TANTI AUGURI DONALD!

Durante tutta la campagna elettorale ho sperato che vincesse lui considerandolo il male minore; ho sperato che vincesse lui come unica chance per evitare la terza guerra mondiale e un’ulteriore estensione dei massacri e distruzioni innescati dal suo predecessore; ho sperato che vincesse lui perché chiunque era preferibile alla corruzione fatta persona dalle mani sporche di sangue impersonata dalla sua avversaria. E quando è arrivato il momento ho passato la notte a guardare continuamente gli aggiornamenti dello scrutinio dei voti fino a quando non vi è stata la certezza che la vittoria era sua. Poi, benché in tutti i modi ostacolato e sabotato dall’anatra zoppa, ha cominciato ad agire, e a poco a poco ho smesso di considerarlo un male minore per prendere atto che è invece un bene maggiore, con le idee chiare su cosa fare e come farlo, a partire dalle nomine, nelle quali non ha sbagliato un colpo. Per questo sono felice di associarmi agli auguri formulati da Ugo Volli in questo splendido articolo.

Cari amici,

proprio perché è stato un sostanziale fallimento e ha avuto risultati meno negativi di quel che ci si aspettava, vale la pena di fermarsi ancora un momento a riflettere sulla conferenza di Parigi. I suoi scopi erano stati delineati abbastanza chiaramente e io ve ne ho parlato il giorno stesso: http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=&sez=280&id=65053. Nei piani di Hollande e probabilmente anche di Obama, si trattava di disegnare, secondo il progetto palestinista le linee di una trattativa fra Israele e AP: blocco delle costruzioni negli insediamenti ebraici oltre la linea verde subito, fondazione e riconoscimento di uno stato di Palestina, confini predefiniti secondo le linee armistiziali del ‘49, cioè i famosi “confini di Auschwitz, compresa la cessione della sovranità della Città Vecchia di Gerusalemme agli arabi, magari una certa iniezione di “profughi” fra i cittadini israeliani, e dato che questa “carota” era certamente inaccettabile a Israele, minaccia di un bastone di sanzioni e isolamento internazionale, da far deliberare al consiglio di sicurezza dell’Onu subito dopo la fine della conferenza, prima dell’inaugurazione dell’amministrazione Trump. E, a proposito, solenne altolà ai progetti di trasferire l’ambasciata americana a Gerusalemme.
Bene, gran parte di ciò non è accaduto. Né la definizione di “parametri per la pace”, né la minaccia di boicottaggio, né la condanna dell’ambasciata, e anche se mancano tre giorni e non si può esserne assolutamente certi, neppure il passaggio all’Onu. Perché queste minacce sono cadute? La ragione, è evidente, ha innanzitutto nome Trump. La conferenza, che doveva essere la cristallizzazione delle posizioni “ragionevoli” e “progressive” (cioè in realtà suicide e antioccidentali) di Obama, Hollande, Merkel, ha mostrato invece come sono già cambiati gli equilibri. Kerry, che continua a essere un difensore senza dubbi della linea di Obama (http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/223388) non ha osato però mettere la sua firma su un comunicato in cui si provava e ricattare quello che da venerdì sarà il presidente degli Stati Uniti e dunque ha fatto cadere il punto sull’ambasciata.
