ITALIANI BASTARDI ITALIANI DI MERDA

Ovverosia Dacia Valent un’altra volta.
italiani bastardi

Questo testo è stato garantito autentico da un sito antibufala: questa cosa va precisata perché i deliri sono a un livello tale che qualunque dubbio sarebbe legittimo.

Voi non riuscite nemmeno a immaginare quanto sia difficile per me scrivere, tentando di non ferire le vostre povere sensibilità di piccoli bianchi, totalmente ignoranti del loro passato di carnefici di neri, ebrei e musulmani.
Non conoscete nulla di quello che avete nel vostro DNA storico, vi riempite la bocca di ebrei solo per salvarvi la coscienza, raccontando di come gente tipo Perlasca – un fascista di merda che dovrebbe morire mille volte solo per essere stato fascista ed aver sostenuto fossanche per un solo minuto quel regime – ne ha salvato alcuni.
Siete un popolo senza futuro perché siete un popolo senza memoria.
Me ne fotto degli italiani brava gente. Anzi, mi correggo, me ne fotto degli italiani bianchi e cristiani, naturalmente brava gente.
Non lo siete.
Siete ignoranti, stupidi, pavidi, vigliacchi.
Siete il peggio che la razza bianca abbia mai prodotto.
Brutti come la fame, privi di capacità e di ingegno se non nel business della malavita organizzata e nella volontà delle vostre donne (studentesse, casalinghe, madri di famiglie) di prostituirsi e di prostituire le proprie figlie.
Anche quando dimostrate un barlume di intelligenza, questa si perde nei rivoli del guadagno facile e del tirare a fregare chi sta peggio di voi.
Nessuna delle vostre battaglie ha un senso per altri se prima non produce un tornaconto per voi stessi.
Dalla politica alla religione, dal sociale alla cultura, siete delle nullità.
Capaci di raccogliere firme e manifestare, salvo poi smentire con ogni vostro atto quotidiano quello che a grande voce dichiarate pubblicamente. Andate a marciare da soli, che marci siete e marci rimarrete e non vi voglio profumare.
Non avete una classe media, siete una penosa e noiosa classe mediocre, incivile e selvaggia. I giornali più venduti sono quelli che trattano di gossip e i programmi televisivi più gettonati – al fine di vendere le proprie figlie come bestiame, come le vacche che sono destinate inevitabilmente a diventare, vista la vostra genia – sono i reality.
Avete acclamato qualsiasi dittatore e sottoscritto qualsiasi strage, salvo poi dimenticarvene ed assurgere come vittime di un élite. Non avete un’élite, coglioni, fatevene una ragione: i vostri deputati e senatori sono delle merde tali e quali a voi, i vostri capitani d’azienda sono dei progetti andati a male dei centri di collocamento, ma che o avevano buoni rapporti famigliari o il culo l’hanno dato meglio di voi.
Non solo quelli al governo (o che fanno capo all’area governativa), anche e soprattutto quelli che fanno capo all’opposizione.
Da quelli oggi al governo non ci aspettiamo nulla se non quello che da anni ci danno: razzismo, esclusione, spedizioni punitive, insulti ed umiliazioni.
Ma da quelli all’opposizione, quelli che si sono arricchiti con anni di Arci, Opere Nomadi, Sindacati Confederali, e sempre sulla nostra pelle, facendoci perdere diritti che ormai davamo per acquisiti, ci aspettiamo che si facciano da parte.
Sono ormai troppi anni che deleghiamo le nostre lotte a persone che in teoria dovrebbero averle fatte proprie, dimenticandoci l’infima qualità dell’italiano pseudobianco e pseudocristiano: non vale un cazzo perché non ha valori che valgano.
Un popolo di mafiosi, camorristi, ignoranti bastardi senza un futuro perché non lo meritano: che possano i loro figli morire nelle culle o non essere mai partoriti.
Questo mondo non ha bisogno di schiavi dentro come lo siete voi, feccia umana, non ha bisogno di persone che si inginocchiano a dei che sia chiamano potere e denaro e nemmeno di chi della solidarietà ha fatto business.
Ha bisogno di altro, che voi non avete e quindi siete inutili.
Dite che non è così?
Ditelo ai Rom perseguitati in tutta Italia, ditelo ad Abdoul, ditelo ai 6 di Castelvoturno, ditelo a Emmanuel, ditelo ai gay massacrati da solerti cristiani eterosessuali.
Ditelo a mio fratello, bastardi.*
Ditelo alle decine di persone vere, non zecche e pulci come voi, che non denunciano perché sanno che se vanno dalla vostra polizia bastarda e assassina li umilieranno e magari li picchieranno di più e forse li uccideranno come l’Aldro [ammazzato come un cane perché pensavano fosse un extracomunitario], e se sono donne le violenteranno, e non avranno nessuno a cui rivolgersi per essere difesi.
Ditelo a quelli che rinchiudete per mesi nei vostri campi di concentramento senza alcun genere di condanna, solo per gonfiare le casse di qualche associazione che finanzierà un qualche partito, generalmente di sinistra, ditelo a quelli che lavorano per i vostri partiti e sindacati da lustri senza avere un contratto ma in nero, ditelo a quelli che si sono fidati di voi per anni, ditelo a quelli che raccolgono l’ultimo respiro di quei maiali dei vostri vecchi, e a quelli che si sfilano dalle fighe delle nostre ragazze per infilarsi in quelle larghe e flaccide delle vostre donnacce, ditelo ai nostri ragazzi che vincono medaglie e che saranno il futuro di questo paese, ditecelo, figli di puttana.
Ditelo col cappello in mano, e gli occhi bassi, cani bastardi. Ma sappiate che la risposta ve l’hanno già data a Castevolturno: Italiani bastardi, Italiani di merda. Io ci aggiungo bianchi, perché il discrimine è questo. Valete poco perché avete poco da dire e nulla da dare.
Dacia Valent

