EST EUROPA

A proposito delle elezioni in Ungheria e di alcune altre cose di quelle parti che tanto fanno inorridire le anime belle delle nostre parti.

I popoli dei paesi est europei sanno cosa vuol dire subire una invasione straniera. Sanno cosa significa vedere distrutta la propria cultura, irrise le proprie tradizioni, disgregata la propria società civile. Polacchi ed ungheresi, Cechi e slovacchi sanno cosa si cela davvero dietro a parole come “progresso” o “uguaglianza”, dolcemente sussurrate dai loro aguzzini. E ricordano che tanti occidentali “progressisti”, o i loro padri, che oggi li invitano ad “non costruire muri”, hanno ieri applaudito i carri sovietici a Praga e a Budapest, o la repressione brutale degli operai polacchi.
Per questo difendono la propria autonomia, senza se e senza ma. E se ne fregano delle condanne, degli strilli e degli strepiti di tutti i finti buoni del mondo.
Giovanni Bernardini

Sono fascisti? Sì, può darsi. Ma, come ha ricordato qualche tempo fa Ugo Volli, la storia ci insegna che i fascismi e i nazismi passano, l’islam no. E se solo i fascismi sono disposti a combattere l’islam – cosa dico combattere, ad accorgersi, semplicemente accorgersi che c’è un pericolo islam che ci sovrasta – non ci viene lasciata alternativa.

barbara

  1. Basta ricordarsi che l’atteggiamento mentale insito nel fascismo è dare sempre un buon nemico alla massa. Dopo l’islam ci sta l’ebraismo. L’antisemitismo che si percepisce in ungheria è pauroso e francamente non capisco come si possa sorridere a tale gente. In nome del nemico comune? Come un topolino che si fida di un serpente per tenere a bada il gatto.

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    • Meglio quindi affidarsi alle sinistre che sono altrettanto antisemite e in più vogliono aprire illimitatamente le porte a orde di islamici che fanno impennare le statistiche di stupri traffico di droga rapine violenza urbana per non parlare del terrorismo? Eh, queste sì che sono idee.

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    • Chi vuole evitare di dare un buon nemico alla massa ha sempre la soluzione di tacere le notizie. Per esempio: solo oggi, a distanza di un anno, viene fuori chi è stato all’origine del panico collettivo che provocò morti e feriti in piazza S.Carlo a Torino: una banda di giovani rapinatori con spray urticante. Che c’entra con l’argomento del post? C’entra, perché persino oggi non si ha il coraggio di scrivere nel titolo chi è stato, e bisogna cercarselo nel testo: https://torino.corriere.it/cronaca/18_aprile_13/piazza-san-carlo-arrestati-presunti-responsabili-panico-piazza-4aa977dc-3ee9-11e8-876a-83c5b28c227f.shtml
      Allora, in questa operazione dialettica per bambini scemi che consiste nel trovare il modo di dare del fascista agli altri, e così vincere le discussioni, ci può essere chi definisce fascista il dare un buon nemico alle masse. E sicuramente è vero, i fascisti davano buoni nemici alle masse. Però questa è solo una delle moltissime cose che i fascisti facevano. Per esempio, un’altra cosa che facevano era nascondere accuratamente le notizie: e allora, quelli che per un anno intero hanno nascosto chi fossero i responsabili della (tentata) strage di Torino, come li vogliamo chiamare?
      Ma poi, è anche questione del grado di dettaglio a cui si arriva. Esempio facile facile: i nazisti odiavano gli ebrei, anche i palestinesi odiano gli ebrei. Nazisti? Noooo! Allora, e solo allora, saltano fuori i distinguo, la diversità di situazioni e varie altre amenità (in genere false, fra parentesi). Ma se si tratta di dare del fascista a chi ci sta antipatico, allora ogni erba è un fascio, e la “massa” è sempre la stessa, indistinta, da un secolo a questa parte.

      Da ultimo, vorrei domandare al tizio che si firma thomasbergenguide: ma sei proprio sicuro di non essere anche tu parte della “massa” che disprezzi?

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      • ” Per esempio, un’altra cosa che facevano era nascondere accuratamente le notizie: e allora, quelli che per un anno intero hanno nascosto chi fossero i responsabili della (tentata) strage di Torino, come li vogliamo chiamare?”

        SEGRETO INVESTIGATIVO??(le indagini sono state chiuse proprio ieri), se fosse stata censura non avrebbero pubblicato i nomi dei responsabili neanche a indagini concluse!

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        • Amico mio, capisco che qui dentro ti sei assegnato il ruolo super partes di restauratore dell’obiettività, e non voglio mettere in discussione tale ruolo. Tuttavia, nel tuo interesse dovresti verificare se il cerchiobottismo sia obiettività, o non ne sia la caricatura. Nel merito della questione (comunque laterale all’oggetto del mio primo commento): primo, il segreto istruttorio in questo paese è una burla, e richiamarvisi è oggettivamente una battuta di spirito. Secondo, esaminiamo il fatto: migliaia di persone convergono in una piazza, e poi scappano prese dal panico. Non è improbabile, è impossibile che, se all’origine del panico c’è stata una banda di magrebbini munita di spray al peperoncino, nessuno ne abbia, a suo tempo, fatto menzione non solo ai magistrati, ma anche ai numerosissimi giornalisti. Pertanto, se i giornalisti non ne hanno parlato è perché non volevano parlarne. Terzo: a chiusura delle indagini ci sono richieste di rinvio a giudizio, ed è impossibile che non siano nominative. Quindi a un certo punto la censura deve cessare, salvo nascondere il più possibile la verità annegandola nel testo.

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  2. “il muro di berlino venne costruito per difendere la DDR dall’assalto di orde di disperati berlinesi sfruttati dal malvagio occidente plutocratico e che ambivano a vivere nel paradiso dei lavoratori” duepuntozero.

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  3. condivido appieno le conclusioni,aggiungo che questo atteggiamento europeo di negazionismo,come succede spesso con il popolo israeliano,visibile solo quando attacca anzi difende i propri confini,è frutto di una cieca politica di buonisti che si trincerano dietro ad altisonanti parole come accoglienza ,amore ed altre amenità ,e poi fanno spallucce alla guerra in siria ed in altri mille posti nel mondo dove si uccide in nome di allah

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    • E fanno spallucce anche agli stessi palestinesi, quando vengono massacrati a migliaia in Siria, o in Giordania, o altrove nel mondo, e quando in Libano è negato loro ogni più elementare diritto civile e umano, o quando sono stati cacciati in massa dal Kuwait (quando Arafat ha preso le parti dell’Iraq invasore): giusto per dire quanto stiano loro a cuore le sorti del povero popolo palestinese afflitto e oppresso e umiliato dal perfido occupante sionista.

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