ALLA RICERCA DEL NEURONE PERDUTO

Nel senso che almeno uno in teoria dovrebbe esserci, solo che io, ecco…

Dopo due mesi e rotti di trattamento laser per rafforzare la saldatura della vertebra fratturata e per incrementare la produzione di connettivo, comincio finalmente a fare anche fisioterapia, con una fisioterapista che vanta due lauree – fisioterapia e osteopatia – ed esibisce il titolo di dottoressa. Vabbè. Inizio facendo tecar alla schiena e ginnastica posturale. Poi mi viene in mente che una mia cugina che ha un’ernia del disco se la fa periodicamente rientrare dalla sua fisioterapista, mediante manipolazione dolce. Ovviamente non posso chiederle se anche lei ne è capace, e le chiedo se non sia possibile, mediante manipolazione, farla rientrare. Sì, dice, cioè non rientrare – e qui mi fa un gran spiegone di cui non capisco assolutamente niente – ma riallineare, mediante l’osteopatia, e provvede subito a farmela: dopo un po’ di mosse strane, come premere le mani sulla testa, tipo imposizione delle mani, pranoterapia o diavolerie del genere, e un’altra specie di imposizione delle mani su un fianco (“ti apro il fianco, così poi ti puoi appoggiare”), mi fa una specie di abbraccio incrociato, preme con tutte le sue forze strattonandomi e io mi sento come se mi si stessero frantumando tutte le ossa, urlando dal dolore. Mezz’ora dopo comincia: un dolore lancinante alla schiena, che aumenta e aumenta e continua ad aumentare. E la sciatica, che torna come prima di iniziare le infiltrazioni. E soprattutto la testa: esattamente gli stessi sintomi di una commozione cerebrale, vertigine, nausea, capogiri, senso di confusione, impossibilità di concentrazione, estrema difficoltà a leggere, per strada mi vedo tutte le case che si inclinano e mi cadono addosso. Il giorno dopo peggio. Il terzo peggio ancora. Cinque giorni prima che cominci a diminuire, settimane prima che passi del tutto. All’incontro successivo dico cosa è successo; tanto per cominciare dice che è normale che faccia un po’ male un giorno o magari anche due, ma se mi fa ancora male dopo così tanto tempo vuol dire che ci sono tante infiammazioni in atto e dunque bisognerebbe rifarlo. Dico che preferisco buttarmi da un treno in corsa, e aggiungo che l’ortopedica ha fortemente disapprovato (per la precisione si è proprio arrabbiata di brutto) che mi sia stato praticato quel tipo di intervento con un processo infiammatorio in atto. Non si prende la briga di replicare in base a quanto ha appena detto, ossia che andrebbe fatto – contrariamente a quanto afferma l’ortopedica – proprio perché ci sono delle infiammazioni, ma dice che comunque era necessario perché prima avevo la gobba (avevo la gobba? Parecchi degli amici che passano di qui mi conoscono anche di persona: mi avete visto una gobba?) e adesso lei con quella manovra mi ha raddrizzata, vero che adesso infatti respiri meglio? No, dico, io veramente sento ancora una pressione in zona dorsale che mi impedisce di espandere completamente i polmoni. Certo, dice, perché ci sono ancora infiammazioni, servirebbe ripetere ancora alcune volte la manovra. Poi dice anche: ma l’ortopedica ci conosce, perché non mi ha telefonato? E come no, lo sanno tutti che quella non ha un cazzo da fare dalla mattina alla sera e non aspetta altro che di poter chiamare la fisioterapista per dare un senso alle sue inutili giornate, ma vaffanculo, va’ (visto di persona: ambulatorio dalla mattina presto fino alle due, e trenta minuti per mangiare e raggiungere l’altro ambulatorio, più famiglia e tutto il resto, più le volte che ci sono emergenze in sala operatoria, e di orari non ce ne sono proprio). Poi le dico che comunque la ginnastica posturale è servita molto ad allungarmi i muscoli, e per chiarire quanto si sono allungati le racconto che l’esercizio che mi aveva dato la fisioterapista di Brunico dopo che mi ero spaccata tutte e due le zampe, due mesi in sedia a rotelle ecc., consistente nello stare in ginocchio e seduta sui talloni col busto eretto, quando ho tolto il busto riuscivo a farlo solo stando col busto tutto in avanti fino ad appoggiare la fronte per terra, perché i muscoli