• quello di madama Raggi di sicuro….. l’ho sentita dire, dal pulpito di Women4climate che bisogna fare qualcosa per queste “nevicate inusuali a bassa quota come quelle che in questi giorni stanno investendo l’Italia”….
        ora, le nevicate a bassa quota sono inusuali (insolite, ma pazienza) in agosto, o in Thailandia, ma in un qualunque febbraio italiano dovrebbero essere la norma…..

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        • Interessante la cosa del dover fare qualcosa: stendere un grandissimo tendone a trenta metri dal suolo così le nevicate si fermano lì? Sorretto da lei e dal giovane Casaleggio? Quanto al fatto che nevicare a febbraio è la morte sua, la colpa è del mondo cattivo che non le dice le cose per farle fare di queste figure di merda.

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  1. Ieri è stata una grande giornata… La Giornata mondiale dell’orso polare! Nei prossimi 35 anni a rischio il 35% degli esemplari ( a proposito di giornate mondiali, lo sapete che c’è anche la giornata mondiale del tapiro e anche quella del cane in ufficio? ).

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        • Uso le conchigliette, come insegnava il buon Silvestro (il cavallo, non il gatto), mentre un asciugamano può fare da cuscino, da coperta, da filtro per vapori velenosi, da turbante, (bagnato) da arma in una rissa, da bandiera da segnalazione e addirittura ci si può asciugare le mani!
          [per ulteriori dettagli vedere la Guida Galattica per Autostoppisti di Douglas Adams, in cui c’è La Risposta definitiva ad ogni domanda]

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        • Beh, in mezzo ad un campo una manciata di paglia dovrebbe essere più a portata di mano, piuttosto è un bene che le foglie d’ortica siano troppo piccole per sembrare adatte, altrimenti una banale distrazione potrebbe portare a “terribili” conseguenze!

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        • Tigre, hai presente le dimensioni delle foglie di platano? Molto confortevoli. La foglia di platano ha una morbidezza senza eguali. Non mi capacito di come non sia stata adottata dalla cosmetica votata al “naturale”. La paglia? Forse volevi dire il fieno. Comunque l’ortica rappresenta sempre un’insidia per il genere femminile che si apparta con qualche urgenza tra prati e boschi… ( Però, non sei molto esperto in botanica et similia…).

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  2. E’…un’ inverno simile a quelli di quando ero bambino..erano inverni ! E per di piu’…le nevicate erano una normalità …La scuola! Non chiudeva. E non è che fosse molto riscaldata..c’ era un grande braciere..” mi ricordo il coperchio…in ottone..”. Era il riscaldamento dell’ aula…i cappotti..si all’ ora usavano i cappotti..non è che fossero a temperatura ambiente..venivano appesi in un piccolo corridoio che si affacciava sulle scale…esterne! La porta accostata.. Le bambine..di solito portavano dei cappellini di lana..
    Marilena ! Aveva la pelliccia..lapin…ovvero di coniglio! Era un pò robusta..il pellicciotto le
    stava stretto.
    L’ azione! Adesso..un gran parlare, si presuppone certe attenzioni..In classe vi erano 2 compagni con esiti di poliomielite. Nessun problema…tutto procede normalmente..i ragazzi
    piu’ robusti ..prendevano sulla schiena il compagno che lo abbracciava al collo..” il compagno..trasportatore ” gli cingeva le gambe. E..così potevano scendere al piano terra.
    Per noi era normale farlo…un senso di responsabilità.

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  3. Altrimenti come farebbero a giustificare treni, autobus e tram bloccati, strade chiuse e disservizi vari? se non lo spacciassero per un evento apocalittico, dovrebbero ammettere che su molte tratte ferroviarie e strade si fa manutenzione a ogni morte di papa, e che molti amministratori non sono capaci di fronteggiare 4 fiocchi di neve ampiamente previsti!

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    • In Alto Adige, che politicamente è Italia ma culturalmente è cruccheria, sono andata a scuola con quindici gradi sottozero, con venti gradi sottozero, con venticinque gradi sottozero, con venti centimetri di neve, con trenta centimetri di neve, con cinquanta centimetri di neve, con bufere di neve a cento chilometri all’ora. In trentasei anni è successo una volta che le scuole sono rimaste chiuse per un giorno.

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      • Ammetto di non avere testimonianze dirette ma non credo che nel resto dell’arco alpino sia molto diverso, se vivi a quote (relativamente) alte o impari a convivere con la neve o impari ad andare in letargo come gli orsi, soluzione affascinante ma difficile da attuare.
        A Roma invece, e qui HO testimonianze dirette, non sono abituati alla neve, non la capiscono e, probabilmente, non vogliono capirla.

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        • Vero, però considera che anche il Friuli era asburgico, e il Veneto è stato per parecchio dominato dall’Austria, la Val d’Aosta era francese e il Piemonte di influenza francese, tanto è vero che Vittorio Emanuele II parlava il dialetto piemontese in famiglia e il francese come lingua colta.
          A Roma, semplicemente, aspettano che la neve – così come qualunque altra cosa – si adegui alle loro necessità. E’ la neve che è testarda e non ne vuole sapere.

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      • Io invece vivo in una strana valle lombarda ove le previsioni del tempo non valgono niente. Fuori da qui nevica, qui temperature troppo basse per la neve.
        Anche nel 2012, di neve da me non si è vista, anche se nel resto d’Italia nevicava anche sulle spiagge.

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      • Ma per motivi “geografici” son abituati ad agire con tali situazioni meteo visto che le hanno molto di frequente rispetto a Roma. Quanto converrebbe comprare spazzaneve e spargisale al comune di roma per eventi che capitano solo una o due volte all’anno?

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