QUELLE DONNE LIBERE UMILIATE A COLONIA DAL FANATISMO

stupro Colonia
Articolo di Pierluigi Battista

Gli uomini che a Colonia si sono avventati come animali sulle donne in festa per il Capodanno volevano punire la libertà delle loro vittime. Hanno palpeggiato, molestato, umiliato, violentato, picchiato le donne che osavano andare da sole, che giravano libere di notte, che si abbigliavano senza rispetto per le ingiunzioni e i divieti consacrati dai padroni maschi. Consideravano prede da disprezzare e da percuotere le donne che facevano pubblicamente uso di una libertà che gli stupratori e gli energumeni di Colonia considerano inconcepibile, peccaminosa, simbolo di perversione, donne che studiano e lavorano. Che sposano chi desiderano e non il marito oppressore che la famiglia, la tradizione, il clan assegnano loro. Che non sono costrette a uscire solo in compagnia dell’uomo prevaricatore. Che bevono e mangiano in libertà, entrano nei locali, fanno l’amore quando scelgono di farlo, brindano a mezzanotte, indossano jeans e magliette, flirtano, fanno sport e si scoprono per praticarlo, hanno la sfrontatezza di festeggiare il Capodanno con i loro amici maschi.
Per chi considera la libertà delle donne un peccato da estirpare, le donne libere sono delle poco di buono da umiliare, da riempire di lividi sul seno e sulle cosce aspettandole all’uscita della metropolitana e con la polizia impotente e immobilizzata. Come si fa con gli esseri considerati inferiori. Come è accaduto a Colonia in una tragica e sconvolgente prima volta nella storia dell’Europa contemporanea in tempo di pace. È stato un rito di umiliazione organizzato, coordinato, diretto a colpire quello che oramai comunemente viene definito uno «stile di vita». Nonostante i retaggi del passato, nonostante le tenebre oscurantiste che ancora avvolgono come fumo di un passato ostinato le città e persino le famiglie dell’Europa figlia dell’Illuminismo, malgrado i branchi di lupi che infestano i nostri Paesi e fanno morire di paura le donne che si avventurano sole, le ragazze indifese di fronte al bullismo e al teppismo, malgrado tutto questo, la libertà della donna resta pur sempre un principio e una pratica di vita inimmaginabile in altri contesti culturali, in altri sistemi di valori. Ed è l’incompatibilità valoriale con questo spirito di libertà che le bande di Capodanno hanno voluto manifestare contro le donne che andavano a ballare, a bere, a baciare anche.
Non capire il senso di «prima volta» che gli agguati di Colonia portano con sé è un modo per restare ciechi, per non capire, per farsi imprigionare dalla paura e dall’afasia. Così come non abbiamo voluto vedere, abbiamo fatto finta di niente, siamo restati volontariamente ciechi quando al Cairo, nella leggendaria piazza Tahrir, la «primavera araba» diventò cupa e le donne a decine cominciarono in nome dell’Islam ad essere aggredite, molestate, violentate dai super-fanatici del fondamentalismo misogino. Ora dovremmo cercare di capire che nelle gesta di prevaricazione degli uomini che odiano le donne libere si riflette un gesto di aggressività valoriale di stampo irriducibilmente sessista e non lo sfogo barbarico di un primitivismo pulsionale. Un atto di sopraffazione culturale, non di ferocia animalesca e irriflessa.
Con tutte le cautele e il senso di responsabilità che si deve in questo genere di problemi, Colonia ha lo stesso significato di aggressione simbolica dell’irruzione fanatica nella redazione di Charlie Hebdo: lì veniva scatenata un’offensiva mortale contro la libertà d’espressione, considerata un peccato scaturito nel cuore del mondo infedele; qui contro la libertà della donna, la sua emancipazione impossibile e temuta in contesti culturali che danno legittimazione ideale e persino religiosa al predominio e alla sopraffazione del maschio. Certo, è diverso lo sterminio dei vignettisti dalle botte umilianti di Colonia. Ma c’è un comune sostrato punitivo, l’identificazione di un simbolo culturalmente indigeribile che stabilisce una distanza abissale tra uno «stile di vita» libero e una mentalità che bolla la libertà delle persone, uomini e donne allo stesso modo, come una turpitudine, un’offesa, un peccato, un oltraggio. Rubricare invece le violenze di Colonia come una delle tante, tristissime manifestazioni di aggressione contro le donne che infestano la vita delle città europee significa smarrirne la specificità, la novità, il senso stesso della sua dinamica. Significa non capire cosa ha mosso gli aggressori, il fatto che fossero centinaia e centinaia in un abuso di massa del corpo e della libertà delle donne come non si era mai visto. Loro, gli aggressori, possono dire che le donne colpite e umiliate «se la sono cercata» semplicemente perché hanno scelto un modo di vivere inammissibile e peccaminoso. A noi il compito di difenderlo, questo modo di vivere, e di considerare inviolabili le donne, e la loro libertà. [P.S.: visto che bei ragazzotti palestrati, questi poveri migranti in fuga da guerre fame e ogni sorta di orrori?]

