SPICCATI TALENTI

Questo post lo dedico alla Signorina, perché è a lei che mi è irresistibilmente venuto da pensare quando ho visto questo video. Vede, Signorina, anche se uno non ha “una casa bella, spaziosa, con elettrodomestici che fanno quasi tutto ciò che voglio senza sforzo, l’acqua corrente, il riscaldamento”, anche se uno non compra con un clic tutto quello che vuole perché ha “i soldi per pagarlo, e anche la cultura necessaria per capire come funziona internet” [effettivamente ce ne vuole di cultura per capire come funziona internet, cazzarola se ce ne vuole!], anche se non si ha una famiglia formata da persone aperte, intelligenti e “economicamente benestanti” [la prego, illumini la mia ignoranza di figlia del sottoproletariato con padre con la quinta elementare e madre neanche quella: in quale altro campo, oltre a quello economico, si può essere benestanti?], che amano l’arte e la cultura e comprano libri, anche se non si è frequentato il liceo [pardon: “un buon liceo”, che magari qualcuno non vada a pensare a tutti quegli altri licei meno buoni, mediocri o addirittura pessimi che si trovano in quella megalopoli di ben ventisettemila abitanti in cui ha la ventura di vivere] e l’università, anche senza tutto questo stia tranquilla: se uno ha dei veri talenti, questi riescono comunque a venire fuori.

POST SCRIPTUM: questo post è mio e non deve sprecare le sue preziose energie venendo a minacciare denunce per le sue parole qui riportate, in quanto ho citato la fonte (e pensi che io ho trovato un intero articolo mio inserito, senza cambiare una virgola, non in un banale blog bensì in un libro stravendutissimo di un personaggio molto noto, spacciato per opera propria frutto di una ricerca propria: chissà gli sfracelli che avrei fatto se fossi una scrittrice dai così spiccati talenti, chissà…)

barbara

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LA MEMORIA DEL VENTO

Perché puoi cambiare nome, puoi cambiare patria, puoi cambiare vita, puoi cambiare identità, puoi anche perdere la memoria, ma la memoria non va mai persa: il vento l’ha raccolta, e il vento te la riporterà. Sarà forse delirio onirico scatenato dal tumore che sta devastando il cervello, o sarà forse delirio chimico provocato dai farmaci, o saranno forse i ricordi veri che sempre più insistenti, sempre più nitidi continuano ad arrivarti insieme a una folata di vento, perché prima di uscire di scena per sempre bisognerà pur farli i conti con il proprio passato – e con la propria coscienza. E la consapevolezza sta tornando tutta, e ciò che è stato lo rivivi, intensissimo, passo dopo passo: sei Emmet, ma sei stato Ahmet; sei americano, ma sei stato turco; sei civile, ma sei stato soldato, e hai fatto una lunga marcia – una di quelle lunghe marce – accompagnando una gran massa di persone – di quelle persone – verso il deserto, verso il nulla, verso la morte.
E lei, la ragazza con gli occhi diversi, che avresti voluto prendere e montare – come tutti i soldati facevano con le prigioniere giovani e belle che non avevano la possibilità di sottrarsi, e forse neppure la volontà se in cambio potevano ottenere un tozzo di pane ad alleviare la fame devastante – e non osavi farlo; quella che hai salvato ma non sai se si sia salvata, e un’urgenza nuova ti incalza: trovarla per chiederle perdono, perché sai che glielo devi, e non puoi chiudere la tua vita senza averlo fatto.
L’ultimo atto sì, per la sua assoluta improbabilità, si può immaginare che sia davvero delirio onirico e tuttavia, a modo suo, ugualmente catartico.
È un libro bellissimo, ma proprio veramente, assolutamente bellissimo. (E anche qui nella traduzione è stato cambiato il titolo, però stavolta ci sta bene)

Mark T. Mustian, La memoria del vento, PIEMME
la memoria del vento

Chi ha un po’ di tempo può vedere qui un bellissimo incontro fra l’autore del libro e la mia amatissima maestra Antonia Arslan.

barbara