IO COMUNQUE

ho sempre continuato, e sempre continuerò a chiamarlo Cassius Clay (se poi oltretutto consideriamo che aveva anche un genero ebreo…)
Cassius Clay
Ed era proprio belloccio, diciamolo.

barbara

  1. Vabbe’, ci sta. Ma era lui che voleva essere chiamato Alì.

    Belloccio e fascinoso quasi come un gatto – deve essere la parte del calabrone che gli rovinava il profilo da gazzella….

      • Belloccio lo era – guarda che sono d’accordo – quando, giovane e muscoloso, saltellava veloce come una gazzella con un gatto sulla schiena sul ring. Era bello quasi come il gatto che portava, appunto.

        Un mito, sia detto – e quando ha dichiarato che il suo nome era Ali e non Clay, io ho sofferto uma cifra – anche per me lui era Cassius Clay -ma poi me ne son fatto una ragione: sceglieva lui se usare un nome d’arte o il suo, mica io. Che comunque ero molto più bello (per un gatto), almeno se lui lo guardavi da vicino DOPO un incontro…

        …..crocchini ?? DOVE??!!

  2. M’ha detto: la conversione all’islam è dovuta alle troppe botte.
    A parte questo, il nome ‘Cassius Clay’ era più bello, un pò romano (antica Roma) ma adatto ad un pugile.
    Mohammed Ali è così banale, a partire che la metà dei muslims uomini si chiamano Mohammed, Ali è un altro nome comune in Islamia, pertanto di omonimi ne ha a bizzeffe.

    Anche Mike Tyson è un convertito, ed ha anche un nome arabo. Ma sul ring usa il nome con cui è noto

    • Nel senso che le botte in testa l’hanno rimbecillito al punto da voler diventare musulmano? Sì, mi sembra un’ipotesi ragionevole.
      Quanto al paragone, a parte l’insostenibile bruttezza di Tyson, Cassius Clay per lo meno non era uno stupratore.

  3. Per parte mia sono un po’ meno aperturista e tollerante…
    Da “Pagine ebraiche”, articolo di Adam Smulevich. (…)“Il potere è sionista. Controllano l’America, controllano il mondo. Sono contro l’Islam” dice Ali durante una visita in India per promuovere il boicottaggio dei Giochi Olimpici di Mosca citata dall’autorevole quotidiano israeliano (“Ha’aretz”, ndr). E ancora, visitando qualche anno prima un campo profughi nel sud del Libano, dichiara: “A titolo personale e a nome di tutti i musulmani d’America mi esprimo a favore della lotta palestinese per la liberazione dall’invasore sionista”.
    Ai posteri l’ardua sentenza…

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