Non solo Colonia in realtà, a quanto sta emergendo (chi non sa il francese lo metta in traduttore automatico, ma cercate di leggerlo; se proprio non volete leggerlo, andate almeno a vedere le foto in fondo all’articolo).
Una cosa, comunque, contesto a Battista: il titolo. Quelle donne non sono state aggredite e umiliate e violentate dal fanatismo: sono state aggredite e umiliate e violentate DAI FANATICI, persone con nome e cognome. Se perfino chi denuncia chiaramente ciò che sta accadendo mistifica le parole, non andremo molto lontano.
E qui un video relativo ai momenti che precedono l’assalto alle donne.

barbara

  1. Dovrebbero essere grati di poter vivere in un paese democratico..
    Ma si sà bene che non conoscono il valore della democrazia e si vede bene ! Mettono in atto il loro maschilismo truce accentuato dalla loro educazione impregnata di modalità di vita
    arcaiche.Molto è dovuto ai climi dove sono cresciuti dove la religione..” definita di pace…”
    sta dettando tutti i ritmi della vita decidendo il tipo di vita alla quale deve rispondere a cominciare ad un valore diverso…l’ uomo è al centro di molto..poi i figli, la donna e gli animali.. In contemporanea lo stato…se cosi si può definire..che và a pari passo con la
    religione….” l’ islamismo..”…che viene predicata in un’ assolutismo e lontanissima nel trasmettere senso d’ amore..Con essa ed il loro modo di vivere e pensare hanno la ptretesa di essere nel giusto assoluto…e gli altri lontani dal loro modo di pensare di vivere
    da combattere in ogni modalità possibile.

    Questi assaggi nuovi per la tipologia messa in atto in grande numero..e non come un qualcosa di negativo di pochi episodi isolati.
    L’ altro assaggio,,,l’ incremento del terrorismo!
    Questo non è l’ Islam!
    Fà parte dell’ Islam…in fondo sono stati allevati con questi valori…ideali…Le prediche
    nelle moschee in fondo spesso sono un’ incitamento a combattere il nemico..i miscredenti….e lo stato ne è complice che lo permette e lo sostiene perchè fà comodo…
    E cosi…tutto prosegue nel clima tipico di un doppio sistema totalitario..la religione e lo
    stato.

    E’ intollerabile che…arrivati in occidente ..vogliano imporre la loro volontà facendosi
    portavoce attivo nel volerla imporre cercando tutte le modalità che possano interferire
    con l’ intento di volere disturbare e rendendo difficile la vita dei cittadini che attualmente
    possono godere dopo lunghe lotte durate dei secoli.
    Non dobbiamo permetterlo! L’ orgoglio nel difendere le vite e la democrazie si deve far
    sentire forte.

    Non voglio essere negativo…ma molto di quello che stà accadendo è stato previsto nel
    passato…vuoi da menti brillanti….intelligenti ed esperte nel conoscere questo tipo di dinamiche…” le Cassandre..”..definite cosi lo pensavano e sono state anche derise.
    Gli Stati…in questo caso gli europei stanno vivendo un brutto momento…Nel tempo hanno sottovalutato..una certa pericolosità fino ad incoraggiare questo tipo di immigrazio
    ne..
    E..qui Israele merita di essere presa piu’ in considerazione…anche per una certa esperienza nel dovere comattere il terrorismo…e tutte le dinamiche possibili messe..o possibili che possono mettere in atto per interferire negativamente…uno Stato.
    E…qui è un dovere il riconoscere le grandi difficoltà che gli israeliani devono mettere in atto per difendere le loro esistenze e con esse Israele.
    Qui…un grande ” Mea culpa..” per molto nei confronti degli israeliani da parte dell’ occidente…visto che quello che succede o potrebbe qui in Europa..in Israele è pane quotidiano. Ed è stato negato..o manipolato in negativo nei confronti di Israele..oppure
    il silenzio….

