se quelle terre non fossero state invase dagli arabi dopo la nascita dell’islam, quelle persone ci sarebbero state lo stesso, quelle creazioni e invenzioni e scoperte ci sarebbero state lo stesso e sarebbero state cristiane, ebraiche, zoroastriane ecc.

      • Se non sbaglio Averroè era proprio di origine araba, ma certamente ha ereditato molto del suo pensiero dalla cultura greca antica, e pochissimo dal Corano, tanto che è stato addirittura considerato un eretico dai fanatici musulmani, ed esiliato.

        Ma del resto anche tra i grandi scienziati e pensatori di origine ebraica non ci sono religiosi fanatici, ultraortodossi, indipendentemente dalla confessione religiosa/ideologia il fanatismo è nemico del pensiero, incompatibile con l’intelligenza( chiaramente, a scanso di equivoci, non intendo mettere ebraismo e islam sullo stesso piano! il fanatismo è diffusissimo nella comunità islamica, mentre nella comunità ebraica moderna è un fenomeno abbastanza marginale)

        • Averroè è nato in Spagna, suo padre era nato in Spagna, suo nonno era nato in Spagna. Quello che intendevo dire comunque, è che il Marocco, per dirne uno, è uno stato arabo e islamico perché è stato, come tutti gli altri, invaso dagli arabi che lo hanno arabizzato e islamizzato a suon di massacri deportazioni stupri etnici e conversioni forzate. Se questo non fosse avvenuto, i marocchini non sarebbero “arabi”, non parlerebbero l’arabo, non avrebbero una cultura araba e non sarebbero musulmani bensì cristiani, ebrei, più forse qualche altra religione tribale di minoranza. Quanto ad Averroè, può anche darsi che i suoi antenati fossero tra gli arabi che avevano invaso la Spagna, quindi in questo caso sarebbe etnicamente arabo, ma tu pensi che sarebbe diventato quello che è diventato se fosse cresciuto come un vero arabo nei deserti della penisola araba invece che nella Spagna cristiana ed ebraica, assorbendone la cultura e le conoscenze?
          Quanto agli ebrei ti sbagli: fra i grandi pensatori, artisti e scienziati, ce ne sono parecchi di rigorosamente osservanti (non so se per te osservante sia sinonimo di fanatico: io chiamo fanatico quello che ti ammazza se non fai come lui, non quello che prega tre volte al giorno e non mangia determinate cose e non prende la macchina di sabato senza rompere le palle a nessuno).

        • “ma tu pensi che sarebbe diventato quello che è diventato se fosse cresciuto come un vero arabo nei deserti della penisola araba invece che nella Spagna cristiana ed ebraica, assorbendone la cultura e le conoscenze?”

          Certo che no, ma forse lo stesso vale in parte anche per gli ebrei, senza la diaspora non sarebbero stati costretti a confrontarsi(e loro malgrado anche scontrarsi) con altri popoli e culture, dal cui confronto avranno sicuramente tratto anche un notevole arricchimento culturale. Sbaglio?

        • Momento: il discorso vale per Averroè che forse (forse) era originario dell’Arabia, e in questo simile agli ebrei della diaspora, ma non per tutti gli autoctoni dei territori invasi dagli islamici in cui gli islamici si sono appropriati di invenzioni e scoperte spacciandole per proprie. Se io faccio irruzione in casa tua, ammazzo il cane per zittirlo, lego te e tua moglie e mi porto via tutti i vestiti eleganti di lei, non sono una che sa vestirsi in modo elegante, ma semplicemente una ladra di vestiti scelti da una che aveva il gusto del vestire elegante.

        • Quanto agli ebrei ti sbagli: fra i grandi pensatori, artisti e scienziati, ce ne sono parecchi di rigorosamente osservanti (non so se per te osservante sia sinonimo di fanatico: io chiamo fanatico quello che ti ammazza se non fai come lui, non quello che prega tre volte al giorno e non mangia determinate cose e non prende la macchina di sabato senza rompere le palle a nessuno).

          Voglio dire che la maggior parte degli scienziati ebrei non sono/erano conciati come un Haredì…e al di là dell'”abito” esteriore, molti scienziati ebrei(a occhio credo la maggioranza) si sono auto-dichiarati atei, o non strettamente praticanti,e comunque non credenti nel dio della Bibbia(molti, come Einstein, avevano/hanno una forma di religiosità molto personale, simile al panteismo).

          Non credo che la religione sia incompatibile con la scienza, ma certi precetti religiosi sono molto simili alla superstizione, ed è difficile che una mente educata al pensiero razionale possa aderirvi in maniera acritica!

        • Nell’ebraismo non conosco precetti incompatibili con la scienza. Quanto agli scienziati, oltre a quelli attuali devi tenere conto anche di quelli del passato; oggi ce ne sono senz’altro di non praticanti o anche non credenti, anche se non so in che percentuale, ma in passato, se pure ce n’erano, sicuramente erano una sparutissima minoranza.

