A PROPOSITO

Quegli orrendi, insopportabili, odiosi rotoli di grasso…

barbara

    • Ogni microgrammo di carne sotto la pelle lo vivono come un obbrobrio che le deturpa, un’entità anarchica sfuggita al loro controllo da eliminare, un nemico da sconfiggere. Guarda questo
      http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/2010/05/25/domanda.html
      e magari leggi anche i commenti (l’ultimo, antisemita e negazionista, l’ho eliminato). Interessante soprattutto la prima immagine, in cui quella che cede alla tentazione del dolcetto è diventata una disgustosa cicciona, agli occhi dell’anoressica, che invece resiste eroicamente e conserva una forma perfetta.

    • Non è poi così incredibile, in fin dei conti la percezione alterata del corpo è piuttosto comune(la differenza è nella gravità, e in quanto questa percezione alterata ti influenza e rovina la vita), ci sono un sacco di persone convinte di avere difetti fisici molto più gravi di quelli realmente hanno. Ad esempio ragazze con tette normalissime, magari anche molto belle e di dimensioni nella media, che vanno dal chirurgo plastico per farsi montare 2 hairbag dalla forma del tutto innaturale, con risultati talvolta grotteschi!
      Oppure uomini col pene normalissimo, che si sottopongono a operazioni costosissime e pure un po’ rischiose per guadagnare 2 miseri centimetri, palestrati muscolosissimi che si vedono sempre troppo piccoli ecc…

      • Vero, e quando con l’esercizio hanno raggiunto una muscolatura che già così fa schifo, si mettono a prendere gli anabolizzanti perché ancora “non si bastano”. Nel mio piccolo, e fatte le debite proporzioni, ho avuto anch’io esperienze di percezione alterata. A 12 anni ero 1,64 e pesavo una trentina di chili. Quindi ero una persona spaventosamente magra ed ero abituata a pensarmi magra. A 15 anni in gita scolastica alcuni compagni si mettono a giocare a campana. Io dico dai che gioco anch’io e un compagno mi fa: “Ma ce la fai a tirare su tutto il culo?” L’ho guardato esterrefatta, non credendo alle mie orecchie. E invece, maleducazione a parte, aveva perfettamente ragione lui: ero diventata grassa ma, abituata a percepirmi magra, non me n’ero resa conto. E la stessa cosa è successa quando poi sono ridimagrita fino ad arrivare a una forma perfetta. Di diete non ne ho mai fatte, però mi sentivo a disagio percependo una grassezza che da tempo non c’era più.

        • Anche io nell’età della crescita ho avuto diverse percezioni alterate, dalla più tipica di quelle maschili(la convinzione di avere un pene piccolissimo, quando in realtà era perfettamente nella media…quello è anche colpa del porno, a 15-16 anni non mi rendevo conto che le dimensioni degli attori porno sono l’eccezione alla norma, e che oltretutto nel porno si utilizzano tecniche- come le ottiche grandandolari- per far sembrare le cose piccole molto più grandi di quel che sono), alla convinzione di avere il naso molto più storto di quello è(ho il naso lievemente storto, ma a un livello che quasi neanche si nota, nulla di particolarmente antiestetico)
          Poi per fortuna queste dispercezioni nella maggior parte dei casi passano da sole con il tempo e l’esperienza, diventano una malattia solo se uno ci si fossilizza, e ne fa un’ossessione. Nel trasformare piccoli difetti tutto sommati irrilevanti in ossessioni, ovviamente contribuisce anche molto la pressione sociale, il fatto di essere bombardati su più fronti(adesso oltre al cinema e alla televisione ci sono anche vetrine per “persone comuni”, come instagram e altri social network) da modelli estetici impossibili!

        • Ricordo una volta al mare: una signora, in negozio, chiede un bikini, e spiega che lo vuole col reggiseno fatto in un certo modo per nascondere un’orrenda cicatrice che la deturpa. Naturalmente la proprietaria del negozio, per poterle dare quello che cerca, ha bisogno di vedere la cicatrice, ossia vedere dove esattamente si trova e quanto grande è. La tizia sposta un po’ la camicetta e il reggiseno e dice: “Qui, vede?” No, dice l’altra, non la vedo. E si avvicina, si avvicina ancora di più fino ad arrivare praticamente col naso sulla tetta della tizia e finalmente vede una specie di graffietto largo un millimetro e lungo un centimetro e mezzo.

  1. Ma chi è che considera “curvy” la modella del link?! È una donna delle giuste proporzioni (come anche quella del video nello specchio). Secondo me è la stessa gente che ha introdotto proprio il modello della donna-scheletro, che in preda hai rimorsi avrà pensato “ok, è sempre cicciona, ma cicciona ora è sexy”.

    • Mi sembra che si tenda a intendere “curvy” come eufemismo per cicciona. Io lo intendo – e suppongo che sia il significato originario del termine – come donna con le curve, ossia tette culo e fianchi, quelle che gli scheletrini ovviamente non hanno. Chiaro che per quelli che hanno come ideale gli scheletrini, una donna con le curve è automaticamente cicciona.

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