* Il fratello è stato assassinato a 16 anni da due compagni di classe, rei confessi: “Era uno sporco negro, si dava delle arie, abbiamo deciso di dargli una lezione”. Essere negro e darsi arie può essere una buona ragione per far fuori uno, se si è sufficientemente razzisti, ma difficilmente basta il razzismo a spiegare le sessantatre coltellate che gli sono state inferte. E in effetti ci sono alcuni aspetti che non sono mai stati chiariti. In ogni caso ad ammazzare Giacomo Valent sono stati i due compagni di classe, non sessanta milioni di italiani.

Qualche nota buttata giù così.
Giorgio Perlasca era “un fascista di merda che dovrebbe morire mille volte solo per essere stato fascista ed aver sostenuto fossanche per un solo minuto quel regime”. Giusto. Mica come quelle brave persone dei tuoi correligionari arruolate nelle SS islamiche.
Le nostre “povere sensibilità di piccoli bianchi”. La mia cugina più giovane, nata settimina, è un metro e novantaquattro. Vedi un po’ tu. Se poi intendi piccoli in altro senso potrebbe venirmi in mente il dottor Angelo Beccari, il dottore che mi curava quando ero piccola. Non aveva mai soldi in tasca perché i suoi pazienti erano tutti poveri e non aveva il coraggio di chiedere soldi. E il pane che avanzava all’ospedale lo portava a casa per i suoi figli. Lavorava una quantità spropositata di ore, perché non diceva di no a nessuno, a nessuna ora del giorno o della notte, e ha finito per morire di infarto sul lavoro a cinquant’anni o giù di lì. E ce ne sono tanti di così, sai, sapessi quanti. Ma forse ho capito di nuovo male; forse intendevi dire che noi bianchi siamo una razza inferiore, il che mi pare giusto, da parte di una che guidava coraggiosamente battaglie antirazziste.
E non conosciamo nulla di quello che abbiamo nel nostro DNA storico (qualunque cosa possa significare); giustamente: quando mai le razze inferiori hanno coscienza di sé? Tu invece che appartieni a una razza superiore lo conosci benissimo il tuo DNA, tanto è vero che hai sempre raccontato di essere figlia di una principessa somala. Si dà però il caso che io la Somalia la conosca bene. Lì non c’è un’aristocrazia con marchesi e baroni e principi e granduchi. Non c’è neppure mai stata una monarchia, ma unicamente tribù raggruppate in clan. Forse tua madre era figlia del capo di una tribù di qualche centinaio di persone, chissà, ma anche se così fosse, in quanto somala e donna valeva comunque meno di una capra che vale meno di un cammello che vale meno di un uomo. La gerarchia sociale è questa, e vale per tutti. In tutti gli altri Paesi dominati dalla legge islamica la testimonianza di una donna vale la metà di quella di un uomo: in Somalia vale un terzo. Vedi un po’ tu.
E qui mi fermo, perché per commentare ogni delirio dovrei occupare lo spazio di Guerra e pace. Ma tanto ti commenti giù sufficientemente da sola. Solo un’ultima cosa: i nostri figli vengono partoriti e crescono ed escono dalla culla e vanno per il mondo. Alla facciaccia tua e del tuo patetico odio psicopatico.
[segue]

