ORA IO, SECONDO LA SUA LOGICA

boldrinascema
dovrei chiedere scusa a nome di tutte le donne perché il problema della scemitudine è un problema delle donne? Col piffero, cara boldrina! Col piffero che sono sceme le donne e col piffero che io chiedo scusa! Scusati tu, che della scemitudine sei la quintessenza. Eccheccazzo.
E per fare dispetto alla boldrina senti allora cosa fo: ti sparo una canzone antifemminista, ecco cosa fo.

barbara

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  1. Un po’ come dire che tutte le donne devono pentirsi e scusarsi per gli infanticidi(e aborti, per chi pensa che anche l’aborto sia un crimine), poiché l’infanticidio è innanzitutto un problema delle donne(cioè lo commettono sopratutto le donne, le madri)
    Oppure come dire che tutti i musulmani devono scusarsi per il terrorismo islamico…ma questo la presidentA Boldrini non lo direbbe mai neanche per sogno!

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    • NON tutti tutti, “solo” tutti gli uomini!
      Poi letteralmente non ha nemmeno scritto che noi uomini siamo tutti colpevoli, ma che il femminicidio è INNANZITUTTO un problema nostro, degli uomini in generale…io pensavo che la violenza subita dalle donne fosse prima di tutto un problema delle vittime!

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      • No, da quel punto di vista la formulazione sarebbe corretta: se tu ti rapporti alle donne in modo violento, sei tu che hai un problema e che lo devi risolvere. Quello che non è corretto per niente è che qualcuno si permetta di chiedere scusa a nome di TUTTI gli uomini come se tutti fossero responsabili di violenza.

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        • Si, hai ragione, effettivamente interpretata così la formulazione è corretta.

          Però c’è da dire che chi ha una personalità violenta, problemi a rapportarsi con le donne, e ad affrontare ragionevolmente la fine di un amore, difficilmente se lo auto-riconosce e cerca di risolverlo senza danneggiare gli altri. Quindi bisogna aiutare le donne a riconoscere e fronteggiare il problema, chiedere agli uomini(anche non a tutti ma solo a quelli violenti) di fare mea culpa, non serve a niente!
          Poi, a costo di essere impopolari, c’è da aggiungere che in alcuni casi il problema è anche femminile, cioè c’è una minoranza di donne che si buttano con entusiasmo tra le fauci del “lupo cattivo”….tipo questa: http://www.huffingtonpost.it/2017/11/23/ylenia-al-processo-difende-il-fidanzato-che-la-brucio-voglio-stare-con-lui-e-innocente_a_23286119/

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        • Come dice il tizio che risponde alla boldrina, bisogna condannare, non chiedere scusa. E aggiungo che non ho mai concepito il discorso del chiedere scusa a nome di (così come il vergognarsi di essere italiano/bianco/uomo/donna… ogni volta che un appartenente a una qualche categoria si macchia di qualche atto particolarmente efferato o vergognoso): io mi vergogno di quello che ho fatto io, chiedo scusa per quello che ho fatto io, non per quello che ha fatto mia cugina; al massimo posso chiederti scusa per la pallonata in faccia che ti ha tirato mio figlio di quattro anni, ma sicuramente non per quello che ha fatto una persona adulta e consapevole, meno che mai per una categoria o addirittura per tre miliardi e mezzo di persone, una robusta maggioranza delle quali sono assolutamente innocenti della colpa per cui mi sto scusando.
          Quanto all’altra faccenda, uno dei capitoli più interessanti dell’esame di antropologia criminale è quello dedicato alla vittimologia. Che non è la faccenda della minigonna o della scollatura o cazzate del genere. Si tratta di una vera e propria ricerca del carnefice. Le donne che amano il proprio fidanzato marito compagno amante violento, non è che lo amino nonostante sia violento: lo amano per il fatto che è violento. E se per un qualche miracolo riescono a lasciarlo, o quello muore o finisce in galera, ne trovano un altro altrettanto violento. E non è sfiga: è uno specifico bisogno – chiaramente patologico – di quella persona di essere vittima. E se sanno che c’è un determinato fattore che scatena la furia del compagno, lo mettono sistematicamente in atto. Il che ovviamente non cancella la colpa del violento, ma se io so che, per qualche ragione tua, se ti dico, anche solo scherzando, “figlio di puttana” ti scatta il raptus e mi massacri, e invece di stare attentissima ad evitare di dirtelo colgo ogni occasione per sbattertelo in faccia, è chiaro che ce l’ho proprio messa tutta per indurti a pestarmi. Non è questione di riconoscere e fronteggiare, e non è questione di insegnarlo: è questione di attitudine. Una scolara in un tema mi ha raccontato della separazione dei suoi genitori: capitava che litigassero, come capita più o meno a tutte le coppie, senonché una sera durante il litigio lui ha alzato le mani: la mattina dopo lei è andata dall’avvocato e ha chiesto la separazione. Era una donna di bassa scolarizzazione e anche di intelligenza abbastanza modesta, ma non aveva l’attitudine della vittima. Altre donne con due lauree e grande intelligenza e ampia possibilità di indipendenza economica vanno avanti vent’anni a farsi pestare e alla fine ammazzare.

