GLI EROI CHE NON CONOSCEVI

Il segreto della famiglia Aznavour: «Ebrei salvati nella Parigi nazista»

Il cantante: i miei, scampati al genocidio armeno, aiutavano i fuggiaschi. «Non ne abbiamo mai parlato perché ci sembrava naturale, una sorta di nostro dovere».

di Aldo Baquis

TEL AVIV – In  una Parigi che negli anni Quaranta pullulava di nazisti, una coppia di armeni sopravvissuti al genocidio del loro popolo diede rifugio a persone di nazionalità diverse (ebrei, armeni, russi, comunisti attivi nella Resistenza) mettendo in costante pericolo la propria esistenza. La loro abnegazione e il loro coraggio sono rimasti per decenni avvolti nel silenzio familiare, «per una forma di pudore». Solo adesso, a 92 anni compiuti, il figlio Charles Aznavour, con la sorella maggiore Aida, ha accettato di parlarne con un ricercatore israeliano, Yair Auron, che ha pubblicato un libro commovente: ‘Salvatori combattenti’. Uscito in ebraico e in francese, presto sarà tradotto anche in armeno.
Nel rione Marais, scrive Auron, ebrei e armeni vivevano in buon vicinato. Al mercato, i banconi degli uni si mischiavano a quelli degli altri. I genitori di Aznavour, Micha e Knar, erano rimasti soli al mondo dopo le stragi perpetrate dai turchi. Dotati di spirito artistico, avevano mantenuto un approccio positivo alla vita. Fra i loro amici, un’altra coppia di emigrati armeni: la poetessa Melinee Manouchian e il suo compagno Missak, futuro leader di un gruppo di resistenza ai nazisti, l’Affiche Rouge. Gli Aznavourian avevano un appartamento di 90 metri quadri al 22 della Rue Navarin: tre stanze, ingresso, un cucinino e i servizi. Per 1500 giorni consecutivi furono là ospitati fuggiaschi che a volte i padroni di casa nemmeno conoscevano. Arrivavano. Bruciavano ogni cosa potesse tradirli. Si munivano di documenti falsi. Poi ripartivano. In un’occasione gli Aznavourian nascosero undici persone contemporaneamente. Quanti riuscirono a salvarsi? Charles e Aida, a distanza di decenni, non ne hanno idea. «La prima donna a bussare alla nostra porta – ricorda Aznavour nella prefazione – era in apparenza armena e cercava rifugio per il marito, ebreo». Questi dormiva nello stesso letto di Charles, allora 16enne. «Dopo di lui abbiamo avuti altri due-tre ebrei, poi tanti altri».
Il libro si legge come un thriller. Gli Aznavuorian avevano una vicina di casa di origine tedesca, ammiratrice di Hitler. Poteva bussare senza preavviso, per fare quattro chiacchiere amichevoli. I fuggiaschi dovevano trovare un nascondiglio immediato e «smettere di respirare». La polizia francese e anche la Gestapo visitavano talvolta la casa. «Ci sono estranei nell’edificio?», chiedevano. La coppia di portinai mantenne sempre il segreto, a protezione degli Aznavourian. Nel frattempo Missak Manouchian – oggi eroe nazionale in Armenia – guidava un gruppo armato clandestino composto da immigrati armeni, ebrei e anche italiani. Per loro Knar trafugava armi in un passeggino.
«I miei – dice Aznavour – hanno fatto quello che sembrava loro un dovere, senza pensare che mettevano in pericolo le nostre vite. Quello che abbiamo fatto durante l’occupazione ci sembrava la cosa più naturale, al punto che col tempo abbiamo cominciato a dimenticarcelo: finché un anno fa Auron è venuto a farcene parlare». A gennaio Aznavour sarà in Israele per piantare un ulivo in ricordo dei genitori a Nevé Shalom: il vilaggio di Auron, dove coabitano arabi ed ebrei e dove si tiene viva la memoria di giusti di varie nazionalità fra cui turchi, armeni, circassi, palestinesi, israeliani.

(Nazione-Carlino-Giorno, 25 ottobre 2016)

E a 92 anni lui canta così (peccato solo per l’orchestra così fracassona).

barbara

  1. Capita che chi fà del bene,agisce nel bene come sente e detta la sua interiorità.Coscenza.
    E in silenzio ritenedolo normale, come dovrebbe..essere fatto.
    Ma in quanti lo hanno fatto! Speriamo che siano stati oltre al conosciuto.

    Gli armeni popolo bistrattato e bersaglio di penose ingiustizie.
    L’ Armenia in altre epoche storiche al pari di Israele era molto piu’ estesa.
    L’ islam arrivando anche lì..distruggendo edifici storici di tipo religioso che sono numerosi
    anche perchè il cristianesimo ha avuto un forte consenso fino dal suo nascere.

    Aznavour..in edicola trovai un CD con una raccolta dei suoi brani. Anche volendo..è difficile
    trovarne nei negozi.
    Anche in quello..ho sentito degli accompagnamenti musicali ..un pò rumorosi..Moda?
    Non lo necessitano.La sua voce ..scorre con buona musicalità per cui bastano pochi strumenti nell’ accompagnarlo.I suoi testi, anche particolari non facili da cantare almeno
    che il senso interpretativo sia sentito.

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