NON SI FANNO FIGLI PERCHÉ NON CI SONO SOLDI

Non si fanno figli perché c’è la crisi. Non si fanno figli perché non si riesce ad arrivare a fine mese…

Enzo Raisi
14 maggio alle ore 22:01
Un dato incredibile che mi ha lasciato allibito ma che spiega tanto il declino di questo Paese:
Ogni anno spendiamo per la prima infanzia, fra pappette e pannolini, 825 milioni. Sapete quanto spendiamo per gli animali domestici? 2 miliardi e 600 milioni.
(da una nota di Davide Giacalone).

E da questo discende l’ovvio corollario
bambini e bestie
Non ricordo più chi l’ha detto: se si trattano le bestie come uomini, si finirà per trattare gli uomini come bestie (o qualcosa del genere).

barbara

    • Scusa.. mi favoriresti i “buchi logici”? Perchè la situazione è abbastanza chiara e numericamente quantificabile, dati alla mano. si spende per il proprio cagnolino di più di quanto si è disposti a spendere per un figlio. Poi possiamo ricercare le cause.
      E l’amico cattolico-lombardo cosa dice di tanto sconveniente? Che nessuno nasce sotto un cavolo? che per fare un figlio ci vogliono maschio e femmina e quindi 2 maschi o 2 femmine non possono fare alcunchè a riguardo?
      Tu, per caso avevi 2 mamme?

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      • Non mi stavo rivolgendo a te, e non sai chi sia l’amico bauscia di cui parlo. E’ una faccenda tra me e lei. Cosa c’entrino le coppie di finocchi e di lesbiche lo sai solo tu. Guarda, ti do un consiglio: la mattina evita di prendere il prosecchino o il caffe’ corretto, fanno male alla salute e ti fanno scrivere scempiaggini.

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        • Caro, sei su un forum pubblico, il messaggio che pubblichi è rivolto a tutti. Altrimenti scrivi in privato. O stai zitto, che fai miglior figura. Ché una risposta così piccata, maleducata e stupida (per non scrivere di peggio) su questo forum dovevo ancora leggerla.
          ah… i buchi logici…?
          Tranquillo, al posto del prosecco a colazione, che evidentemente non ti è estranea come idea (complimenti, io non ci avrei pensato), prenditi il Maalox.

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      • “dati alla mano. si spende per il proprio cagnolino di più di quanto si è disposti a spendere per un figlio.”

        ma neanche per sogno!
        Se leggi bene 825 milioni sono solo per PAPPE E PANNOLINI, una voce di spesa(non l’unica, e neanche la più incisiva) che va dalla nascita fino a pochi mesi.
        In realtà un figlio dagli 0 ai 18 anni(e al giorno d’oggi pochi diventano economicamente indipendenti a 18 anni) in Italia costa in media 171 mila euro. Per un cane, dalla nascita alla morte, si spenderanno in media 15-20 mila euro(ma volendo si potrebbe spendere anche un po’ meno). Per un gatto, o altri animali da compagnia meno impegnativi, molto meno!

        Poi perchè prendersela proprio con gli animali da compagnia, che rappresentano un sollievo dalla solitudine per milioni di persone, e non contro spese assai più inutili e dannose?
        gli italiani buttano al cesso 19 miliardi l’anno in gioco d’azzardo(slot machine, gratta e vinci, e lotterie varie), e altrettanti in sigarette(senza contare poi i soldi sprecati per curare le malattie da fumo). Queste si che sono spese scandalose, che in un mondo ideale non dovrebbero neanche esistere, non i 2 miliardi 600 milioni per gli animali!

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        • E’ scritto spese per la prima infanzia, esemplificando in pappe e pannolini, non “solo” per quelli.
          I 171 mila euro in 18 anni mi piacerebbe sapere in base a che cosa sono calcolati, dal momento che è poco meno dell’intero guadagno di un operaio in quell’arco di tempo.
          Con la seconda parte del commento confermi l’assunto del post: quella che la gente non fa figli perché non ha soldi è una mastodontica puttanata.

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        • Io non me la prendo con gli animali da compagnia, purchè restino “animali” (non visti alla stregua di figli, cioè) e che le conseguenze di questa ricerca di compagnia non ricadano sulla collettività.
          Sul primo punto e le relative spese, non credo che l’affermazione sia tanto distante dalla realtà: in un supermercato qualsiasi la corsia dedicata ai bambini è decisamente inferiore a quella dei “pets”. E il confronto non va fatto 0-18anni, ma 0-5 anni (o giù di li), e capisci bene il perchè. Lì hai le proporzioni più corrette.
          Sul secondo bisognerebbe aprire un capitolo nuovo: dalle deiezioni sui marciapiedi all’uso dei parchi pubblici.
          Diciamo che il “pet” è un “figlio” (mai avuto, probabilmente, magari perchè “impegnava” troppo e al tempo c’era la discoteca) a termine che non rompe più di tanto e si telecomanda abbastanza bene.

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        • Non chiedevo da dove lo hai preso tu, bensì chi sia la testa di cazzo che ha fatto quei conti del cazzo. Adesso che hai messo la fonte ho dato un’occhiata e confermo la diagnosi: teste di cazzo con ragionamenti che più sgangherati non si può.