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        • “Era una donna di bassa scolarizzazione e anche di intelligenza abbastanza modesta, ma non aveva l’attitudine della vittima”
          A mia cugina è successa la stessa cosa e ha le caratteristiche di questa donna che descrivi, con un dettaglio in più: allora aveva 19 anni. Eppure l’ha spedito.

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  2. “E se sanno che c’è un determinato fattore che scatena la furia del compagno, lo mettono sistematicamente in atto. Il che ovviamente non cancella la colpa del violento, ma se io so che, per qualche ragione tua, se ti dico, anche solo scherzando, “figlio di puttana” ti scatta il raptus e mi massacri, e invece di stare attentissima ad evitare di dirtelo ”
    Non sono d’accordo. ho avuto per un anno e mezzo un cretino violento, che non ha mai osato mettermi le mani addosso perché terrorizzato dal poter essere accoltellato nel sonno(a volte basta una controminaccia e lo schifoso perde da solo sonno e salute) e se stavo ben attenta a non dire una cosa che lo irritava, ne trovava un’altra che lo faceva sentire provocato. queste merde non sono mai contente. puoi evitare di dire quel che vuoi, se te vogliono menà ti menano.
    E non sono le donne che li cercano così, sono loro che vanno a caccia, riconoscono le donne che hanno avuto un padre violento e una madre incapace di sottrarsi e ce sono remissive. le une ri-trovano il padre violento, gli altri ri-cercano la madre che le prendeva.
    Ho sempre riconosciuto di avere un problema, il mio problema era lui. Lo è stato finché non l’ho mandato via e mi sono disinteressata alla sua sorte e lui lo ha capito una notte di gennaio, mentre dormiva sotto una panchina per non morire congelato, mentre io stavo sotto il piumone con la stufa accesa. Tornò, lo mandai a stare nella stanza in cui non potevo entrare stette tranquillo tre giorni. Poi ricominciò a fare lo stronzo(perché era davvero ignorante)e la sera capitò la cosa che lo fece scappare
    mi ha dato un po’ di fastidio in messaggeria FB, ma ha capito che non gli conveniva
    Fine

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    • 1. Non ho ASSOLUTAMENTE detto che se eviti la cosa che lo fa scatenare lui non si scatena.
      2. Un anno e mezzo?! Neanche per un secondo e mezzo ho mai tollerato un violento vicino a me! Dover inventare contromisure e controminacce?! Dover impostare la mia vita in funzione del violento?! Ma vogliamo scherzare?! Quanto ai cretini, violenti o no, neanche dieci minuti per un aperitivo in piedi al bar: fino a prova contraria ho una sola vita a disposizione, e non sono certo disposta a sprecarla con un cretino.