delle cosce si erano talmente accorciati che non riuscivo a raddrizzare il busto neanche di un millimetro, mentre adesso con la posturale si sono allungati e sono riuscita via via a raddrizzarlo fino ad averlo quasi eretto. E lei: prima non potevi stare eretta perché avevi la gobba e adesso riesci a stare eretta perché ti ho raddrizzata. Poi mi è anche venuto in mente di dirle che dopo l’incidente, oltre a non potermi inginocchiare (quello non posso farlo tuttora, né potrò mai più) non potevo neanche, in alternativa, accucciarmi, perché oltre alle grosse cicatrici cordoniformi avevo tutto un reticolo di piccole cicatrici, la maggior parte neanche visibili, che mi rattrappivano la pelle riducendone la superficie, così che non ne avevo abbastanza da riuscire a coprire l’aumentata superficie del ginocchio quando mi accucciavo. E lei: non ci riuscivi perché avevi la gobba, adesso ci riesci perché ti ho raddrizzata.
Dopo avere fatto una serie di accertamenti diagnostici, si chiarisce che oltre alla sciatica ho anche un’artrosi all’anca e una borsite al gran trocantere: ma sciatica, artrosi all’anca e borsite al gran trocantere, mi spiega lei, è tutta la stessa cosa perché è tutto collegato in quanto è la sciatica che provoca le altre due cose.
Siccome ho da una vita le gambe che sono tutta una contrattura, tanto che solo a sfiorarle strillo dal dolore, le chiedo se non sia il caso di fare un po’ di tecar anche a quelle; lei le guarda (le guarda! Per sapere se ho contratture le guarda!) e poi dice no, hai un po’ di edema alle cosce (sic!), ma non tanto. Provo altre tre volte a parlare delle contratture, e per tre volte lei mi parla dell’edema. Poi si è anche stupita che alle caviglie non abbia neanche un po’ di edema nonostante la presenza di numerosi capillari.
Una sera prendo per la prima volta un antidolorifico che mi ha prescritto l’anestesista (sì, lui, quello bellissimo e dolcissimo eccetera eccetera che un altro uguale non lo trovate su tutta la terra); la mattina dopo mi sveglio grattandomi furiosamente; quando vado in bagno mi trovo la faccia rossissima, gonfia e chiazzata. Mi butto sul cortisone, sia orale che topico, e continuo a grattarmi in attesa che passi. Dovresti usare gli antistaminici, dice lei. No, dico, gli antistaminici per me sono acqua fresca, anzi, anche meno dal momento che l’acqua almeno rinfresca, gli antistaminici neanche quello. Sì, ma è l’unica, insiste. Sarà anche l’unica, ma con me non funziona. Ma CI VOGLIONO gli antistaminici contro le allergie! Tesoro, ci vorrà quello che ti pare, ma a me gli antistaminici NON FANNO NIENTE. In tono impaziente dice “va bene, va bene”, come si dice ai bambini ritardati coi quali non ha senso discutere.
Il settanta per cento degli italiani sono a letto con l’influenza intestinale, mi informa (settanta per cento? Ha una qualche idea di quale percentuale è sufficiente per paralizzare un’intera nazione?) “Un po’ mi dispiace, anche, per quei poverini che stanno male, ma per me è meglio, perché poi la gente tossisce [certo, non lo sapevate? Con l’influenza intestinale si tossisce. Se invece doveste trovarvi a passare due giorni seduti al cesso, è chiaro che vi siete beccati una bella bronchite] e allora gli vengono le contratture alla cervicale e così io ho lavoro” [e al netto delle cazzate tecniche, bel ragionamento per un’operatrice sanitaria].
Oggi ultimo incontro. Ti ho stampato degli esercizi per il collo e la schiena, dice, mi raccomando, falli tutti i giorni; gli altri magari falli un po’ ogni tanto, quando ti capita, ne aggiungi un giorno un paio e un altro giorno un altro paio, ma questi devi assolutamente farli tutti, tutti i giorni, sono questi quelli indispensabili. Cioè, fammi capire: nel corso di due mesi e mezzo mi hai insegnato quasi una trentina di esercizi, raccomandandomi di farli tutti i giorni, regolarmente, senza saltarne uno, e adesso mi vieni a dire che non sono loro quelli di cui ho bisogno?!
In più di un’occasione ho avuto modo di constatare che per lei esistono due tipi di opinioni: le sue e quelle sbagliate. E come dice l’amico Sagredo: e no digo altro. Massì, buttiamola in ridere, va’.

