QUANTI SONO?

Quanti sono i civili disarmati indifesi “feriti” dai cecchini* israeliani?
ferito
Poi, oltre a questi che ogni tanto si fanno beccare, ci sono quelli che “vedete” feriti. Funziona così:

*cecchino è un tiratore appostato in luogo coperto che attende non visto il passaggio di un nemico per colpirlo a sorpresa (guerra in Bosnia, per dirne una recente. E i “giornalisti” non di rado si piazzavano accanto a uno di loro, magari pagandolo, per poter filmare o fotografare l’assassinio a sangue freddo della donna che sfidava la morte per andare a comprare un po’ di pane per i propri figli, o il bambino sfuggito al controllo della mamma). I tiratori scelti israeliani sono in uno spazio aperto, perfettamente visibili, e colpiscono nemici che tentano di fare irruzione nel territorio nazionale. Trovo vergognosa questa prostituzione semantica per cui un terrorista suicida che, magari travestito da ebreo ortodosso per non suscitare sospetti e meglio mimetizzarsi, fa strage del maggior numero possibile di civili indifesi, prende il nome di eroici soldati che in una situazione di guerra dichiarata in atto, su aerei militari con insegne militari ben visibili, sacrificavano la propria vita prendendo di mira obiettivi militari – che avevano peraltro una sia pur minima possibilità di difendersene colpendoli in tempo con la contraerea; e dei soldati che, con rigidissime regole d’ingaggio, difendono il proprio territorio nazionale prendono il nome di biechi assassini a tradimento.

Poi ci sono anche i feriti veri, certo. Però anche lì la storia bisogna raccontarla tutta, non solo la parte che fa comodo alla propaganda.

CHI SPARA E DIFENDE LA NOSTRA LIBERTÀ

Sta circolando da ieri un video in cui viene mostrato un palestinese che si avvicina alla barriera che separa il confine di Gaza da quello di Israele, e a cui un soldato israeliano spara. Il video, girato alla buona è corredato da un audio, in cui il soldato che riprende l’accaduto esprime esultanza quando il palestinese viene colpito.
“Wow! Che video! Sì! Figlio di p…Che video! Guardate stanno correndo per portarlo via!”.
Il palestinese, colpito in una gamba, si stava avvicinando alla barriera nonostante gli fosse stato intimato di fermarsi. Si trattava di un facinoroso il quale, insieme ad altri facinorosi, lanciava pietre e bottiglie molotov. Nulla di questo appare nel video, in quanto accade fuori di esso. Il video, infatti, rappresenta solo un frammento della realtà.
Ed è questo frammento che, nelle mani della propaganda anti-israeliana diventa l’ennesima prova contro Israele accusato di addestrare i suoi soldati a sparare a ogni bersaglio che si muove dietro la barriera di confine tra Gaza e Israele.
Questa è stata la narrativa che è stata propagata in questi giorni sulla gran parte dei media in relazione alle vittime del cecchini israeliani durante la cosiddetta Marcia del Ritorno. Miliziani di Hamas, Fatah, la Jihad Islamica. Miliziani difesi da ONG israeliane come B’Tselem e Breaking The Silence, perché, a loro avviso, “inermi”. Stiamo parlando di due delle quinte colonne del nemico che operano in territorio israeliano.
Ma torniamo al video.
Il video in questione è stato girato il 22 dicembre scorso vicino al kibbutz Kissufim che si trova a poche centinaia di metri dalla barriera, e che è una delle realtà difese dai soldati dell’IDF.
La diffusione dei video ha suscitato anche in Israele commenti indignati, soprattutto a sinistra, dove si stracciano sempre le vesti quando un terrorista palestinese viene ucciso.
Ha riportato i fatti alla loro giusta proporzione il Ministro della Difesa, Avigdor Liberman, il quale ha elogiato il soldato che ha sparato per avere fatto il suo dovere. Prima di lui era intervenuto Naftali Bennet con queste parole:
“Stiamo cominciando a giudicare i nostri soldati sulla base della qualità dei loro discorsi e se suona piacevole o meno al nostro orecchio? Davvero?”
Sì, l’esultanza del soldato che riprende l’accaduto non è di buon gusto, ma non siamo alla Royal Enclosure di Ascot prima dell’inizio del Derby, tra gentlemen in tight e gentildonne dai cappelli estrosi che bevono champagne millesimato. Ci troviamo in una delle zone più politicamente calde del pianeta, dove l’esercito israeliano difende la popolazione dai barbari che dipingono sulla barriera palestinese la svastica e incitano alla morte degli ebrei intonando un canto jihadista che risale al VII secolo.
Niram Ferretti

