UNA FOTO VALE PIÙ DI MILLE PAROLE

pally 1
Soprattutto se scegli accuratamente quali parole farle dire e quali no.
pally 2
Certo che se sono arrivati a doversi attaccare a un soldato armato di racchetta da ping pong, sono proprio alla canna del gas.

barbara

  1. Comunque..le immagini sono abbastanza eloquenti.
    Quanti danni stanno facendo nei confronti di quei ragazzi…tutti quegli adulti a cominciare
    dalla famiglia…Inoltre vengono affiancati..da altri un pò piu’ grandi e quindi..piu’ esperti
    nello specifico come piccolo politicante ” un pò come nella Germania..Nazi..

  2. Anche nel primo fotogramma il bambino ha un’espressione rilassata, per nulla impaurita, spacciarla come foto di un’aggressione non sarebbe credibile

    • Beh, no. Non direi… Nella prima foto il bambino è colto contro l’angolo di un muro e sembra volersi sottrarre alla minaccia della paletta. Senza via di scampo. Anche la posizione del busto e delle braccia indicano la volontà di difendersi. Niente fa pensare che stia assistendo ad un gioco e che forse teme solo che la palla inavvertitamente lo colpisca…

    • Diciamo che guardando il quadro completo è perfettamente chiaro che il bambino non è impaurito, la posizione potrebbe essere quella di chi vuole vedere se ce la fai a prendere una palla così difficile, la bocca è aperta per cui probabilmente sta parlando, e sicuramente non sta dicendo qualcosa come “non uccidermi” o “ebreo assassino”. Però con l’immagine tagliata tutti questi dettagli perdono consistenza, tutto quello che si vede è un bambino stretto nell’angolo e un soldato israeliano di fronte a lui – e probabilmente ci si dimentica anche di chiedersi cosa diavolo ci faccia il soldato con una racchetta in mano. Senza contare che il taglio fa apparire i due molto più vicini, e quindi la minaccia più incombente. Aggiungiamoci la sfocatura, sicuramente fatta di proposito, che sfuma l’espressione del bambino, e l’effetto è assicurato.

  3. La cosa divertente è che quando ho visto la prima foto, non ho pensato ‘il soldato vuole menare il bambino’, bensì ‘il soldato chiede al bambino se ha voglia di giocare a ping pong, e il bambino risponde di no’

    • Anch’io ho pensato a qualcosa del genere.. il soldato con in mano una “pattarella” NON può rappresentare una minaccia: bisogna essere dei sempliciotti per bersela..
      ( Volevo usare la parola “berodi”, ma meglio di no, in questo sito, se qualcuno sa che cosa sono i berodi.. dialetto ligure )

  4. la signora col velo ha dato da mangiare ai soldati
    Lo arguisco dal fatto che lo sbafante non divide la merenda coi ragazzini, cosa che succederebbe se l’avesse portata da casa sua, invece deve essere qualcosa che i ragazzini mangiano spesso, quindi fatto dalla loro mamma

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