barbara

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  1. “(…)mi fa una specie di abbraccio incrociato, preme con tutte le sue forze strattonandomi e io mi sento come se mi si stessero frantumando tutte le ossa, urlando dal dolore. Mezz’ora dopo comincia: un dolore lancinante(…)”

    Agghiacciante.

    Ps

    Laurea in osteopatia?? Mica italiana, vero?
    Da Wiki:
    “In Italia, l’osteopatia non è riconosciuta e quindi non fa parte del Sistema Sanitario Nazionale.

    La maggior parte degli osteopati italiani ha conseguito il Diploma in Osteopatia in scuole private

    (…)

    Non esistono albi pubblici, ordini o registri di Osteopati con valore legale di riconoscimento della professione di tipo pubblicistico.

    Una parte degli osteopati che esercitano in Italia ha ottenuto il titolo di osteopata in Paesi in cui l’osteopatia è pienamente riconosciuta e regolata e il titolo è o equivale ad una laurea magistrale, in particolare Francia e Inghilterra”

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    • Lo so. E ho sempre nutrito una sana diffidenza nei confronti di questa diavoleria (hai mai visto le immagini di quella manovra che fanno ai neonati per “raddrizzarli” per curare ogni sorta di disturbi, col pollice ficcato contro la base del cranio e il resto della mano sulla spalla? Lì è insufficiente anche l’aggettivo agghiacciante). Il suo curruculum reperibile in internet è tutto italiano, “laurea breve” (tre anni) in medicina e chirurgia presso un’università italiana e “laurea specialistica” (4-5 anni, sic!) in un’altra università italiana.
      D’altra parte vanta il titolo di dottoressa anche la podologa.

