UN SAGGIO CONSIGLIO A TUTTE LE MOGLI

marito
barbara

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  1. Concordo, è ora di finirla con queste richieste assillanti – la tapparella s’è ingarbugliata? Nessun problema: appena finita la partita del mondiale in cui l’Italia vincerà di nuovo, al termine dei festeggiamenti di rito e dopo la festa di laurea della nipote che ci darà il figlio oggi quindicenne, la aggiusteremo. E basta stressare…!!

  2. Questo rimandare scoccia soprattutto se vi è la capacità o per cose non importanti ma adatte…a lui.
    Si possono cosi evitare delle spese…e forse altro! Non si sa mai..anche per vendetta .
    Capita..e se capita!

  3. Il punto è che la donna (intesa come moglie) ha una diversa percezione del tempo che scorre, a fasi alterne, secondo necessità. È così, per esempio, che stare in bagno a prepararsi per mezz’ora, per la donna sono cinque, sei minuti al massimo; oppure, di converso, all’uscita del centro commerciale, se l’uomo arriva dopo due minuti scarsi (verificabili empiricamente) di attesa di lei, alla donna (intesa come moglie) è toccato come minimo di “aspettare per più di dieci (interminabili, ndr) minuti!!!”*.

    Quindi, i sei mesi della frase qua sopra – che, pur contenendo una dose di innegabile verità, è stata verosimilmente concepita da una donna (o da un uomo in un momento di autocritica iperbolica) – i sei mesi qui sopra, dicevo, vanno interpretati come sei ore o sei giorni; solo nei casi peggiori, sei settimane, al massimo.

    Poi, ovviamente, la gravità del ritardo va stimata in base a una scala di priorità, che qui non è data per ovvie ragioni. Ad esempio, per un tubo flessibile rotto di un lavandino che sta allagando la casa, anche soli sei minuti di attesa sono gravissimi, mentre sei settimane da questo momento sono ininfluenti se si tratta di mettere a posto l’innesto vacillante della canna per bagnare i fiori la primavera prossima.
    Va da sé che tra i due soggetti biologicamente assortiti, generalmente è la donna (intesa come moglie) ad avere maggiori difficoltà a fare distinzione fra i caratteri di urgenza delle due situazioni.

    Spero di aver dato un contributo costruttivo.
    Saluti

    *reazione in fondo comprensibile, perché alle donne generalmente scoccia in modo particolare stare ferme lungo ai marciapiedi. E non parliamo degli incroci.

    • ? Io sapevo che erano le amanti a passare mezz’ora in bagno a farsi belle senza accorgersi del tempo che passa, e neanche poi tutte (fidati, che io lo so), non le mogli. Esattamente come gli amanti, al contrario dei mariti, riparano tutto subito. Vero comunque che percezione di tempi e concetto di priorità sono diversi nei due sessi. Ricordo per esempio quel collega a cui la moglie ha telefonato al bar (“e lo sa, quella stronza, che non sopporto che mi rompa i coglioni quando sto giocando a carte”) per dirgli di tornare a casa subito perché il bambino aveva quaranta di febbre e urlava dai dolori. Ha detto torno fra due minuti ed è arrivato a casa un’ora e mezza dopo. Quanto al resto mi ricorda i dialoghi fra mia madre e mio padre: Ho bisogno di un vestito. Di nuovo?! Sono cinque anni che mi chiedi un vestito ogni mese! Sì, ma non me lo hai mica ancora mai comprato.

      • “sapevo che erano le amanti a passare mezz’ora in bagno”
        Mi riferivo a quando la coppia deve uscire per andare da qualche parte, per un appuntamento o rispettando una tabella di marcia (situazione che ha i seguenti corollari: “stai andando troppo forte” e “guidi in un modo che mi fa venire la nausea”).
        Nessun marito sa quantificare quanto tempo sta in bagno la propria moglie, se lui aspetta a letto: “a che ora sarà venuta a letto, ieri sera?” è una delle grandi domande irrisolte della vita di un uomo (inteso come marito).

        “Esattamente come gli amanti, al contrario dei mariti, riparano tutto subito.”
        È una questione di ruoli. Per questo appongo sempre la postilla “intesa/o come…” quando uso i termini donna e uomo.

