DEDICATO A TUTTI I VEGETARIANI E VEGANI DI PASSAGGIO

La lattuga inquina tre volte più della carne di maiale
Lo dimostrerebbe uno studio americano della Carnegie Mellon University

Una dieta a base di verdura provocherebbe più danni all’ambiente di una basata su alimenti di origine animale. Ad affermarlo, in uno studio pubblicato sulla rivista Environment Systems and Decisions, sono i ricercatori della Carnegie Mellon University di Pittsburgh (Usa), secondo cui la produzione di lattuga determinerebbe un’emissione di gas serra tre vole maggiore rispetto a quella di carne di maiale.
Nel corso dello studio, gli autori hanno esaminato gli effetti sull’ambiente delle diverse fasi della catena alimentare negli Stati Uniti. In particolare, hanno analizzato l’inquinamento prodotto dalla coltivazione, dalla lavorazione, dal trasporto e dallo stoccaggio dei diversi cibi. Al termine della ricerca, hanno concluso che la produzione di verdura inquina tre volte di più di quella della carne di maiale. “La ragione principale per cui la lattuga produce una quantità tre volte maggiore di emissioni di gas serra rispetto alla pancetta è che si tratta di una pianta facilmente deperibile – spiega Paul Fischbeck, uno degli autori -. Contiene poche calorie, per cui deve essere prodotta in notevoli quantità per poter soddisfare la domanda della popolazione. Inoltre, il suo trasporto richiede l’impiego di un’enorme quantità di energia affinché arrivi integra sulla tavola dei consumatori”.
Secondo gli autori, pertanto, una dieta ricca di verdure ha un maggiore impatto sui cambiamenti climatici, rispetto a un regime alimentare che prevede la carne. Le linee guida emanate nel 2010 dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (Usda), che puntano ad aumentare il consumo di vegetali da parte della popolazione per salvaguardare l’ambiente, produrrebbero quindi un inquinamento maggiore di quello determinato dalla tradizionale dieta americana.
“Circa il 40% della lattuga viene trasportata lontano da dov’è stata prodotta – prosegue Fischbeck -. E l’energia utilizzata per mantenerla integra durante la spedizione ha un notevole impatto ambientale. Nel confronto, appare meno inquinante la carne di maiale, che è molto più facile da trasportare perché risulta meno deperibile. È questo il motivo per cui la lattuga produce più gas serra del bacon”.
Nadia Comerci (qui)

Sempre detto, io, che quella gente è la rovina del pianeta.

barbara

  1. ma scusa, cosa ti aspetti da una ricerca condotta dal CARNEgie Mellon University, dove il Mellon è chiaramente strumentale a sviare l’attenzione del lettore?

    la lobby dei mangiacadaveri ha ramificazioni ovunque….. sveglia!!!111undici!!

  2. Intanto…è chiaro che la lattuga nei vari passaggi…inquina piu’ della carne!
    E cosi . in questo.si è fatto chiarezza.
    Non è poi detto che la dieta vegetariana…vegana possa andare bene per tutti.
    Ci sono verdure..legumi che non possono essere tollerati..insieme ad altri alimenti..
    Resto nel gruppo di alimentazione…dieta onnivora….” sottogruppo-diabetici-povera di grassi animali..”
    PS…ho voglia di salsicce..” peccherò..bollite”…Barbara..me le hai ricordate!

  3. Non sono vegano e nemmeno vegetariano(anche se di carne ne mangio poca perché non mi piace particolarmente) però volendo mettermi nei panni dell’avvocato difensore di vegetariani e vegani, potrei rispondere che:
    1) la lattuga non la mangiano solo i vegani, è un contorno che si può abbinare benissimo anche con una bisteccona alla fiorentina(e con tanti altri cibi derivati dagli animali)