    • Ma non è vero che non conoscono il valore della democrazia: lo conoscono benissimo e la odiano perché è l’antetitesi dell’islam, la cui imposizione è l’unico scopo delle invasioni in massa di questi maschi ben nutriti e ben palestrati.

  2. “quelle donne non sono state aggredite e umiliate e violentate dal fanatismo: sono state aggredite e umiliate e violentate DAI FANATICI,”

    Io direi immigrati delinquenti e arrapati,da “rispedire al mittente” il prima possibile a calci in culo. Del resto c’era da aspettarselo, se fai entrare orde di maschi giovanissimi, col testosterone in eccesso, provenienti da paesi in cui le donne vanno vestite coi sacchi della spazzatura, è naturale che quando vedono donne che si vestono e si comportano “all’occidentale”, cioè liberamente, vanno fuori di testa!

    La politica europea è talmente soggiogata dal “politicamente corretto”, che si rifiuta di vedere e prevedere perfino l’ovvio; non penso che andrebbero chiuse le frontiere tout court, ma sarebbe molto più sensato dare la precedenza a donne, bambini e anziani, e razionare l’accoglienza di maschi giovani tramite una selezione molto stringente.
    E invece si fa il contrario, entrano “eserciti” maschi nel pieno delle forze fisiche, ben disposti ad accopparci, derubarci, stuprare le donne, e mettere KO anche le forze dell’ordine(a Colonia la polizia si è sottomessa totalmente alla prepotenza di questi criminali, cercando addirittura di insabbiare i fatti, per mancanza di personale e conseguente paura!)

    • Anche i siciliani che andavano in America senza mogli al seguito erano presumibilmente traboccanti di testosterone, e di stupri ce ne saranno stati di sicuro, ma non ho mai avuto notizia di assalti in massa. E non erano fuori di testa: il tutto era pianificato e organizzato. Ti riporto un commento che ho trovato, e che mi sembra pienamente condivisibile:
      giuliana says
      ho dimenticato di precisare che l’assalto sessuale di massa sarebbe, più precisamente, uno STUPRO ETNICO COLLETTIVO che i musulmani considerano BOTTINO di GUERRA cui hanno diritto, perchè promesso dal predone assassino sgozzatore stupratore schiavista e pedofilo maometto nella guerra contro gli infedeli.

      • Sì, si chiama ‘stupro etnico’, come quelli nella ex-Jugoslavia: è un atto di guerra, praticato da millenni, come quelli subiti dagli stessi tedeschi ad opera dell’Armata Rossa, alla fine della II Guerra Mondiale. Solo che ai tedeschi autoctoni mancano persino gli strumenti cognitivi per riconoscere questa realtà e regolarsi di conseguenza: guardo abbastanza spesso i Tg pubblici tedeschi (ZDF) e sono ancora più allineati al loro ‘editore di riferimento’ di quelli italiani, proponendo incessantemente una ‘narrazione’ che esalta propagandisticamente gli aspetti ‘positivi’ dell’immigrazione, scodellando storielle esemplari tra il Libro Cuore e l’Istituto Luce, ignorando o svillaneggiando le voci critiche.
        Ma non è solo un problema tedesco. Sono messi meglio gli est-europei, ammaestrati da decenni di comunismo e non gravati da retaggi coloniali e dalla contrapposta ideologia terzomondista che vede l’Uomo Bianco colpevole di tutti i mali del mondo: giustamente, se ne strafottono e vogliono godersi la libertà e il benessere da poco conquistati, senza farseli portare via da nemici d’importazione.

        • Sì, condivido. Però del commento che ho citato mi sembra importante anche il secondo elemento sottolineato: bottino di guerra. Perché da che mondo è mondo, chi vince la guerra ha mano libera sulle donne, e non c’è il minimo dubbio che questa guerra la stanno vincendo loro.

