IL NOSTRO SANTO FRATELLO TARIQ RAMADAN

Moralista e moralizzatore, strenuo propagatore della morigeratezza voluta dalla sharia.

«Ha stuprato due donne» Ramadan agli arresti

Studioso dell’Islam e punto di riferimento per tanti giovani musulmani europei, nipote del fondatore dei Fratelli musulmani e professore a Ginevra, Doha e Oxford, intellettuale aperto in tv e intransigente nelle moschee, Tariq Ramadan vive il momento più difficile da quando è stato raggiunto da un’imprevista conseguenza collaterale dello scandalo Weinstein. Ramadan, 55 anni, ieri ha risposto alla convocazione della polizia giudiziaria di Parigi ed è stato messo agli arresti per 48 ore. Deve rispondere delle accuse di violenza sessuale portate da due donne che lo hanno denunciato nell’ottobre scorso, quando i racconti degli abusi commessi dal produttore americano provocarono un’ondata di testimonianze sulle violenze subite dalle donne di tutto il mondo.
In Francia, la liberazione della parola nel movimento #MeToo ha convinto due donne a presentare denuncia contro Tariq Ramadan per violenza sessuale; altre lo hanno accusato di molestie parlando con la saggista Caroline Forest che lo combatte da anni e che ha presentato un dossier agli inquirenti. In Svizzera, quattro donne che erano studentesse di Ramadan hanno raccontato alla Tribune de Genève di essere state molestate, o di avere avuto relazioni sessuali con lui quando ancora erano minorenni. Al termine delle 48 ore in custodia cautelare Ramadan potrà essere rilasciato, oppure posto sotto lo statuto intermedio di «testimone assistito», o ancora essere presentato davanti a un giudice che in caso di indizi gravi e concordanti potrebbe rinviarlo a giudizio.
Al di là delle conseguenze penali, la sua immagine di teologo sposato, padre di quattro figli e predicatore di un Islam pio e conservatore, è già in frantumi. «Velata o violata: per lui una donna non può avere altre alternative», dice Henda Ayari, la prima donna ad avere presentato denuncia. Sposata a un salafita che la maltrattava e la imponeva il velo, nel 2016 la francese di origine maghrebina Ayari ha scritto il libro Ho deciso di essere libera nel quale racconta il percorso di affrancamento dall’Islam più oscurantista, e parla anche di una violenza sessuale subita quattro anni prima a opera di «un uomo molto potente». Sull’onda del caso Weinstein, il 20 ottobre 2017 Ayari ha rivelato l’identità di Ramadan su Facebook e ha presentato denuncia in procura.
Ramadan viene descritto come un sadico perverso, che ha invitato Ayari a salire in camera sua «per tutelare la reputazione di entrambi» a margine di un convegno a Parigi, e dopo i primi approcci consensuali si sarebbe trasformato in un mostro che ha provato a strangolarla, l’ha insultata, picchiata e violentata, minacciando poi il giorno dopo di fare del male a lei e ai suoi figli se avesse parlato. Una settimana dopo la denuncia di Henda Ayari un’altra donna è andata alla polizia per testimoniare di una violenza sessuale subita da Ramadan. Le modalità sono simili e scabrose: l’uomo l’avrebbe fatta salire in camera poi avrebbe colpito le stampelle che lei portava per problemi alle gambe, facendola cadere. Schiaffi, pugni in tutto il corpo e in particolare nel ventre, stupro. La donna sarebbe stata poi trascinata per i capelli fino alla stanza da bagno. Nelle settimane successive, minacce di morte.
L’università di Oxford, a lungo molto timida nel reagire allo scandalo, ha interrotto ieri ogni rapporto con Ramadan, che è ormai persona non gradita anche in Qatar, suo principale sponsor e Paese finanziatore della cattedra che Ramadan aveva in Gran Bretagna. Lui si proclama innocente, molti suoi sostenitori privi di argomenti si rifugiano nella denuncia del solito generico «complotto sionista». (qui)

E, come scrive Il Foglio:

Ma il fratello Tariq è fortunato. Dovrà vedersela con la giustizia laica, terrena e illuminista della Francia, e non con la sharia, la giustizia islamica ultraterrena e oscurantista con cui da anni Ramadan flirta. Se fosse giudicato colpevole, infatti, sotto un regime di sharia, Tariq Ramadan andrebbe incontro alla lapidazione. E’ quello che avviene, ad esempio, nella Somalia delle corti della sharia, che lapidano anche gli uomini accusati di crimini sessuali. E’ quello che l’Isis ha fatto per tre anni in Siria. Ramadan godrà invece dei trattamenti del garantismo occidentale su cui tanti islamisti, come il fratello Tariq, sputano ogni giorno.

