ANCORA SU REPORT

e sui vaccini anti HPV.

Di Roberto Burioni

Partiamo dalla fine di Report: da quella signora che vi ha detto che i vaccini sono contaminati. Questa affermazione è priva di basi scientifiche. Vediamo perché.
L’agenzia francese per la sicurezza dei medicinali ha condotto uno studio approfondito con l’ausilio di apparecchiature molto sofisticate nel quale sono stati analizzati numerosi vaccini. Parlando di questo studio è importante una precisazione: così come quando pesate una cassetta di frutta dovete sottrarre al peso misurato dalla bilancia quello della cassetta che contiene le mele, così negli esperimenti scientifici bisogna sempre includere una misurazione del “rumore di fondo”, che dovrà essere considerato lo zero. Da quello si parte per misurare, e si chiama “controllo negativo”.
Correttamente, i ricercatori francesi hanno scelto come “controllo negativo” un farmaco iniettabile contro l’ipertensione che non ha nulla da fare con i vaccini (il Tenormin) e della soluzione fisiologica iniettabile, sarebbe a dire una soluzione sterile di acqua e sale senza alcun medicinale all’interno. Ebbene, il risultato è stato chiarissimo. I vaccini non sono per niente contaminati: hanno lo stesso minimo numero di nanoparticelle che è presente nel “controllo negativo”, costituito dal farmaco iniettabile e dalla soluzione fisiologica, per cui nessuna preoccupazione riguardante i vaccini è giustificata.
Non solo: la quantità di queste particelle presente nei vaccini (così come nel Tenormin e nella soluzione fisiologica) è bassissima e in nessun modo nociva, confermando la grande cura che viene riposta nella produzione dei medicinali in generale. Recenti studi hanno dimostrato che anche nel sangue delle persone perfettamente sane sono presenti centinaia di particelle di metalli pesanti per millilitro, senza che questo crei alcun disturbo. Per cui la presenza in TUTTI I MEDICINALI di quantità infinitesimali di queste sostanze è considerata dagli esperti una contaminazione ambientale del tutto innocua, conclusione confermataci dal dato epidemiologico che nessuna malattia è più frequente nei vaccinati o nei trattati con il Tenormin o con soluzione fisiologica rispetto alla popolazione generale.
Dunque le particelle ci sono, ma sono dovunque e sono pochissime, e quando iniettiamo in un paziente un qualsiasi farmaco (vaccino o non vaccino) queste si diluiscono senza alcun pericolo nel sangue tra le tante già presenti all’interno del nostro corpo per il fatto stesso di respirare, mangiare e bere in un pianeta strapieno di esse.
In realtà ci sono anche altri recentissimi lavori che confermano la “pulizia” dei vaccini; ma purtroppo la loro qualità è troppo bassa (mancano per esempio del “controllo negativo” e alcuni dati sembrano degli evidenti errori sperimentali non verificati) e non è purtroppo possibile utilizzarli per confermare quanto scritto sopra. La ricerca fatta male non offre nessuna risposta affidabile, è una regola che vale anche per i lavori “a favore” dei vaccini. [vedi nota finale ] Dunque la conclusione è chiara: i vaccini sono “puliti” esattamente come sono “puliti” tutti gli altri farmaci iniettabili, e le nanoparticelle – nella quantità contenuta dai farmaci iniettabili e dai vaccini – sono innocue e quindi non c’è nulla da temere. I pericoli che vi raccontano sono dunque del tutto immaginari, mentre il rischio di contrarre il papilloma è reale e concreto.
[…] Fidatevi dunque delle persone che hanno una reputazione accertata ed affidabile e non lavorano in un sottoscala, ma in una prestigiosa università e sono stimati nella comunità scientifica: una di queste è il Prof. Pietro Gobbi che devo ringraziare per avermi aiutato a scrivere questo post che tratta di un argomento di microscopia elettronica di cui personalmente non sono esperto.
Il prof. Gobbi oltre ad essere un mio caro amico d’infanzia è anche Professore di Anatomia Umana all’Università di Urbino ed è uno dei più autorevoli microscopisti elettronici del mondo (trovate qui sotto il link al suo curriculum e alle sue pubblicazioni) ed è anche coautore del lavoro citato che ha dimostrato la presenza di un gran numero di nanoparticelle nel sangue di soggetti perfettamente sani. Lui è una di quelle persone di cui vi potete (e vi dovete) fidare.