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  2. …Il mio medico è contrario…credo riferendosi a particolari manovre tipiche degli osteopati.
    In questo periodo mi sento …diciamo incompreso come prima parola che mi viene in mente.
    Mi posso lamentare…ma sempre con il sorriso pur descrivendo i miei reali problemi..e da..lui presi alla leggera! Un cerottino…antinfiammatorio..lo metti sul collo..dipende tutto da
    lì..Vai in palestra!
    Ah si va bene..esco fiducioso. Ma per poco…lo metterò anche sulle spalle..
    L’ entusiasmo dura pochi giorni…
    Riesco a mettermi in contatto telefonicamente dopo un pò di difficoltà..
    Credo con ragione..di approfondire ..” la cosa..”
    Gli chiedo di fare due RMN..spalle e R.cervicale…avendo la certezza che vi siano danni..
    visto ” l’ età anagrafica degli inizi di dolori in queste sedi…”
    Troppo semplicistica la sua diagnosi…dipende dal collo! Ed io vediamo!…se è il caso che venga seguito da un fisioterapista…voglia sapere…cosa ho..
    …il quadro non è entusiasmante. Notti insonni…non c’ è posizione idonea..se riesco ad addormentarmi…un paio di ore..poi ritentiamo..una terza..Tutto inutile..
    Non resta che alzarmi ! Ogni minimo movimento dolore tipo pugnalata..non ce la faccio ad
    alzare le braccia..per prendere un’ oggetto..es dal frigo..alzo il braccio..sorreggendolo al gomito con la mano dell’ altro braccio. Il trasportare..3..4 inserti ad anelli dove ognuno contiene i referti delle varie patologie seguite da strutture specialistiche..corrispondeva per
    me ad una borsa di spesa piena..
    Se..il collo ” rachide ” ha creato questi problemi..immaginiamoci il futuro..
    Avanti di andarre..da lui..medico ho sopportato..mesi…gli antidolorifici quelli da banco”..provato anche le novità! ”…e poi sono gli stessi come molecola di quello prescrittomi…in dosaggio molto inferiore. Effetto cipria..per coprire una piaga…
    Beh..con la mia insistenza..riesco ad avere la richiesta…ricetta bianca..tutto a pagamento.
    L’ avrei fatto ugualmente…visto i tempi che occorre per gli appuntamenti..
    ..Ecografia spalle..molto usurate..stato infiammatorio, versamento..” i problemi..in ambedue”..a ds..rottura tendine.
    Sn un pò meglio…ancora il tendine resiste…
    RMN cervicale..dalla C2 alla D2..” visualizzato fino a lì..” protusioni erniarie…e una lunga serie di descrizioni..in neg. Il canale midollare..conservato..Urrah!
    ..fra poco sono 5 mesi..un pò meglio ..ma non si và!Una certa cronicità..si estende alle articolazioni successive..
    …Gli porto i referti..” ecco i referti archeologici della statua” porgendogli le 2 buste..Rise..
    Cosa vuoi fare!?
    La cosa migliore per me..
    Opterei per qualche mese con ginnastica..così per rinforzare la muscolatura..
    Ad un mio cliente ha dato esito posivo…” eta’..danno..” Già..la palestra dove vado io..per te
    è un pò lontana..Prova.
    …In seguito…ma se il dolore è sempre forte…non si può fare ginnastica!
    …L’ ecografista…consiglia consulenza ortopedica..e probabile int. ch.Altro che palestra mi
    rispose..Figuriamoci se mi attira …ma se è la soluzione migliore…Marco,lei è uno con la pelle dura..altri nelle sue condizioni …
    …Ho tralasciato alcune scene, fatti anche ricollegabili a tutto questo relativi anche agli anni passati tipici da film di Fantozzi!
    Lui…” medico..” mi poi sempre detto…tu sminuisci sempre quello che hai..è riscontrato..”
    Mi propose di fare un’ esame…ma! va bene la situazione”cuore..” facciamolo il prossimo anno..”..non voglio rompere.
    Barbara! Ti comprendo..Fin tanto che vi sono piccole cose.. ,superabili facilmente..ma
    quando dobbiamo infiltrarci..in una serie di canali di tipo sanitario spesso diventa avvilente,
    demoralizzante.
    E anche i costi..per cercare di correggere certe situazioni…mesi..il costo in denaro è pari
    a quello di una bella vacanza all’ estero! 4000/5000 E.
    Nella speranza..speriamo che sia l’ ultima di una certa consistenza…

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      • Eh cosi! Spesso fino a che certe persone non arrivano a queste dinamiche non capiscono…poi con dei problemi ” anche simili…a noi…” comprendono perchè investiti in prima persona!
        Es. Con un’ amica..in un periodo simile all’ attuale,meno intenso ma non da soli..Mi lamentai di non riuscire a dormire, non avere la forza di reggere anche un peso minimo e dolore!Cose che mi tengo per me solitamente..solo perchè capisse le mie difficoltà e non pretendere certe cose in gg particolarmente negativi..
        E..non dire..” sù via muoviti !”. Stimolo e asserzione negativa.
        Sono sempre stato molto attivo, a 14 aiutavo la mamma nelle pulizie perchè vedevo le sue difficoltà…Lei a 40 aa da quando è andata ad abitare da sola…

        Adesso basta! Non voglio piu’ sentire di male!
        Ma..il tempo ci presenta tante cose…impensabili. Adesso ha dei problemi lei..il
        solo riguardante lo scheletro…ginocchio al quale con il tempo andrà ricostruita l’ articolazione…
        Così tante tante volte ho fatto da carta assorbente ai sui lamenti, dolori…stato d’animo..
        Comprendo bene..sò cosa vogliono dire..e come è difficile la convivenza..
        Forse…non ricordandolo..a volte mi richiama il giorno dopo..tel…per dirmi le stesse cose!