barbara

  1. Credo che abbia incontrato persone con grande equilibrio e civiltà.Questo a riguardo a quelle persone prese da lei fortemente di mira, pari ad una persecuzione per qualsiasi motivo che non rientrava nel suo modo di sentire…non una..cinque ma un’ infinità.
    Un vero lucido caos mentale che poi proiettava sulle persone da lei prescelte.
    E..anche se per me..è stato..un solo..” eccola, è la Dacia! Appena ho letto il titolo della Mail.
    Le persone, di piu’ di quanto possiamo esserne a conoscenza hanno avuto la sfortuna di
    avere avuto dei contatti indotti da lei per mezzo di interventi scritti, ma non si è limitata a
    questo riuscendo ad entrare nell’ intimo, con indirizzi, telefono.
    Arrabbiature, forte stress! Da non provarlo.
    Al massimo..ha ricevuto denuncie con quello che comporta al seguito..
    Ma..tutto seguendo la legalità. Nessuno ha usato violenza nei suoi confronti..perlomeno
    non da loro.
    Persone serie, lontane dal pensare e nell’ agire con ideologie razziste e altro da riferirsi
    a non belle persone.Ma a nessuno è venuto in mente di usarle violenza fisica..Ne è la dimostrazione che siamo un popolo civile. A parte certi tarli di individui presenti nei Paesi.
    In Somalia…avrebbero accellerato il suo trapasso per cause…non naturali.
    Anche se giovane per morire è morta..in struttura ospedaliera a causa di infarto miocardico.

  2. sono nata alla real casa ss annunziata, che era un brefotrofio e tutti i bambini figli “d’ ‘a madonna” o “d’anunziata”, tutti indistintamente erano figli di principi, principesse, conti, marchesi e baroni. Portavano cognomi posticci altisonanti, dellelle famiglie della nobiltà campana che pagava loro il vitto e l’educazione scolastica fino alla maggiore età, un appartamentino nelle proprietà dell’ente ed ai migliori studenti, anche l’università o un lavoro nelle aziende.
    le bambine seguivano solitamente ben altra sorte. un minimo di scolarizzazione e poi o suore o serve
    io non avevo il nome di mio padre, al quale le suore che dirigevano ogni ospedale ricordarono che aveva famiglia e lo allontanarono, suscitando l’imperituro rancore di mia madre nei confronti di lui e la mia ferma convinzione che mia madre fosse una vera idiota, sapendo dove abitava e avendomelo tenuto nascosto fino alla morte
    ma parlavo del trauma infantile che molti figli adottati subiscono quando si rendono conto che sfruculiare la famiglia adottiva per sapere chi sono i veri genitori mena solitamente l’unica verità che non si voleva conoscere e che solitamente si riassume con :-tua mamma t’ha buttato via punto.
    e tutti quelli che si misero in testa di cercare le loro madri nobili(uno di loro aveva scoperto il codice col quale venivano classificati i bambini abbandonati, quindi i nomi delle madri che li avevano partoriti lì. c’erano anche tutti i biglietti coi nomi veri dei bambini trovati nella ruota degli esposti), partirono per cercare e trovarono.
    trovarono signore che col matrimonio avevano recuperato dignità di persone, di madri di famiglia, anche di agiate. tutte con storie tristi e per nulla nobili. solitamente storie di servette circuite e servite da sollazzo a uomini che avevano promesso di occuparsi dell’educazione di ragazzine di paese
    napoli era piena di servette di paese e molte finivano a battere il marciapiedi, scacciate dalla famiglia di origine e da quella ospitante. ovviamente non era mai il “padrone” maiale, ma sempre la ragazzina, di 16-17 anni, una zoccola tentatrice, perché l’abbigliamento quasi mai comprendeva le mutande, lo so perché anche a casa di mia zia c’era una servetta, una vera schiava, che improvvisamente fu rimandata al suo paesino e sospetto che fosse lo sfogo di tre dei quattro figli di mia zia
    tutti coloro che conosco e che hanno trovato la madre “zoccola” furono abbandonati una seconda volta. nessuna ex zoccola piange di gioia nel rivedere il frutto di uno stupro, o di meretricio e le porte furono chiuse su di loro definitivamente, senza rimpianti da nessuna delle due parti
    la signora valent non ha potuto avere quell’esperienza illuminante, non ha mai scoperto che non c’era nessuna principessa dalla quale discendere( solo i falascià possono vantare un albero genealogico, che io ricordi), forse la serva di un capotribù messa incinta da chissà chi e se nobili si nasce, lei quella qualità innata che chiamano noblesse oblige non l’ha mai posseduta.
    è morta. lasciamola morire anche nel ricordo. a noi non serve