L’ago della bilancia è la Gran Bretagna, con cui Trump mira a restaurare la tradizionale relazione privilegiata, ora che è libera dai vincoli europei (http://www.dailystar.co.uk/news/latest-news/559180/US-election-2016-Donald-Trump-President-Britain-Putin-changes-WW3-Brexit-Theresa-May) ed è stato ricambiato con entusiasmo. E’ arrivato a chiedere alla May di porre il veto se una risoluzione antisraeliana arrivasse al consiglio di sicurezza prima che possa farlo lui (http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/223335). E la Gran Bretagna non solo ha snobbato la conferenza di Parigi mandandoci solo un funzionario di quart’ordine, ma ha anche rifiutato di firmare il comunicato finale. Non è un atteggiamento tanto coerente con il voto favorevole che il Regno Unito aveva dato alla risoluzione antisrealiana all’Onu di dieci giorni fa (anzi di più, con il ruolo attivo che aveva giocato nella sua formulazione: http://www.humanrightsvoices.org/site/articles/?a=9474) ma proprio questo sbalzo mostra la svolta che ci è stata. Di più, i giornali non ne hanno quasi parlato, ma è stata la Gran Bretagna (insieme ad alcuni paesi dell’Est Europa) a bloccare la mozione del Consiglio Europeo proposta da Mogherini che riprendeva e induriva il comunicato finale della conferenza (http://www.jpost.com/Arab-Israeli-Conflict/Britain-Balkan-countries-keep-EU-from-adopting-Paris-declaration-478630).
Naturalmente la buona vecchia Inghilterra, che fu la sola potenza a riconoscere l’invasione giordana con la relativa pulizia etnica fra il 49 e il 67, a non votare per il riconoscimento dello Stato di Israele all’Onu e che è spesso stata duramente antisraeliana e che alberga una quantità di politici antisemiti, compreso il capo dell’opposizione Corbyn, non ha cambiato pelle d’improvviso e non è stata illuminata dalla luce divina. Ha capito però che il gioco della politica mondiale sta cambiando e si è adeguata con più lucidità degli europei “scandalizzati” dalle cose ovvie che ha detto Trump (l’Europa dominata dalla Germania, la Nato vecchia e impotente ecc. https://www.bloomberg.com/politics/articles/2017-01-15/trump-calls-nato-obsolete-and-dismisses-eu-in-german-interview), anche per via del riflesso condizionato da un secolo dell’alleanza anglosassone.
E, dato che ci siamo, vale la pena di dire che Trump non è certo un angioletto o una persona incapace di errori: quello che tutti volevano “santo subito” (o forse Nobel subito) era Obama. Semplicemente Trump è un uomo che ha vissuto nel mondo reale, non in quello onirico delle aule di Harvard e che è fornito di un solido buon senso e di un altrettanto chiaro senso per i problemi reali, non per le ideologie astratte. Uno che per esempio sa che se si vuole combinare qualcosa in politica bisogna aiutare gli alleati e combattere i nemici, non il contrario come faceva Obama. E che in politica interna capisce che il problema non è puntare a una giustizia astratta, magari assumendosi le colpe storiche degli antenati, ma dare lavoro e sicurezza alla gente. E’ possibile che questa logica molto concreta lo porti a commettere degli errori e certamente in questo caso lo criticheremo. Ma i primi risultati, ottenuti già prima dell’inaugurazione della presidenza, sono molto positivi. Certo, c’è l’isterica opposizione di uomini di spettacolo, politici e ahimè anche rabbini che hanno scambiato la loro sinagoga per una sezione del partito democratico (http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/223397). Ma questo fa parte di un conservatorismo della sinistra che ha letteralmente il terrore e il ribrezzo di tutto ciò che non sta nelle sue conventicole. Quel che conta è che in quel “villaggio elettronico” che è diventato il mondo, è arrivato un nuovo sceriffo, ben deciso a fare il suo lavoro. E questa è una cosa ottima. Con tre giorni di anticipo dico: Tanti auguri, Donald! Avevamo proprio bisogno di uno col tuo coraggio e con la tua indipendenza per dimenticare felicemente il pagliaccio che ti ha preceduto. (qui)