Questo è il post che ho scritto insieme al Prof. Gobbi. Aggiungo io che in trasmissione avete visto uno dei due autori di quel lavoro di scarsa qualità che è citato nel testo, che trovate ben analizzato nel blog del bravissimo collega Salvo Di Grazia al link che trovate qui sotto.
L’altro autore del lavoro (che non nomino per non dargli visibilità che non merita) e non l’hanno fatto vedere forse perché nel suo sito ne dice da tempo di tutti i colori.
L’ultima – gigantesca – è proprio di ieri, perché questo signore rispondendo ad un lettore ha scritto testualmente
“Lo sa che non esiste alcuna prova scientifica che i vaccini abbiano salvato anche una sola vita umana? Lo sa che i grafici “elaborati” sono quelli raccolti dagli enti di statistica ufficiali britannico, statunitense, australiano, ecc.? “
Secondo voi è il caso di dare autorevolezza ad un lavoro scientifico pubblicato su di una rivista che non è neanche su pubmed e che ha come uno dei due autori una persona che fa simili affermazioni? Secondo me no.
Io ho molto apprezzato la lettera di oggi al Corriere di Sigfrido Ranucci. Capita anche a me: quando faccio lezione se gli studenti capiscono male è colpa mia, riconosco l’errore e rispiego. Lo stesso ha scritto lui e questo lo dipinge come una persona onesta intellettualmente che tiene alla qualità del proprio lavoro e io gli faccio i miei complimenti. Spero che a parlare di vaccini contaminati non chiami persone che scrivono lavori insieme a chi fa affermazioni come quella di cui sopra, ma persone come il Prof. Gobbi.
Domani, con l’aiuto di Pier Luigi Lopalco, mio bravissimo collega, parleremo della questione EMA.
PS: gira un link dove, come al solito, mi si accusa di conflitti di interessi a causa dei miei brevetti. Vorrei fare notare che sono tutti brevetti riguardanti anticorpi monoclonali umani, che potrebbero servire a mettere a punto farmaci ALTERNATIVI ai vaccini.
Se anche avessi brevetti riguardanti vaccini (ma non ne ho, purtroppo) la mia convenienza sarebbe affermare – per promuovere l’uso dei miei brevetti – che i vaccini esistenti sono pericolosi e non funzionano.
Che non mi pare corrisponda a quello che sostengo qui e altrove

Fonti
http://medbunker.blogspot.it/2017/02/i-vaccini-inquinati-unesperta-dice-di-no.html
Leuk Res. 2016 Nov;50:50-56.
https://tinyurl.com/jmju7ac
https://tinyurl.com/zj8kmbl
https://scholar.google.it/citations?user=mcYRIy0AAAAJ&hl=it

Ancora Report, oggi tocca alla questione EMA e farmacovigilanza. In generale, sarebbe bene fare riferimento a fonti autorevoli: per questo cominciamo con le parole di Nature Vaccines sulla questione:
“Noi mettiamo in evidenza come dei colleghi, sotto la bandiera di una autorità rispettata [Cochrane], sollevano preoccupazione riguardo al vaccino contro HPV citando come prove studi di cattiva qualità e di piccole dimensione, ignorando l’estesissima letteratura globale che chiaramente dimostra l’eccellente sicurezza ed efficacia [a proposito di Garattini] di questo vaccino”
Poi devo chiedere aiuto a un amico e collega, Pier Luigi Lopalco. Non è proprio l’ultimo arrivato. Oltre ad essere una persona competente e squisita, è medico, ordinario di Igiene all’Università di Pisa e ha lavorato per dieci anni a Stoccolma nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie a coordinare le strategie vaccinali del continente. Insomma, non proprio un Red Ronnie. Il pezzo originale lo trovate nel suo blog (indicato sotto), dove potete accedere ai link di tutti i documenti citati. Meglio di lui nessuno può spiegarvi come stanno davvero le cose.

