AGGIORNAMENTO PERSONALE

Tappeto del bagno sopra le piastrelle lisce. Sgabello sopra il tappeto che sta sopra le piastrelle lisce. Io sopra lo sgabello che sta sopra il tappeto che sta sopra le piastrelle lisce. Poi ho fatto un movimento, lo sgabello, essendo posato sul tappeto che è posato sopra le piastrelle lisce, si è spostato spostando il tappeto che è scivolato sopra le piastrelle lisce e io ho perso l’equilibro e sono caduta all’indietro, incastrata tra water bidè vasca da bagno mobiletto altro mobiletto. Bilancio: tutte e due le spalle, una clavicola, un braccio, una mano, una chiappa, un piede, un ginocchio una caviglia più uno squarcio a una gamba dove uno spigolo dello sgabello mi è entrato nella carne. Ah, e poi ho disintegrato il meccanismo della bilancia, che adesso si ostina a raccontarmi che peso quarantaquattro chili e mezzo (tutti ordinatamente in fila per sei con resto di due e mezzo). Ma se becco quel maledetto gattaccio nero che mi ha fatto il malocchio, guarda…

(Consapevole, tuttavia, che fra le persone che leggono questo blog ce ne sono almeno un paio che di incidenti come questo metterebbero la firma per poterne avere uno al giorno, non mi ritengo in diritto di lamentarmi più di tanto)

 barbara

  1. Barbara…capisco, gli altri non sanno che noi siamo due attori …..
    Io specializzato…in film horror..con scale..scalei..pavimenti scivolosi..in queste cado…in altre al buio..o…in piena luce
    nel timore di essere inseguito..mi fanno ripetere la stessa scena…arrivo di corsa in bagno
    e mi affetto il solito dito..” il 5°..del piede destro..” nelle piastrelle taglienti.

  2. Cara Barbara,
    le vorrei dire quella che dico sempre a mia moglie scavezzacollo: “Prends soins de toi”, sei unica e non hai sorelle, questa seconda parte l’ho aggiunta dopo avere visto un meraviglioso film israeliano “Fill the Void”.
    Comunque sorelle o no, davvero stia attenta, gli incidenti domestici sono pericolosi e quelli non domestici anche.
    L’Chaim

      • Prends soins de toi, take care your self (non so bene in italiano come si renda l’idea) non sono prediche, é quello che si dice a coloro cui you care of, affetti umani, amicizie non necessariamente mariti noiosi, a un amico che ti saluta sulla porta di casa dopo una visita e fuori piove e c’é vento, e se fosse tua figlia le tiri su la sciarpa sul collo perché non le venga il mal di gola.
        Ma comunque ha ragione, non é un blog il posto per queste cose.

        • In italiano “abbi cura di te”, che è la traduzione quasi letterale delle espressioni inglese e francese. Non è questione di blog o altre situazioni: sono io che sono un tantino insofferente, anche quando sono pienamente consapevole che sono frasi dettate dall’affetto.

        • sono frasi dettate dall’affetto

          Ciabàttalo subito, che sto geloso. Ciabàttalo senza pietà. Oppure picchialo insistentemente con un giornale arrotolato: che impari a stare al suo posto, questo Jean-Paul Orsi che viene qui a dirti “affetti umani”. A te, poi. Con me qui sull’albero che sento e vedo tutto…

          Non scherziamo, Jan-Coso eh? Guarda che mi metto a soffiare, sai…?!! Ti ho già fatto la foto, ti ho!

    • Beh, in un certo senso mi sono già rimessa: dopo la caduta sono rimasta lì ferma per un po’, il tempo di far passare il dolore più acuto che mi impediva di muovermi, poi mi sono studiata una strategia per alzarmi da così incastrata, oltre che dolorante, com’ero, mi sono disinfettata lo squarcio, ci ho messo sopra una garza imbevuta di disinfettante e l’ho fissata con un cerotto, e poi ho rimesso a posto lo sgabello e ci sono montata sopra per finire quello che stavo facendo. L’unica è che, come sempre in questi casi, poi un po’ alla volta vengono fuori altre botte, tutte discretamente doloranti, che non erano comparse il primo momento.

  3. …anche io…nell’ ultima ripresa…dello scaleo, rialzatomi dal pavimento..ho ripreso a respirare..un’ occhiata al gomito..ginocchio. Non ho finito..di pulire sù in alto.
    Poi…sodddisfatto è venuto bene! Nonostante la caduta…

  4. Era più facile che scrivessi KE COSA SI ERA SALVATOOOOOOOO, in particolare “l’essenziale”???… “Frequentandoti” da poco, non ti conosco fino a questo punto, ma… QUANTI ANNI HAI??? In bocca al lupo per una rapida guarigione, sennò con ki litigoooo…
    Ps: sì, lo so…, lo soooooo ke non si kiede l’età alle signoreeeee…

  5. ho visto in ritardo le tue peripezie, se ti può sollevare un poco è stato perché mi sono beccato una bronco polmonite, come dire in alto i cuori e anatemi a chi ci vuole male .ciao.carlo

      • Su quest’ultimo punto non posso che esprimere invidia nera che più nera non si può, ma su tutto il resto.. mizzica!
        Mi fa specie che càpitino tutte a te.. non ho più espressioni di meraviglia, stupore, compatimento.. solo solidarietà e auguri, ti va bene?

