IL PROBLEMA NON SONO GLI IMMIGRATI

Che io ancora non ho mica capito perché ad un certo momento hanno preso a chiamarli migranti: scrivente è quello che sta scrivendo in questo momento, urlante è quello che sta urlando in questo momento, il mese corrente è quello che sta correndo adesso e fra venti giorni non correrà più, il dormiente sta dormendo adesso, poi fra un po’ si sveglia e non dorme più; quelli invece col piffero che sono in fase di migrazione: loro sono IMmigraTI e da qui non li schioda neanche un uragano. Forse hanno deciso di chiamarli così per tenerci buoni con l’illusione che prima o poi se ne andranno. Ma veniamo al fatto che non sono loro il problema, che deve essere sicuramente vero dal momento che lo dicono tutte le persone giuste, quelle buone, quelle aperte e progressiste, quelle che stanno dalla parte giusta della politica. E parto da questo video, girato a Parigi

e se Parigi piange, sicuramente Caserta non ride

Impressioni? Casi isolati? Non si direbbe, a giudicare da questa tabella, di fonte assolutamente insospettabile, ossia il Ministero dell’Interno, che di tutto potrà essere accusato tranne che di essere allarmista.
reati immigrati
E per commentare questi numeri vi invito a leggere il solito Grande Saggio Giovanni.

IMPRESSIONI E NUMERI TORTURATI 

Se ne incontrano tanti. Sono quelli che non giudicano in base a vaghe impressioni, che non si lasciano ingannare dalle apparenze. Loro si rapportano “scientificamente” al reale, sulla base di inoppugnabili dati statistici.
Ho avuto una discussione con uno di questi signori. Val la pena di parlare degli “argomenti” che ha tirato fuori dal cilindro; non perché abbiano una qualche dignità intellettuale, semplicemente perché sono un campione abbastanza rappresentativo dei sofismi da quattro soldi che in tanti usano per cercare di convincere la gente normale che non esiste alcuna relazione fra incremento della criminalità ed immigrazione fuori controllo.

Numeri torturati.

Il signore in oggetto ha iniziato presentando un grafico che relaziona il numero degli omicidi volontari con quello dei migranti. I migranti crescono e gli omicidi decrescono. L’immigrazione irregolare non c’entra nulla con la criminalità è stata la conclusione di questo sapientone.
Non approfondisco le ricerche sul grafico, non mi chiedo in base a quali criteri gli omicidi vengano o meno definiti “volontari”. Non serve perché in realtà il grafico non dimostra assolutamente NULLA. Prendiamo due serie di fenomeni, la serie X e quella Y. X aumenta ed Y diminuisce. La domanda da farsi è: Y diminuisce GRAZIE o MALGRADO l’aumento di X? Il numero degli omicidi volontari è diminuito grazie o malgrado l’aumento della immigrazione clandestina? In Italia le persone nate all’estero sono circa l’8% della popolazione globale, ma costituiscono quasi un terzo della popolazione carceraria. Si noti che nell’otto per cento di cui stiamo parlando sono compresi anche gli stranieri regolari. Se si restringesse il campo ai soli irregolari la sproporzione fra il loro numero e quello della popolazione carceraria sarebbe ancora più clamorosa. In particolare nel 2016 c’erano in Italia 2028 stranieri e 6781 italiani in carcere per omicidio volontario (quello del grafico) Insomma, l’8% circa della popolazione commette quasi un terzo degli omicidi! Con tutta evidenza la diminuzione nel numero degli omicidi è avvenuta malgrado, non grazie all’incremento della immigrazione irregolare. Se questa dovesse diminuire avremmo un calo più che proporzionale degli omicidi. Considerazioni simili, basate su cifre simili, possono farsi per i furti, le rapine, gli scippi e gli stupri.
Non contento di questo exploit il signore in oggetto ha tirato fuori un altro numero. Il tasso di criminalità per 100.000 stranieri è inferiore a quello per 100.000 italiani. Su ogni centomila italiani ci sono più delitti che su ogni centomila stranieri. Un dato davvero impressionante!
Che però non vale nulla. In questo caso bisogna infatti porsi due domande:

Prima domanda. Da quale campione sono estratti i famosi centomila? Se volessimo analizzare quanti delitti si commettono in Italia ogni centomila abitanti ed escludessimo dal campione gli abitanti delle regioni col più alto tasso di criminalità avremmo un risultato significativo? Se i centomila su cui conteggiare i delitti abitassero tutti nel centro di Milano il dato avrebbe un minimo di credibilità? NO, ovviamente. Parlare di “stranieri” è fuorviante perché esclude dal calcolo i clandestini che, appunto perché tali, sono difficilmente censibili, o non lo sono affatto. Se si paragonano con gli italiani gli stranieri regolari non stupisce che non ci siano variazioni importanti nei tassi di criminalità. Infatti il problema sono i clandestini. Elementare Watson!

