LA TOMBA DI RACHELE (13/15)

Poi Labano disse a Giacobbe: «Perché sei mio parente devi servirmi gratuitamente? Dimmi che compenso vuoi». Labano aveva due figlie: la più grande si chiamava Lea la minore Rachele. Lea aveva gli occhi smorti, Rachele era bella di forme e bella d’aspetto. Giacobbe amava Rachele, e disse: «Ti servirò sette anni per Rachele, la tua figlia minore». Labano replicò: «È meglio ch’io la dia a te che a un altr’uomo; rimani con me». Giacobbe servì per Rachele sette anni che gli sembrarono pochi giorni, tanto l’amava. Poi Giacobbe disse a Labano: «Dammi mia moglie, sì che possa convivere con lei». Labano riunì tutta la gente del luogo e fece un pranzo. Alla sera, prese sua figlia Lea, la condusse presso di lui che si unì con lei. Labano diede come ancella a sua figlia Lea la propria serva Zilpà. Al mattino Giacobbe si accorse che era Lea e disse a Labano: «Che mi hai fatto? Io ti ho servito per Rachele; perché dunque mi hai ingannato?». Labano gli replicò: «Non si fa così nel nostro paese, di dar marito alla minore prima che alla maggiore. Finisci la settimana [di festeggiamenti] di questa, e ti daremo anche l’altra, per il servizio che mi presterai per altri sette anni». Giacobbe fece così, completò la settimana di quella e poi Labano gli dette in moglie la figlia Rachele. (Genesi 29, 15-28)

Partirono da Beth-El; quando mancava ancora un breve tratto di strada per arrivare ad Efrath, Rachele partorì ed ebbe un parto difficile. Mentre soffriva nella difficoltà del parto, la levatrice le disse: «Non aver paura, anche questo è un maschio». “Quando stava per esalare l’ultimo respiro, perché morì, chiamò il neonato Ben-Onì [figlio del mio dolore], mentre il padre lo chiamò Binjamin (Beniamino) [figlio della destra, cioè prediletto]. Morta Rachele, fu seppellita sulla via di Efrath che è Beth-Lèchem (Betlemme). Giacobbe eresse un monumento sulla sua sepoltura; è il monumento tombale di Rachele ancora oggi. (Genesi 35, 16-20)

E da allora gli ebrei venerano quel luogo come la tomba di Rachele, moglie prediletta di Giacobbe figlio di Isacco figlio di Abramo, e madre di Giuseppe e di Beniamino. In un disegno del 1585 la tomba appare così,
tomba Rachele 1585
mentre in questa foto del 1912 la vediamo circondata da mura;
tomba Rachele 1912
in seguito l’edificio viene ampliato.
tomba Rachele
Oggi, grazie alle graziose attenzioni dedicate dagli arabi a questo come a ogni altro luogo di culto ebraico, per proteggere il sito dai violenti attacchi lo vediamo ridotto così:
tomba Rachele oggi
inserito in una massiccia costruzione, con la strada chiusa al traffico, e fronteggiato da questo orrendo muro che, visto dal di fuori, appare così, dotato di torrette di osservazione:
muro Rachele
per sopravvivere e per pregare, sembra che non sia stato lasciato agli ebrei altro mezzo che il cemento. Questo è l’interno,
tomba Rachele interno
ma di questo parlerò in altra occasione. Qui, per chi se la cava con l’inglese e desidera conoscere più in dettaglio la storia della tomba e delle manovre arabe per appropriarsene, una buona ricostruzione e molte immagini.

E direi che ci sta bene anche questo.

barbara

  1. La giusta condanna è che la banda dei dieci..o quel che sono numericamente gli stati che si sono
    auto insozzati di una certa etnia che tanto difendono.
    Ed Israele che arrivati oltre degli anni duemila è ancora costretto a difendersi dalle tante
    melmosità ignobili che ancora seminano stati che si definiscono democratici..civili.
    E’ sempre lo stesso ..il solito antisemitismo che emerge da loro.
    L’ OSSESSIONE dell’…umanità è la Palestina! Che offesa …per la grande umanità che viene ignorata e che vive in realtà piu’ che miserevoli.
    E…continuano a mantenere in vita quel crogiolo fatto di terrorismo, sopprusi, corruzione,
    violenza…che è la Palestina e Gaza.
    Rivolgete i vostri sguardi altrove…E finetela..fate ribrezzo con il vostro riscrivere il passato,
    la storia di un popolo …siete ridicoli insieme a chi vi ascolta approvandovi.
    E’ ora che la Giustizia cali su’ quella terra…tanto martoriata…Israele.

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  2. Pingback: MOMENTI (13/18) | ilblogdibarbara

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