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        • come tutte le statistiche c’è sempre lo stesso problema del pollo di Trilussa, ovviamente per il figlio di Berlusconi o di Trump, o anche più modestamente per il figlio di un primario ospedaliero o altro professionista da oltre 100mila euro all’anno, vengono spesi molti più soldi rispetto al figlio di una madre single che fa la badante.
          Il minimo indispensabile per crescere un figlio può essere anche molto meno di 171 mila euro, però è sempre una spesa non indifferente per una coppia di precari che vanno avanti a stento.

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        • Ci sono i vestiti dei fratelli e cugini più grandi, ci sono i pannolini di stoffa che ci vuole un po’ a lavarli ma risparmiano l’ambiente e e irritano molto meno la pelle del bambino, non ci sono solo le pappette della farmacia da un miliardo al chilo ma anche quelle che si fanno in casa, non sta scritto da nessuna parte che viaggi e vacanze siano necessari, e con una giusta educazione gli si fa trovare divertente fare lavoretti durante le vacanze e nel tempo libero in modo da mantenersi agli studi e per le proprie piccole spese. Conosco giusto il figlio di un primario molto benestante che ha sempre lavorato e avrebbe trovato umiliante cheidere soldi alla famiglia per le proprie spese. Scrivere che un figlio costa diecimila euro all’anno (e quindi tre figli almeno 25.000, suppongo) perché quella è la cifra che spende quello che ne guadagna centomila mi sembra davvero una cazzata. E sinceramente non capisco perché, fra tutti gli esempi possibili, ti sia venuto in mente di scegliere la single che fa la badante, ossia una che fa un figlio solo se resta incinta per sbaglio ed è contraria all’aborto, e non certo per scelta.

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      • Capisco che come insegnante sei estranea all’idea, ma permettimi di spiegarti una cosa: la maggior parte delle lavoratrici private in Italia e’ interinale o ha dovuto firmare la lettera di licenziamento in bianco. Avere un figlio significa perdere il lavoro e non trovarne altri per vari anni. Non tutte le famiglie possono permetterselo. Non fare i discorsi stile Adinolfi, sei una persona migliore di lui (non che ci voglia tanto).

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        • Sì, lo so benissimo che il fenomeno esiste, ma che la cosa riguardi la maggior parte delle lavoratrici private – che sono comunque solo una parte, anche se non so quanto cospicua, del totale delle lavoratrici – mi lascia davvero perplessa. Aggiungerei che un numero molto consistente dei circa 85.000 aborti all’anno in Italia – alla prima o seconda gravidanza, non alla settima – non sembra riguardare studentesse o precarie con quel genere di accordi-capestro.

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        • Invece e’ proprio quello il problema, cara la mia statale! La grande maggioranza delle donne in eta’ fertile e’ impiegata nel privato. Questo significa di solito contratto interinale/cocopro o simili, oppure contratto permanente con lettera di licenziamento in bianco. La cosa bella dei cristiani pro-life e’ che quando gli si dice “OK, allora iniziamo a dare supporto FINANZIARIO alla famiglia”, cominciano a cambiare discorso.

          Non so da dove venga questa idea dell’italiana benestante che non fa figli perche’ non vuole responsabilita’ e vuole fare la bella vita. Me lo dici tu? Io ho visto un sacco di giovani precarie o interinali con contratto a progetto che volevano un figlio, ma non erano tanto felici all’idea di finire sotto un ponte.

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        • Tu sai, vero, che se uno fosse costretto a firmare le dimissioni in bianco, un giudice del lavoro, anche il più “fascista” farebbe passare qualche brutto quarto d’ora al datore di lavoro? .. a propositi di “buchi logici”…
          Come fanno dette famiglie a permettersi il pet? non sarà perchè il pet non rompe, non impegna più di tanto, scarica le responsabilità, se muore vabbeh, mentre un figlio è una cosettina un tantino più impegnativa?
          Mai frequentato una discoteca? Ci trovi tranquillamente 25-35enni che non mi pare abbiano problemi finanziari a sganciare un 30ino per entrare (magari 2 volte a settimana).
          L’unica considerazione “sociale” in tal senso attiene alla difficoltà dei rapporti umani, se vogliamo, non certo a considerazioni lavorative. La considerazione economica è una scusa, serve al 90% a lavarsi il senso di colpa o di solitudine o di “fallimento” degli anni nei quali si poteva ma non si è VOLUTO.

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      • Avanti, Barbara, non mi calare la testa. Potrei capire un discorso del genere da uno come Adinolfi che deve tirare acqua al mulino del suo partitino, o da uno come il nostro amico. Tu non hai il motivo dello sciacallaggio e nemmeno le attenuanti dello scarso IQ.

        Abest, nel mondo reale queste cose succedono e il giudice del lavoro non puo’ farci nulla se non ci sono prove. Non credo che il titolare vada dal giudice del lavoro e gli dica “si, e’ vero, l’ho costretta a fimare la lettera in bianco, anzi, eccone una copia”. Per una che lavora nel privato, fare un figlio equivale a perdersi la carriera.