      • ma i siciliani che andavano negli Stati Uniti all’inizio del secolo scorso, erano trattati come schiavi, peggio delle bestie, lavoravano 10 ore al giorno sottopagati, e se sgarravano venivano trattati in maniera spietata( vedi Sacco e Vanzetti. quello è stato un errore giudiziario, ma è comunque emblematico di come venivano trattati gli italiani in america a quei tempi). Quindi anche volendo non avevano il tempo e le energie per formare gang di molestatori/stupratori di massa.
        E soprattutto quelli che ci provavano rischiavano la pelle!

        Mentre i “profughi” odierni hanno vitto e alloggio pagato dallo stato, troppo tempo libero e nessuna occasione per stancarsi. E qualsiasi cosa fanno finora sono sempre stati trattati con i guanti bianchi da forze dell’ordine e magistrati, e non temono i disarmati e mansueti cittadini europei(gli americani del secolo scorso invece erano abbastanza avvezzi al linciaggio)

        Insomma mancano i deterrenti!

        Oltretutto credo che le donne siciliane agli inizi del ‘900, nonostante l’enorme arretratezza culturale fossero sempre un pelino più emancipate delle donne islamiche di oggi. E forse non c’era una differenza di usi e costumi enorme tra l’America e la Sicilia, anche le donne statunitensi degli inizi del ‘900 avevano un abbigliamento molto pudico e austero, con vestiti accollatissimi, gonne fino al pavimento, capelli raccolti e spesso coperti da grossi cappelli, e colori funebri (vedi suffragette), o totalmente bianchi. Rari i colori vivaci!

        la differenza di costumi non giustifica niente, però può avere un impatto molto forte nella mente di un ragazzo che è vissuto per gran parte della propria vita in un mondo in cui le donne sono coperte dalla testa ai piedi!

        • OK, prendiamo la mafia siciliana in America: erano liberi, erano ben nutriti, erano potenti, godevano di un’assoluta impunità qualunque cosa facessero: te li potresti immaginare a organizzarsi per ritrovarsi in mille e poi dividersi in gruppi di una cinquantina per assaltare ogni gruppo una donna?
          Vero che a questi cosiddetti profughi viene dato tutto e consentito tutto, ma non è che tu ti metti a fare tutto quello che hai la possibilità materiale di fare: fai quello che la tua cultura/religione/educazione/ ti ha indotto a ritenere giusto o legittimo fare.

        • Insomma vorresti dire che se fossero impegnati e con dei ” deterrenti” non si farebbero venire certe irrefrenabili voglie. Beh, credo che la cosa sia più complicata… basti pensare a come considerano la donna essere inferiore che deve sottostare all’uomo e soddisfare le sue voglie. Una donna libera ed emancipata è solo da reputare una troia e come tale può essere trattata. Questa è la loro cultura, lo detta la loro religione. Non si scappa. E noi occidentali siamo sempre convinti che la via giusta da percorrere sia quella dell’accoglienza e dell’ integrazione. E loro ci faranno vedere i sorci verdi!

        • X Carla: Penso solo che se invece di dargli vitto e alloggio gratis fossero occupati a lavorare duramente molte ore al giorno, sicuramente avrebbero meno tempo e forse anche meno voglia(avrebbero anche più soldi in tasca per fare cose più interessanti e divertenti) di organizzarsi in gang criminali, e andare in giro a fare risse e molestare donne per passatempo. Succederebbero lo stesso degli episodi di violenza sessuale, ma forse non con la stessa frequenza!

          Se oltre a questo ci fosse pure il deterrente di un sistema giudiziario molto più duro con gli stranieri, credo che gli stupri e i furti degli immigrati non sarebbero più un fenomeno dilagante come ora.

          La religione e la cultura di provenienza indubbiamente conta, ma non credo che sia l’unica causa, e forse neanche quella principale.
          Se fosse solo una questione religiosa bisognerebbe chiedersi perché in passato non si sono mai verificati episodi simili, nonostante la Germania ospiti una folta comunità turca da più di 50 anni? Qual’è la differenza tra gli immigrati turchi degli anni ’60, e i profughi musulmani di oggi? una differenza è che balza all’occhio(magari ce ne sono anche altre) è che i turchi arrivati in Germania negli anni ’60 sono stati accolti perché l’industria tedesca in forte crescita aveva bisogno di manodopera, sono andati a lavorare duro e contribuire all’economia del paese.
          Mentre i “profughi” musulmani di oggi sono tutti sussidiati dallo stato, parassiti del welfare tedesco destinati a rimanere disoccupati a vita, visto che oggi in Germania non c’è più lavoro non qualificato.