    • Condivido in pieno l’ultima riga del commento di Laura ( ma anche tutto quanto il resto, benché, fortunatamente, non a causa di mia personale esperienza ), e invito a seguire la sua esortazione.
      Brava! Dimenticare, a volte, fa solo bene.
      Quando si può ed è opportuno, come in questo caso.

  3. Prendo atto che sono – e sarò – meno ragionevole di voi.
    Dacia Valent comunque non era una figlia di chissà chi: suo padre era un diplomatico italiano, i suoi genitori erano regolarmente sposati e sono sempre vissuti insieme.

    • La celeberrima ‘poesia’ razzista con cui ho conosciuto ‘la signora’…
      Ma… Cosa vedo li? Falcetto con martello, e con tanto di stella ed il simbolo di Rifondazione? Ed io che avrei giurato che fosse di estrema destra, membro di qualche gruppuncolo stile Alba Dorata (anche se allora non c’erano gli Alba Dorata). Mi sarò lasciata ingannare da colui che l’ha chiamata ‘baffetta’ e delle sue frasi degne del più esaltato dei nazisti.

      Mi aveva inganata anche questa frase ‘solo per gonfiare le casse di qualche associazione che finanzierà un qualche partito, generalmente di sinistra’.

      Il testo è autentico, ed io te lo assicuro proprio perchè l’ho letto direttamente sul suo blog. Prima che il blog venisse oscurato (posto che non sia invece stato chiuso da lei in persona).

      Prima cosa: dov’è finito l’odio antisemita? Improvvisamente lei prende le difese degli ebrei quando fino ai post precedenti si leggevano frasi al limite dell’hitleriano.

      La parte dove scrive ‘fascista di merda’ mi fa ridere semplicemente perchè a scriverla è stata una fascista a sua volta.

      Si corregge usando termini come ‘bianchi’ e ‘cristiani’, come se le nostre colpe fossero queste.

      ‘Brutti come la fame’ Quanti anni ha? 10?
      ‘siete una penosa e noiosa classe mediocre, incivile e selvaggia’… che siamo incivili è vero. peccato che lei non è meglio. Questo è il caso della pagliuzza e della trave. Dov’è il crimine nell’esser noiosi?

      Cosa vuol dire ‘pseudobianco’? Non eravamo bianchi?
      Non avevo mai letto così nel dettaglio, ma noto, oltre alla pessima scrittura, anche delle incongruenze. Un delirio, insomma.

      ‘ditelo ai gay massacrati da solerti cristiani eterosessuali’
      Mi domando poi lei cosa pensava dei gay, dalla sua posizione islamica. Non penso le fosse permesso avere un opinione favorevole.

      Il termine ‘donnacce’ nei nostri confronti lo hanno usato in seguito proprio i califfini (dicasi ISIS).

      Tra l’altro i re, i duchi, i marchesi ecc sono figure occidentali. In Islamia ci sono semmai gli sceicchi, i califfi, i sultani. Al massimo hanno la figura del re (in Arabia Saudita poi, strano).

      Principessa somala? Non ricordo che la Somalia fosse un regno. E nelle tribù al massimo c’è il capo, non un re o qualcosa del genere.