Seconda domanda. A quali delitti si riferisce la cifra? Questo è il punto fondamentale. E’ infatti fin troppo evidente che ci sono crimini che la maggioranza degli stranieri e la totalità degli irregolari non possono commettere. Penso ai reati finanziari, alla corruzione, alla concussione o a tutta quella vastissima area di reati che presuppongono la buona conoscenza della lingua italiana (i vari tipi di truffa) o un buon inserimento in certi tessuti sociali (i reati di mafia).  Confrontare i delitti per centomila stranieri con quelli per centomila italiani ha poco senso se non si depura il numero dei delitti da quelli che sono preclusi o quasi a molti stranieri ed alla totalità degli irregolari.

Sempre per puntellare le sue tesi questo signore ha poi sottolineato che le denunce nei confronti di crimini commessi da stranieri sono diminuite (ci credo, per quello che servono) o che gli stranieri irregolari ricorrono meno alle misure alternative al carcere, dimenticando che queste misure, a mio avviso molto criticabili, riguardano persone considerate “recuperabili”. Evidentemente molti irregolari non sono giudicati tali. Infine ha esposto un “argomento” davvero persuasivo: per i reati che prevedono pene più brevi gli stranieri detenuti sono in numero maggiore degli Italiani. La percentuale di stranieri detenuti cala invece per i reati che prevedono pene più lunghe. Questo dimostrerebbe che il peso degli stranieri sul tasso di criminalità è scarsamente rilevante.
Dunque, per i reati che prevedono pene fino a 5 anni gli stranieri incarcerati sono in numero maggiore rispetto agli italiani, per gli altri sono invece in testa gli italiani. Ad esempio per i reati punibili da 10 a 20 anni di reclusione il 10,3% dei detenuti sono stranieri mentre il 17,2% sono italiani. Dati molto interessanti che vanno letti però partendo dalla premessa che la popolazione straniera è pari all’otto per cento della popolazione globale! Gli stranieri che scontano pene dai 10 ai 20 anni sono oltre la metà degli italiani pur essendo l’otto per cento della popolazione globale e questo avallerebbe la tesi che non esiste rapporto fra immigrazione e criminalità! E’ proprio vero che se torturi i numeri questi ti dicono quello che vuoi!
Ma quello che vorrei sottolineare è un altro aspetto della questione. Per i reati puniti con lunghe pene detentive la percentuale della popolazione carceraria italiana rispetto a quella straniera è gonfiata dal fatto che ad oggi sono in carcere italiani che hanno iniziato a scontare la loro pena dieci, venti o più anni fa, quando ancora non c’era il boom della immigrazione clandestina. Oggi gli stranieri sono l’otto per cento della popolazione totale; dieci, venti o trenta anni fa erano molto meno, quindi non potevano andare ad ingrossare di molto le fila dei condannati a 20, 30 anni o all’ergastolo. La cosa davvero clamorosa è che, malgrado questo evidente fattore attenuante, il peso degli stranieri in carcere sia pari a circa un terzo del totale dei carcerati

Percezioni e sensazioni.

Non è il caso di continuare. Ho dedicato spazio agli argomenti di questa persona solo perché, lo ripeto, sono un campione dell’armamentario propagandistico con cui i media ci martellano tutti i giorni.
Parlando di cose serie, è vero o non è vero che non bisogna affidarsi alle sensazioni? Che le impressioni sbagliano? Che la statistica deve sostituire l’esperienza?
Che impressioni e sensazioni possano sbagliare, che occorra un approccio più attento al reale è di certo vero. Ma è menzognero affermare che le impressioni siano sempre o quasi ingannevoli! La scienza spiega il reale a livelli profondi, ma non elimina la realtà. La teoria della gravitazione spiega perché la mela cade, non arriva alla conclusione che la mela è irreale! La fisica dei quanti cerca di scoprire cosa c’è sotto e dietro al mondo macroscopico, ma non dice che il mondo in cui esistono i tavoli ed i gatti sia un teatro di menzogne.
Soprattutto, nel campo del sociale, questa contrapposizione fra approccio “scientifico” e impressioni empiriche è completamente errata. Se esiste ed è estremamente diffusa la percezione empirica di un certo fenomeno questo fenomeno esiste. Le statistiche potranno quantificarlo, aiutarci a meglio comprenderlo, ma, se oneste, non potranno eliminarlo. Oggi esiste la diffusissima percezione di un incremento della insicurezza. Su cosa si basa questa percezione? Forse sulla propaganda dei “seminatori di odio”? Non diciamo idiozie! La propaganda va oggi, tutta, in direzione opposta. Dal papa al capo dello stato, dal presidente della repubblica ai presidenti di camera e senato, passando per il presidente dell’INPS, dai TG alla quasi totalità della carta stampata è tutto un coro di rassicurazioni. Non esiste alcun rapporto fra immigrazione irregolare, terrorismo e criminalità; i migranti sono preziose risorse che ci pagano le pensioni eccetera.
Però la gente non ci crede. Chi deve attraversare certe zone delle periferie, o viaggiare in treno o in metro non è tranquillo, e di certo non perché plagiato da Salvini.
La percezione che le cose non vanno si basa non sulla propaganda, ma sulla esperienza diretta di milioni di esseri umani. Persone normali che spesso neppure guardano in TV le trasmissioni politiche, ma che hanno paura e notano il fatto “strano” che da un po’ di tempo a questa parte le chiese sono presidiate e le piazze circondate da barriere di cemento.
Una cosa che gli pseudo intellettuali amanti delle statistiche non vedono è che è proprio questa percezione veritiera del reale ad influenzare le statistiche e a spiegare certi dati apparentemente rassicuranti.
La gente vede che la situazione peggiora e si comporta di conseguenza. Esce meno di casa, munisce gli appartamenti di nuove serrature, porte blindate o allarmi elettronici. Le ragazze non girano da sole dopo una certa ora, si prende meno il treno o il metrò, i bambini escono solo accompagnati e tutto questo provoca una moderata contrazione dei reati. Succede per la criminalità qualcosa di simile a quello che succede per il terrosismo. Si ha la percezione del pericolo terrorista, si prendono contromisure e questo attenua la portata del fenomeno. Per il progressista con le statistiche alla mano tutto questo però dimostrerebbe che “la percezione è sbagliata”. Patetico.
Le persone normali non sbagliano quando percepiscono il deteriorarsi della sicurezza. Per convincersi delle loro ragioni non occorrono statistiche, basta vivere. VIVERE la vita reale, qualcosa che i pseudo intellettuali “progressisti” disprezzano profondamente.
Preferiscono i numeri (torturati) e le statistiche (taroccate). (qui)

