E PER CHIUDERE L’ANNO IN BELLEZZA

Questa mi sembra la cosa più adatta

People of the Year: Israele

Nessuno lo potrà ammettere fino in fondo ma anche per i campioni del politicamente corretto e dell’islamicamente corretto il 2016 è stato l’anno in cui l’Europa ha cominciato a poco a poco ad aprire gli occhi e a capire che non sono lupi solitari, che non sono pazzi omicidi, che non sono depressi, che non sono folli, che non sono squilibrati, che non sono poveri, che non sgozzano preti per caso, che non finiscono per caso al volante di un tir nel centro di una città, che non uccidono infedeli per capriccio, che non massacrano omosessuali per diletto e che non scelgono per sbaglio di uccidere solo chi non conosce a memoria alcuni passi del Corano. Nessuno lo potrà ammettere fino in fondo, anche se ormai lo abbiamo capito tutti, ma il 2016 è stato l’anno in cui tutti i paesi d’Europa — chi vedendo scorrere sangue sul proprio territorio. chi vedendo scorrere il sangue dei propri cari in un paese amico — hanno sperimentato sulla propria pelle cosa significa vivere a contatto con il terrorismo di matrice islamista. Cosa significa vivere sotto assedio. Cosa significa combattere contro un nemico invisibile che uccide mosso non solo dall’odio ma da un unico e totalizzante progetto omicida: eliminare gli infedeli. Nessuno lo potrà ammettere fino in fondo, anche se ormai lo abbiamo capito tutti, ma il 2016 è stato l’anno in cui i cittadini europei, e anche quelli italiani, hanno capito per la prima volta che cosa significa essere Israele. Hanno capito — loro, noi, meno le cancellerie, meno le burocrazie europee che scelgono di marchiare i prodotti israeliani, meno i paesi che triangolando con l’Unesco provano a cancellare la storia di Israele, e stendiamo un velo pietoso su Obama — che la guerra dalla quale l’Europa e l’occidente devono difendersi è la stessa guerra dalla quale deve difendersi Israele ogni giorno della sua vita. La guerra che l’Europa combatte con scarsa convinzione e poca consapevolezza contro lo Stato islamico è la stessa guerra mortale combattuta da Israele sui suoi confini. Contro Hezbollah. Contro Hamas. Contro l’Isis. Contro tutti coloro che ogni giorno minacciando la vita di un israeliano mettono in discussione la libertà dell’occidente. Nessuno lo potrà ammettere fino in fondo ma la violenza islamista contro la quale Israele combatte da anni è la stessa che negli ultimi mesi ha attraversato Parigi e Nizza, Berlino e Istanbul, Bruxelles e Baghdad, Tel Aviv e Gerusalemme, Minnesota e New York, Sydney e San Bernardino, la stessa che ha colpito cristiani, ebrei, donne, omosessuali, yazidi, curdi e musulmani innocenti, la stessa che ha costretto alla fuga dalle loro terre milioni di profughi fuggiti per non essere macellati. Nessuno lo potrà ammettere fino in fondo, ma il 2016 ci ha dimostrato, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che nonostante Obama, nonostante l’Onu, nonostante l’Unesco, Israele siamo noi. Lo abbiamo capito dopo una lunga striscia di sangue. Lo abbiamo capito dopo aver messo insieme i tasselli del mosaico dell’orrore. Con gli attentati riusciti e quelli non riusciti, di cui oggi il Foglio vi dà conto. “La sconfitta dell’islam militante — ha detto a settembre Benjamin Netanyahu di fronte alle stesse Nazioni Unite che provano ogni giorno a rosicchiare via un pezzo di storia di Israele — sarà una vittoria per tutta l’umanità, ma sarebbe soprattutto una vittoria per quei tanti musulmani che cercano una vita senza paura, una vita di pace, una vita di speranza. Ma per sconfiggere le forze dell’islam militante, dobbiamo lottare senza tregua. Dobbiamo combattere nel mondo reale. Dobbiamo combattere nel mondo virtuale. Dobbiamo smantellare le loro reti, interrompere i loro finanziamenti, screditare la loro ideologia. Possiamo sconfiggerli e noi li sconfiggeremo. Il medievalismo non può competere con la modernità. La speranza è più forte dell’odio, la libertà più forte della paura. Possiamo farcela”. Israele siamo noi. E il paese dell’anno, il paese modello, non solo per questo 2016, non può che essere questo. Buon Capodanno a tutti. E mai come oggi viva Israele.
Claudio Cerasa, Il Foglio, 31/12/2016

