QUALCUNO IL CORAGGIO LO HA AVUTO

Hassan Rouhani forse tutto si aspettava fuorché di essere «sfidato», sia pur solo verbalmente, da un giornalista di Pagine Ebraiche. E invece il fiorentino Adam Smulevich ieri a Roma, in una sala blindatissima del Grand Hotel Parco dei Principi, sul finale della conferenza stampa del presidente iraniano a conclusione del business forum Roma- Teheran ha rotto il silenzio e ha portato all’attenzione del leader iraniano gli unici argomenti di cui non voleva parlare: i diritti delle minoranze nella Persia. «Ero seduto in seconda fila, molto vicino al palco – racconta Smulevich – Sapevo che quegli argomenti non si potevano discutere, ma ci ho provato lo stesso». Si è alzato e gli ha detto, in inglese: «Presidente come pensa che possiamo avere fiducia nei suoi annunci propagandistici, nel fatto che oggi ‘a Roma splende il sole’, come ha detto poco fa, se il Paese sotto la sua presidenza continua a essere nelle prime posizioni delle classifiche mondiali della negazione dei diritti?». Il gelo è calato in albergo. «Non se l’aspettava – commenta il cronista fiorentino – Forse dalle sue parti non usa rivolgere domande che non siano prima passate al vaglio dell’ufficio stampa. Mi ha fissato per diversi secondi, con sguardo, diciamo, di forte antipatia. Era una maschera, immobile, silenzioso. Qualche istante di stupore generale, anche tra i colleghi e i funzionari. Rouhani non mi levava gli occhi di dosso. Poi se n’è andato senza proferire una sillaba circondato dalle sue guardie e dai funzionari dell’ambasciata» . Smulevich sapeva che le domande sarebbero state vagliate. «C’erano molti paletti, molti limiti. Tanto che alla fine gli sono state rivolte solo domande all’acqua di rose». Si era iscritto a parlare anche lui e «l’addetto stampa dell’ambasciata si è detto possibilista». Solo che «non è mai arrivato il mio turno». Si è presentato come «redattore di Pagine Ebraiche» e quindi «tutti sapevano chi fossi e quale fosse l’impostazione della mia testata». Ha tentato, spinto dal fatto che «fino a quel momento Rouhani aveva tenuto un monologo sul nuovo inizio che stava nascendo a Roma, sul fatto che in Iran lavorano per aumentare diritti e libertà, che combattono il terrorismo. Insomma, parlavano di cose molto lontane dalla realtà che Amnesty International e altre agenzie ci raccontano ogni giorno». Alla fine però «quello che mi ha stupito di più è che nessuno mi abbia brontolato. Nessuna reazione da parte degli iraniani. Mi hanno solo detto che ero uscito fuori dal protocollo».
(Corriere Fiorentino, 28 gennaio 2016)

Speriamo solo che quello sguardo fisso, immobile, silenzioso, durato diversi secondi, non avesse lo scopo di imprimersi bene nella mente quei lineamenti. Behatzlachah, Adam, ve kol hakavod.
Adam Smulevich
barbara

  1. Bravo, ragazzo!
    Molto poco, troppo poco, riduttivo, dirti bravo: hai avuto un gran coraggio, e questo significa essere un UOMO come ognuno dovrebbe.
    Chissà quanti hanno pensato quello che tu hai detto e buttato in faccia a R.: ma tu l’hai fatto! Ammirazione incondizionata.

  2. Credo che il suo sguardo con il volto serio ..dovrebbe essere arrivato. E lui..qui non ha potuto fare niente. Solo il silenzio. Intervento degno da pagine di stampa internazionale..
    e per contorno tutte le teatralità messe in atto er..non irritare..la grande serieta’ dittatoriale di Hassan

  3. Per rispondere al tuo commento delle 12,27: anch’io lo credo, adesso come adesso.
    Ma ha diciott’ anni, e vorrei soprattutto che non si dovesse trovare di fronte a un’evenienza come questa: né lui né altri..

  4. Eh, caro Rouhani, fuori dall’iran non puoi creder di dettar legge solo perchè il dhimmi fiorentino (Renzi) ha fatto nascondere le statue di nudo che offendono i tuoi delicati sentimenti musulmani.

    “«quello che mi ha stupito di più è che nessuno mi abbia brontolato. Nessuna reazione da parte degli iraniani. Mi hanno solo detto che ero uscito fuori dal protocollo».”
    Probabilmente perchè in fondo gli iraniani ci speravano

    • Mah, a me sembra che la legge l’abbia dettata alla grande, dal primo all’ultimo minuto trascorso in Italia. Quanto agli iraniani, quelli che erano lì erano gli uomini della delegazione di Rouhani, scelti unicamente per la fedeltà cieca a lui e alla causa.

  5. Peccato solo che l’aereo NON mi abbia accontentato/ci abbia accontentati… Speriamo in un futuro alquanto prossimo! Ma distruggiti tu, cretino… altro che distruggere Israele!!!

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