—–

Il pezzo di Report di ieri sul vaccino contro l’HPV è da scuola di giornalismo: “come fare disinformazione acchiappando gli ascolti”. Se i giornalisti avessero fatto il loro dovere, cioè quello di raccogliere la notizia, documentarsi e spiegare la faccenda al pubblico, il pezzo sarebbe dovuto essere questo:
1) A partire da alcune segnalazioni, alcuni neurologi in Giappone sollevano il dubbio che il vaccino contro l’HPV possa scatenare alcune sindromi neurovegetative, caratterizzate dalle sigle POTS e CRPS (rispettivamente Postural Orthostatic Tachycardia Syndrome [significa che il cuore va più veloce quando il paziente è in piedi] e Complex Regional Pain Syndrome ). Questa è una notiziona, perchè il governo giapponese sospende la raccomandazione all’offerta attiva della vaccinazione e, immediatamente, la copertura contro il papillomavirus crolla drammaticamente. Peccato che questo accadeva nel 2013, quasi quattro anni fa, e nessuno dei giornalisti di Report si è filato la notizia nemmeno di striscio.
2) Il mondo scientifico osserva con attenzione il fenomeno e, quasi unanimemente, si respinge l’ipotesi di associazione fra queste sindromi e la vaccinazione. Tranne che in Danimarca, dove una neurologa prende a cuore il caso di alcune ragazze che si sono sentite danneggiate dalla vaccinazione e inizia a fare una ricerca attiva di casi simili. Appunto: ricerca casi di ragazze vaccinate che abbiano sviluppato sintomi riconducibili a POTS o CRPR. Non fa uno studio epidemiologico, fa solo una ricerca attiva di casi! A questo segue un documentario e la pubblicazione di un libro (The vaccinated girls) che fa molto scalpore in Danimarca. [anche in questo caso, come in quello dei metalli pesanti: nessun lavoro scientifico, ma un libro e molto YouTube] Ovviamente anche questa notizia passa sotto silenzio.
3) In seguito alle segnalazioni dal Giappone e dalla Danimarca, l’EMA avvia una minuziosa indagine sulla possibile relazione fra vaccino HPV e POTS/CRPS. La relazione, pubblicata nel novembre 2015, conclude che NON VI È ALCUNA EVIDENZA DI RELAZIONE CAUSA EFFETTO FRA VACCINAZIONE E POTS/CRPS. Tale relazione è disponibile da due anni sul sito di EMA.
4) Anche l’OMS avvia una indagine sulla materia, mettendo in campo la Commissione Globale per la Sicurezza Vaccinale (GACVS). ANCHE QUESTA COMMISSIONE DICHIARA CHE NON ESISTE ALCUNA EVIDENZA DI ASSOCIAZIONE CAUSALE TRA VACCINAZIONE E POTS/CPRS. Il documento è consultabile pubblicamente dal dicembre 2015.
5) Nel frattempo un ricercatore danese, coordinatore del centro Cochrane nazionale, prende a cuore la cosa e accusa EMA di aver valutato la questione in modo superficiale. In realtà adduce pochi argomenti tecnici e scientifici, basando la sua critica principalmente ponendo un problema di mancanza di trasparenza e presenza di conflitto di interessi. Ecco il documento risalente ad un anno fa. [Il documento è su carta intestata del Cochrane, ma era una sua iniziativa personale non approvata dal centro Cochrane. Avete capito bene, fa di testa sua a nome di altri, e infatti viene prontamente sconfessato! I babbei ci sono anche tra i medici]
6) Dopo aver raccontato sapientemente la storia su esposta, il bravo giornalista avrebbe dovuto intervistare qualche protagonista della querelle e qualche esperto indipendente che avrebbe dovuto chiarire gli aspetti tecnici della faccenda.
Cosa fa Report? Intervista sì un protagonista: il medico danese che ha usurpato la carta da lettera del Cochrane.
A OMS spazio zero, a EMA quasi zero. Io ho conosciuto il responsabile di EMA che ha coordinato la ricerca e, vi assicuro, avrebbe avuto argomenti molto solidi per spiegare la vicenda.
Invece chi si intervista? Mr Shoenfeld: un ricercatore internazionalmente riconosciuto come l’inventore di una sindrome (la sindrome ASIA) di cui non è mai riuscito a dimostrare neanche l’esistenza. Una tale Dr Gatti, che mi riferiscono sia la proprietaria di un laboratorio privato in cui conduce analisi per ricercare nanoparticelle in diversi substrati. Mai pubblicato risultati convincenti su riviste accreditate.
Ovviamente il servizio giornalistico si è dilungato tanto tanto sulle storie di ragazze che denunciano l’insorgenza di sintomi simili a quelli delle ragazze danesi dopo la vaccinazione HPV. E ancora più spazio alla falsa notizia che i medici si sarebbero rifiutati di fare la segnalazione alla farmacovigilanza. La cosa grave è che la giornalista ha omesso di dire che la segnalazione di evento avverso alla farmacovigilanza può essere fatta da chiunque semplicemente mandando una mail dopo aver compilato un modulino facilmente scaricabile da internet.
E’ lecito chiedersi: dove era la notizia? dove l’approfondimento? L’intero servizio era solo un polverone su una ennesima storia legata alle vaccinazioni. In un momento in cui, se parli di vaccini, l’audience la prendi.
Comunque sia, questo non è giornalismo, bellezza.