      Poi mi lascia perplessa un’altra cosa. Avevo letto che la Somalia è interamente musulmana. Allora com’è che la sua famiglia d’origine era cristiana? In altre fonti si dice che la Valent fosse eritrea, ed allora ci credo di più(non al fattore principessa, naturalmente, ma al fatto che la famiglia era cristiana). Suo padre era italiano. Allora anche lei era una mezza ‘bianca schifosa, bianca bastarda, bianca di merda’?

        • Si, ma proprio perchè il padre era cristiano, non si sarebbe potuto sposare con una musulmana. Secondo me sua mamma era Eritrea come di sice in alcune fonti (In Eritrea i cristiani ci sono). Magari poteva avere una discendenza somala, ma chissà da quale generazione.

        • Erano altri tempi, c’erano meno autorità religiose a controllare.
          L’Eritrea era legata all’Etiopia, con la Somalia non ha mai avuto niente a che vedere, non sono neppure confinanti. E lei è nata a Mogadiscio, perché evidentemente sua madre viveva a Mogadiscio. E comunque neanche l’Eritrea è mai stata una monarchia.

  4. Peccato sia morta, non abbiamo nemmeno avuto modo di ribattere a queste farneticazioni. Con Arrigoni qualche sassolino me lo tolsi ma fui prontamente bannata. Quando non la pensi come loro alzano muri altissimi!
    Fiera di avere la bandiera italiana fuori dalla finestra.

  5. Questa potrebbe essere una degna erede di Dacia Valent(tra l’altro ha anche una spiccata fantasia splatter e una notevole dose di vittimismo musulmano):
    http://www.internazionale.it/opinione/igiaba-scego/2016/07/07/omicidio-fermo-razzismo-italia

    Ma se l’Italia è così tanto razzista, com’è possibili che questa ha una carriera da giornalista/scrittrice ben avviata, collabora con diversi quotidiani e riviste importanti, ha vinto svariati premi letterari italiani? Nel Sudafrica dell’Apartheid le donne negre potevano laurearsi e diventare scrittrico pluripremiate? Negli stati americani schiavisti le donne negre potevano diventare ministri come la Kyenge( domanda retorica, visto che all’epoca manco le donne bianche potevano far politica, figuriamoci le nere)?

    Gli italiani sono un popolo di razzisti e sessisti, non si discute, lo dice anche la onerevola ministressa Boldrina c’è da crederci!

    • Delirio. Ne ho letto meno di un quinto, perché davvero non si riesce mica a reggerlo un simile sproloquio. Oltretutto la mette come se l’italiano lo avesse aggredito così, all’improvviso, senza una sola ragione al mondo. Vero che è stato lui a cominciare con insulti assolutamente ingiustificati e inammissibili, ma non è certo una buona ragione per falsificare i fatti. Facendo scorrere le pagine fino in fondo giusto per contare le schermate ho visto che cita, come prova del razzismo in italia, quell’immensa porcata che è il libro “La pelle giusta”: a dei bambini viene assegnato il tema “Se il mio papà fosse nero, se la mia mamma fosse nera”. Chiunque abbia una microscopica conoscenza dei bambini sa perfettamente che se tu proponi a un bambino dei genitori diversi dai suoi, fossero anche i gemelli dei suoi genitori, il bambino reagisce malissimo, a volte anche con violenza, non perché non gli piace il loro colore, il loro odore, il loro modo di cucinare o tenere la casa, ma semplicemente perché sono altri. E quell’idiota dell’autrice – contestatissima per questo libro in ambito pedagogico – dalle reazioni negative dei bambini deduce la prova che gli italiani sono razzisti ed educano al razzismo i propri figli.
      Che la Valent almeno di viso era bella, questa qui, oltre a essere deficiente e razzista, è anche una cozza che non si può guardare.