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  3. Certo che i “parasfiga” sono straordinari anche nell’attirare le persone sbagliate…. Per dire, mio nipote, ottimo massaggiatore professionale, mi ha sempre detto che NON SI DEVONO MAI MASSAGGIARE PUNTI INFIAMMATI. L’ABC del mestiere. Se si incontra chi contravviene a questa regola, lo si saluta, “a jamais”…. Mors sua, vita tua.

    A mettere insieme tutti gli articoli pubblicati sulla tua salute, si può comporre un manuale su cosa NON FARE per stare bene….

    AUGURI. Silvio

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    • Per la verità non l’ho attirata: l’ho trovata nello studio in cui vado a fare riabilitazione. E comunque non mi ha assolutamente massaggiata, ha praticato un intervento osteopatico, che col massaggio non ha niente in comune.
      Cosa fare per stare bene è semplicissimo: basta non essere Barbara.

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  4. In verità io non mi fido dei medici in generale e credo che questa fisioterapista nel suo cinismo ammesso candidamente abbia detto una grande amara verità: “I medici lavorano sulla malattia, quindi ne traggono vantaggio….”, proprio come la fisioterapista desidera che gli altri abbiano le infiammazioni per lavorare. Secondo me ce ne sono tanti così, le case farmaceutiche vogliono guadagnare sulle malattie e più gli altri stanno male meglio è……

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    • Beh, mica tutti sono così: con l’anestesista ho dovuto litigare perché mi permettesse di pagarlo, e alla fine mi ha fatto pagare un quinto di quello che avrei dovuto, il fisiatra per sei prestazioni che sto facendo attualmente mi fa un prezzo forfettario che è un terzo in meno di quello che sarebbe il costo totale, l’anestesista che mi trattava precedentemente, non avendo ottenuto risultati mi ha fatto pagare un prezzo puramente simbolico. I medici che conosco io lavorano sui malati, non sulle malattie, impegnando il loro tempo, la loro competenza, la loro disponibilità e tutta la loro carica umana, e dandosi senza risparmio, altro che trarne vantaggio! Quanto alle case farmaceutiche che vogliono guadagnare sulle malattie, lasciamolo dire ai complottisti per favore: le case farmaceutiche fanno ricerca e la ricerca costa; se non guadagnano sui farmaci che vendono non possono fare ricerca, se non fanno ricerca non abbiamo a disposizione i farmaci che ci servono; se non abbiamo a disposizione i farmaci che ci servono o crepiamo o viviamo male.

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        • Oltretutto, se “I medici lavorano sulla malattia, quindi ne traggono vantaggio”, altrettanto bene possiamo dire che gli insegnanti lavorano sull’ignoranza, quindi ne traggono vantaggio, i becchini lavorano sui morti, quindi ne traggono vantaggio, i produttori di impianti idraulici lavorano sullo sporco, quindi ne traggono vantaggio, i produttori di indumenti, coperte, impianti di riscaldamento lavorano sul freddo, quindi ne traggono vantaggio… Cosa facciamo, smettiamo di morire così diamo una bella lezione a quegli infami sfruttatori dei becchini?

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      • Sulle case farmaceutiche c’è un fondo di verità.
        Ma più che “guadagnare sulle malattie” nel senso di provocare(non si sa come) malattie, oppure nascondere fantomatiche cure miracolose per fare un modo che la gente rimanga cronicamente malata e sia dipendente dai farmaci, si tratta di “inventare” malattie, cioè convincere tramite un marketing molto aggressivo e persuasivo a consumare farmaci che non sarebbero strettamente necessari.

        Un esempio che mi viene in mente è il viagra(e simili), ad averne davvero bisogno per gravi problemi di erezione di natura cardiovascolare o per ansie da prestazione difficilmente risolvibili in altro modo saranno forse meno della metà dei consumatori di viagra. Moltissimi giovani (e meno giovani) in perfetta salute lo usano per l’ossessione delle prestazioni da pornoattori, per reggere maratone di sesso umanamente insostenibili, per riuscire a farlo sotto l’effetto di alcol o altre droghe che “ammazzano” l’erezione, e per mille altri motivi più o meno futili.

