I FIGLI E I NIPOTI

La polizza di assicurazione perché non si ripeta più, sta alla fine del video che trovate qui.
Perché chi piange gli ebrei morti e non difende gli ebrei vivi, è complice dei nazisti, qualunque sia l’etichetta che ama cucirsi addosso.

barbara

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  1. Non ti nascondo che l’orgia di celebrazioni dell’Olocausto mi provoca ogni tanto un po’ di rigetto. Non per gli Ebrei, ovviamente, ma perché vedo quanta falsità si ritrova in queste celebrazioni. Quelli più impegnati a fare cerimonie ufficiali, ricordano gli Ebrei morti ma non gliene frega niente degli Ebrei vivi. Sono gli stessi che tifano per i terroristi musulmani e che boicottano Israele. Senza vergogna.

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    • Mio nipote ( 19 anni ) stamattina è andato, con la sua e un’altra classe del suo Liceo, ad assistere a una cerimonia per il Giorno della Memoria: l’ha trovata squallida e formale.. come di chi rispetta un cerimoniale d’obbligo, un rituale di circostanza.
      Le parole ce le ho messe io, sulla traccia delle sue impressioni appena accennate: non è loquace né logorroico come me, ma il poco che dice è significativo.
      So che purtroppo la superficialità al riguardo è ricorrente, ma io insisto.
      IO ricordo, e tanti altri pure. Non demordiamo.

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    • Leggi qui: http://www.progettodreyfus.com/torino-seminario-sionismo/
      Io invece un po’ di anni fa ho scritto questo testo, che incollo integralmente perché è sul cannocchiale che non sempre funziona.

      C’ERA UNA VOLTA LA GIORNATA DELLA MEMORIA

      C’era una volta la memoria. La memoria di un evento indicibile. La memoria di un evento talmente inimmaginabile che persino che riusciva a sfuggire e a darne testimonianza, mentre stava accadendo, non veniva creduto. E per non lasciare che la memoria di ciò che la specie umana era riuscita a perpetrare rischiasse di andare perduta, qualcuno ha pensato di istituire una “Giornata della memoria”. Una volta.
      Poi … poi è accaduto ciò che spesso accade, quando si ha a che fare con questa tematica. Con l’ebraismo, intendo dire. Con gli ebrei, per la precisione. È successo che qualcuno, da subito, si è sentito disturbato dall’idea che ci si occupasse degli ebrei. Che ci se ne occupasse non per farli fuori, non per accusarli di ogni sorta di nefandezze, non per demonizzarli, bensì per ricordare che dopo millenni di persecuzioni diffuse e generalizzate e punteggiate da un discreto numero di stermini di massa e da un immenso numero di stermini “minori”, si era infine arrivati a programmarne lo sterminio totale, e ad avviare con buoni risultati l’esecuzione del programma. Il primo passo fatto per boicottare la neo-istituita giornata della memoria è stato il tentativo di allargare la commemorazione ad altre vittime. Il secondo, e tuttora in corso, è stato molto più infame, più subdolo, più vigliacco, più ipocrita, più osceno: è stato un totale ribaltamento – di quei ribaltamenti a cui gli antisemiti da lunga data ci hanno abituati – dell’intero panorama. Hanno inventato, gli antisemiti, la storia delle “vittime che si sono fatte carnefici”. Hanno inventato “i nuovi nazisti”. Hanno inventato “l’olocausto del popolo palestinese” – un popolo che in sessant’anni di ininterrotto olocausto, sterminio, genocidio, si è quasi decuplicato, ma chi sta a badare a questi dettagli? E hanno scippato la giornata della memoria: vanno lì, ora, alle manifestazioni commemorative, a spremere la loro brava lacrimuccia. Ci vanno nell’illusione che ciò basti a ingannarci. Ci vanno nell’illusione di ricostruirsi, con ciò, una verginità. Ci vanno per sentirsi poi tranquilli con la propria coscienza quando, dopo avere pianto per gli ebrei morti, latrano come cani rabbiosi quando gli ebrei vivi tentano disperatamente di restare vivi resistendo al rinnovato progetto di sterminio, strepitano come vergini violate quando gli ebrei vivi mostrano di voler davvero tenere fede al “mai più come pecore al macello”. Si ha veramente l’impressione che a costoro piaccia talmente tanto commemorare l’olocausto, da prodigare ogni aiuto e ogni sostegno, materiale e morale, a coloro che stanno progettando e tentando di metterli in condizione di poterne presto commemorare due. Per questo mi auguro di poter dire al più presto possibile “C’era una volta la giornata della memoria”, per non dover più fornire, coi nostri morti e col nostro dolore, un alibi ai peggiori sentimenti che l’animo umano possa albergare: anche in questo campo è davvero arrivato il momento di giurare, solennemente, MAI PIÙ.

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  2. Non solo, l’Olocausto viene celebrato anche da quella sinistra che è sempre stata a favore dei palestinesi (e degli arabi in genere) per coprire a mio avviso un tremendo vuoto di valori dopo la caduta del marxismo. La comunità internazionale vuole sgravarsi la coscienza con il giorno della memoria e poi intanto continua di fatto ad equiparare ogni abitazione ebraica in Cisgiordania ad una “colonia”, legittimando il progetto di pulizia etnica palestinese che vorrebbe creare la Palestina judenrein. Si è di fronte quindi ad un caso unico, per la prima volta un progetto di pulizia etnica è visto come un’equa soluzione per la pace in Medio Oriente e la gente ci crede, ripeti tante volte una menzogna ed essa diventa una verità diceva il nazista Joseph Goebbels.

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    • Quella sinista che va alla marcia del 25 aprile con le bandiere palestinesi, ossia degli alleati di Hitler.
      Ti faccio solo un appunto: credo che dovremmo tutti abituarci a smettere di dire Cisgordania, nome inventato dalla Giordania dopo l’occupazione illegale di Giudea e Samaria, e tornare a chiamare queste due regioni col loro nome storico di Giudea e Samaria, appunto, che in ebraico si chiamano יהודה ושומרון, Yehuda VeShomron, e in arabo: اليهودية والسامرة, al-Yahudiyyah was-Sāmarah, vale a dire che chiamandole Cisgiordania o West Bank, oltretutto, non si fa un regalo neanche agli arabi.

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  3. Shoah ! Una delle piu’ grandi merdate ” ..la prima parola venuta.in mente.” che un popolo seguito da altri..e quanti singoli ..che sia stato fatto nei confronti di un popolo..” L’ Ebraico !” fino al
    singolo individuo. Ma tutto questo è stato preceduto da secoli..secoli di ogni tipo di violenze,persecuzioni, un vero accanimento .in tutto..Ma non sono sazi ..ogni giorno un vero
    accanimento, il popolo israeliano è costretto a fronteggiare per mantenersi in vita..la storia da ricordare ma da fronteggiare impedendo che si ripeta e con certe stesse dinamiche pre
    belliche ” 2a guerra mondiale..” sono state messe in atto, e questo anche dai cosiddetti popoli civili..La Shoah…a stillicidio!
    Ricordare! Si ogni giorno anche se con senso di rabbia, quasi impotenza.Ma non dobbiamo
    arrenderci, ci crediamo ed in questo dobbiamo trarre la forza e che le nostre parole non vengano disperse come portate via da una ventata ma siano un piccolo seme .
    Credo di dovere prendere come esempio il comportamento di loro..gli israeliani..lottare senza mai arrendersi credendo nel domani, nel desiderio di crescere e amore per la vita
    E adesso..e piu’ che mai…
    Am Israel chai ve chaiam . Shalom Israel

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