      • I fatti (da quel che ho capito) sono che un imbecille razzista ha insultato la moglie del nigeriano, quest’ultimo ha reagito in maniera manesca, ne è scaturita una rissa, il nigeriano ha avuto la peggio.
        In un mondo dominato dal buon senso sarebbe stato processato solo l’imbecille-razzista, la colpa sarebbe ricaduta soltanto su di lui(ed eventuali complici).
        Se ad avere la peggio e finire all’obitorio fosse stato l’imbecillotto locale, sarebbe stato imputato solo il nigeriano, con tutte attenuanti del caso, com’è giusto che sia!
        Siccome è morto l’immigrato, venuto in Italia sotto la protezione di un pezzo da 90 dell’accoglienza, tale Don Vinicio Albanesi, allora si mette sotto processo un’intera città, un’intera provincia, un’intera nazione. La Boldrina e Alfano in pubblico lutto(quando gli italiani vengono uccisi dai migranti in banali fatti di violenza e criminalità comune, la ministressa e il ministro se ne fregano), emergenza razzismo nazionale, il nigeriano “ucciso dalle parole di intolleranza”(qualcuno, mi pare Jovanotti, ha avuto il coraggio di dire persino sta stronzata), colpevoli tutti i fermani e tutti gli italiani (soprattutto chi osa criticare il sistema di immigrazione scriteriata messo in pieni da alcuni politici, preti intrallazzatori, coop e onlus)!
        Vien quasi voglia di diventare davvero razzisti!

        • Sì, è andata così. Secondo la testimonianza di quella che ha chiamato la polizia il nigeriano avrebbe addirittura divelto un segnale stradale per colpire l’altro. Certamente nessuno starebbe lì tranquillo a sentir chiamare scimmia la moglie (il papa ti darebbe un pugno, per esempio); resta il fatto che l’aggressore fisico, ossia il pericolo vero, era lui.

        • In realtà non si sa bene chi ha aggredito fisicamente per primo, probabilmente anche il fermano era abituato a fare a botte, non era proprio uno stinco di santo.
          La cosa certa è che anche la vittima non ha reagito nella maniera più civile e intelligente possibile!

          L’altra cosa certa è che non si tratta di un linciaggio del negro stile Ku Klux Klan, non è che l’intera cittadinanza di Fermo ha accerchiato il nigeriano e gli ha dato fuoco, di razzista acclarato in questa storia c’è solo l’assassino(indipendentemente che si tratti di omicidio doloso, preterintenzionale, o colposo…questo spetta alla magistratura stabilirlo, personalmente non mi sbilancerei troppo in difesa dell’ultras)

          Quello che trovo patetico e intollerabile è il processo mediatico, portato avanti dai principali media nazionali e da esponenti politici quali Laura Boldrini and company, per razzismo verso tutti i fermani e per estensione tutti gli italiani.

          Se poi vogliamo dirla tutta, so per certo(abito a circa 100 km da dov’è successo il fatto) che il centro di accoglienza di Don Albanesi non è tanto amato da una buona fetta di cittadini fermani, nei mesi scorsi hanno fatto esplodere anche degli ordigni rudimentali(poco più che petardi, non ci sono stato feriti) nella Chiesa di Don Vinicio. Anche quella probabilmente una manifestazione di intolleranza verso il centro di accoglienza.
          Ma credo che più che di razzismo si tratti di provincialismo estremo( a Fermo sono molto chiusi, è considerato “straniero” anche chi viene dalle province limitrofe), i fermani sono intolleranti verso qualunque cambiamento che possa in qualche modo “turbare” la tranquilla routine provinciale. E pare che l’ondata di migranti degli ultimi tempi abbia causato vari “fastidi” nella zona. Le solite cose che capitano ovunque ci sia un centro di accoglienza all’italiana (risse tra immigrati, aumento di furtarelli, approcci sessuali un po’ molesti ecc..) ma che in una provincia molto chiusa come Fermo causano ancora più malumori rispetto a una grande città!

          Però dubito che con lo stigma del razzismo che convinceranno i fermani ad essere più accoglienti, è più probabile che otterranno l’effetto opposto.
          Questa campagna mediatica è talmente disonesta che fa venir voglia di diventare razzista anche a chi non lo è !

        • Nonostante i numerosi errori di scrittura(non sono abituato alla tastiera dello smartphone), dei quali mi sono accorto solo rileggendomi, spero che il senso si capisca lo stesso!

