E PROVATE A NON COMMUOVERVI


Ah, poi, visto che parliamo di Israele, vi ricordate quella brutta storia della casa incendiata in un villaggio palestinese in cui morì subito un bambino di 18 mesi e in seguito anche i suoi genitori per la quale sono stati immediatamente accusati i “coloni ebrei estremisti”? (Per curiosità sono andata in google digitando “incendio casa palestinese”: quasi tutti i titoli urlano fin dalla prima riga, “bruciata da coloni israeliani”: non sembra, pare, si pensa, si sospetta, gli indizi portano a credere, no: sono stati loro. E su di loro si sono fiondati i servizi segreti israeliani, e nonostante tutti gli indizi che via via continuavano ad emergere sull’estraneità dei kattivissimi koloni ebrei estremisti, non si sono arresi nel loro accanito tentativo di trovarli colpevoli, e per quasi un anno li hanno trattenuti in prigione, li hanno torturati per estorcere confessioni. Beh, alla fine si stanno arrendendo: nonostante tutte le coercizioni messe in atto, di prove non sono riusciti a farne emergere.
Quanto al personaggino di cui parlo nel secondo link, io sono sempre qui seduta sulla riva del fiume, e adesso esigo di vederlo, il suo cadavere. Altrimenti dimostrerà di essere quel misero quaquaraquà che abbiamo sempre saputo.

barbara

  1. In effetti non ci ho neanche provato.
    Eppure, ancora di più, mi commuove cantato da tante voci insieme.. lo trovo più potente: ti scuote e ti avvolge oltre che entrarti dentro.

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