        Oppure si abusa tanto anche di antidolorifici da banco(tipo paracetamolo) e di alcuni tipi di psicofarmaci. O anche le statine e i farmaci per la pressione alta, che vengono prescritti e assunti con molta disinvoltura, spesso senza dare priorità allo stile di vita, quando magari invece alcuni casi di colesterolo alto e ipertensione potrebbero essere curati con un cambiamento di stile di vita, migliorando l’alimentazione e facendo un po’ di sano movimento!

        Le case farmaceutiche investono molto in campagne pubblicitarie per convincere la gente a vedere nel farmaco l’unica soluzione ai propri problemi, e a indurre i medici a sovra-prescrivere alcuni farmaci, anche con studi clinici un po’ “truccati”(ad esempio tempo fa si è scoperto che i dati degli studi su alcuni anti-depressivi sono stati manipolati in modo tale da far sembrare quei farmaci molto più efficaci di quello che realmente sono). Ovviamente mi riferisco solo a quei problemi di salute “minori”(o a bisogni psicologici indotti, tipo la prestazione sessuale da film porno) in cui il farmaco non è l’unica soluzione possibile, in moltissimi altri casi i farmaci sono davvero indispensabili, e giustamente si vendono anche senza marketing aggressivo!

        Per vendere un farmaco salvavita come l’insulina non c’è bisogno della pubblicità martellante in tv!

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        • Mah, io di pubblicità per farmaci per il colesterolo o la pressione non ne ho mai viste. Quanto al viagra, sinceramente non so se sulle vendite influisca più la pubblicità o la coglioneria degli utenti. Secondo me quelli che prendono il viagra se gli dici che eliminando le scie chimiche gli si drizza all’istante e dura il doppio si mettono a fare campagna a tappeto contro le scie chimiche. Per gli antidolorifici sì, di pubblicità sui giornali ne vedo, ma non molto altro.

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        • Per quanto riguarda i farmaci anti-colesterolo e per la pressione alta, la pubblicità non è diretta ai consumatori(non sono farmaci da banco acquistabili liberamente), ma ai medici che possono prescriverli.
          E fanno anche pressione per influenzare le linee guida, e cercare di abbassare il più possibile i “valori normali” di colesterolo e pressione :

          http://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/lesperto-risponde/qual-e-il-valore-esatto-di-colesterolo

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        • Credo intenda solo dire che un mercato dei farmaci esiste – in effetti in parecchie farmacie si vendono pure prodotti omeopatici e – funzionanti o meno che siano- di bellezza, ed è innegabile che ci siano campagne pubblicitarie stagionali (almeno per il lancio pubblicitario del nuovo prodotto di turno) relative ad integratori, pastiglie per il mal di gola, spray per nasi congestionati e sciroppi o pastiglie per contenere a dissenteria – vere galline dalle uova d’oro per ogni farmacista, per quanto, anche pressione alta e bruciori di stomaco…
          Gli “informatori scientifici” che di mestriere cercano di comvincere il medico di base a prescrivere ai pazienti dove possibile alcuni farmaci piuttosto che altri esistono davvero.

          C’è da dire che almeno contro gli abusi di quest’ultimo fenomeno (che spenna e spennava più il SSN che il singolo paziente) si è mosso lo Stato (e probabilmente anche buona parte dell’Ordine dei Medici) con lae campagne a favore dell’acquisto dei farmaci generici, a riprova dell’assenza di un vero complottone.