          Trovare lavoro in Germania non è facile neanche per i laureati italiani, figuriamoci per questa massa di profughi senza qualifiche!
          O la Merkel riapre le miniere di carbone, oppure li dovrebbe rispedire indietro il prima possibile, continuare ad accogliere gente senza posti di lavoro disponibili è una follia!

          Stesso discorso vale per l’Italia, non c’è lavoro neanche per gli italiani e continuiamo ad accogliere…sta roba che è successa a Colonia, succederà anche da noi( in parte già succede in maniera meno vistosa e plateale, visto che da statistiche ufficiali gli stupri degli stranieri sono 10 volte più frequenti di quelli commessi da italiani) è solo questione di tempo!

        • Carla sicuramente ti risponderà, ma intanto ti rispondo anch’io. La differenza fra gli anni sessanta e oggi – non l’unica, certo, ma di importanza fondamentale – è che l’islam da allora ha alzato la testa, è diventato sempre più prepotente e aggressivo – e ti invito a riguardare questo post che sicuramente avevi già visto https://ilblogdibarbara.wordpress.com/2013/09/08/correva-lanno-1953/ – si è espanso, ha invaso interi quartieri nelle maggiori città europee, creato un’infinità di no go areas, dato vita a corti islamiche, mandato qui centinaia di migliaia di fanatici con il compito preciso di fanatizzare quelli che erano arrivati decenni prima e che si erano più o meno integrati, costruendo centinaia di moschee in cui si insegna a costruire esplosivi e a imbottirsi di odio, vietando ai propri figli di integrarsi e assassinando quelli che tentano di farlo. E oggi ha alle spalle un esercito potente che sta conquistando via via terreno. Questa è la differenza fra sessant’anni fa e oggi. Oltre al fatto che tu parli specificamente di turchi (li ho conosciuti, nella fabbrica in cui lavoravo a Vienna) e la Turchia all’epoca era sostanzialmente laica. Arretrata sotto molti aspetti, ma nessuno con l’idea di fare la guerra santa per far fuori gli infedeli.

        • Andrea hai ragione: li accogliamo nel modo più sbagliato che ci sia, garantendo loro solo diritti e nessuna occasione di esercitare i loro doveri di ospiti ( bivaccano in hotel senza occupazione nella noia assoluta, mangiando e bevendo a sbafo), senza pretendere che l’ospite rispetti le regole di chi ospita. Europa allo sbando, sprovvista di spina dorsale che ha creduto di poter affrontare il problema con il buonismo cieco, senza prevedere effetti ingestibili e incontrollabili. Abbiamo sbagliato e ancora non siamo convinti di sbagliare, semplicemente brancoliamo nel buio… ( si firmano accordi farsa che non vengono rispettati, ogni stato pensa per sè). Abbiamo accolto un universo di persone con valori che non sono solo DIVERSI dai nostri, ma sono valori per noi inaccettabili, di discriminazione, di razzismo, di odio e anche di morte. Non c’è rispetto, ma disprezzo e rifiuto. Non si può prescindere da questo. La loro diversità non può incontrarsi con la nostra, due mondi troppo diversi che a me paiono inconciliabili e per questo non riesco ad essere ottimista. Esiste la volontà di integrare ed accogliere da una parte e la determinazione di portare avanti un
          progetto di sottomissione e annientamento dall’ altra.
          Quale dialogo, quale integrazione se la volontà sta solo da una parte? Non sono fiduciosa che garantendo loro un lavoro dignitoso e pretendendo il rispetto delle regole si possano scongiurare atti di prevaricazione e di violenza nei nostri
          confronti… sarà una convivenza difficile e noi le vittime.

  3. Il brutto della vicenda comunque è la minimizzazione e il volerlo nascondere dietro la cappa di ipocrisia del “evitiamo di favorire razzisti e xenofobi”. Non si rendono conto che proprio questa pavidità, il voler risolvere il problema negandone l’esistenza serve solo a portare voti e simpatie a persone che, altrimenti, sarebbero stati considerati solo pittoreschi pagliacci.
    La storia tristemente lo insegna, quando lo stato abidica e manca alla sua funzione di far rispettare le regole sorgono i signori della guerra e si va verso una guerra civile fino alla nascita di un nuovo stato.😦

    • Già, sembra che nel decidere cosa e come pubblicare il fattore determinante sia quanto i fatti in questione possano favorire il mio avversario politico. Se un fatto può indurre a dire Salvini aveva ragione, la Fallaci aveva ragione, Marine Le Pen aveva ragione, i fatti vanno ignorati e taciuti, o manipolati e addomesticati. E più le sinistre buoniste terzomondiste si ostinano in questo delirante e suicida comportamento, più costringono masse sempre più consistenti a scegliere le destre, comprese le più impresentabili che mai, in condizioni diverse, ci saremmo sognati di prendere in considerazione.

