ILAN È NOSTRE MANI

«Ilan è nostre mani e la sua vita è minacciare di morte. vogliamo 450.000 euro per la sua liberazione in vita. La transazione è previsto per il 23.01.06 mattina, aspetto la vostra risposta dal indirizzo mer855@hotmail.fr al indirizzo del mittente entro le 19.30 e voi riceverete il seguito delle istruzioni 22.1.06, prima delle 15. Tutto ciò che sarà considerare come un ostacolare alla nostra volontà ilan sarà considerato responsabile diretto. Se lo desiderare chiamate 17.» (24 giorni La verità sulla morte di Ilan Halimi, p. 31)
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[…] Quando arriviamo al commissariato, Didier ci sta aspettando all’ingresso con i due migliori amici di Ilan, Karim e Jérémie. Non so chi li abbia avvertiti. Non possiamo presentarci tutti e sette, è inutile, si decide quindi che andranno solo Jérémie, Karim e Mony, sotto la guida di Didier. Sono le persone con cui Ilan si confida di più. Con le mie due figlie aspettiamo pazientemente fuori. Un quarto d’ora, mezz’ora, un’ora… La loro deposizione non finisce più.
Rispondono alle usuali domande della polizia, quando avete visto Ilan per l’ultima volta? Sembrava preoccupato negli ultimi tempi? Aveva problemi di soldi? Debiti? Cattive frequentazioni?
Per la strada ci assalgono gli stessi interrogativi. In che razza di storia si è cacciato Ilan? Con chi è uscito ieri sera? Chi vuole fargli del male? Diteci, mio Dio, chi potrebbe fare una cosa simile? Ma no, è uno scherzo di cattivo gusto. Ogni altra ipotesi è senza senso.
Dopo due ore di colloquio, gli amici di Ilan e il mio ex marito tornano fuori. Ci informano che abbiamo bussato alla porta sbagliata. Questo commissariato di quartiere si è dichiarato incompetente ad aiutarci. Dobbiamo andare alla centrale di polizia sul Boulevard Louis Blanc, nel X arrondissement, che ospita il 3° distretto di polizia giudiziaria. Là sono abituati a trattare i casi gravi, là potranno aiutarci. La polizia dunque considera seria la questione. Non credono né a uno scherzo, né a una fuga. Io avrei così tanto voluto crederci ancora un po’…
In Boulevard Louis Blanc raccontiamo di nuovo. La prima chiamata questa sera verso le diciannove sul cellulare di Mony, l’accento africano di un uomo che le chiede di connettersi a un indirizzo di posta elettronica e le dà, per farlo, un codice segreto, il messaggio che lei allora scopre, 450.000 euro di riscatto se vuole trovare Ilan vivo, e la sua foto in allegato, una pistola puntata alla tempia, il naso sanguinante, la bocca e gli occhi bendati. La polizia prende nota ma, a mezzanotte, ammettono anche loro che il nostro caso è al di là delle loro competenze, e ci indirizzano alla Direzione Regionale di Polizia giudiziaria, che si trova al 36 di Quai des Orfèvres. L’indirizzo della polizia criminale ci lascia senza parole. L’abbiamo tutti sentito nei film, e nel nostro inconscio fa rima con omicidio, criminalità organizzata, traffico di droga, terrorismo. Che cosa ci sta succedendo? (ivi, pp. 33-34)

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Sono passati undici anni da quel 13 febbraio in cui il corpo nudo, martoriato da 24 giorni di disumane sevizie, di Ilan Halimi venne trovato lungo un binario nei pressi di Villemoisson-sur-Orge. Ma per quanti ne possano passare, noi non dimentichiamo. Né la vittima, né i carnefici. E non perdoniamo.

barbara

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  1. Non lo dimenticherò mai, come non dimentico di non aver avuto neppure il coraggio di leggere il libro con la storia di Ilan, tradotto da te con due amici.
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  2. Adriana..è così!

    I telefilm americani…quasi sempre tutto quadra..viene scoperto, riescono dove sembra impossibile..Non sarà cosi..ma credo che nella realtà abbiano qualche marcia in piu’.

    Talvolta ci chiediamo…ma mi sembrano così improvvisati..con senso di arretratezza..poi
    talvolta veramente in gamba..” I ”.

    E..lì..in ”F” potevano essere un pò piu’ vispi! Fin da principio..

    Fatto piu’ che orrendo..da vera campagna sotto tutti i sensi..un grande sottotono da parte
    di molti..molti.Quasi nel silenzio.
    Anche il popolino ha la coscienza sporca!

    E..quando vi è la volontà arrivano con le proteste. Ci sono esempi..

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