MA RICORDIAMOCI ANCHE DEI BOVERI BALLESTINESI

soprattutto quelli di Gaza, costretti a vivere in una spaventosa prigione a cielo aperto, come documenta questo sconvolgente video prodotto da Hamas.

E già che ci siamo ricordiamoci anche degli ottomila ebrei deportati undici anni fa, in questi giorni.

barbara

  1. A me non pare propio una prigione a cielo aperto.Ha l’ aspetto di una ricca città rigogliosa di tipo mediterraneo superiore ad altre che vediamo in altre immagini del M.O
    Se..vogliono asserire che una prigione probabilmente è da imputare dalla loro gestione
    politica ..quelle preferiscono con rappresentanti che agiscono in un clima dittatorial terroristico.con buon seguito di supporto di popolazione civile. E non di minore importanza le varie organizzazioni che gravitano con assiduità unica da quelle parti.E ..frequntemente certi aiuti anche superflui indirizzati alla popolazione…li girano agli Hamas.E usano il popolo per gli scopi degli Hamas. E non si può dire che il popolo sia carente di oggetti per informatica..che possono consentire di vedere, conoscere..sapere.
    Non è..come vogliono che sia la masnada di politici con il seguito variegato insieme a
    beceri e che possono essere anche violenti claque.Altri..vestiti da colombe.

      • QUESTO è il punto: ma, se lo vediamo noi che destinatari originari non siamo, come mai non lo vedono anche gli altri, quelli che dovrebbero poter fare paragoni e aprire gli occhi una volta per tutte?

        • Ho conosciuto uno a cui hanno documentato dove come quando e con chi la moglie lo cornificava (per l’ultimo punto la lista era molto lunga e, per quanto accurata, probabilmente incompleta) e lui ha risposto: tutte balle. Siete invidiosi perché mia moglie è una strafiga e non ve la dà e vi vendicate cercando di farmi credere che ad altri la dia, ma io non sono mica scemo da farmi incantare dalle vostre favole (storia autentica). E’ così che funziona. Noi vediamo perché siamo disponibili a vedere.

  2. Tanto per citare la propaganda pallestinara, mia zia, nel suo ristorante appende i disegni fatti dai bambini, tra questi vi era un disegno di un bambino musulmano. Il disegno era normale (gente sorridente su una barca che sembrava le classiche barche delle favole, stile Peter Pan). Ma con aggiunta la bandiera pallestinara. Non attaccata alla barca, ma li, inserita in un angolo. Ho pensato “chissà quanto i genitori gli riempiono la testa di ‘poveri pallestinari’ ogni giorno”.

      • Sempre parlando di pallestinari, tempo fa avevano intervistato due profughe (di 12 anni) definite ‘palestinesi’, provenienti dalla Siria. E alla domanda ‘Dove vorreste abitare da grandi?’, non hanno risposto ‘palestina’ bensì ‘Siria’.

        • Sei sicura? Perché la Siria è, dopo il Libano, il posto in cui i palestinesi stanno peggio: nessun diritto, nessuna prospettiva, nessuna libertà, niente di niente. Mi riesce davvero difficile immaginare che un palestinese che ci ha vissuto, e che quindi sa cosa vuol dire, possa desiderare di vivere lì.

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