E qualche ulteriore utile considerazione qui.

Soluzioni? Qualcuno un’idea ce l’ha, come Filippo Facci, politicamente scorrettissimo, come sempre, come è inevitabile essere quando si vogliono usare cervello, logica e buon senso contro la dilagante e paralizzante melma del buonismo a manetta.

E poi vi invito a vedere anche Giorgia Meloni nel 2015, a confronto con un’educatissima nonché rispettosissima (come sono sempre i buoni di professione) controparte.

E chiudo con un’esternazione di Kawtar Barghout, marocchina residente in Italia.

Mettiamo pure che Salvini sia la causa del male, ma io ho delle domande:
Chi è il mandante del magrebino spacciatore che un pò di anni fa è entrato nel mio condominio per rubare i nostri beni ?
L’hanno rimandato a casa dopo innumerevoli processi, intanto girava ubriaco per le Piazze.
Chi è il mandante dei clandestini che alle 21 hanno terrorizzato mia madre alla fermata dell’autobus ?
Chi sono i mandanti di quelli che mi obbligano a girare impaurita in stazione pure di giorno ?
Vorrei una risposta, grazie e pure in fretta.
Il 4 Marzo non è lontano e il vittimismo non paga.

E adesso, da bravi, ripetete tutti con me

Il problema non sono gli immigrati
IL PROBLEMA NON SONO GLI IMMIGRATI
IL PROBLEMA NON SONO GLI IMMIGRATI

Ancora altre dieci volte, e poi ricominciate da capo, fino al completamento del lavaggio del cervello.

barbara

  1. Le statistiche, spesso e volentieri, sono fatte per mentire(c’è anche un famoso saggio che si intitola MENTIRE CON LE STATISTICHE, e svela alcune delle tecniche più usate da propagandisti politici, scienziati disonesti ed esperti di marketing per ingannarci con le statistiche), specialmente se date in pasto a chi non sa leggerle e interpretarle!

    Quanto a percezioni e sensazioni, probabilmente sono vere anche quelle di chi il problema non lo vede affatto, per questo è tanto difficile il confronto tra punti di vista diametralmente opposti.
    Alcune persone non vedono sia per una questione di paraocchi ideologici, sia perché gli immigrati delinquenti(o anche quelli non delinquenti, ma che comunque concentrati in numero eccessivo in certe zone creano ugualmente molti disagi) ovviamente non sono distribuiti uniformemente in tutto il territorio italiano, in tutte le città, in tutti i quartieri.

    Ci sono comuni e quartieri in cui gli immigrati sono pochi, e vi si concentra un’immigrazione fatta in stragrande maggioranza di onesti lavoratori che vogliono integrarsi e vivere in santa pace, e ci sono quartieri letteralmente infestati dalla feccia degli stranieri!
    Roberto Saviano, che pontifica da New York o dai quartieri “bene” di Napoli e altre città italiane(non credo che Saviano quando sta in Italia alloggi nei quartieri più popolari, multietnici e disagiati), sempre protetto dalla scorta, non può toccare con mano cosa significa convivere con spacciatori, prostitute e papponi come vicini di casa(quello fortunatamente neanche io, ma camminando senza scorta mi è capitato di passare in alcune zone ad alta concentrazione di brutti ceffi, e un leggero senso di insicurezza l’ho provato)

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    • Questa statistica è del ministero dell’interno, ossia quello che tende sistematicamente a minimizzare, per cui mi pare un po’ difficile pensare che qui abbia massimizzato. E oltre alla tabella statistica ho messo anche altre cose, appunto perché le statistiche potrebbero non dire tutto. E’ un fatto che quelli che strepitano per ‘accoglienza incondizionata abitano regolarmente nei “quartieri alti” e il degrado non lo devono subire, i pericoli non li devono subire, le difficoltà non le devono subire. I soliti froci col culo degli altri, insomma.