    2)Il sostituto proteico di carne,uova e formaggi non sono i vegetali a foglia verde, come la lattuga(gli spinaci, le biete, il cavolo ecc..) ma cereali e legumi(pasta e fagioli, riso e lenticchie, cous cous con ceci, ecc..ecc..), oppure quelle orrende carni finte che sono sempre composte di glutine e legumi(di solito soia).
    Quindi per essere onesti bisognerebbe confrontare l’impatto ambientale della produzione di una certa quantità di proteine dei cereali e dei legumi, con una equivalente quantità di proteine(equivalente anche in amminoacidi essenziali) delle varie carni in commercio(le carni non sono tutte uguali, suppongo che pollo, suino, e agnello possano avere un impatto ambientale inferiore rispetto al vitello)

    3) esistono anche verdure e ortaggi con un impatto ambientale più basso della lattuga, perciò anche al di là del discorso che la “carne” dei vegani sono cereali e legumi, volendo confrontare l’impatto di un cibo vegetale con la carne, mi sembra un po’ fazioso andare a scegliere proprio un alimento molto facilmente deperibile e che generalmente si consuma in quantità modeste, come la lattuga.

    In conclusione, pur non amando i vegani fanatici, bisogna ammettere che questo studio dimostra solo che NON TUTTE LE VERDURE HANNO UN IMPATTO AMBIENTALE PIU’ BASSO DEGLI ALIMENTI DI ORIGINE ANIMALE. Alcuni alimenti vegetali hanno un impatto più basso, altri un impatto più alto, l’impatto complessivo dipende da quel che mangi. Un’alimentazione vegana, così come una onnivora, possono essere composte da una miriade di combinazioni di cibi diversi, quindi suppongo che ci saranno vegani ad alto impatto(tipo quelli che mangiano frutti esotici a tonnellate) e vegani a basso impatto, così come onnivori ad alto impatto(tipo quelli che mangiano tante bistecche alla fiorentina), e onnivori a basso impatto(tipo quelli che prediligono pollo e uova, o quelli che mangiano le interiora)

    E dimostra anche che l’impatto ambientale di quello che mangi, dipende anche da dove abiti ““Circa il 40% della lattuga viene trasportata lontano da dov’è stata prodotta – prosegue Fischbeck -. E l’energia utilizzata per mantenerla integra durante la spedizione ha un notevole impatto ambientale. Nel confronto, appare meno inquinante la carne di maiale, che è molto più facile da trasportare perché risulta meno deperibile. È questo il motivo per cui la lattuga produce più gas serra del bacon”

    Ma insomma, non serviva uno studio scientifico per dirci che, per fare un esempio, se vivi in Italia mangiare le mele o le arance ha un impatto ambientale molto più basso che mangiare banane, avocado e papaya. E viceversa se vivi nei Paesi Tropicali, hanno un impatto ambientale più basso i frutti tipici di quel clima, che le mele o i frutti di bosco d’importazione!

    • 1) La quantità di lattuga che mangia chi la aggiunge come contorno alla fiorentina non è paragonabile a quella di chi si nutre di sola verdura, quindi il discorso impatto ambientare rimane totalmente valido
      2) cereali e legumi vanno cucinati, e i vegani sono spesso crudisti, quindi quella roba nella loro dieta non ci entra. Poi c’è anche chi come me deve andarci molto piano coi legumi per via della colite spastica, deve stare molto attento coi farinacei – patate comprese – per via della gastrite, per cui praticamente non restano altro che frutta e la verdura vera e propria.
      3) La lattuga sarà un pelino più deperibile del radicchio o dell’indivia o magari dei pomodori, ma non è che quelli durino settimane.

      Se tu abiti in una città – qualunque città – è più facile che tu abbia a un tiro di schioppo un macello piuttosto che orti e campi. Aggiungi che la carne non ha stagioni ed è disponibile sempre in qualunque ambiente e a qualunque latitudine, i vegetali no, quindi se vuoi verdure nella stagione fredda devi portarle da dove fa più caldo. Oppure coltivarle in serre climatizzate, e lì l’impatto ambientale te lo raccomando proprio.

