RISERVISTI CONTRO BREAKING THE SILENCE

Decine di riservisti dell’esercito israeliano hanno costituito un’organizzazione chiamata “Riservisti sul fronte” per denunciare l’ONG Shovrim Shetika (Breaking the Silence) nei tribunali per diffamazione. Amit Dray, comandante della riserva e leader di questa lotta dice: “Per molto tempo abbiamo raccolto documenti che dimostrano che Shovrim Shetika mente e falsifica i fatti al fine di infangare i soldati e gli ufficiali di Tsahal, in Israele e all’estero”. Egli accusa questa ONG per prendere casi isolati, spesso inventati o approssimativi, per presentarli come se fossero la norma in vigore nell’esercito. Questo gruppo si rivolgerà la settimana prossima al consigliere legale del governo al fine di ottenere l’autorizzazione a presentare denuncia per diffamazione perché si tratta di soldati dell’IDF. Il gruppo ha anche scritto al primo ministro, accusando Shovrim Shetika di alimentare la campagna BDS. Tra il primo ministro e una delegazione del gruppo di riservisti è stato fissato un incontro. (qui, traduzione mia)

Ed ecco i risultati del lavoro dei riservisti, persino al di là delle più pessimistiche previsioni. Chi chiama fascista la cosiddetta destra israeliana e progressista nonché incommensurabilmente buona la sinistra, sarà il caso che si decida a farsi un esame di coscienza. Poi, nel caso a qualcuno fosse sfuggito, ci sono anche i veri e propri boia, complici diretti di torture e assassini. Sempre a sinistra, ovviamente, fra i belli buoni progressisti antifascisti.

barbara

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IL BAMBINO OMBRA

Una notte. Di più davvero non ti puoi concedere per leggerlo, perché mollarlo lì per andare a lavorare senza averlo finito è veramente impensabile, quindi regolati. Thriller, è qualificato, e in effetti lo è, con la sua robusta dose di morti ammazzati e misteri e tutto il resto, però è anche un thriller a modo suo, tra riti macabri e ombre del passato che ritornano e quando ritornano fanno maledettamente male, ma guai se non tornassero.
Per qualche aspetto ricorda I sei giorni del condor, precisamente per il fatto che ad un certo punto non si sa più quali siano gli amici e quali i nemici, e quando si crede di avere ormai capito tutto, tutto si ribalta e bisogna ricominciare tutto da capo.
E poi il bambino ombra del titolo: è il bambino che in un caldo giorno d’estate improvvisamente scompare e non riappare (forse) mai più. Con un bel po’ di colpa da parte del padre, della sua distrazione, di un’incredibile botta di ingenuità e di qualche birra di troppo. Ma chissà se poi, senza la distrazione, senza l’ingenuità, senza le birre, non sarebbe magari scomparso lo stesso.
Poi non so se il fatto che gli unici due ebrei di questa storia facciano parte dei buoni, e che neanche il Mossad, in fin dei conti, ne esca male, sia un caso.
Da leggere, comunque.

Carl-Johan Vallgren, Il bambino Ombra, Marsilio
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