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  2. Sono ragionevolmente convinto che il boia sia contrario all’abolizione della pena di morte, così come il tabaccaio al divieto di fumare. Ogni discussione seria sull’immigrazione è viziata dal giro d’affari da oltre 5 miliardi di euro.
    Convincere qualcuno che, così come si sta sviluppando, è un problema e non la si avversa per razzismo è inutile, perché di fronte si ha uno che ci mangia o un utile idiota.

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    • Non è inutile aggiungere che chi ci mangia è un potente. La torta è spartita fra cooperative rosse, cooperative bianche, la Caritas direttamente, e, ovviamente, mafia camorra ndrangheta. le suddette entità, che già da sole piacciono poco alle persone per bene, sono spesso consorziate: tanto per fare un esempio, il famigerato CARA di Mineo è appaltato a CL. Qualcuno pensa che CL sia sbarcata in mezzo al deserto portandosi dietro anche l’acqua minerale, o non piuttosto che sia un pesce che nuota felice in una palude che già esisteva proprio lì?

      Leggo poi, in altro blog, che i 35 euro al dì sarebbero “una bufala“, “mitici“, e così via zebedeando. La base d’asta per gli appalti dell’accoglienza è fissata a 35 euro IVA esclusa, ed è in innumerevoli bandi di tutte le Prefetture. Andate su Google a leggere i bandi. Basta scrivere “bando accoglienza 35 euro”. Ma c’è gente che dice che non è vero, che chi ci crede è uno stordito, e fa anche i conti col pallottoliere per dimostrarlo: https://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2018/02/06/non-siamo-terzo-mondo-siamo-un-po-piu-giu/

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      • Mi scuso, manca la conclusione. Il PD si è messo fra due fuochi: i suoi lobbisti che non vogliono diminuire i profitti, e gli elettori che non sono contenti. Non sorprende che si dia da fare a distribuire mance elettorali sotto forma di rinnovi contrattuali.

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      • sui 35 euro molti, come spesso capita quando si parla di immigrazione, giocano con i numeri.
        E’ vero che il costo base (quanto spende lo stato) di un migrante è di 35€ al giorno.
        E’ falso che ogni migrante riceve 35€ al giorno.

        altro equivoco su cui molti giocano è la confusione fra irregolare e rifugiato.

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        • Resta tuttavia vero che sono soldi dello stato, ossia soldi che escono dalle nostre tasche. Più “migranti”, che migraNTI non sono affatto dal momento che di migrare hanno finito da un bel po’, arrivano, più soldi vengono estorti dalle nostre tasche e sottratti a sicurezza istruzione sanità ecc. ecc.

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  3. Bellissimo articolo. Io sono sociologa e la mia tesi fu su base quantitativa. Partecipai anche ad un gruppo di studio i cui risultati statistici furono inseriti in un libro della prof. Tutto questo per dirti che alla fine conta l’immaginazione sociologica.

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    • Esatto, il problema base è quantitativo, come dimostra ogni esperimento in questo campo: inserisci in un gruppo un elemento estraneo e lo guardano con curiosità, ne inserisci due e li guardano con perplessità, aggiungi il terzo e subentra la diffidenza, al quarto la sensazione d pericolo, al quindo l’ostilità aperta, al sesto la guerra. Poi aggiungi i comportamenti specifici di un certo numero di questi soggetti, la pretesa di stabilire loro le nostre regole (ho postato non molto tempo fa un video in cui un arabo, a un giornalista che gli contestava comportamenti e pretese e prevaricazioni di immigrati che cercano di portare qui le regole di casa loro, rispondeva “se non le sta bene se ne vada lei! Io qui sono a casa mia più di lei”) con i costi sociali che comportano. E infine mettici gli oneri finanziari, e abbiamo i risultati che abbiamo sotto gli occhi: la nostra società sul punto di sfasciarsi e chi protesta tacciato di razzista.