E dunque, grazie agli elettori americani che hanno evitato di ripetere il catastrofico errore di quattro anni fa, usando – checché ne dicano le anime belle (possiamo dire imbecilli? Vabbè, voi fate come volete, io dico imbecilli) – nel modo migliore lo strumento della democrazia, e grazie all’immediata mobilitazione del neoeletto presidente, la catastrofe avviata dal signor Hussein Obama, musulmano di religione e filo terrorista di professione, resterà incompiuta. E nessuno, possiamo esserne certi, considererà la sua incompiuta un capolavoro, a differenza di quest’altra.

barbara

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    • Quella sarà la prova del nove, ma non ne farei l’unico elemento per valutare e giudicare il personaggio, vista l’enorme quantità di cose da fare per tentare di tamponare – non dico rimediare, perché le conseguenze sono purtroppo irreversibili – i disastri provocati da Obama.

  1. Bellissimo! Il pezzo di Volli l’avevo condiviso in bacheca, come sempre molti altri di IC. Su Trump: ho passato e passo ore a seguire quello che succede negli USA e avevo scommesso sulla sua vittoria, e ho vinto, con grande goduria!

  2. La ‘Palestina’ non ha senso di esistere, specie allo stato attuale poiché non si tratta neppure di uno stato sentito dalla gente, bensì di un covo di terroristi (e non prigione) a cielo aperto. La ‘Palestina’ è la sorellona frignona dell’ISIS.
    Tra l’altro da che io ricordo (l’ho imparato dai film sulla IIWW e sul nazismo), Palestina non è altro che sinonimo di Israele, ed è associata alla terra degli EBREI (e non degli arabi). Per questo mi riesce un pò difficile usare la parola ‘Palestina’ nei riguardi di Gaza e della Giudea e Samaria. Mi pare di fare un refuso volontario.

    La May non mi piace tanto. Ora con l’uscita dell’Inghilterra dal’Europa sta facendo scelte che approvo, ma la stessa May è la donna che anni fa, pur non essendo musulmana, ha detto che la shariah dovrebbe esser legge in Inghilterra.

    Per Odumbo: secondo me è sato votato tanto anche per il colore della pelle. In campagna elettorale si è insistito molto nel ricordare agli elettori che Odumbo è un nero, facendo passare la cosa in primo piano.

    Mi piace associare Odumbo ad un pagliaccio. Chi lo caricaturizza spesso lo fa sembrare il Joker di Batman
    Un pò OT, ma la Disney ha dato il giusto ruolo ad Odumbo, ispirandosi a lui per la creazione di un villain: http://1.bp.blogspot.com/_A6kbi7EQZ_U/SuTTdvsEhiI/AAAAAAAAADE/viqR_9jwzVQ/w1200-h630-p-nu/Obama+and+dr+facilier.JPG
    Forse la cosa non è voluta, ma è innegabile che questo personaggio sembra Odumbo in persona.

  3. Mi fa piacere che gli Ebrei incomincino a capire che i loro nemici stanno a sinistra e non a destra. Una volta era il contrario, ma oggi è così e solo i dementi e le anime belle (che poi il più delle volte coincidono) si rifiutano di capirlo. Ma prima o poi lo capiranno, speriamo non a loro spese.

    • Non scordare l’estrema destra (nazismo, fascismo e islam).
      La sinistra puoi contarci. I sinostroidi si sentono persi se non hanno un ‘capro espiatorio’ da proteggere.

  4. …E quanti tiri mancini…

    Trump…avanti che inizi i boicottatori si sono fatti vivi.

    Deborah Fait..bella,chiara e realistica la sua…Lettera a Papa Bergoglio.

    …Molto incisiva..riguardo all’ intervista ..alla Mogherini..” il nome..avanti che possa parlare..” sappiamo già che l’ imputato..è Israele.
    TV 2000..il giornalista in sintonia. Le due …fanno parte della chiesa cattolica..Vaticano!

    Ho letto da qualche parte..che il Papa è paragonabile..ad un rock star!
    Etc…

    Con il modo di fare…sornione..sà come arrivare ai teneri cuori..
    Come l’è bono ì papa!

    Buoni l’ interventi precedenti.

  5. Mettendo un attimo da parte Israele, per il resto come ti sembra Trump? Io non ho approfondito molto la politica di Trump, ma ho letto cose un po’ preoccupanti dal punto di vista delle politiche ambientali e sanitarie!

    • Quello che penso di Trump l’ho scritto nella premessa all’articolo di Volli. Ti preoccupano le cose che hai letto su di lui? Pensa a tutto quello che hanno tentato di non farci leggere, tenendolo accuratamente nascosto, sulla Clinton: non ti fa mille volte più paura di qualunque cosa tu possa sentire su di lui, e con la difficoltà, oltretutto, di distinguere il vero dalle bufale.

    • Faccio parte del numeroso gruppo di teste pensanti che la Primadonna di Informazione Corretta non ha tollerato accanto a sé e ha costretto ad andarsene, seminando poi infami calunnie sul mio conto e sui motivi della mia uscita da IC. Da allora sono passati quasi quattordici anni e non credo che i miei lavori (oltre duecento) siano reperibili in rete.

  6. La cosa più incredibile è che solo in Italia i comunisti (o quel che ne rimane) tifano per Trump. Gli stessi rimasugli comunisti che si stracciano le vesti per i palestinesi, per dire …
    e poi ti chiedi perchè questi qui sono scomparsi.