        • “Un solo pugno tra la mandibola e il labbro inferiore, forte ma non fortissimo tanto da lasciare la dentatura intatta”, qui. Che l’aggressore verbale – razzista – sia stato l’italiano non ci piove. Che la reazione del nigeriano sia stata tale da mettere in pericolo la vita dell’italiano, neanche su questo ci piove. Se l’italiano abbia solo cercato di difendersi o sia andato oltre, direi che questa è l’unica cosa che rimane ancora da chiarire. E non ci piove neanche sul fatto che chi cerca di mettere alla gogna un’intera nazione – quelli stessi che ad ogni strage islamica sbraitano che non si può fare di tutta l’erba un fascio, che i responsabili sono solo gli autori materiali e che, sia ben chiaro, l’islam non c’entra – è un razzista di merda.
          (aha, siamo praticamente vicini di casa allora. Non cercare di fare ipotesi qui, però: con tutte le minacce di morte che mi arrivano, se vogliono trovarmi che facciano almeno la fatica di cecarmi).

        • Non sapevo, non so perché(forse l’avevi scritto in qualche vecchio post?) ero convinto che abitassi in Alto Adige. Tranquilla, non ti vengo a cercare, piuttosto starò più attento a non farti incazzare, non sia mai che mi mandi il Mossad a casa!

      • Non mi sembra così brutta questa autrice, fisicamente parlando. A sentir parlare di cozze, mi aspettavo la Kienge (quella si che è brutta, sembra un uomo).

        Vorrei che mi spiegasse dove sono le mie e le vostre colpe nell’azione dell ‘ultrà’, quando dice ‘Ma dire ultrà, ripeterlo in tutti i telegiornali, è anche un modo di non prendersi le responsabilità di un atto efferato. È lui, solo lui, l’uomo con la spranga, il colpevole, sembrano giustificarsi tutti’.
        dopo questa ‘bellissima’ frase retorica cambia discorso.

        ‘Il mondo islamico a cui appartengo sa di essere la prima vittima del terrorismo’
        Lei vittima prima di quelli morti al teatro?
        Lei vittima prima di quelli di Charlie Hebdo?
        Ma che vittima è la musulmana che può persino permettersi di girare senza il velo e di scrivere su un giornale? Io la definirei musulmana fortunata.

        ‘Uno aveva simpatie di destra, ma la ragazza era una che stava nei movimenti, una compagna. Un omicidio né di destra né di sinistra. Solo un grande squallore’
        Almeno una cosa l’aveva capita. Il razzismo non nasce da dove ti schieri politicamente (posto che tu non sia un nazista), ma riguarda solo te. sia quello che picchia il ‘negro’ o il ‘cinesino’ che quello che coccola il ‘negro’ o il ‘cinesino’ considerandoli meno intelligenti, sono razzisti.

        ‘Giacomo, poi, era di sinistra e questo lo rendeva ancora più bello, ancora più tosto’
        Che c’entra?
        Poi che strano che non abbia scritto che i due delinquentelli che hanno ucciso il fratello della Valent erano stati pagati da tutta la città, dato che ha dato la colpa a tutta udine.

        ‘che parlano di civiltà superiori, di occidente moderno contro selvaggi di diversa provenienza.’
        Io vedo tante civiltà diverse ed una singola inciviltà che geograficamente si trova proprio sotto l’italia. Dicasi ‘Islamia’.

        Che c’entra l’unità d’italia? Secondo me è un discorso da lasciare in altri lidi ed in altri contesti, dato che inevitabilmente si devia.

        Il vittimismo fa parte dell’islam. Se sei di sinistra (la cultura del poverinismo nasce li) allora l’effetto è potenziato. I neri non vengono presentati come persone, ma come esseri inferiori non in grado di lottare perchè sono meno intelligenti dei bianchi. E’ offensivo e ci si dimentica di persone come Martin Luther King e altri che hanno lottato per i diritti dei neri senza frignare o compiangersi, e senza vergognarsi per il colore di cui madre natura li aveva dotati.
        E si. Possiamo citare anche gente negativa come Obama, che ci ricordano, con i loro errori che siamo tutti esseri umani, che possiamo fare cose giuste ma che possiamo anche sbagliare e che per questo possiamo essere elogiati o criticati per le nostre idee ed il nostro operato indipendentemente dal colore della pelle.

        Ma è un sito di sinistra? Ne ho l’impressione leggendone i titoli.

