NON PER TUTTI PARIGI VALE UNA MESSA

Sophie Marceau dice no alla Legion d’Onore, l’onorificenza più alta attribuita dalla Repubblica francese. La decisione, affidata a un tweet, vuole essere un chiaro segno di protesta nei confronti del governo Hollande, che alcune settimane fa ha conferito la stessa onorificenza al saudita Mohammed ben Nayef. “Legione d’onore al principe ereditario saudita; 154 esecuzioni l’anno scorso nel suo paese. Ecco perché ho rifiutato la legione d’onore”, ha scritto su Twitter l’attrice. Sophie Marceau è una convinta militante per la difesa dei diritti dell’uomo ed ecologista della prima ora. Già in precedenza erano nate proteste in Francia, dopo che era stata conferita la Legion d’onore al presidente russo Vladimir Putin.
Marceau-ben Nayef
Qualcuno l’ha criticata per questa scelta, trattandola da arroganza, da diva che vuole mettersi in mostra per mezzo del gran rifiuto, da snob che si atteggia a superiore ai riconoscimenti ufficiali. Io ci vedo una che in tale onorificenza avrebbe potuto crogiolarsi, e vi ha rinunciato per una questione di principi morali.

barbara

    • Brava bella e coraggiosa. Sempre per via del “bella e oca”. Aggiungo che è anche bello vederla portare con dignità, alla soglia del mezzo secolo, le sue rughette e le palpebre che cominciano a scendere.

  1. Sono d’accordo. L’ho stimata davvero. Volevo farci un post, ma mi limito ora a ribloggare. Sono i “piccoli” grandi gesti, che scoperchiano, per un momento, le montagne di ipocrisia e di menzogne, che ci schiacciano quasi interamente, facendoci quasi mancare l’aria. Senza considerare che, di questi tempi, un “piccolo” gesto del genere, mette comunque a rischio, e che se si è famosi si è più esposti. L’accusa di cercare pubblicità, per chi è già famoso, è abbastanza banale, e la considero in casi come questo come la dichiarazione appunto di una cattiva coscienza che parla… “Poiché io non ho mai fatto nulla, per dare un qualsiasi segnale, o fare una qualsiasi denuncia pubblica – anche sulle enormi contraddizioni che viviamo noi stessi, mantenendoci nell’indifferenza – allora cerco di sminuire te e il tuo, di segnale; di denuncia”.

  2. L’ha ribloggato su Oscare ha commentato:
    Sono d’accordo. L’ho stimata davvero. Volevo farci un post, ma mi limito ora a ribloggare. Sono i “piccoli” grandi gesti, che scoperchiano, per un momento, le montagne di ipocrisia e di menzogne, che ci schiacciano quasi interamente, facendoci quasi mancare l’aria. Senza considerare che, di questi tempi, un “piccolo” gesto del genere, mette comunque a rischio, e che se si è famosi si è più esposti. L’accusa di cercare pubblicità, per chi è già famoso, è abbastanza banale, e la considero in casi come questo come la dichiarazione appunto di una cattiva coscienza che parla… “Poiché io non ho mai fatto nulla, per dare un qualsiasi segnale, o fare una qualsiasi denuncia pubblica – anche sulle enormi contraddizioni che viviamo noi stessi, mantenendoci nell’indifferenza – allora cerco di sminuire te e il tuo, di segnale; di denuncia”.

      • (scusa il doppione, mi dimentico sempre che se inserisco il commento nel mio re-blog compare automaticamente anche qui)

        E non sapevo questa!

        ““Legion d’onore à la carte”. Contrariamente alla versione ufficiale, il principe saudita, Mohammed ben Nayef, ha ricevuto la massima onorificenza francese per sua espressa volontà, in sostanza, si è incoronato da solo, proprio come Napoleone a Notre-Dame. A rivelare l’auto-investitura del numero due della monarchia waabita accusata di violare i diritti umani – 153 esecuzioni nel 2015 e già 70 da inizio 2016, denunciano le Ong – è il giornale Causette che oggi pubblica uno scambio di mail tra l’ambasciata di Francia a Riad ed alti funzionari dell’Eliseo.

        Nel carteggio opportunità diplomatiche e realpolitik si mischiano all’ironia e a qualche strafalcione ortografico. Mercoledì 2 marzo. Alle 7:04 l’ambasciatore di Francia in Arabia Saudita, Bertrand Besancenot, invia una mail a David Cvach, consigliere per il Medio Oriente del presidente Hollande. “Caro David, mi permetto di inviarti in allegato la copia della proposta di decorazione per il principe Mohamed ben Nayef (…) Certamente il regno non gode di buona stampa, ma temo che per un miglioramento della sua immagine ci voglia tempo…”. Seguono i “buoni motivi” per assegnare il brillocco napoleonico al ministro dell’Interno considerato responsabile della repressione. Soprattutto sarebbe “un gesto nei confronti del futuro re Saudita – insiste Besancenot -. Rispondere alla sua richiesta di ricevere la Legion d’Onore in un momento in cui vuole rafforzare la sua statura internazionale mi pare indispensabile”.

        Alla missiva risponde – dieci minuti dopo, alle 7:14 – Jérôme Bonnafont, consigliere per il Medio Oriente del ministro degli Esteri, Jean-Marc Ayrault. “Nessun motivo per non farlo: serve riserbo con i media ma senza nasconderlo, altrimenti verrà interpretato (da Riad) come un’umiliazione, se (i giornalisti,ndr.) ci chiedono qualcosa risponderemo ’lotta a Isis e partenariato economico e strategico’. Chiaramente, per compensare, aggiungerei elementi ’diritti umani’ tra i contenuti del discorso”.

        Nella corrispondenza interviene Laurent Stefanini, l’attuale capo di protocollo dell’Eliseo, lo stesso che la Santa Sede avrebbe rifiutato come ambasciatore in Vaticano perché gay. “Nessuna obiezione neanche da parte del protocollo – annuncia nel messaggio delle 7:21 – E’ una scelta di opportunità politica. Capisco che il grado sarebbe Grand’Ufficiale della Legion d’Onore”, il massimo della République. Il verdetto presidenziale arriva alle 12:53. Ed è positivo. “E’ fatta”, Hollande ha detto sì, annuncia David Cvach, non senza concedersi un’ultima battuta prima della pausa pranzo: “Suppongo sia il momento di comprare azioni MBN…”.

        http://www.lastampa.it/2016/03/11/esteri/fu-il-principe-saudita-a-chiedere-la-legion-donore-WViysyIl8SCbAcq8pn8EbP/pagina.html

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