        • Nel senso che ti piacerebbe pesare 48 chili? Anche se hai qualche centimetro meno di me, ho idea che con quel peso saresti una schifezzina anche tu. Soprattutto dai quarant’anni in su, quando l’aspetto di una magra non è più quello di un fiore bensì quello di un limone spremuto e rinsecchito.

  6. Ero indecisa se metterti un like, per la tua incrollabile ironia (non sapevo come l’avresti presa, visto l’argomento…). Poi, ho deciso di fare affidamento sulla tua incrollabile ironia e te l’ho messo.
    A parte i lividi, come va?

    • Mi fa ancora male una chiappa (quando si dice “ti è andata di culo”…)
      Poi c’è la gamba dove mi è entrato lo sgabello, che di male ne fa poco però è una cosa orrenda da vedere e quindi la tengo incerottata.

        • “Ma se ti salvano in continuazione…! Ingrata!”

          Ecco, diciamo le cose come stanno! Noialtri ci si fa un mazzo così e si viene pure additati come causa di sfiga – è uno sconcio, è!!

        • Ambè, mi piace questa: mi fanno sfracellare giù per le scale, mi scaraventano sotto le auto, mi fanno volare dagli sgabelli – e potrei andare avanti fino a domani – e tu li difendi anche! Chiamasi intelligenza col nemico, ragazzo, e prevede la corte marziale.

        • Passi per la corte marziale: ma io sono una RAGAZZA! (E l’Angelo Custode si vede nel momento del bisogno: non è mica suo compito, prevenire gli infortuni!)

        • Ah, ecco: tu sei quella che sta lì a guardare con le braccia incrociate mentre la macchina mi piomba addosso, sta lì a guardare mentre spicco il volo, sta lì a guardare mentre vengo scaraventata a terra di faccia in una pozza di sangue e a questo punto tu… Già, tu che cosa? (e non mi si venga a dire che poteva andare peggio: mentre ero lì faccia a terra aspettando l’ambulanza si è messo a piovere). Bella banda tra te e il gattaccio malefico, tutti e due a gufare contro di me!

        • “tutti e due a gufare”

          Veramente, se non fosse stato per noialtri, il mobiletto avrebbe ceduto spiaccicandoti l’alluce sinistro, il phon sarebbe caduto nella pozza di sangue cortocircuitando, un tasso ti avrebbe morso il naso e Telecom ti avrebbe staccato internet (non c’etra, ma era nell’aria)

        • Non era un mobiletto bensì uno sgabello e anche piuttosto basso, non poteva spiaccicarmi l’alluce dato che l’alluce ci stava sopra, non ho mai usato un phon in vita mia, la pozza di sangue era quando sono stata investita e non qui, il tasso non c’era perché io lavoro a tasso zero e la telecom quando mi incrocia per strada cambia marciapiede per paura che la riconosca.
          Ritorna a settembre e ne riparleremo.

        • Lo vedi che tutto torna?
          E’ perché noi vegliamo e, sapendo della tua propensione agli incidenti, certe cose te le teniamo a distanza…

          (tipo anche i mobiletti, per dire)

        • Tzè, i mobiletti me li tieni lontani per paura che te li tiri in testa, altro che storie. Che poi volendo ci sarebbero anche da dire due parole sul mobiletto che si trovava sulla mia traiettoria la volta che sono scivolata in soggiorno per via del ghiaccio attaccato sotto le suole degli stivali e ho spiccato il volo e sono ricaduta di schiena sullo spigolo del mobile che mi ha mandato una costola in tre pezzi uno dei quali grattava il polmone e infatti ho sputato sangue per un mese: TU DOV’ERI, EH? TU DOVE DIAVOLO ERI?

        • Mi stavo riprendendo dall’ultimo shock che avevi inflitto a Cimpy e a me! Diamine, anche noi poveri Angeli Custodi risentiamo degli straordinari che ci fai fare…

        • TU DOV’ERI, EH? TU DOVE DIAVOLO ERI?

          Quel giorno ero all’Ikea a scegliere un mobiletto nuovo, che quello vecchio ti si stava rompendo.

        • Tzè, si stava rompendo: dopo trent’anni è ancora qua in cucina, solido come una quercia e fresco come una rosa. Si occupa dei mobiletti, lui, invece che delle mie costole, e poi viene qua a darsi arie come se avesse salvato il pianeta. E come se non bastasse adesso arrivano anche le crocerossine delle forze ausiliarie a dargli manforte.

  7. Pingback: STO IMPARANDO | ilblogdibarbara

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...