        • Io la trovo molto più brutta della Kienge, ma è questione di gusti.
          Il delirio più delirante – tra tanti deliri molto deliranti – secondo me è la cosa della famiglia Valent, che siccome era una bella famiglia allora la città tutta intera ha preso a odiarla: da camicia di forza! Che poi, con tutto il rispetto, il fratello che era bello e ancora più bello sarebbe questo.
          Che qui sarà sicuramente stato più piccolo, ma avendo 16 anni quando l’hanno ammazzato, tanto diverso non sarà stato.
          Il vittimismo lagnoso di questa gente: davvero una cosa che non si sopporta.

  6. Sono finito per caso su questo blog: sono rimasto impressionato dalla cattiveria, dalla violenza verbale, dal razzismo che vi è espresso. Doppiamente impressionato, perché chi lo tiene sostiene di essere donna. Quando le donne raggiungono le bassezze e le meschinità degli uomini, siamo davvero alla frutta.

  7. Ma! In quale dimensione vive.Siamo pieni di gente stupida, violenta…non mi vengono in mente i tanti aggettivi.
    Certamente il falso perbenismo…non scende! Il sentirsi presi per i fondelli ancor meno.
    Per cui a cosa si appella!?

  8. Finalmente anche la vedova confessa(per salvarsi il culo dall’imputazione di falsa testimonianza, non certo per spontanea sincerità).
    Una settimana di patetico teatrino “antirazzista”, in cui giornali e politici di sinistra hanno fatto a gara a gettare merda sugli italiani(specialmente quelli contrari all’accoglienza indiscriminata), accusando un intero popolo di essere “malato” di razzismo fino al midollo, tirando fuori strampalate ed improbabili radici del razzismo addirittura insite nell’unità d’Italia, per poi scoprire che i testimoni italiani, messi alla gogna preventiva da tutti i “buonisti”, DICEVANO IL VERO!
    Chiederanno mai scusa questi ridicoli alfieri dell’anti-razzismo made in Italy? macché, anzi ad esser maliziosi vien da pensare che tutti fin dall’inizio abbiano mentito sapendo di mentire, allo scopo di sfruttare l’occasione per fare propaganda, per mettere a tacere col senso di colpa quegli italiani(anche cattolici) che non tollerano più l’attuale fallimentare sistema di accoglienza(che invece piace tanto a quelli che gestiscono in prima persona il grande business dei centri di accoglienza, preti e presidentesse della camera comprese).

    Solo che gli è andata male, è emersa una verità troppo diversa da quella sperata(l’ideale per gli “antirazzisti” sarebbe stato un bel linciaggio contro il negro stile “strange fruit”, invece era solo una banale rissa di un sempliciotto italiano razzista e violento, contro un nigeriano altrettanto stupido e violento…stupido nel senso che all’occasione si è comportato stupidamente), e così questi “geni” totalmente avulsi dal pensiero dell’uomo comune(le varie Boldrine vivono nei “quartieri bene”, lontane dai problemi della gente normale) hanno ottenuto l’effetto opposto

      • Tra l’altro ho letto anche che aveva tentato di tirare in mezzo, come aggressore, un amico di Mancini che non solo non c’entrava niente, ma che aveva addirittura tentato di calmare Mancini per impedirgli di reagire all’aggressione. Sicuramente non mi permetterei mai di chiamarla scimmia africana, ma stronza di merda glielo posso dire?

        • Rischieresti di passare per razzista!
          Poi non si sa se certe dichiarazioni iniziali sono farina del suo sacco, o se è stata “addestrata” e suggerita da qualcuno più smaliziato, che voleva dare una certa connotazione all’accaduto(e non sapeva che ci fossero testimoni oculari imparziali)
          Potrebbe anche benissimo aver mentito per conto suo, ma il fatto di aver bisogno di un traduttore (da quel che hanno scritto sui giornali le fa da traduttrice una suora del centro di accoglienza) per comunicare, la rende molto più influenzabile ed esposta a manipolazioni.

        • Tranquillo, sono abituata. Sono stata trattata da razzista la volta che non l’ho data seduta stante a uno che mi aveva abbordata per strada e l’abbordatore era casualmente negro. Sono stata trattata da razzista la volta che ho detto che il tale era un emerito coglione e si dava il caso – che ignoravo, ma anche se l’avessi saputo non mi avrebbe cambiato niente – che il tale in questione fosse ebreo. E siccome prima di dire che una stronza di merda è una stronza di merda devi guardare di che colore è e io invece il colore non lo guardo, è ovvio che io sono razzista. E fiera di esserlo.

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