1. Donna coraggiosa, bisogna dirlo: ma quanto si terrà conto di questo suo tentativo di correggere il tiro delle volonterose in questione, troppe e troppo agguerrite e determinate a dimostrare la loro pseudo-buonafede?
    O non sarà brutalmente zittita e non tenuta in cale, piuttosto?

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    • Sembra che la signora, oltre a tutto il resto, non abbia molto chiara la differenza fra denunciare e raccontare ai mass media.
      A parte questo, vogliamo per una volta provare a entrare nei dettagli tecnici? Stando a come l’ha raccontata lei, lui, noto puttaniere, le ha proposto di andare nella sua camera per “discutere d’affari”, e lei ci è andata. Una volta lì, le ha chiesto di massaggiargli la schiena. Ora, se tu chiedi a me di fare qualche cosa, a meno che non me lo chieda con un coltello puntato alla gola, non dovrebbe essere proprio impossibile rifiutare, no? Lei ha accettato. Poi ad un certo punto lui le ha rovesciato la gonna e si è messo a leccarla. Ecco, fermiamoci qui e riavvolgiamo per un attimo il nastro: come si è passati da lui prono e lei sopra di lui a lei supina e lui – decisamente massiccio e presumibilmente non dotato di un’agilità da acrobata – sopra di lei? Per un gioco di magia? E ritorniamo al rovesciamento della gonna e all’inizio dello “stupro”. Se tu sei con tutto il corpo sopra di me, probabilmente, in quanto uomo, più muscoloso e fisicamente più forte, magari più alto, può essere oggettivamente difficile, se non addirittura impossibile liberarmi. Ma in quella posizione lì?! Quando non devo fare altro che sfilarmi? Quando ho le gambe libere e la tua testa a portata delle mie ginocchia e dei miei piedi?
      E stendiamo l’ennesimo velo pietoso sui cinque anni successivi in cui ha continuato ad attraversare l’oceano per recarsi dall’orco, dal mostro, dalla bestia con cui farsi fotografare con la testa mollemente appoggiata sulla spalla.

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  2. Fuori tema, ma interessante anche questo:

    Forse la Meloni ha un po’ esagerato nella polemica contro la promozione filo-araba del Museo Egizio, però effettivamente non c’è nessuna ragione per pensare che una cosa del genere favorisca l’integrazione(come invece ha tentato di sostenere il direttore), è solo una discriminazione etnico-linguistica (che se fosse applicata al contrario, tipo chi parla italiano paga la metà, farebbe indignare i vari “antifascisti”), ingiusta anche nei confronti delle altre comunità straniere residenti in Italia, che non parlano arabo!

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    • L’unica discriminazione che potrebbe avere una qualche logica sarebbe uno sconto agli egiziani: è tutta roba che abbiamo rubato a voi, quindi vi facciamo pagare meno. Ma lo sconto a chi parla arabo è veramente una stronzata. Oltretutto, se io borbotto su qualcosa e dico che è arabo, la persona alla cassa è in grado di capire se è veramente arabo o no? O c’è un docente di arabo che mi fa l’esame?

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      • Sul sito del museo c’è scritto che per ottenere lo sconto bisogna presentare un documento d’identità, perciò anche se sai parlare arabo(perché magari l’hai studiato all’università, o l’hai imparato vivendo per un lungo periodo in un Paese Arabo) ma sulla carta d’identità/passaporto/patente di guida c’è scritto “nata a Roma”, oppure “nata a Madrid”, “nata a Berlino”, “nata a Parigi” ecc… o comunque non hai genitori arabi, non hai la cittadinanza di qualche stato arabo, mi sa che non ti fanno nessuno sconto!
        Forse uno che sa parlare anche l’arabo, pur senza avere nazionalità araba, può usufruire lo stesso delle visite guidate gratuite in lingua araba.
        http://www.museoegizio.it/chi-parla-arabo/

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        • Allora. L’avevo visto ma mai letto con attenzione; adesso l’ho fatto. Tanto per cominciare, all’inizio dice “ai nuovi italiani”. I nuovi italiani sono arabi, africani subsahariani, sudamericani, slavi, cinesi e, anche se in misura sicuramente minore, di qualunque altra origine, quindi già qui siamo in piena contraddizione con quanto viene dopo. Quanto viene dopo è che la riduzione è offerta a “chi parla arabo”, dopodiché per averla bisogna mostrare un documento, come se questo garantisse l’identità fra lingua e nazionalità. E infine: se hanno passaporto egiziano marocchino tunisino libico algerino, che razza di italiani sarebbero? E’ proprio tutta una puttanata da cima a fondo.

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