HO LETTO UN LIBRO

Si intitola Il racconto dell’anello e dice che è una storia vera raccontata in prima persona dal protagonista e tradotta dalla nipote che assicura che non c’è neanche una virgola di fantasia aggiunta e che poi oltre che una vicenda personale è anche un documento storico prezioso, una testimonianza accuratissima di fatti e luoghi, con interpretazioni di prima mano [qualunque cosa possa significare…] e notazioni che ne raccomanderebbero la lettura nelle scuole. E dunque c’è questo tizio che viene deportato a Treblinka e poi sogna una ragazza bellissima che gli dice tranquillo andrà tutto bene e poi il giorno dopo mentre è in fila trova per terra nella sabbia un anello sfuggito alle SS e sull’anello c’è un cammeo col ritratto preciso sputato della ragazza del sogno e lui decide di tenerselo e poi scappa da Treblinka e resta libero un sacco di tempo e va in giro e fa affari e ha una donna e poi lo riprendono e l’anello sfugge a tutte le perquisizioni tranne una volta però poi le SS glielo restituiscono e poi finisce ad Auschwitz dove solo i poveracci portano la divisa del campo mentre quelli che hanno un qualche ruolo o funzione se la fanno fare su misura dai sarti del campo con stoffe di buona qualità e con un ottimo taglio che gli stanno a pennello (c’era un bordello di ebrei ricchi ad Auschwitz, sapete) e poi racconta di tutti gli innumerevoli bombardamenti alleati su Auschwitz che ogni volta i tedeschi se la facevano sotto dalla paura e gli ebrei che preparavano la rivolta che avevano quantità industriali di armi nascoste dappertutto in giro per il campo e poi racconta un sacco di altre cose che adesso non mi ricordo più ed è un vero peccato perché sono tutte cose che non si trovano in nessun altro libro di memorie di sopravvissuti alla deportazione e poi arriva la liberazione e lui va a Roma e un giorno in campagna resta con la macchina in panne e gli dà un passaggio un camion che trasporta castagne che poi si ferma a tirare su anche una ragazza e indovinate un po’, era la ragazza del sogno e dell’anello, lei precisa sputata e anche con la stessa voce e poi si sposano e poi si trasferiscono in America e vissero a lungo felici e contenti.
No, non vi dico che è una cagata pazzesca perché sarebbe uno stratosferico eufemismo.