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  4. Ah, a proposito di “migranti”…[L’inchiesta] Il macellaio di Macerata, la mafia nigeriana e l’orrendo omicidio di Pamela
    La mafia nigeriana è radicata in Italia e in Europa. A Roma, in Piemonte e in Veneto. E gli investigatori hanno il sospetto che in Italia vi sia la sede sociale della succursale all’estero di questa mafia. A Roma potrebbero incontrarsi i suoi delegati europei per definire strategie criminali, investimenti, attività, alleanze. Centinaia di associati costituiscono la rete organizzativa in Italia. Le inchieste giudiziarie sono in corso e non possiamo escludere che con l’avvento della primavera, retate e blitz metteranno al sicuro in carcere almeno un centinaio di affiliati. Che non è poco
    [L’inchiesta] Il macellaio di Macerata, la mafia nigeriana e l’orrendo omicidio di Pamela
    di Guido Ruotolo, giornalista d’inchiesta

    C’è un passaggio del rapporto dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) sulla tratta dei migranti che è una denuncia molto chiara e grave: «L’OIM ritiene che circa l’80 per cento delle migranti nigeriane arrivate via mare nel 2016 sia probabile vittima di tratta destinata allo sfruttamento sessuale in Italia o in altri paesi dell’Unione Europea».

    Nel 2016 sono arrivate in Italia 11.009 donne nigeriane e 3040 minori. Quasi diecimila donne e minori sono finite così nel buco nero della violenza, della prostituzione, delle ritorsioni. Nel 2017 complessivamente i nigeriani sono stati al primo posto per sbarchi (18.153). E possiamo dire (empiricamente) che almeno diecimila tra donne e minori sono state vittime della tratta, e cioè della mafia nigeriana. Un investigatore che indaga sulle organizzazioni criminali nigeriane a Castel Volturno, «Mama Africa» sul litorale domiziano, tra Napoli e Caserta, non ha dubbi: «È la firma della mafia nigeriana l’omicidio della povera Pamela Mastropietro, squartata e riposta in due trolley“.

    È già la mafia nigeriana fa paura. È mafia come la intendiamo noi. Che nasce nelle Confraternite universitarie in Nigeria, che trova appoggi inaspettati nelle ambasciate e consolati sparsi in Europa. Che ricatta interi villaggi promettendo l’Eldorado ai suoi figli, un lavoro in Europa, in cambio di 25.000/30.000 euro. E li costringe a un patto che non possono non onorare: un patto scritto con il rito voodoo (joujou).

    È una mafia che sta scalzando nei territori le mafie radicate da decenni se non secoli. «Nel casertano – commenta Giuseppe Borrelli, procuratore aggiunto di Napoli – la mafia nigeriana non ha nessuno sopra di sè». Per dirla chiaramente, la mafia nigeriana ha ereditato le attività dei Casalesi: droga e prostituzione. Solo negli anni Ottanta, Novanta, Gomorra si faceva pagare l’affitto per l’occupazione del suolo pubblico. Insomma, le prostitute nigeriane dovevano versare il pizzo ai Casalesi. Oggi, finiti in carcere, pentiti, morti i Casalesi, i territori lasciati liberi sono stati occupati dai nigeriani.

    Ma non è solo a Castel Volturno, che ha la particolarità di essere il comune dove si concentra il maggior numero di popolazione africana: su 25.000 residenti, 4.000 sono migranti con regolari permessi di soggiorno e poi ve ne sono altri 11.000 irregolari, clandestini. Insomma, su 36.000 abitanti reale di Castel Volturno, 15.000 sono neri. Gran parte nigeriani. La mafia nigeriana è radicata in Italia e in Europa. A Roma, in Piemonte e in Veneto. E gli investigatori hanno il sospetto che in Italia vi sia la sede sociale della succursale all’estero di questa mafia. A Roma potrebbero incontrarsi i suoi delegati europei per definire strategie criminali, investimenti, attività, alleanze.

    Centinaia di associati costituiscono la rete organizzativa in Italia. Le inchieste giudiziarie sono in corso e non possiamo escludere che con l’avvento della primavera, retate e blitz metteranno al sicuro in carcere almeno un centinaio di affiliati. Che non è poco. Le donne costrette a prostituirsi, gli uomini a fare accattonaggio. E poi deroga, tanta droga. Dagli «ovulatori», quelli che ingeriscono ovuli di eroina protetta agli spacciatori. L’Antidroga sostiene che la nuova e prepotente diffusione di eroina nelle piazze delle spaccio sia gestita di nigeriani e dagli albanesi. E poi donne e uomini al servizio della tratta, della prostituzione. È una rete diffusa, pervasiva che va interrotta, sradicata. I nostri investigatori ci stanno lavorando e le sorprese non mancheranno.
    4 febbraio 2018
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  5. ma non è solo colpa degli immigrati, credere che il male arriva da loro è follia pura, e se poi diciamo che loro hanno tutte le colpe, quindi tutti da rispedire al mittente, ma gli italiani che uccidono gli italiani? gli italiani che rubano gli italiani, italiani che stuprano gli italiani? i mafiosi? I camorristi e tutte le organizzazioni criminali? gli evasori fiscali? i finti invalidi? Credere che il problema sia solo loro è per me follia. sentire meloni berlusconi salvini io rabbrividisco, ma ormai la moda è dare tutto la colpa agli immigrati, e il 4 marzo avrete la vostra ennesima possibilità per risolvere il problema che da anni la destra non è mai riuscita a risolvere.