  4. Forse precetti antiscientifici no, ma regole che sono difficili da accettare per chi ha un elevato livello di istruzione e una mentalità moderna. Ad esempio ricordo che gli ebrei più “fondamentalisti” hanno aspramente criticato e condannato Zuckerberg per il fatto di essersi sposato una donna non ebrea!
    Ma un ebreo americano(già per un israeliano è più facile) come Zucherberg sicuramente nella sua vita quotidiana frequenta molti più ” gentili” che ebrei, come si può pretendere che si sposi a tutti i costi un’ebrea? il matrimonio solo tra ebrei è un precetto desueto, inaccettabile per una persona libera e razionale!
    Questa è la prima che mi viene in mente, ma sicuramente tra le centinaia di regole ebraiche ce ne saranno anche altre che sono anacronistiche, e non hanno più una motivazione ragionevole di esistere nel mondo attuale

    • Il fatto è che il popolo ebraico è sopravvissuto, unico nella storia, alle sconfitte in guerra grazie alla norma della matrilinearità – credo di averne già parlato: i popoli sconfitti i guerra vengono cancellati grazie agli stupri etnici: tu stupri una donna del nemico, la metti incinta e il figlio appartiene al tuo popolo; per gli ebrei no: tu sconfiggi gli ebrei in guerra, stupri una donna, lei resta incinta e il figlio resta sempre ebreo. Questa norma che, ripeto, ha salvato il popolo ebraico dalla sparizione, comporta che se un ebreo sposa una donna non ebrea, i suoi figli non sono ebrei. Se ogni uomo ebreo sposasse una donna non ebrea, in una generazione l’ebraismo non esisterebbe più.
      E comunque l’hanno criticato, mica sgozzato come fanno i buoni genitori islamici con le figlie che rifiutano di sposare uomini che potrebbero essere i loro nonni.

      • Ci mancherebbe pure che lo sgozzavano!
        Non volevo mettere sullo stesso piano integralisti ebrei o cristiani(anche nel cristianesimo ce ne stanno eccome di regole anacronistiche) con gli integralisti musulmani.
        Ci sono ebrei “integralisti” che hanno additittura affermato che i matrimoni misti sono peggio del nazismo, ma ammetterai che un’eventuale estinzione di “ebrei di razza pura” per libera scelta di uomini adulti, che non sentono più la necessita di certe regole, è cosa ben diversa da una pulizia etnica!

        • Non si tratta di estinzione di “ebrei di razza pura” – categoria peraltro mai esistita nel corso dei millenni – bensì di scomparsa dell’ebraismo, come religione, come cultura e come popolo. Che è esattamente il programma di Hitler. Quanto a Zuckerberg, se lui ha il (sacrosanto) diritto di sposare chi gli pare, perché quegli altri non dovrebbero avere il diritto di criticarlo? Se io qui dentro ho il diritto di scrivere quello che mi pare, questo significa forse che tu non hai il diritto di criticarmi se ritieni che io abbia detto una cosa sbagliata, o falsa, o stupida, o semplicemente che tu non condividi?

        • Certo, finchè di tratta di criticare senza violare la libertà di nessuno è sicuramente legittimo.

          Comunque il punto del discorso era che quando una persona vive in una societá aperta, e interagisce quotidianamente con persone di religioni, etnie e culture differenti, se non ci sono rapporti conflittuali tra gruppi sociali diversi, la tendenza è quella di adattare la propria identitá a quella altrui, di venirsi incontro, di assimilarsi reciprocamente.
          Anche la minaccia dell’immigrazione islamica credo che col tempo in parte possa essere neutralizzata da questo meccanismo.Gia oggi in occidente ci sono musulmani che nei loro paesi d’origine sarebbero considerati infedeli!

        • Il fatto è che per molti di loro non c’è nessunissima interazione, c’è un rifiuto totale di qualunque integrazione, e qui vivono liberamente tanti che in patria sarebbero in galera, se non peggio, per attività terroristiche. Non molto tempo fa un’amica mi ha raccontato di un forum in cui un ragazzo arabo diceva vado al liceo ma non riesco a integrarmi, mi sento estraneo… Risposta: e perché ti dovresti integrare? Scrive una donna dicendo io me ne infischio di quello che pensa e dice la gente, io esco col burqa (a parte che in merito all’abbigliamento femminile il corano dice di non attirare l’attenzione, e una donna in burqa in Italia attira sicuramente più attenzione di una in minigonna). Risposta: e perché esci? (rapidissima risposta: no, io mica esco per andare a spasso! Dovevo solo andare in farmacia a comprare delle medicine per mia madre!) E tieni sempre presente la taqiyya, l’obbligo islamico di mentire per la maggiore gloria dell’islam: uno che ti dice non trovo giusta la lapidazione di un’adultera non hai alcuna possibiità di sapere se lo pensa o no. Ogni tanto ne esce allo scoperto qualcuno che tutti i suoi vicini, colleghi di lavoro ecc. avevano sempre considerato tranquillissimo, e poi esce il lampo di trionfo negli occhi in occasione di un attentato riuscito, parole sorprese quando non sa di essere ascoltato ecc. E le moschee che indottrinano alla guerra santa e all’odio antioccidentale sono sempre più numerose, e sempre più affollate.

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