Poi, visto che sei in vacanza e non hai niente da fare, vai a leggere anche questo.
E buon anno a tutti.

barbara

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  1. Gentile Barbara, trovo sempre interessanti e opportuni molti dei suoi commenti. Oggi riporta quello di Claudio Ceresa. Curioso però che anche chi politicamente corretto non vuole essere, usi la parola “islamista” neologismo (nell’accezione di terrorista islamico) che piu PC non si puo e solo utile a inventare una inesitsente linea di separazione tra musulmani buoni (islamici) e musulmani cattivi (islamisti).
    In italiano di prima della distruzione della scuola, islamista è uno studioso dell’islam, alla stregua di grecista, latinista, germanista ecc.

    A questa stregua perché non inventare il neologismo di “nazististi”? o “comunististi” “fascististi” ecc.
    Il confronto con altre ideologie totalitarie non è casuale. L’islam non è una religione, l’islam è un’ideologia politica totaliaria e teocratica. il contenuto spirituale dell’islam (fatte salve forse alcune eresie di derivazione islamica) è vicino a niente. Il dio dell’islam è sopratutto il piu forte di tutti (Allahu akbar = il mio detersivo lava piú bianco) e uno che ha perso un sacco di tempo a insegnare con quante pietre ci si netta il ….. e altre profondità di questo stile.
    Ci sono musulmani buoni, muslmani tiepidi, musulmani di convenienza, per abitudine e cialtroneria, ma i veri musulmani, i buoni musulmani (buon soldato/soldato buono) sono quelli della Jihad, sono quelli che combattono (con le armi, gli espolsivi, i camion , la parola, l’inganno, la menzogna, la copula, il ventre) al fine che il mondo e l’umanità tutta intera si sottometta (Islam=sottomissione in arabo) al solo vero dio, Allah di cui Muhamad è il profeta e alla sua legge buona per cammellieri ignoranti e stupidi, l’odiosa sharia che é un insulto alla decenza, alla dignità, alla virtú, alla giustizia.
    Forse che non c’erano nazisti buoni? Nazisti tiepidi? Nazisti deboli di stomaco? Non erano tutti a uccidere, incenerire sinangoghe (e chiese). Solo i migliori erano capaci di tanta dedizione alla causa, dobbiamo chiamarli nazististi?. E gli altri, i nazisti che mai hanno sparato alla nuca di un patriota russo, greco, italiano, francese, polacco, ebreo, erano diversi? Erano tanto meglio quelli che avendo solo sfilato, acclamato, salutato, fatto funzionare sino all’ultimo minuto prima dell suicidio del sacco di (immaginate voi di cosa fosse pieno) coi baffetti, l’apparato dello stato, la produzione bellica, la propaganda ecc. si sono suicidati nel maggio del ’45 o quelli che si sono nascosti per il resto della vita nel ministero della giustiuzia dellla RFA, infestato di giuristi solo nazisti (o anche nazististi?) a tutti i livelli sino al pensionamento per superati limiti d’età?
    Cordilai saluti

    • Perfettamente d’accordo sulla questione linguistica; d’altra parte sono termini entrati nell’uso linguistico e quindi per farsi capire è quasi inevitabile usare quelli, e quindi per parlare dei musulmani che si rendono protagonisti di atti terroristici si usa il termine islamisti. I quali comunque, come forse avrà già visto, hanno anche loro celebrato l’arrivo dell’anno nuovo.