      • infatti, il problema è quello; l’identificare l’avversario con il male assoluto e pretendere che tutto quello che dica sia sempre falso e fazioso. Se Salvini domani dicesse “2+2=4” nell’insieme dei numeri naturali, orde di progressisti chiederebbero di modificare i libri di matematica in nome dell’aritmetica multiculturale ove “2+2=4 o 5 o -42…” finendo per apparire come pagliacci più pagliacci di lui e, come si dice in gergo ciclistico, tirandoli la volata.

  4. Che dire del titolo del Corriere di oggi? “Donne molestate, caso europeo: stranieri
    e rifugiati siriani fra assalitori di Colonia

    “fra”: si desume che in maggioranza erano tedeschi, possibilmente biondi.

  5. E bravi pierluigi, un pistolotto anche lungo senza mai pronunciare una volta chi erano o da dove provenissero questi aggressori delle nostre libertà, si nostre liberta, perchè si incomincia a deridere ed umiliare prima la parte più debole, in questo caso le donne, poi quando un domani, mi sembra non troppo lontano, avranno i numeri passeranno a deridere e umiliare tutti noi, maschietti compresi. Mi raccomando pierluigi mai nominare “musulmami, islamici, arabi musulmani ecc.” chissà domani potremmo scopriremo che erano … argentini !!! Abbiamo riempito l’europa di questa marmaglia musulmana, quasi esclusivamente maschile e giovane, io aspetto solo quando i semplici cittadini germanici, perchè noi italiani siamo troppo meschini e caga sotto, scenderanno in piazza a picchiare con bastoni questa feccia che abbiamo permesso di entrare e che cercano, loro di cambiare il nostro stile di vite ! Altro che integrarsi, a loro dell’integrazione non gliene frega niente, vogliono imporsi loro a casa nostra ! Punto.

    • I tedeschi sono peggio di noi in quanto a vigliaccheria
      ‘guarda il musulmano che va a violentare quelle ragazzine, coraggio, scendiamo in piazza’
      ‘No, aspetta, ti ricordo che baffetto…’
      ‘Ah già. Anche se quelle ragazzine soffriranno, dobbiamo tollerare queste cose, è la loro cultura!’

  6. E oras li sentiremo i maomettani (e le maomettane che non sono da meno, anzi, sono peggio) dire:

    ‘non è giusto quello che fanno ma…’
    ‘Povere vittime, però adesso gli ancor più poveri musulmani europei…’
    E fare le vittime.

    Spesso dei clandestini (perchè questo è il termine appropriato) mi chiedo ‘ma questa è gente del terzo mondo?’
    Perchè hannoo richieste e pretese tipiche dei rampolli viziati alla Kim Jong-un.

    Articolo di una che l’Africa la conosce, circa chi sono i clandestini (quelli neri almeno) http://www.ilgiornale.it/news/politica/macch-poveri-e-disperati-questi-sono-falsi-profughi-1165168.html

  7. pochi fanatici? no, e basta anche con questa di “scusante”! Anche i non fanatici davanti ad una donna europea ci provano anche col marito accanto…fatevi un giretto nei paesi “musulmani-non-fanatici”…provare per credere, sulla nostra “tolleranza” loro ci contano ben sapendo di poterla sbeffeggiare a piacimento…e che sia da noi o da loro noi europei zitti….non vorremo mica offenderli? Ciao

    • Soprattutto dobbiamo accuratamente evitare di portare acqua al mulino degli xenofobi: che diamine, se c’è di scegliere fra i deologia e donne stuprate, chi mai sarebbe così stupido da scegliere di difendere queste ultime – e un po’ alla volta sta finalmente venendo fuori che questo genere di cose è più o meno pane quotidiano in mezza Europa, cioè dappertutto dove la presenza di islamici è diventata consistente.

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