DICE IL SIGNOR VESPA BRUNO

che «per combattere la mafia bisogna conoscerla. E per conoscerla meglio c’è bisogno a nostro avviso anche di interviste come questa».
Non intendo entrare nella polemica sull’opportunità o meno di portare in televisione un criminale (che, bontà sua, “non giudica Falcone e Borsellino”) per fare propaganda al “suo” libro scritto (chissà da quale scrittore o giornalista venduto) “per difendere la dignità della sua famiglia” che gli ha “trasmesso il bene e il rispetto”.
Non intendo, dicevo, entrare in questa polemica, ma porre un’unica domanda: veramente il signor Vespa Bruno immagina che intervistare il figlio di uno dei più feroci boss mafiosi che la storia ricordi, mafioso e criminale a sua volta, uno che alla domanda su che cosa sia la mafia risponde «Non me lo sono mai chiesto, non so cosa sia. Oggi la mafia può essere tutto e nulla», veramente il signor Vespa Bruno immagina che questo porti a “conoscere meglio” la mafia contribuendo quindi a combatterla? Non avrebbe fatto migliore figura se avesse fatto a meno di dare spiegazioni sulla sua scelta di fare propaganda alla peggiore criminalità esistente in Italia?

barbara

  1. Ed ecco avvicinarci sempre più al peggio della cultura giapponese.
    In Giappone la mafia può già costruirsi palazzi con tanto di loro stemma e presentarsi dicendo ‘io sono un mafioso’

    Pian piano, questo sarà normale anche in italia (fin’ora siamo cresciuti sapendo che la mafia è male. D’ora innanzi i nostri figli cresceranno con l’idea che la mafia è un gruppo come un altro ed è perfettamente accettabile.

  2. Sarò un bastian contrario ma credo che il demonizzare ad oltranza la mafia credo che paradossalmente serva a potenziarla dandogli un’aura mitica. Esempi di mezze calzette trasformate in “draghi” solo per l’esigenza di altre mezze calzette di spararsi pose da eroi se ne possono fare a bizzeffe.
    Penso che indebolisca di più la mafia il considerare l’intervista di vespa per quello che è: uno sketch alla Massimo Catalano, le risposte alle domande sono le più ovvie e scontate che ci possano essere, che il far passare l’idea che Riina Jr sia un demone capace di ipnotizzare con lo sguardo attraverso la telecamera.

    • Non credo che l’alternativa più ragionevole alla demonizzazione sia offrirle una ribalta piena di riflettori. Che poi non so quanto si possa “demonizzare” una cosa che ha l’unico scopo di sottomettere e uccidere chi non si sottomette.

      • Capisco che il termine “demonizzare” sia ambiguo. Per demonizzare intendevo il presentare la mafia come se fosse l’ente occulto che tira le fila di tutti i gombloddi del NWO, qualcosa di ubiquitario che controlla tutto: magistratura, politica, forze armate, multinazionali, banche…
        Purtroppo se gonfi enormemente il potere della mafia la rendi, da una parte, attraente per i tanti appassionati di “salto sul carro del vincitore” e dall’altra rendi simpatici i “gombloddisti della domenica” che lottano, anche andando e di molto sopra le righe, vedi ad esempio alcuni magistrati scesi in politica, contro il NWO.

        • Beh, sai, non è che uno può partire, che so, da Perugia e andare a Palermo a dire alla mafia siete tanto ganzi, voglio che mi assumiate. E comunque il mio discorso riguardava una corretta informazione, che sicuramente non si dà dando la vetrina a un assassino negazionista. Sarebbe come intervistare David Irving sulla Shoah e poi raccontare che è stato fatto per conoscere meglio la Shoah.

  3. Copio e incollo il commento di Gipi sulla oramai troppo famosa ennesima scendilettata televisiva di Bruno “la lingua” Vespa, che va dove lo porta il portafogli:

    Negazione della realtà.
    Assenza di ogni empatia per le vittime.
    Una profonda disonestà che porta a trasformare non solo il racconto del passato ma anche i sentimenti ad esso legati.
    Il familismo amorale mostrato in tutta la sua potenza.
    La soggettività dello sguardo che vince su ogni possibile oggettività.

    A compensare tutto questo solo un paio di tic agli angoli della bocca sfuggiti durante le immagini delle stragi.

    Quasi mi dispiace dirlo, ma questa roba è istruttiva e aiuta a capire come funzionano le cose, come si possa essere partecipi di un sistema che compie i crimini peggiori senza battere ciglio.

    Poi, chiaro, si sapeva già.
    Ma vedere questo processo in carne mi fa un certo effetto.

    Ecco, questo e’ un fumettista che dovrebbe essere al posto dello scendiletto. Ma non ci sara’ mai.

  4. Non ho visto la trasmissione…Insomma ..un’ intervista perbenista.
    Beh…le Iene” trasmissione TV…” sarebbero stati piu’ taglienti.
    ..

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