  2. L’ Europa..non sò ancora se i suoi popoli abbiano..” finalmente ” compreso come consistenza il pericolo dell’ islamismo e così la reale situazione nella quale è costretto a subire Israele.nella realtà quotidiana E maggiormente la politica che esprimono i soliti politici.e nello specifico. con
    senso anti israeliano. Molto visibile.
    Realistico e attuale l’ ultimo articolo..l’ ultima conferma di Obama e della sua linea politica..
    Turchia…quello che sta’ succedendo..di tutto! E’ credo sia in buona parte frutto dell’ epoca di Erdogan con la
    sua politica..
    Spero molto in Trump..che riesca a dare uno schiaffo ad una certa sporca politica . Senza
    temere troppo gli aspetti diplomatici che possono anche essere anche trappole.
    Spero vivamente che Israele possa finalmente vivere e prosperare con serenità e giustizia.

  3. Si, è così Obama stà chiudendo il suo mandato con un concentrato di azioni,accordi importanti ed ancora ci sono tre settimane..cos’ altro ci sarà in arrivo…

    • In arrivo c’è la conferenza di Parigi in 15 gennaio che decreterà la nascita dello stato di Palestina coi confini imposti da Obama che immediatamente dopo, fra il 17 e il 19 gennaio, convocherà una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza per far approvare la mozione della nascita dello stato di Palestina con relativo posto all’Onu.

  4. Non è vero che l’Europa ha iniziato a capire a poco a poco queste cose. Le voci critiche verso l’islam le udiamo dalle bocche di sempre.

    Gli europei non sono come gli israeliani. Gli europei sono delle galline buoniste che preferiscono farsi ammazzare piuttosto che accettare di fare una guerra per difendersi, tutto perché sono contro le guerre, senza se e senza ma.

    “ma sarebbe soprattutto una vittoria per quei tanti musulmani che cercano una vita senza paura, una vita di pace, una vita di speranza”
    Ecco, su questa frase non sono molto d’accordo.

    Ovviamente non dico di ammazzare i muslims, ma di lasciarli vivere nelle loro terre, spingendoli ad arrangiarsi da soli e ad imparare dai loro sbagli. E’ stato così anche per gli altri popoli quando di fronte al popolo più evoluto, seppur barbaro, non c’era nessun primo mondo pronto ad accoglierli. ed allora si doveva lottare.

    L’altro errore di Netanyahu è il fatto che anche il musulmano più gentile crede nella shariah. Su un forum d’arte, talvolta mi capita di chiacchierare con una musulmana educata, lesbica dichiarata e attivista per i diritti dei gay, che ama vestirsi da uomo (in stile occidentale vivendo in America), e che festeggia il Natale perché la sua ragazza è cristiana (Parliamo di arte, non di religione). Però poi, leggendo nel suo blog, leggo che si delizia nel vedere aumentare gli hijabs, con tanto di ‘io non lo porto ma sono favorevole all’hijab’, che crede nella shariah ritenendo che l’applicazione dell’islam politico risolverebbe i problemi nel mondo, e che ha pensato di convertirsi ad altre religioni ma poi ha scelto di aderire all’islam per via della sua durezza, dichiarandosi ‘coranista’. Dei musulmani non ci si deve fidare, solo quelli che non hanno mai letto il corano potrebbero essere buoni.

    • Il fatto che i partiti di destra – ossia quelli che si oppongono all’immigrazione selvaggia e al buonismo – stiano inesorabilmente avanzando in tutta Europa ti dice niente? Quanto alla pretesa di giudicare un miliardo e mezzo di persone, senza offesa, non ti sembra un tantino arrogante?

        • per ora,speriamo anche dopo,ma pongono il problema in discussione,difficile continuare ad ignorarlo elezione dopo elezione.

        • Stavo rispondendo alla tua affermazione che non è vero che l’Europa comincia a capire: se quei partiti avanzano sempre più significa che sempre più persone capiscono. Il fatto che poi con brogli e giochetti delle tre carte gli si impedisca di vincere è un discorso totalmente diverso.

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