        “Ha detto torno fra due minuti ed è arrivato a casa un’ora e mezza dopo.”
        Bisogna distinguere tra la perdita di cognizione del tempo e il messaggio in codice. Nel caso dell’uomo (inteso come marito), si tratta del secondo caso. Fornisco la traduzione: “per un po’ di febbre te la puoi anche cavare da sola, e anche se il bimbo è veramente grave, che mi importa? non sono neppure certo che sia mio” (e qui ci sarebbe come chiusura un epiteto che ometto per non contaminare con elementi pulp la mia trattazione scientifica del’argomento).

        “Sono cinque anni che mi chiedi un vestito ogni mese! Sì, ma non me lo hai mica ancora mai comprato.”
        Ma questa è semplice resilienza. Il marito coopta dall’istinto innato del costruttore, dell’ingegnere (di cui è generalmente dotato in quanto maschio) la tendenza a concepire strumenti e/o strutture molto più resistenti delle forze che li solleciteranno, a beneficio della sicurezza sul medio e lungo termine.
        E come dargli torto? Se dovesse arrendersi al “peso” della prima richiesta, nel giro di poco collasserebbe tutto.

        • Mi riferivo a quando la coppia deve uscire
          In questo in effetti, non avendo mai avuto una moglie, devo dichiararmi incompetente..
          “stai andando troppo forte”
          Sperimentata ieri. Sono andata a Bologna col mio fisiatra per un trattamento perché l’apparecchio che ha qui si è rotto e al momento ha a disposizione solo quello della clinica privata in cui opera lì. C’era anche un’altra signora, per lo stesso motivo (in realtà non dovrei dire “un’altra signora”, dato io non sono una signora bensì quell’altra cosa che sappiamo – giusto ieri gliel’ho raccontata, e già che c’ero gli ho raccontato anche quella del paralitico in carrozzella, che lo ha parecchio sconvolto). Ora, il tizio ha una guida bellissima, elegante, morbida, armoniosa, senza strappi, senza scosse, senza frenate inutili, quel tipo di guida che ti pare di essere fermo. Solo che la tizia non viaggiava ascoltando quelle modestissime vibrazioni che, con una guida armoniosa, il motore trasmette al sedere, bensì con gli occhi fissi cul contachilometri, e ogni tanto tornava a ripetere “ma non starai correndo troppo?” Vabbè, esistono, toccherà farsene una ragione.
          Nessun marito sa quantificare quanto tempo sta in bagno la propria moglie, se lui aspetta a letto
          E anche questa è una gigantesca – e tragica – differenza fra un marito e un amante. Quando il marito è il proprio, intendo dire.
          Per questo appongo sempre la postilla “intesa/o come…” quando uso i termini donna e uomo.
          Effettivamente fra un marito e un uomo c’è un abisso, fai benissimo a precisare.
          e anche se il bimbo è veramente grave, che mi importa?
          In effetti poi il bambino è stato salvato proprio proprio in extremis; quando è arrivato all’ospedale non erano neanche sicuri di potercela fare.
          non sono neppure certo che sia mio
          Nel caso specifico sarebbe stato davvero difficile avere dubbi.
          concepire strumenti e/o strutture molto più resistenti delle forze che li solleciteranno […] Se dovesse arrendersi al “peso” della prima richiesta, nel giro di poco collasserebbe tutto
          No, non è così che funziona in ingegneria: quando arriva la prima richiesta bisogna metterla alla prova, esaudendola. Se non arrivano altre richieste vuol dire che la scelta fatta era quella giusta e va bene così, se invece dopo un mese ariva un’altra richiesta, vuol dire che l’esaudimento non è stato compiuto nel modo giusto, e si deve cercare un altro modo, ossia comprare un altro vestito, ma in un altro negozio, e presentandolo in un altro modo, con altre parole, con altra espressione del viso, più felice, più distesa, magari accompagnato da un mazzo di fiori, e avanti così fino a quando non si sarà raggiunto l’equilibrio perfetto.

      • Uffa! Ma tu casa mia l’hai vista una volta sola, e ormai sono passati quasi sei anni.. da allora polvere, accumuli e disordine ( a cui, in occasione della tua venuta, avevo cercato di ovviare almeno un po’ ) sono cresciuti e peggiorati in modo esponenziale: e quel sant’uomo di G. mi aiuta non poco.
        Altri aiuti non ne voglio, finché posso, e io faccio solo lo stretto necessario, senza aver più la forza per farlo.. e la voglia ancora meno.
        Almeno riuscissi a scrivere, a fare qualche collage.. neanche quello.
        Giuro che ho detto la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità.. lo giuro!
        Ti basta, così? O mi meneresti ugualmente?

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