        Conti alla mano, la spesa del pet e’ infinitamente meno di quella del figlio. Il figlio ha bisogno di una stanza, di vestiti, di istruzione, di viaggi e svaghi e cosi’ via. Le argomentazioni dei moralisti sono sempre belle e sensate, fino a che qualcuno non si mette a fare i conti. Peccato che i moralisti non ci siano mai quando bisogna fare i conti con i soldini…

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        • Dimenticavo: Barbara, tu lo sai come funziona il contratto di lavoro come precaria? Quello applicato alla quasi totalita’ degli under 40? Viene rinnovato di mese in mese come “contratto a progetto”. Appena la donna rimane incinta, il contratto non viene rinnovato dato che “il progetto e’ finito”. Il tutto perfettamente legale grazie alla legge Biagi. Pero’ la colpa e’ della donna che spende i milioni in animali domestici o in discoteche!

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        • So anche che una commessa che pianta rogne perché non le fanno un contratto, perché non le pagano i contributi, perché le danno meno del minimo sindacale eccetera rischia di non essere più assunta da nessun negozio della città perché passa la voce che è una che pianta grane e nessuno vuole averci a che fare, e che quindi difficilmente si rivolge a un giudice. Detto questo, che non fai un figlio perché non puoi dargli viaggi e svaghi, per favore, cerchiamo di evitare di raccontarcelo.

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        • Quindi un figlio lo si puo’ fare crescere benissimo dandogli i vestiti dismessi dai fratelli, facendolo campare in un sottoscala e tenendolo chiuso in casa davanti la TV perche’ a casa ci sono a malapena i soldi per campare, figuriamoci pagargli un viaggio o un’attivita’. Al limite se li paga lui (un poco difficile fino a che non fa 14 anni, sempre che tu non lo affitti ad una fabbrica cinese). Dio non voglia che il bimbo abbia bisogno di un dentista o di uno specialista (che in Italia si pagano, dato che il servizio pubblico non funziona). Non c’e’ che dire, certa gente pensa che crescere un figlio non sia tanto differente dall’allevare un criceto!

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        • Seriamente, sto parlando di coppie con una situazione come la mia quando ero in Italia: uomo con contratti a progetto da sei mesi, donna al call center con contratti mensili, l’affitto di una casa da due stanze che si mangiava tutto lo stipendio della donna. Se avessimo fatto un figlio saremmo finiti letteralmente sotto il ponte. Pero’ la colpa e’ nostra che spendiamo i soldi in cibo per animali e in discoteche!

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        • Beh, una casa in cui si devono usare i vestiti vecchi e rammendati dei fratelli (avendoli), in cui non ci sono soldi per i pannolini e dove viaggi e svaghi sono cose a cui rinunciare fino a che non puoi pagarteli è poco meglio di un carcere minorile. Ho visto bambini crescere così, emarginati e trattati da pezzenti, mentre i genitori si sentivano a posto con la coscienza perchè il figlio aveva cibo e un letto. Per fortuna non hai avuto figli!

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        • i vestiti vecchi e rammendati
          Secondo te un bambino di due anni per quante stagioni lo porta un vestito? Quanto arriva a consumarsi al punto di avere bisogno di essere rammendato?
          è poco meglio di un carcere minorile. Ho visto bambini crescere così, emarginati e trattati da pezzenti, mentre i genitori si sentivano a posto con la coscienza perchè il figlio aveva cibo e un letto
          Io sono cresciuta esattamente così: non mi sono mai sentita in un carcere minorile, nessuno mi ha mai emarginata, nessuno mi ha mai trattata da pezzente. Sono molto fiera di essermi conquistata la laurea e un lavoro dignitoso facendo un’infinità di lavori contemporaneamente allo studio, e puoi stare sicuro che non mi passa minimamente per la testa di invidiare qualche coglioncello di cocchino di mamma che si permette di considerare pezzente chi non porta abiti firmati da buttare dopo tre volte.

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  2. Per curiosità sono andato a cercare i fatti a cui si riferiscono i titoli di quella pagina di giornale.
    L’uomo finito in carcere non è che ha “solo” maltrattato qualche cane, ma trattasi di trafficante di cuccioli recidivo, con un cumulo di condanne che vanno dalla frode commerciale, alla falsicazione dei documenti, fino al maltrattamento e uccisione di animali!

    http://m.gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2018/01/11/news/traffico-di-cuccioli-dall-est-40enne-finisce-in-carcere-1.16338254

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  3. Personalmente non penso che il motivo principale per decidere di non avere bambini sia quello economico – qualche decennio fa in Israele la situazione economica media era inferiore a quelle italiana, ma sono sempre nati molti piu’ bambini. Mi e’ capitato piu’ volte di sentire in Italia di coppie che non volevano bambini, o uno al massimo, mentre in Israele coppie che decidono per scelta di non avere bambini sono assolutamente un’eccezione.
    A parte quello – chi maltratta animali per il gusto di maltrattarli – non mi dispiace che vada in prigione. Parlo da mamma che ha anche animali in casa… No, non li tratto da esseri umani, anche se penso di trattarli bene.

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