      • Sembra assurdo, ma è così. Ovviamente mi riferisco a groppuscoli che stanno in Italia. In tutto il resto del mondo, l’opinione dell’estrema sinistra per Trump è negativa.

        • Bidet … quello che scriveva che con Hillary ci sarebbe stata la guerra in Iran, e ora appoggia Trump che è il presidente più antiraniano della storia.
          Giulietto Chiesa chi? Io conosco Enrico Chiesa, conosco Chiesa cattolica, ma no conosco Giulietto Chiesa (semicit.)

          Scherzi a parte, non vedo ad esempio come i comunisti potrebbero azzeccarci visto che Trump è l’esatto contrario del comunismo. Ma forse sarà perchè questo signore ricco, che ai comizi saluta col pugno chiuso gli ricorderà certi compagni miliardari che partecipavano alle primarie PD. D’altronde Trump nei primi anni 2000 diceva di sentirsi più vicino ai Democratici che ai Repubblicani e andava a giocare a golf col compagno Clinton.

      • Pure Maurizio Bidet e Giulietto Chiesa sono per Trump!
        Però anche gli impecilli ogni tanto, magari per motivi sbagliati e da allucinati, possono azzeccarci.

        • Conoscendo i miei polli sono sicura che il loro pensiero è molto più contorto di quanto possa sembrarti, ma essendo una vecchia signora con l’ulcera, non ho alcuna voglia di andare a immergermi in quelle cloache per verificare.

        • Anche io li conosco abbastanza quei due cazzari(polli è un sostantivo che userei di più per i rispettivi seguaci).
          Giulietto Chiesa credo che sia pro-Trump perchè è convinto che Trump, a differenza di Obama, si adatterà(volontariamente o meno) al gioco del “clan” Putin, senza mettergli i bastoni tra le ruote.

          I percorsi mentali di Maurizio Bidet invece sono molto, molto, moltissimo, moltissimissimissimo(è sempre un eufemismo), più contorti, ma l’obiettivo fisso, il punto di arrivo di tutte le sue più strambe elucubrazioni è sempre lo stesso, I PERFIDI GIUDEI.
          Non ho capito come e perchè, ma nonostamte le evidenze contrarie (o comunque l’assoluta mancanza di prove a favore della sua tesi) a questo giro Blondet vede in Trump un baluardo contro gli infidi e cattivissimi ebrei sionisti e neocon, e prospetta addirittura che i “pedofili ebrei”(secondo lui gli anti-fascisti americani sono un’associazione dedita alla pedofilia e finanziata dagli ebrei) e la Cia(ovviamente anch’essa controllata dagli ebrei) starebbero organizzando un attentato o una guerra civile contro Trump!

        • Il fatto è che quelli come Bidet, o David “Gran Coglione del KKK” Duke odiano gli ebrei non tanto perchè ebrei, ma per quello che secondo loro rappresentano.
          Per i Blondet e i Duke vari, gli ebrei sono quelli che hanno inventato il libero mercato, il comunismo e l’immigrazionismo. Nonchè di organizzare complotti per indurre le amministrazioni americane a dichiarare guerre per l’interesse esclusivo di Israele.
          Siccome Trump ha detto che farà politiche protezioniste, espellerà gli immigrati clandestini e cercherà un accordo con Putin (altro loro feticcio) in Siria, loro si sono convinti che è uno di loro e si schiererà contro gli ebrei.
          E’ la solita tendenza a ragionare con lo scolapasta in testa.

        • Duke lo conosco molto poco, ma per quanto riguarda Blondet credo che al di là di ogni altra considerazione, quella per gli ebrei sia proprio una ripugnanza viscerale, una cosa di pelle.

      • Anche io ho sempre sentito i sinistroidi stare con la Clinton o con Odumbo, mai dalla parte di Trump.
        I sinistroidi che hanno scelto Trump ci sono in America, si tratta di gente delusa dalla Clinton.

  7. Anch’io sono dalla parte di Trump, sia pure con qualche riserva, infatti se Trump non incoraggia le aziende americane ad investire anche all’estero il rischio è che crei una crisi nel settore manifatturiero, con danni nell’immediata all’economia USA che si chiuderebbe ai rapporti con l’esterno. Almeno, questo è quello che mi sento di esprimere, magari sbaglio.

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