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        • Ovvio che anche quello del farmaco è un mercato, e che chi produce vuole vendere, ma mi pare che siamo lontani anni luce dalle teorie della kattivissima multinazionale del farmako che ci fa morire piuttosto che curarci. (e stendiamo un velo pietoso sull’omeopatia; tutte le farmacie, credo, vendono quella roba, ma in quelle che lo riportano nell’insegna non ci entro).
          Quanto a quell’autentica piaga sociale che sono i cosiddetti informatori scientifici, credo che dipenda soprattutto dai medici. Ricordo per esempio una volta a Brunico: avevo un problema che i normali rimedi non mi risolvevano, e allora il medico mi ha dato una confezione di un prodotto di nuova produzione dicendomi: mi è appena stato dato da un informatore, non lo conosco, non ho idea se e come funzioni; lo provi con cautela e poi mi sappia dire, così mi regolo per il futuro. Gli ho detto che funzionava a meraviglia e allora lo ha prescritto anche ad altri pazienti. Altri magari si sarebbero dati subito a prescriverlo a tutti, mentre lui ha avvertito che non lo conosceva e che gli avrei fatto da cavia, e questo solo perché i prodotti noti non avevano funzionato.

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        • “mi pare che siamo lontani anni luce dalle teorie della kattivissima multinazionale del farmako che ci fa morire piuttosto che curarci”

          Ecco, credo che intendesse questo anche lui.

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        • Punto 1: una cosa che ha come titolo “Big Pharma” è paragonabile a una che abbia come titolo “scie chimiche”: non mi si può chiedere di considerarla una cosa seria.
          Punto 2: se arriva qui la moglie di CimPy e lo vede chiamato “il mio gattino”, viene a casa mia e mi cava gli occhi.

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        • “Punto 1: una cosa che ha come titolo “Big Pharma” è paragonabile a una che abbia come titolo “scie chimiche”: non mi si può chiedere di considerarla una cosa seria.”

          Se la fonte fosse un sito di medicina alternativa sarei d’accordo con te, ma in questo caso la fonte è marionegri.it e l’articolo è firmato da Silvio Garattini!

          Non vuol dire che sia verità assoluta e indiscutibile, nessuno è infallibile, però non credo che Silvio Garattini(che a suo tempo ha stroncato decisamente la pseudo-terapia Di Bella, e più recentemente si è battuto in prima persona contro la truffa di Stamina) sia tacciabile di infatuazione per le “terapie alternative”.

          E suppongo che avendo più di 60anni di esperienza nel mondo della ricerca farmaceutica, e come consulente e dirigente di svariate istituzioni sanitarie, ne sappia qualcosa delle “storture” dell’industria farmaceutica e dei conflitti di interesse(a danno della collettività) che possono esistere nei complessi rapporti tra industria farmaceutica, ricerca scientifica, autorità sanitarie, e singoli medici!

          “Punto 2: se arriva qui la moglie di CimPy e lo vede chiamato “il mio gattino”, viene a casa mia e mi cava gli occhi.”

          Una “guerriera” come te ha paura di una gatta in calore? 😉

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        • Punto uno, il dio denaro ne muove così – che giusto quell’altra cosa può fare di più.

          Punto due:
          “Una “guerriera” come te ha paura di una gatta in calore?”

          Dell’ultimo che si è espresso in modo simile – ma più educato – su mrs CimPy, stanno ancora cercando di trovare tutti i pezzi.

          Io ti ho avvisato – e nei guai ci stai tu, mica miss Barbara.

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        • 1. Qualunque sia il sito, qualunque l’autore, la denominazione “Big Pharma” è più che sufficiente a svalutare il tutto. Senza contare che vedo tutta una serie di “succede questo” e “succede quello”: non un dato, non uno straccio di documentazione, non un elemento concreto: niente di niente.
          2. Se la moglie di CimPy passa di qui e vede che l’hai definita gatta in calore, stavolta gli occhi li cava a te. E ne avrebbe tutte le ragioni.
          3. Te l’ho già detto quanto sei insopportabile quando ti metti ad arrampicarti sugli specchi?