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      • il problema con sta gente è che non te la scolli facilmente e i carabinieri erano a casa mia tutte le settimane, a dirmi che dovevo ANDARE in caserma a denunciare.
        Orbene, io lo avrei anche fatto, ma per andare da casa alla caserma c’erano sette scalini da scendere e un paio di Km di strada pietrosa da affrontare(da sola, sulla sedia a rotelle, lasciando lo stronzo a casa mia, coi miei cani e i miei quadri) e non serve a niente farli cacciare sti stronzi. se ne devono andare da soli, o tornano e fanno danni
        infatti quello se n’è andato da solo e non s’è visto più. io non ho sprecato un anno e mezzo, anzi. ho capito come funziona la cosa, ho scoperto che mi piace vivere da sola, ho scoperto che se uno gioca compulsivamente con la playstation a 45 anni non è a posto con la testa,. ma soprattutto mi sono chiesta come mai tolleravo uno che alla fine aveva paura di me perché non mi vedeva mai dormire.
        Lo tolleravo come ora tollero il cane adottato che a 18 anni mi fa sconcezze in casa e non muore. non lo butto perché campa oltre la data di scadenza. a quello facevo fare le pulizie, almeno adesso se è ancora al mondo avrà un mestiere
        Il cane invece seguirà il mio funerale, ma non tra i dolenti, bensì in ultima fila, tra quelli che spettegolano del morto

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        • Ma io non ho mai avuto bisogno di far uscire di casa nessuno perché in casa mia non ci entrano proprio! Non ho mai avuto bisogno di scrollarmi di dosso nessuno perché non gli ho mai permesso di avvicinarsi.

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      • Se ne è andato troppo presto e troppo presto è stato dimenticato: “L’Italiano” sembra scritta domani. Ultimamente tendo un po’ troppo a commuovermi, forse sto invecchiando.

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        • La commozione, più che della vecchiaia, direi che è caratteristica della vita (aspetta il prossimo post e vedrai!)
          Più che presto dimenticato da morto, direi quasi ignorato da vivo. L’unica che ricordano è Una storia disonesta, che gli imbecilli prendono per un inno alla canna libera. Perfettamente d’accordo sul fatto che se n’è andato troppo presto – un bel po’ di anni meno di quelli che ho io adesso.

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        • Esatto. la Storia disonesta è l’esatto opposto di un inno alla canna, è il canto del cigno di una generazione che ha sbagliato tutto e che se ne sta accorgendo. Ho un flglio adolescente (e testa di) e non è facile farglielo capire.

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  3. Liberal says it’s “OK” to Destroy Innocent Men to Accomplish Feminist Goals
    By Warner Todd Huston November 24, 2017

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    An extremist, hate-filled, liberal feminist who peddles her lies to children as a screedist for Teen Vogue magazine has proclaimed that it is OK if the lives of some innocent men are destroyed by false allegations of sexual harassment as long as the eventual end of those accusations results in the dismantling of the “oppressive Patriarchy.”

    Yes, what we have here is yet another far left, “the ends justifies the means” argument. It is the same argument Soviet dictator Joe Stalin made when he murdered tens of millions of his own citizens so that he could create the perfect communist paradise — a project that cost much blood but ultimately failed miserably.

    You know another such saying, I’m sure: “you have to break a few eggs to make an omelette.”

    The proclamation belongs to columnist Emily Lindin who jumped to her Twitter account on November 21 to reveal her “unpopular opinion” that she doesn’t mind false accusations against men, Daily Wire reported.

    [Note, I had to use a screenshot for her tweets because after a firestorm of condemnation swept over her, she set her account to “protected” so the general Twitterverse can no longer see her blather.]

    The upshot, here, is that Lindin believes that all men are rapists and oppressors who need to be destroyed — you know, even if they’ve never actually perpetrated any raping or oppressing.

    Strangely, Lindin also presents herself as a person who believes in “gender equality” and one who stands against “sexual bullying.” Unfortunately for her, her Tuesday tweetstorm pretty much shows she is a liar because every single word of her post reeks of sexual bullying and an assumption of the superiority of women.