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    • di contro è anche sbagliato credere che in italia sbarchino solo santi piovuti dal cielo. Purtroppo molti per non ammettere che reati possano essere commessi anche dai migranti arrivano ad accusare tutto e tutti di razzismo.
      E cercare di fermare il razzismo con ipocrisia e sensi di colpa indotti è intelligente tanto quanto il pensare di spegnere un incendio buttandoci benzina.

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    • Se mi rompo una gamba non puoi metterti a predicare che però anche il fumo fa male: PRIMA mi operi per ricompormi la frattura scomposta, POI casomai possiamo parlare anche delle sigarette. Il disastro attuale, le donne che in tanti quartieri di molte città europee vengono aggredite se scoprono un gomito e tutto il resto è frutto di questo “sì però”. Quindi tu dici che se ci sono dieci stupratori italiani bisogna importare cinquanta stupratori stranieri così stiamo molto meglio? A te fa rabbrividire Salvini? A me terrorizza la gente come te.

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      • Come prevedevo non capite. Chi stupra chi ruba è da condannare che sia italiano straniero che abbia una religione ebraica islamica e quello che vuoi. Salvini è uno sciacallo che cavalca l’onda. Prima erano i meridionali ora gli stranieri domani starà con Berlusconi ah no quello lo fa già adesso nonostante avesse detto che non si sarebbe più alleato con lui. Ma chisse ne frega poi se ruba i soldi, importante gli stranieri fuori dalle palle. Si mi terrorizza.

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        • Non c’è nulla di interessante nell’ennesimo moralista che fa la ronda per fustigare chi non la pensa come lui.
          Mi correggo. Interessante è l’uso della lingua. Questo è venuto qui e, fustigando, ha subito usato la seconda persona plurale. Ooops, mi scuso, Zillyfree: volevo dire che ti sei rivolto ai tuoi ipotetici interlocutori con il “voi“. Adesso che sei con me, proseguo. Sembri una caricatura di Savonarola (è un frate della fine ‘400) che dal pulpito grida ai fiorentini che sono peccatori. (lo so, tu non intendevi rivolgerti solo ai fiorentini, ma Savonarola era capitato a Firenze). Insomma, Zillyfree: tu ti inventi un gruppo, per poterlo fustigare. Qui non c’è nessun gruppo. Ma anche se ci fosse, perché ti rivolgi a tutti quelli che ti leggono, e non a Barbara, o al massimo a un commentatore? Invece tu, a valle e a monte di considerazioni -credimi- banalissime, raccattabili in qualunque talk show televisivo; a valle e a monte di queste banalità, dicevo, emetti una sentenza che riconosci essere già scritta fin da principio: “come prevedevo non capite“.
          Ma veramente credi che qualcuno non capisca concetti così infantili? Voglio dire, magari potevi accusare il fantomatico gruppo di far finta di non capire. Ma non capire? quella goccia di luoghi comuni che spremi dal cervellino e depositi qui? E chi legge dovrebbe non essere in grado di capirla? La goccia?

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        • Red cac il voi è riferito a Barbara e ai commentatori precedenti che magicamente la pensano tutti allo stesso modo. Red cac mi dai del banale infantile addirittura con un cervellino ma tu con sto commento credi di essere superiore? Red cac non stare a rispondermi non perdere tempo con un banale come me.

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        • Scusa, amico mio, ma perché mi chiami red.cac? quello è un amico mio con cui condivido un blog collettivo. Posso ipotizzare che questo ostentato scambio di persona sia frutto di una tua lunga, paziente e silente osservazione del nostro blog. Al termine di questa osservazione ti sei fatto un’idea: noi due siamo uno.
          Ci sono altre evidenze, qui sopra, di una tua tendenza a scambiare realtà e fantasia, ma questa mi sembra più preoccupante.

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    • Non è l’unico problema, e in una scala di priorità personalmente non lo considero neanche il più grave (ad esempio il lavoro e i diritti dei lavoratori, la sicurezza e l’ordine pubblico- che dipendono non solo ma ANCHE da come viene gestita l’immigrazione-, la mobilità sostenibile ecc… sono questioni secondo me prioritarie rispetto all’immigrazione), però quello dell’immigrazione incontrollata è senza dubbio un problema!
      Ovviamente la soluzione ragionevole non è sigillare le frontiere impedendo a chiunque di entrare in Italia(un’immigrazione gestita bene può avere anche effetti positivi), ma semplicemente porre dei limiti e delle regole, e farle rispettare in maniera rigorosa. E soprattutto smetterla di essere complici dei trafficanti di esseri umani!