E, ricordiamolo, il palestinese non è stato ucciso: è stato colpito a una gamba, con una precisione davvero degna della qualifica “tiratore scelto”.

E per concludere, propongo di rivedere questo video creato insieme al compianto Lorenzo Fuà.

barbara

AGGIORNAMENTO: qui.

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  1. Hai fatto bene ad aggiungere all’ articolo…il video di Pinocchio.
    Così altre volte ..per altro e molto utili certi rimandi nel tempo attinenti..diciamo all’ articolo
    del giorno.
    Lo trovo utile..ci sono dei punti..fatti e cose scritte che meritano e vanno rimesse sù questa
    pagina. Una specie di ripasso..” e come asserisco a volte..” nell’ articolo vi possono essere
    dei punti..se vogliamo da approfondire avendo nel suo interno un concentrato di fatti, dati..e
    persone.
    E..a noi non resta..che ripetere certe verita’ con le aggiunte legate al fatto in questione ed
    altri portate nel tempo. E’ una specie, anzi lo è..una difesa continua per controbattere il
    continuo bersagliare Israele con tutte le variabili.
    E’..come una maturazione continua..e credo che se vogliamo abbiamo di che rispondere a
    certi attacchi verbali…che sono fatti di un miscuglio di parole molto forti che…di norma definiscono i fatti..il principale..l’ antisemitismo..che da questa sola parole si diramano una
    serie di altre..e tutte mirate contro Israele..” faziosità, propaganda, boicottaggio..falsità,
    Terrorismo.bullismo..persecuzione ..faziosità…odio…etc…” Un bel Mix di aggettivi che rivoltare lo stomaco, indignare, ma la nostra voce..deve farsi sentire..si può parlare, non viviamo in tempi passati..anche se in giro teste folli, cattive..etc, pronte ad agire anche con
    la violenza..che poi è un rappresentare i sistemi in toto che difendono.

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    • Fammi capire: qual è il nesso fra la tua domanda provocatoria e l’argomento del post?
      Comunque no, a settanta morti fra i terroristi che tentano di sfondare il confine – cosa che in base a ogni norma di diritto internazionale rappresenta UN ATTO DI GUERRA – non arrivano neanche le più deliranti rivendicazioni palestinesi. Evidentemente c’è chi è più realista del re – o più terrorista dei terroristi.

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  2. hai ragione, ricordavo male: erano 16 morti e oltre mille feriti, una cifra che personalmente trovo aberrante e che non può essere giustificata in alcun modo.
    è la prima volta che mi si dà del (più) terrorista, roba da riderci sopra non fosse in un contesto serio

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        • I fatti sono un atto di guerra perpetrato da un’organizzazione terroristica, su cui TU non spendi una parola. I fatti sono decine di migliaia di missil lanciati sulla popolazione civile, su cui TU non spendi una parola. I fatti sono neonati ebrei sgozzati nella culla, su cui TU non spendi una parola. I fatti sono 160 bambini palestinesi morti scavando i tunnel costruiti per portare morte con miliardi di dollari NOSTRI, su cui TU non spendi una parola. I fatti sono i civili palestinesi usati da Hamas come scudi umani, su cui TU non spendi una parola, troppo occupato a indignarti per un paio di decine di terroristi fermati in tempo.
          Al piacere di non rivederti.

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  3. Pingback: EBREI, DISSOCIATEVI! | ilblogdibarbara

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