    Lindin, who runs a far left outfit she has termed the “UnSlut” project, is like many an arrogant liberal who is incapable of thinking through her loudmouthed proclamations. This tweetstorm was a perfect example of it as, eventually, blacks and other feminists were forced to come out to totally destroy her for her tweets.

    Many feminists and minorities who might otherwise agree with her far left views pointed out that if all men are slammed with false sexual harassment charges, that would naturally mean that many black men would be included in that sector. Needless to say, her liberal pals were not amused.

    Further, they noted that black men have already been the brunt of false charges of sexual harassment (can I introduce Lindin to the case of Emmett Till, here?) and by her new rules it would become an avalanche of accusations against minorities.

    Here is one example of a tweet that slammed Lindin’s ill-thought out idea.

    There were dozens just like this. After she was inundated with tweets like that from people on her own side, she soon announced that she maybe spoke too fast and began trying to qualify her initial tweet.

    Sadly, it was too late. She lived by that old adage, “don’t sit quietly and let people think you are a moron. Speak up and prove them right.”

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    • You know another such saying, I’m sure: “you have to break a few eggs to make an omelette.”
      Questo me lo disse anche un’ateo che però simpatizzava per l’ISIS.

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    • Ottimo articolo.
      PS: quello che ha inventato la metafora delle uova e della frittata andrebbe arrostito a fuoco lento: per fare la frittata rompo cinque uova e poi mangio una frittata di cinque uova, non un solo grammo delle quali va sprecato (la membrana all’interno del guscio facilita la guarigione di graffi e piccoli tagli, il guscio è ricco di calcio); la messa alla gogna di cinque uomini di cui uno forse (forse) colpevole quale nutrimento mi apporta? Quali ferite mi cicatrizza? Quali ossa mi irrobustisce?

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        • Si può anche lasciare un giorno l’uovo intero a macerare nell’aceto bianco e il giorno dopo, quando è molliccio, farlo in camicia usando lo stesso aceto del giorno prima.

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        • @Andrea: l’ho scritto nella risposta a Mirella.
          @Rasko: ma in un giorno sparisce proprio del tutto? E se non sparisce proprio del tutto riesce l’uovo a spampanarsi bene? E non assorbe il sapore dell’aceto che invece nella modalità normale è solo un po’ aggiunto all’acqua nel breve tempo della cottura?

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        • In realtà, l’idea di cucinarlo mi è frullata così spesso in testa che anche se non l’ho realizzata (ancora per poco) l’ho spacciata per una ricetta bella e fatta.
          Comunque, quando per curiosità ho immerso l’uovo nell’aceto mi sono accorto che passate le 24 ore di immersione quasi tutti i sali minerali del guscio si sciolgono e le parti rimanenti si possono togliere con il dito come se fossero una pellicina.
          La mia idea è di cucinare un uovo in camicia normale con acqua e sale ma senza usare l’aceto già presente in superficie (con l’osmosi dentro l’uovo entra solo acqua e l’alcool resta fuori). Alla fine l’uovo dovrebbe restare sodo all’esterno (a differenza dell’uovo in camicia tradizionale) e cremoso all’interno.

          Ps: Per chi non l’avesse mai visto, ecco l’uovo senza guscio.

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      • La messa alla gogna di uomini innocenti può “nutrire” e ravvivare una caŕriera finita(chi se la cagava più Miriana Trevisan?), può “cicatrizzare”(o quantomeno vendicare) una ferita d’amore(vedi la tizia che ha diffamato il fratello di Nanni Moretti…lei probabilmente si aspettava molto più del sesso, mentre per lui è stato solo una botta e via…) e mille altri motivi personali più o meno meschini…

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  4. Quelle come la Boldrini… anzi, la Boldrine, poichè Boldrini finisce con la I quindi è un cognome maschilista, solo le femministe estremiste, o in gergo, feminazi.

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