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      • Il fatto è che molti dei problemi dipendono direttamente dall’immigrazione incontrollata. La sicurezza, per esempio: ovvio che la criminalità l’abbiamo anche per conto nostro, però tu hai un’identità ben precisa, un preciso domicilio, dei documenti con foto registrati; se tu mi violenti e io ti descrivo, è possibile identificarti, si sa dove cercarti, quando ti trovano non puoi dire che sei un altro. I clandestini non hanno documenti, danno dieci indentità diverse, dieci domicili diversi, se uno ti dice non sono io, anche se io sono sicura di riconoscerlo, non puoi provare che menta. L’immigrazione clandestina – che non ti dico cosa farei a chi ha avuto la geniale idea di depenalizzarla: da quando in qua introdursi in casa d’altri clandestinamente senza permesso non è reato? – non è un problema: è IL problema.

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        • D’accordo, sicurezza/ordine pubblico e immigrazione sono collegati, ma per fare un esempio, è obbligatorio fare decreti svuota-carceri, indulti e “depenalizzazioni” varie ogni tot anni? non si potrebbe risolvere l’affollamento delle carceri costruendo nuove prigioni(o ampliando quelle esistenti)?
          Poi è logico che la mancanza di pena certa e severa, insieme a continui sconti di pena per ladruncoli, piccoli spacciatori, e microcriminalità varia, attira in Italia anche stranieri che vengono qua apposta per vivere da criminali!

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        • Ah, con me, sulla questione carceri, sfondi una porta aperta. In Italia abbiamo l’intero sistema costruito apposta per garantire l’impunità, e i risultati si vedono. Poi si scandalizzano se la gente diventa sempre più forcaiola.

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        • Perché il reato di immigrazione clandestina ingolfava le procure. I clandestini non vanno multati (tanto non la pagherebbero) o messi in prigione (aumentando il sovraffollamento carcerario) , vanno espulsi.

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  6. Ma povere stelle, che ci pagano le pensioni…..
    Il Messaggero > Primo Piano > Cronaca
    Macerata, ragazza fatta a pezzi, l’altro indagato: «Non sono stato io, non faccio queste cose»
    di Rosalba Emiliozzi
    «No, no, non sono stato io, non sono stato a casa di Innocent, io a madame non ho fatto queste cose», dice in un italiano stentato il nigeriano Desmond Lucky. E poi mima il gesto di tagliare le braccia in quattro pezzi. È nella sala scommesse di via Morbiducci, a Macerata. Anche oggi, come ieri, è passato Demsond Lucky , richiedente asilo, indagato in stato di libertà per concorso nell’omicidio della 18enne romana Pamela Mastropietro, e per spaccio di eroina. Accetta di parlare e nega tutto, con forza quasi gridando. «o Desmond Lucky, io non ho fatto nulla, qui gioco, non ho fatto nulla», ripete.

    La sala scommesse è frequentata tutti i giorni da una trentina di immigrati nigeriani che puntano sui virtual game, cioè su corse finte di cani, auto e su partire di calcio virtuali. I nigeriani e anche altri immigrati spesso spendono i soldi raggranellati davanti a bar e supermercati oppure i ricavi dello spaccio. La sala scommesse era frequentata anche dal pusher nigeriano 29enne Innocent Oseghale, l’ex rifugiato, in carcere da una settimana con l’accusa di aver smembrato il corpo di Pamela in venti pezzi, poi riposti in due trolley abbandonati in una zona di campagna a una decina di chilometri da Macerata, a Casette Verdini di Pollenza.

    «Veniva quasi tutti i giorni, era chiuso, silenzioso, spesso faceva videochiamate con la figlia appena nata» dice il gestore. Innocent è diventato padre ad aprile scorso di una bambina avuta con una 35enne maceratese, ma a entrambi è stata tolta la patria potestà e la bambina è stata collocata in comunità dove vive con la madre. Innocent Oseghale non l’ha praticamente quasi mai vista se non sul telefonino. Nell’abitazione di via Spalato, a Macerata, dove abitava Innocent, sono stati trovati gli abiti sporchi di sangue di Pamela e due testimoni hanno riferito di aver visto la ragazza con il nigeriano entrare nel vialetto che porta all’attico poco prima della morte, mente un tassista abusivo del Camerun ha riferito di aver accompagnato Innocent a buttare i due trolley a Casette Verdini.

    Una «modestissima» quantità di eroina ceduta a Pamela, la 18enne romana morta ancora non si sa per overdose, uccisa o per altre cause, il cui cadavere smembrato è stato rinvenuto in due trolley a Pollenza. Sarebbe «acquisito», secondo fonti giudiziarie, questo addebito mosso dalla Procura maceratese a Desmond Lucky, nigeriano, accusato di concorso in omicidio, occultamento e vilipendio di cadavere con Innocent Oseghale, ma anche di aver ceduto la dose forse fatale a Pamela che non faceva uso di droga da quattro mesi.