      • “Aggiungi che la carne non ha stagioni ed è disponibile sempre in qualunque ambiente e a qualunque latitudine, i vegetali no, quindi se vuoi verdure nella stagione fredda devi portarle da dove fa più caldo”

        Questo può essere vero se vivi in Siberia, in Norvegia, o in Alaska, ma in Italia tra zucche, cavoli, cavolfiori, broccoli, spinaci, radicchio, e altro, c’è abbastanza scelta anche di verdure di stagione coltivate in campo.

        Su cereali e legumi non tutti i vegani sono crudisti(anzi credo che i crudisti siano una minoranza, è una dieta troppo complicata per chi ha una vita normale!) , e non tutti hanno problemi a digerirli.
        Detto questo non voglio difendere i vegani a tutti i costi, ma sono soltanto convinto che questo studio sia un po’ fazioso(anche molti studi pro-vegani lo sono), e che in fin dei conti l’impatto ambientale non dipende da vegano o “carnivoro”(tra virgolette perché nessuno mangia solo carne), ma dai singoli cibi che uno mette nello stomaco. Se mangiassi solo interiora e tagli di carne considerate di scarto(esempio estremo), avrei un impatto ambientale sicuramente più basso del più virtuoso dei vegetariani!

        • Se mangiassi solo interiora e tagli di carne considerate di scarto
          E del resto dell’animale che cosa ne fai? E perché mangiare un piatto di fegato alla veneziana avrebbe meno impatto di una bistecca quando per mangiare entrambi devi allevare un animale e poi macellarlo e poi scuoiarlo e poi farlo a pezzi ecc. ecc. Considerando poi che le frattaglie sono molto più deperibili delle altre parti per cui quello che non viene mangiato entro un paio di giorni dalla macellazione lo butti via. A parte questo, lo studio sarà anche fazioso, ma non mi sembra che tu ne abbia dimostrato la falsità.

        • Molto semplicemente perchè oggi le interiora, la coda, la lingua, e altre parti dure e difficili da cucinare non le mangia quasi più nessuno, mentre tutti gli onnivori vogliono tagli di prima categoria.
          E quindi il vitello viene ucciso per i tagli di prima e seconda scelta, tutto il resto o finisce nella spazzatura, oppure viene riciclato in cibo da fast food e in cibo per animali.
          Chi si mangia quello che è considerato scarto dalla maggior parte della gente, logicamente ha un impatto minore!
          Anche chi mangia da McDonald, contrariamente ai pregiudizi comuni, ha un impatto ambientale minore, visto che gli Hamburger del McDonald sono fatti con carne di vacche a fine carriera, roba che altrimenti non si mangerebbe nessuno!

        • Allora hai formulato male il concetto: se TUTTO L’ANIMALE venisse mangiato (e non SE IO MANGIASSI SOLO INTERIORA E SCARTI), l’impatto ambientale sarebbe minore. Personalmente adoro il cuore di vitello e di manzo, che qui trovo una volta la settimana (ma non tutte le settimane) a meno di tre euro al chilo perché lo usano per i cani. Adoro la lingua fresca che non si trova quasi mai perché deperisce in tempi brevissimi e quindi viene subito salmistrata – ho avuto il culo di trovarne una che era appena arrivata e non avevano ancora fatto in tempo a salmistrarla, così l’ho tagliata a pezzi, ne ho usato uno e ho messo gli altri in congelatore. Non amo particolarmente il fegato ma ogni tanto lo mangio. Ogni tanto perché è carissimo, quasi come il filetto, il che significa che non deve essere propriamente considerato come carne di scarto. Adoravo quella meravigliosa e tenerissima carne di mammella di mucca, che dalla notte dei tempi ormai non si trova più. Una trentina d’anni fa ancora riuscivo ad averla su richiesta, ossia la ordinavo al macellaio e lui alla macellazione successiva me la conservava, poi neanche più così. Non si trovano più neanche a pagarli oro fegatini cuori e durelli di pollo. Probabilmente non sono solo io ad apprezzare queste carni, quindi non dipende dal consumatore (per lo meno non solo) se non vengono consumate.