Affinità con le caste vergini violate di Hollywood? Nessuna, direi. Per i seguenti motivi:

  1. Le vittime di Ramadan sono state minacciate di morte insieme ai loro figli; nessuna delle vergini di Hollywood, neppure nelle più sfrenate fantasie, ha mai denunciato qualcosa del genere.
  2. Alcune delle vittime di Ramadan erano minorenni; non ho visto notizie relative a denunce da parte di vittime minorenni di Weinstein.
  3. Le vittime di Ramadan erano sue studentesse e donne colte in momenti di particolare fragilità; le “vittime” di Weinstein erano donne adulte, che da anni gestivano la propria vita con la massima libertà nel mondo del cinema.
  4. Le vittime di Ramadan hanno subito sevizie; nessuna delle gallinelle hollywoodiane ha affermato di averne subite.
  5. Le vittime di Ramadan lo hanno raccontato alla polizia, presentando formale denuncia, non ai mass media.
  6. Weinstein non fa di mestiere il predicatore di vita casta e santa.

Poi, volendo…
Questa è una faccia da porco?
weinstein
Diciamo pure di sì. E questa che faccia è?
tariq-ramadan
(però avete sentito quanti strilli le femministe contro questo qui? Eh, che roba!)

barbara

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  1. Non è stupro. E’ tradizione, come l’infibulazione, o sodomizzare le spose bambine dai 9 ai 12 anni per preservarne la verginità senza rinunciare ai diritti coniugali.
    Quanto lo vorrei per mezza giornata…

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  2. Sia le accusatrici…l’ accusato possono constatare sù piatti diversi…la differenza nel vivere
    in un paese democratico…rispetto a quelli ultra maschilisti ..impregnati nel loro credo religioso..l’ islamico.

    Certe femministe…sporcano il vero senso di quella parola. Donne che hanno lottato verso
    sistemi …retti dal solo maschio..E che lotte, fatti che rientrano nella storia e nel progredire
    nella democrazia.

    ….Le attrice e il produttore, niente da aggiungere al pensiero di Barbara.

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  3. “Ma il fratello Tariq è fortunato. Dovrà vedersela con la giustizia laica, terrena e illuminista della Francia, e non con la sharia, la giustizia islamica ultraterrena e oscurantista con cui da anni Ramadan flirta. Se fosse giudicato colpevole, infatti, sotto un regime di sharia, Tariq Ramadan andrebbe incontro alla lapidazione”

    Dimenticavo che non sempre il cariotipo XY ti protegge dalla shariah. Dubito che costui, ora che si è tirato addosso anche le antipatie della sua confraternita, se ne vada in Islamia (a meno che non ci sia qualche sceicco compiacente che decide di proteggerlo).

    Per me, da buon ipocrita che si rispetti, lavorerà per l’implementazione della shariah in Europa e quando i lavori saranno molto avvanzati, se ne scapperà in qualche paese laico (Cina, Corea Sud, Giappone…), dove rimarrà col culo al caldo.

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  4. Per me il discriminante è il (5) hanno denunciato quindi ci saranno vere indagini ed una vera sentenza con un vero processo. Non pseudoprocessi a mezzo stampa basati sul “si dice che…”.
    Per il resto noto che, come al solito, la sharia è bellissima fino a quando la si applica agli altri. Quando nel mirino finisce il proprio di culo chissà perché si diventa sostenitori dell’ateo e corrotto occidente plutogiudaicomassonico.

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    • Hahaha! Lui comunque mi ricorda molto più il lupo che il porco. Che in fin dei conti è un animale che mette allegria: guarda anche la faccia di Weinstein, che potrà anche farti schifo, sia esteticamente che eticamente, però è allegro, nelle foto lo vedi sempre sorridente o ridente, e almeno in alcune, se non in tutte, sembrano proprio sorrisi sentiti, non impostati per circostanza, uno che le donne se le scopa, se le gusta, se le pappa, trae godimento dal sesso, non dalle sevizie. L’altro è proprio un lupo in agguato, in attesa della preda debole, per piombarle addosso a tradimento e sbranarla viva.

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      • Ho parlato con il dottor Lombroso ( vive anche lui dalle mie parti) e dice di concordare con le Sue opinioni su Weinstein, ma non su quelle su ramadan, che invece vede più vicino ad un caprone, per ottusa e brutale lussuria e propensione a caricare a cornate chi gli si oppone, gonfio della sua “autorità” di primo del gregge.
        I lupi invece, fuori dalle fiabe, sono prudenti, socialmente ben organizzati e in ” famiglia” solidamente monogami.
        [tu guarda se proprio a me tocca difendere dei cani!]

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        • In effetti non mi riferivo al lupo reale – che tra l’altro è un animale bellissimo – bensì al lupo come immagine dell’ (uso per una volta un’espressione che non amo) inconscio collettivo, quello che fa la posta alla bambina che attraversa il bosco, che si mangia la povera vecchietta, che si traveste per ingannare… Quello, con Ramadan, direi che ci sta tutto. Potrebbe essere, il signor Ramadan, figlio del lupo di Cappuccetto Rosso e della figlia di un caprone dal suddetto lupo violentata.

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