Grazie, Pier Luigi.

—-

http://www.adultievaccinati.it/2017/04/18/questo-non-e-giornalismo-bellezza/
https://www.nature.com/articles/s41541-017-0004-x

Aggiungo due commenti lasciati ai post del dottor Burioni: il primo una preziosa precisazione, il secondo un piccolo gioiello.

Alla luce dei fatti, Report è un programma ben fatto solo per chi non sa di cosa si stia parlando. Ogni volta che parlano di qualcosa che conosco mi viene da star male per la superficialità e l’incompetenza. Non hanno le capacità (o la volontà) di soppesare le diverse informazioni e vien fuori un calderone in cui una zanzara pesa quanto un elefante. Del resto, sono programmi fatti per dare alla gente qualcosa di cui lamentarsi, che è il nuovo insopportabile sport nazionale di chi non ha niente di meglio da fare. (Sergio Menegon)
[Credo sia in effetti esperienza abbastanza comune quella di apprezzare certi servizi di “informazione”, fino a quando non vengono toccati argomenti sui quali siamo competenti, e in quella circostanza ci accorgiamo che vengono dette un’infinità di gigantesche sciocchezze]

Scusi Prof! Questo non può smentirlo! Avrà anche lei notato che, con l’aumento delle vaccinazioni, è aumentato il numero dei ponti crollati! I vaccini causano crolli! Innegabile! (Sabina Dalla Vecchia)

Invito infine a leggere questa toccante, oltre che competente, testimonianza, e questa perla, significativa del modo di ragionare di chi pretende di insegnare ai medici il mestiere di medici.

Di mio aggiungo due parole sull’infermiera che fingeva di vaccinare e buttava via le fiale, lasciando scoperti centinaia di bambini; due parole che rivolgo all’avvocato: secondo te ci potrebbe stare una bella incriminazione per tentata strage, ossia roba da ergastolo?

barbara

 

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  1. a parte tutto il resto col quale sono d’accordo, darei una medaglia a Sabina Della Vecchia. io non lo avevo notato che con l’aumento dei vaccini è aumentato il numero dei crolli, ma adesso la concomitanza mi si è palesata.

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  2. In sti giorni hanno dato la notizia della dottoressa che fingeva di vaccinare i bambini. Secondo me è una complottista che usa questo trucco per non dover spiegare nulla. Per fortuna hanno controllato e l’hanno scoperta.
    Spero sia radiata dall’album dei medici.

    E anche se non c’entra tanto, cito il caso di stamina, il cui creatore non era neppure medico, ma era architetto (lo trovi anche su ‘perle complottiste’, sito che fa notare le incongruenze dei complottisti). Costui fu preso ad esempio come l’eroe dell’Italia anti progresso. Peccato che era la persona sbagliata.

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    • Era un’infermiera, ne ho parlato nel post.
      Beh, come stamina abbiamo avuto il metodo Di Bella, il bicarbonato, lo sterco di capra, la dottoressa Mereu che ti cura facendoti infilare in vagina la medaglietta della madonna o parlandoti al telefono… La tragedia è quando qualche giudice ci si mette di mezzo decidendo che la ciarlataneria di turno è una terapia efficace e imponendo d’autorità al servizio sanitario di praticartela.

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      • Io continuo a domandarmi come gente priva di diploma scientifico (tipo Vannoni) possa fare il medico. Per creare medicinali conoscere la tavola periodica a memoria non è sufficiente.

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        • C’è chi non conosce neanche la tavola periodica, se è per quello, e forse neanche le tabelline, eppure riescono ad accreditarsi come meravigliosi guaritori che le kattivissime multinazionali osteggiano per non perdere i loro stratosferici guadagni. Ci sono persone che amano immensamente farsi prendere per il culo, e naturalmente trovano sempre chi le accontenta.

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