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        • Non mi sto arrampicando sugli specchi, ho solo voluto chiarire che non ti ho linkato un sito complottaro. Per me dai troppo peso alle parole, invece di concentrarti sulla sostanza…e da un articolo generalista non puoi pretendere una disamina dettagliatissima, è solo uno spunto di partenza, poi se uno vuole può approfondire per conto proprio(in tal caso consiglierei la lettura del libro GLI INVENTORI DELLE MALATTIE di Jorg Blech. Da leggere con spirito critico visto che ci sono delle esagerazioni, ma molti delle critiche all’industria farmaceutica moderna le ritengo sensate).
          Stop, discorso chiuso sennò non finiamo più(io mi arrampicherò sugli specchi, ma anche tu sei una che non cede di un millimetro!)

          P.S. Se fossi una donna mi sentirei lusingata ad essere definita “gatta in calore”. Hai mai visto il rituale di accoppiamento dei gatti? è qualcosa di spettacolare!

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  5. Beh, ma è un dato di fatto che se non ci fossero malati le case farmaceutiche non guadagnerebbero. Inoltre a me sembra che abbiano solo un interesse puramente economico, quindi sono disposte a brevettare una cura solo se essa è renumerativa. In partenza quindi il criterio non è la verità scientifica, ma l’utile economico.Prendiamo il caso del cancro: le case farmaceutiche guadagnano sulla produzione di chemioterapici e se un giorno si dovesse scoprire che la causa della malattia non è di tipo chimico esse ci perderebbero, quindi hanno interesse a indirizzare la ricerca in base al loro utile, non in base alla verità oggettiva. Prendiamo un altro caso, le malattie genetiche: molti scienziati da tempo dicono che è vicina la cura per una grave malattia genetica piuttosto diffusa, la fibrosi cistica (difetto genetico in cui l’organismo produce secrezioni abnormi e dense), ma la malattia continua ad essere curata con poco più che palliativi, quindi sorge almeno a mio avviso il sospetto che ciò accade perché i farmaci attuali sono più renumerativi di una cura che forse è conosciuta ma non viene divulgata.

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    • ” è un dato di fatto che se non ci fossero malati le case farmaceutiche non guadagnerebbero”

      E’ un dato di fatto che, stante la non esistenza della pietra filosofale da cui ottenere l’elisir di lunga vita (che in realtà sarebbe la cura definitiva contro ogni male, decadimento cellulare compreso), non c’è alcun bisogno di non curare davvero, perché ci saranno sempre nuovi malati e nuove malattie. Pare che sia una caratteristica della vita quella di insistere, e batteri, virus e persino mutazioni genetiche per noi sfavorevoli non fanno eccezione…

      Le case farmaceutiche guadagnerebbero infinitamente di più se trovassero come curare alcuni mali che hanno la tendenza a far scomparire i pazienti in tempi decisamente brevi – quegli stessi pazienti, campando più a lungo, avrebbero altre malattie per cui prendere dei farmaci – si trattasse di raffreddore, febbricola o cagarella – questi sì che sono mali d’oro per tutte le farmacie del mondo: il paziente con quelli spende e può continuare a farlo per decadi, altro che schiattare in 3/5 anni e non pagare più niente…

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    • è un dato di fatto che se non ci fossero malati le case farmaceutiche non guadagnerebbero
      E’ un dato di fatto che se il carretto non avesse le ruote potrebbe essere mia nonna, ma siccome le ruote le ha dovrà rassegnarsi a fare il carretto.
      se un giorno si dovesse scoprire che la causa della malattia non è di tipo chimico
      Senza offesa, parlare dellA causA del cancro, significa non avere la più pallida idea di che cosa sia il cancro.
      molti scienziati da tempo dicono
      Quali scienziati? (nomi e cognomi, pliz) E lo dicono su quali basi? Con quale documentazione? Sperimentato dove e come e su chi? Sai, ci sono anche “scienziati” che curano il cancro col bicarbonato, o con lo sterco di capra, o con un mix di vitamine, e tutte le malattie esistenti con globulini di zucchero spruzzati d’acqua, o con l’imposizione delle mani.
      Per il resto ti rimando alle saggissime osservazioni di CimPy, che quando smette di fare il gattaccio è capace di dimostrare di avere una testa come ce ne sono poche in circolazione. E i complottismi lasciali ai giuliettichiesi, ai peppigrilli e compagnia cantante.

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