        • “Allora hai formulato male il concetto: se TUTTO L’ANIMALE venisse mangiato (e non SE IO MANGIASSI SOLO INTERIORA E SCARTI), l’impatto ambientale sarebbe minore”

          Si, volevo dire proprio questo!
          L’impatto ambientale di allevare un animale o coltivare un campo, è un TOT fisso, ma se una parte del ricavato viene sprecata non mi bastano X animali o X ettari di campo coltivato, me ne servono di più per compensare gli sprechi.
          Pure la lattuga ha un grosso impatto ambientale, oltre che perché richiede molta acqua, concimi e antiparassitari, anche perché va a male molto in fretta, una parte non indifferente finisce nella spazzatura!

  4. Direi che ci sono altri a cui piacciono molto le frattaglie e le parti cosiddette “di scarto”, fra cui p.es. noi due, che però stiamo eliminandole per ragioni “pressorie”: ma non così tanti da incoraggiarne il mercato.
    Trovare, si trovano, non tutte, però sono sempre di più quelli che storcono il naso davanti a piatti un tempo diffusissimi e saporiti, poco costosi ed estremamente nutrienti.
    Ma non solo i giovani.. non credere: quanti coetanei abbiamo trovato, nel tempo, che hanno fatto smorfie di disgusto – con sarcasmo o ironia, nel migliore dei casi – ed espresso i loro dubbi su quanto avevamo o avremmo mangiato in futuro, nei nostri viaggi in paesi lontani! Ci mangiavamo il fegato, il nostro, figuratamente..
    Sai .. del tipo “ci vorrebbe una guerra”, auspicio che mi guardo bene dal condividere, però..

    • Ovviamente non tutto può piacere. Una volta mia madre mi ha costretta a mangiare le trippe e subito dopo le ho vomitate, da tanto che mi facevano schifo. Ho mangiato un’unica volta, perché ero ospite, cervello di vitello, e non era neanche male, ma non lo mangerei mai di mia iniziativa perché mi fa senso l’idea. Ma altre cose potebbero piacere se non si fosse abituati all’idea che “sono scarti”, “è roba per i cani”. Avresti dovuto vedere la faccia della tizia al banco della carne quando sono andata a chiedere come mai non c’era più il cuore che avevo visto due giorni prima e ho precisato che non ho un cane, che la mangio io: come se avessi detto che per dessert mi mangio una bella coppa di merda, tale e quale.

      • scusa, ma dove vivi? (riferito al commento precedente): il fegato di bovino qui (Torino) costa sui 7€/kg, quello suino un po’ meno, fegatini e duroni vanno a 3-4€/kg e si trovano ovunque….
        per tacere dei tagli più buoni (coda, testina, diaframma, animelle, esofago, granelle, milza, piedini, rognoni, cervella, tendini, cuore, nervetti) per i quali ci sono banchi del mercato specializzati (come la mitica “bottega del quinto quarto” di Porta Palazzo, che è a tutti gli effetti la mecca delle interiora) e con prezzi solitamente più che onesti….l’unica difficoltà è battere sul tempo la concorrenza (in prevalenza rumeni, cinesi e africane) che vi si avventa selvaggiamente quando vengono esposte

        sulla trippa, c’è da dire che la preparazione influisce in maniera determinante sul risultato, più che per altri tagli: ne ho mangiata di meravigliosa e di disgustosa, e non dipendeva dalla vacca.
        sulle cervella non ti so dire, finora le ho assaggiate soltanto fritte e sono squisite, ma non saprei come consumarle altrimenti.
        il cuore è spettacolare (a fettine con aglio limone e peperoncino), tanto che devo fare a sportellate con mia figlia per averne almeno qualche pezzo quando lo cucino, ma in effetti non è facilissimo da trovare

        • Appunto: “dove vivi”. Non tutti vivono in città di quasi un milione di abitanti con decine di supermercati e di macellerie e con una massa di clientela sufficiente a tenere in piedi qualunque tipo di offerta.

  5. L’avevo già sentita. Il giusto sarebbe infatti variare.

    A me piacciono le verdure, ma la lattuga non rientra tra queste.
    Tuttavia non credo neppure nel global warming per cause artificiali. Ma non per complottismo, la vedo piuttosto come una teoria superata. Con ciò non nego che l’inquinamento ha un impatto sulla nostra salute.