barbara

    • PREMESSA UNO. A Brunico quando si acutizzava la sciatalgia andavo dal mio ortopedico, il quale mi faceva tre infiltrazioni, e del dolore, per parecchi mesi, mi dimenticavo completamente. Qui prima la dottoressa mi ha ordinato cinque iniezioni di Voltaren che mi sono costate un grosso e duro gnocco che è ancora qui dopo più di un anno e 45 euro di ticket, poi sono stata prima da un anestesista che fa terapia del dolore e poi da un’ortopedica. A entrambi ho spiegato dove mi faceva le infiltrazioni il mio ortpedico, entrambi hanno diligentemente ignorato la cosa, entrambi mi hanno strabucherellata da tutte le parti più sette sedute di fisioterapia col tecar che pare sia la moda del momento e come tutte le mode mi convince molto poco e infatti non mi ha fatto assolutamente niente e insomma, per non farla troppo lunga, sono quindici mesi che vado avanti, quindici mesi che convivo con un dolore lancinante, quindici mesi che perdo tempo ad andare in giro per questa o quella terapia, quindici mesi che mi faccio bucherellare, quindici mesi che spendo soldi,e non si vede luce in fondo al tunnel, per un problema che mi è sempre stato risolto in due settimane. Ora, quando la cosa è in fase acutissima, come adesso (da due mesi abbondanti) il dolore è presente 24 ore su 24 in qualunque posizione, quando è solo in fase acuta – e le due si sono alternate in questi 15 mesi – il dolore arriva appena mi metto in posizione semisdraiata, ossia quella che assumo quando leggo a letto e in poltrona, e nel giro di un minuto, minuto e mezzo raggiunge un livello insostenibile. La conclusione di tutto questo discorso è che da quindici mesi non posso leggere né a letto né in poltrona. Mi restavano le sedute in bagno, ma col busto è diventato disagevolissimo anche quello. Quindi, in conclusione, raramente arrivo alla mezza dozzina di pagine al giorno, per cui al momento tutto mi si può definire, tranne che lettrice vorace.
      PREMESSA DUE. Il libro sta nel Kindle e io ero in viaggio. Lo avevo scaricato perché ne avevo letto recensioni molto favorevoli (e se cercate in internet troverete tutto un inneggiare al capolavoro, alla preziosissima testimonianza eccetera – quando basterebbe da sola la puttanata dei bombardamenti alleati su Auschwitz per screditare tutto il libro). Voglio dire, non avevo tantissime alternative.
      RISPOSTA ALLA DOMANDA. Come ho già avuto occasione di dire, vi voglio un sacco di bene, e quindi per non rischiare di vedervi morire avvelenati, mi sono assunta il ruolo di assaggiatrice.
      POST SCRIPTUM. Interessante comunque l’ortopedica che si è messa in testa che la frattura potrebbe avere spostato qualcosa e vuole che rifaccia immediatamente la risonanza. A parte che la risonanza si può fare immediatamente solo a pagamento (comunque anche con la mutua costa un bordello di ticket) altrimenti, anche attaccandosi a tutti i cavilli possibili, prima di due settimane non se ne parla, le faccio notare che questa improvvisa impennata è avvenuta immediatamente dopo la seconda infiltrazione. Avevo fatto riferimento all’infiltrazione come dato cronologico, per chiarire che è succeso due settimane e mezza prima della frattura; lei capisce male e mi arriva una mail molto seccata in cui dice che l’infiltrazione al gran trocantere (inflandomi le dita su tutta l’anca, c’è stato un punto in cui mi aveva fatta urlare e ha deciso – ha sempre negato che possa trattarsi di sciatica – che il problema era lì. Ho provato a dirle che lì mi fa male solo se ci infila le dita, mentre la sciatica mi fa male da sola, ma lo sanno tutti che i medici sono peggio dei testimoni di geova) non può avere niente a che vedere con un dolore che parte dal gluteo e mi scende giù per la gamba. E ribadisce che devo assolutamente rifare la risonanza anche se l’altra era negativa, perché la situazione può essere cambiata. E qui a momenti casco dalla sedia: la risonanza di un anno fa ha rilevato un’ernia del disco esattamente là da dove parte il nervo sciatico, più una protrusione poco più su più l’artrosi lombare. E ti ho mandato la scansione del referto quattro giorni fa perché avevi detto che non te lo ricordavi (e con l’occasione mi sono accorta che il referto dice EDD in L5-S1 e lei nel suo foglio ha scritto EDD in L4-L5), eccheccazzo! Va bene che stiamo sfiorando i 40°, ma anche alla demenza che il caldo può provocare dovrebbe esserci un limite! Comunque ieri pomeriggio ho chiamato l’ortopedico di Brunico, che ha preso la mia cartella e mi ha dettato la descrizione della collocazione delle infiltrazioni. Al prossimo appuntamento gliela porto: o me la fa, o mi alzo e me ne vado pronta a battere tutta la città, tutta la provincia, tutta la regione fino a che non avrò trovato qualcuno a cui non faccia troppo schifo guarirmi con l’unico mezzo sicuo al 100%.

      • Ci sono.Comprendo…molto bene, certe difficoltà vivendole sia adesso come in passato. Anche l’ assurdo di non essere compresi ..nonostante la chiarezza descrittiva di certi traumi. E non essere super concentrati su’ certe sofferenze, anzi! Talvolta ho pensato di essere in mano a degli incompetenti arrivando a pensare che ancora è da venire una reale ricca conoscenza della professione.
        E da aggiungere..con un certo maggiore senso umano nell’ esserci.
        La stessa patologia poi può essere curata in modi diversi…alcuni dei quali possono
        alleviare non poco la sofferenza.
        Le famose..che io definisco fantoziane situazioni che possono arrivare all’ assurdo.
        Un’ abbraccio.

        • Se in genere una patologia sia curabile in modi diversi non lo so. Quello che so è che in passato l’infiammazione del nervo sciatico è stata trattata in un certo modo e l’infiammazione si è immediatamente addormentata e che adesso per quindici mesi si è fatto tutto tranne che trattare l’infiammazione del nervo sciatico, che quindi da quindici mesi sta continuando ad aggravarsi.

    • Da una parte c’è che sono abbastanza restia a lasciare i libri a metà, dall’altra c’è che quando cominci a trovare un simile cumulo di puttanate, ti viene anche la curiosità di vedere fino a che punto riesce ad arrivare.

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  2. “Addio, Volodia”, definito introvabile su Google, è reperibilissimo su Ebay, quindi ne ordinerò certo una copia.
    Ce ne sono veramente tante, disponibili: poca spesa ( costa più la spedizione del libro.. ) e poca attesa.
    Grazie, quindi, per la tua segnalazione: pare sia un libro imperdibile, nel suo genere e non solo.

  3. E cosi’ in 2 giorni mi avete fatto aggiungere due libri alla lista di quelli da leggere. Piu’ tardi andro’ a prenderne uno dei due in biblioteca (ho gia’ controllato, ce l’hanno in quella vicino a casa mia)!

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