    «I primi esiti degli espletati accertamenti medico-legali non hanno consentito di raggiungere risultati altamente significativi sul piano probatorio». A comunicarlo è una nota del procuratore di Macerata Giovanni Giorgio. Questo «perché mancano tracce di sangue e di urina sui resti del cadavere che, a dire dei medici legali, è stato sezionato in modo apparentemente scientifico». «Ulteriori accertamenti di laboratorio – conclude Giorgio – saranno effettuati la settimana prossima».
    Giovedì 8 Febbraio 2018 – Ultimo aggiornamento: 09-02-2018 09:35

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  7. Credo che la mafia nigeriana possa affermarsi senza troppe difficoltà o resistenze, in un Paese di fighetti imbelli e nonnetti spaventati, anche perché è abituata a tutt’altro ambiente.
    La storia seguente credo di averla sentita in questo bellissimo documentario sul match Ali- Foreman:

    https://en.wikipedia.org/wiki/When_We_Were_Kings

    Il dittatore Mobutu aveva sponsorizzato l’evento, contando di rifersi un’immagine internazionale. Non volendo che la malavita locale creasse problemi, la fece rastrellare in massa e radunare in uno stadio. Poi vennero decimati: un certo numero venne separato dagli altri e fucilato sul posto. Il resto fu lasciato libero di andarsene.
    Il messaggio, che arrivò forte e chiaro, era: voi siete niente. Esistete solo perché io vi lascio campare. Ma se mi stufo, se mi rompete i c@glioni, io vi stermino.
    Figurati se gente così si spaventa per qualche decreto di espulsione.

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    • Il vizio di base, qui come in altri campi, è quello di non tenere conto di chi si ha di fronte. Un po’ come quando qualcuno ha proposto di reintrodurre in Italia la pena di morte, come deterrente, per la mafia: ma ti pare che gente che dal giorno che si è affiliata sa di camminare sul filo, sa che potrebbe trovarsi incaprettato o con le palle tagliate solo per avere corteggiato la ragazza sbagliata, si fa impressionare da una ridicola pena di morte dello stato, oltretutto non preceduta da torture?

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  8. A proposito di arrampicate sugli specchi politically correct:
    http://www.rollingstone.it/rolling-affairs/news-affairs/pamela-mastropietro-non-e-stata-uccisa-da-i-nigeriani/2018-02-13/

    Forse nemmeno Laura Boldrini sarebbe capace di scrivere un simile concentrato di cazzate contraddittorie (secondo la stessa logica dovrebbe essere non rilevante ai fini della notizia e offensivo verso la categoria anche definirli spacciatori, visto che la stragrande maggioranza degli spacciatori non squartano i propri clienti…per non parlare di tutte le altre contraddizioni, fallacie logiche e ragionamenti sconclusionati)

    Se questo è il pensiero della sinistra odierna, non c’è da stupirsi se il prossimo governo sarà probabilmente di centrodestra+M5S(nonostante questo centrodestra faccia parecchio schifo!)

    P.S. Il direttore della versione web di ROLLING STONE è Selvaggia Lucarelli…e si vede!

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    • Non sono riuscita a leggerlo tutto: è davvero troppo per le mie forze e per il mio stomaco. Grandioso il tirare fuori tutte quelle morte di overdose dopo essere scappate da una comunità, dimenticando il fatto che Pamela NON è morta di overdose bensì assassinata. Grandioso il precisare che il problema sono gli spacciatori, non i nigeriani, dimenticando che lo spaccio a Macerata è in mano ai nigeriani. Grandioso il ricordare che il movimento sociale è erede della Repubblica di Salò. E grandioso il precisare che è morta dopo avere incontrato tre spacciatori: pensa che mia madre è morta dopo avere visto mia cugina, e mia nonna è morta dopo avere visto me…

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      • E l’articolo è datato 13 febbraio, quando già si sapeva con certezza che non è stata la droga ad ucciderla. La droga ha solo favorito l’incontro!

        E la soluzione “magica” alla tossicodipendenza e al degrado dell’ambiente dello spaccio, secondo questa giornalista, indovina qual è? la legalizzazione della cannabis! (dimenticando anche il non trascurabile dettaglio, tra l’altro affermato poche righe prima, che Pamela era dipendente da eroina, e dunque se anche la cannabis fosse venduta in tabaccheria insieme alle sigarette, non avrebbe fatto alcuna differenza!)

        Mettere in galera(e rispedire al Paese di origine, o meglio ancora evitare che arrivino clandestinamente in Italia) gli spacciatori ovviamente no, sarebbe fascista!

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        • Infatti, prima di commentare ho guardato la data. Fascista rispedirli? E’ fascista anche solo dire che esiste il problema! Ho visto poi un video su FB in cui la Boldrini dice che non si possono rispedire perché i clandestini non hanno documenti e quindi non si sa dove rispedirli. E dunque se io vengo a rubare in casa tua senza documenti, anche se mi becchi non mi puoi denunciare perché non sapresti chi denunciare. Mi sembra talmente assurdo che spero che il video sia un montaggio, ma ho paura di no.

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