      • Io ho smesso di crederci a 13 anni quando ho letto sul libro di scienze su come l’inclinazione dell’asse terrestre (che si sposta spesso grazie a fenomeni naturali quali i terremoti) influenza il clima, alternando ere glaciali o mini ere glaciali con periodi di global warming.
        Inoltre il riscaldamento globale (a seguito di una mini era glaciale, quest’ultima a seguito di un global warming ben peggiore di questo quando l’inquinamento ancora non esisteva) è cominciato oltre un secolo fa, e un picco è stato tra gli anni 60 e 70 (L’ho visto con i miei occhi su un ghiacciaio non troppo lontano da casa mia).

        Lo stesso vale per il buco dell’ozono. A volte si ingrandisce, altre volte si rimpicciolisce. E’ il campo magnetico, l’asse terrestre e tante altre cose che avvengono all’interno del nostro pianeta

        • Guarda, io non lo so come stanno le cose, però tra gli anni 50 e gli anni 80 c’è stato il boom economico, un’epoca di industrializzazione e inquinamento selvaggio, l’inizio del più grande picco d’inquinamento antropico dell’aria(e di deforestazione) della storia umana. In Europa e Nord America negli anni ’60 si inquinava più di oggi!
          Perciò la tua osservazione che il picco di riscaldamento è iniziato negli anni ’60 non depone a favore della tua convinzione che il global warming non sarebbe antropico.
          Io non lo so se è antropico o meno, osservo solo che l’aumento delle temperature coincide con l’aumento dell’inquinamento dell’aria, con il depauperamento degli spazi verdi non antropizzati e delle foreste, e con l’aumento delle mono-coltivazioni intensive, che richiedono grandi spargimenti di diserbanti letali per le api(le api sono impollinatori, e dunque svolgono un ruolo molto importante per l’ecosistema…e anche per l’agricoltura stessa!) , il che potrebbe essere una coincidenza del tutto casuale(come quei vecchietti di 80 anni e passa, pieni di malattie e acciacchi, che muoiono il giorno dopo il vaccino anti-influenzale scatenando il panico mediatico, ma sarebbero morti lo stesso anche senza vaccino), ma anche no.
          Visto che la maggior parte degli scienziati sostengono che ci sia anche(ma non solo) un ruolo antropico in questo aumento delle temperature, mi sembra saggio applicare il principio di precauzione, e cercare di ridurre le emissioni(laddove è possibile senza penalizzare troppo nessuno), e frenare la deforestazione!

        • Si, sapevo anche questa (su un libricino sulla Norvegia che ho a casa, c’è scritto che la cacca delle renne è più inquinante del gas di scarico delle auto) ma non mi veniva in mente dato che si parlava dell’uomo ‘brutto e kattivo’.
          E poi ci sono anche i fumi dei vulcani.

        • Come ho già scritto non sono sicuro di niente, ma il fatto che oltre il 90% degli studi scientifici giungono alla conclusione che l’impatto umano sull’ambiente(emissioni gassose, disboscamenti, inquinamento delle acque ecc..) qualcosa c’entra con il riscaldamento iniziato a partire dal secolo scorso, non può essere ignorato.
          O è un grande abbaglio collettivo(possibile, ma forse poco probabile), o un grande complotto!
          Oppure c’è qualcosa di vero!

          Personalmente non credo ai grandi complotti, una menzogna orchestrata ad arte per secondi fini può durare a lungo solo se coinvolge un numero relativamente piccolo di persone, decine di migliaia di scienziati non ce la fanno a tenere un segreto per tanto tempo!
          E poi a che scopo? dover ridurre l’impatto ambientale è una cosa che non piace a nessuno, e infatti il Protocollo di Kyoto non è servito praticamente a niente, non è stato rispettato da nessuno, anche i paesi che hanno aderito in maniera più convinta non sono riusciti a ridurre le emissioni in maniera sostanziale, ma in molti casi le hanno addirittura aumentate. Stessa cosa succederà con i recenti accordi di Parigi, tante chiacchiere, niente di concreto.
          Alla fine tutte le economie vogliono crescere a tutti i costi, e nessun Paese è disposto a darsi un limite!
          L’unica speranza può venire dalle future tecnologie, se si riesce a trovare una fonte energetica pulita e più efficiente di pannelli solari e pale eoliche(che allo stato attuale non servono praticamente a niente, se non a deturpare i paesaggi)

          http://climate.nasa.gov/evidence/

  6. Ma quanti di voi sono stati tra i campi a capire come funziona la coltivazione, e quanti di voi sono state negli allevamenti e macelli? Se non sapete cosa vi mangiate e da dove proviene, e cosa c’è dietro, come potete dare un parere? Lo studio di quell’Università del melone sono menzogneri per svariati motivi. In primis per alimentare le vacche, le bufale, le capre, i polli, i pesci, in intensivo, sapete che 4 campi su 5 del pianeta sono destinati all’alimentazione degli animali edibili? Attualmente lanciare uno studio simile è assolutamente deleterio, perchè non pone le persone a porsi le giuste domande. Se ognuno di voi sapesse cosa c’è dietro un gordon bleu, dall’allevamento alla macellazione, agli additivi ecc ecc, mangerebbe una bistecca di fiorentina marchigiana al mese e bandirebbe dalla propria tavola tutti i surrogati. Se solo molti facessero questo, l’intensivo sparirebbe e di certo l’ecosistema gioverebbe come non mai. Non mi stupirebbe se i “luminari” di quell’Uni, fossero allevatori… Informatevi su cosa vi mettete nel piatto, come vive l’animale, come si alimenta, di cosa, come viene ucciso, da chi fate la spesa e poi possiamo parlarne!

    • Ti ringrazio profondamente per avere messo la tua scienza sconfinata al servizio di noi poveri ignoranti e ottusi. E ti ringrazio soprattutto per il gordon bleu (bello sapere sempre “cosa c’è dietro”, eh? Sapessi come ti invidio!)

      • Io non ho messo la mia scienza sconfinata al servizio di nessuno. Semmai laurearmi 110 e lode in tecnologie delle produzioni animali mi mette in condizioni di poterti dire i cm2 in cui vivono i polli o le particelle fecali consentite nel latte che bevi, ma ognuno è libero di fare la propria scelta alimentare…ma può farla solo se è consapevole di cosa gli arriva nel piatto…altrimenti è un’umile pecora forzatamente ignorantita dalle bugie del sistema agroalimentare, salvando la pace di pochi. Non ho criticato te, ma chi ha dato quelle notizie! Se sei figlia di allevatore, alzo le mani ed insegni tu a me, altrimenti, poniti più domande ed abbi meno certezze, sopratutto quando non sai il background di chi ti è difronte!

        • “Caro”, semmai😀 Mi dispiace che ci siamo fraintesi. E mi dispiace averti spiattellato il mio voto di laurea, ma purtroppo mi è stato necessario nel momento in cui voglio mandarti un messaggio e tu mi bisfratti. Perchè sei partita col pugnale in mano senza soffermarti su quello che ho detto? Hai una vocina interiore che ti dice che forse ho ragione e tu hai tanta paura di sapere le cose…preferisci continuare così, senza sapere. Basterebbe solo cambiare abitudini di fare la spesa per fare tantissimo per il pianeta che, scusa se te lo ricordo, ospiterà i miei e tuoi figli! Oltre che per la tua salute. Basterebbe che compri dal macellaio di fiducia che ti assicura della provenienza da allevamenti estensivi del bestiame, che i gordon bleu te li fai da sola a casa, che elimini il latte dalla dieta e scegli uova bio. Già se fai questo hai fatto tantissimo! Cose semplici, non voglio che ti metti col coltello a sgozzare maiali, ma, davvero…prevenire è meglio che curare, solo che ce ne ricordiamo quando le malattie o le tragedie capitano. Se ti ho disturbata, scusami, non era mia intenzione!

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