IN INGHILTERRA INVECE…

LIBERATO TOMMY ROBINSON

dopo avere vinto l’appello. Già, perché in Inghilterra in attesa dell’appello si sta in galera: niente presunzione di innocenza. Ma mica per tutti, eh! No no, questo trattamento è riservato unicamente ai criminali più pericolosi, come Tommy Robinson, appunto. Nel caso qualcuno non sapesse o avesse dimenticato chi è, vi propongo questo articolo di un po’ più di due mesi fa.

Regno Unito, arrestato Tommy Robinson: oppositore delle gang di stupratori

L’incredibile vicenda giudiziaria di Tommy Robinson, ex leader della English Defense League arrestato nel Regno Unito per uno stream di fronte a un tribunale

Claudio Pieretti – Gio, 31/05/2018

È passato perlopiù sottotraccia, in Italia, l’arresto sommario dell’attivista anti-islamico e giornalista indipendente Tommy Robinson, fondatore ed ex leader del movimento English Defense League (Edl).

Robinson è stato prelevato a forza dalla Polizia del Regno Unito venerdì scorso, 25 maggio, all’esterno di un tribunale a Leeds, mentre raccontava via streaming l’ennesimo processo ai membri di uno dei gruppi di stupratori seriali – perlopiù di origini pakistane – che per decenni hanno molestato e violentato, torturato e talvolta ucciso, decine di migliaia, forse addirittura un milione di minori britannici. Le autorità e i media britannici hanno deliberatamente ignorato quest’inferno per oltre trent’anni, in nome del superiore interesse della convivenza multiculturale. Dieci anni fa, però, proprio la Edl di Robinson ha contribuito in maniera determinante a far deflagrare lo scandalo, che oggi è tristemente simboleggiato da Rotherham: una cittadina dove le cosiddette “grooming gangs” (“bande di adescatori”) hanno stuprato almeno 1.400 minorenni. Per questa sua scomoda e rumorosa testimonianza, Robinson è divenuto sin dal 2009 un nemico pubblico dello Stato, e un bersaglio della schiacciante forza coercitiva delle autorità britanniche.

Venerdì scorso, dunque, Robinson è stato arrestato in diretta Facebook, di fronte agli schermi di decine di migliaia di suoi follower, con l’accusa di turbare l’ordine pubblico. Trascinato di fronte a un giudice in assenza del suo avvocato, Robinson è stato sommariamente condannato a 13 mesi di reclusione per oltraggio alla corte, e prontamente trasferito nel penitenziario di Hull. Il giudice che ha convalidato il suo arresto, reso esecutivo in appena cinque ore, si è premurato poi di censurare la stampa nazionale, intimando con un’ordinanza di non dare copertura alla vicenda. I media britannici hanno frettolosamente rimosso i primi resoconti, e sono tornati ad occuparsi del caso solo alcuni giorni più tardi. A onor del vero, il 35enne Robinson era consapevole dei rischi che correva esercitando la sua libertà di espressione: l’attivista era già stato arrestato e condannato lo scorso anno, a Canterbury, sempre fuori da un tribunale, e sempre per aver tentato di accendere i riflettori su un processo a carico di un gruppo di stupratori musulmani. Quanti conoscono i trascorsi giudiziari di Robinson hanno accolto senza sorpresa la notizia del suo arresto. Si tratta infatti dell’ultimo capitolo di una incredibile odissea giudiziaria in corso da un decennio, durante la quale le autorità britanniche hanno sottoposto Robinson e la sua famiglia ad abusi e violenze che lui stesso ha raccontato in libro e in una recente videointervista. Durante i suoi precedenti soggiorni nelle patrie galere, Robinson è sopravvissuto in almeno due occasioni a tentativi di omicidio da parte di detenuti islamici, cui le autorità giudiziarie e carcerarie del paese lo avevano deliberatamente consegnato.

Dalle parole del giudice Heather Norton, che lo scorso anno ha condannato Robinson dopo il suo arresto a Canterbury, emerge una peculiare concezione dei diritti fondamentali: “Questo processo non riguarda la libertà di parola o di stampa, né il legittimo giornalismo o la correttezza politica”, aveva affermato Norton. “Si tratta di giustizia, di assicurare che un processo possa essere portato a termine in maniera giusta ed equa, si tratta di tutelare il principio dell’innocenza sino a prova contraria”. Il giudice Norton si riferiva alla presunzione d’innocenza degli stupratori seriali, minacciati a suo dire da uno streaming fuori da un’aula giudiziaria. Eppure, come sottolinea Bruce Bawer, del think tank Gatestone Institute, il Regno Unito garantisce a quei soggetti “il pieno diritto a un giusto ed equo processo; il diritto a scegliere e farsi rappresentare da un avvocato; il diritto a disporre di tempo sufficiente a preparare il loro caso, ad essere scarcerati su cauzione tra le singole sessioni processuali”. Nessuno di questi diritti è stato concesso a Tommy Robinson. Peggio: è ben noto come le autorità britanniche facciano poco o nulla per proteggere le testimoni dei medesimi procedimenti dalle famiglie estese dei loro violentatori. Folle di uomini e donne in hijab sono solite riunirsi indisturbate fuori, e talvolta addirittura all’interno degli edifici dei tribunali britannici proprio per intimidire le vittime. Questa situazione ha portato i ricercatori della Bath University, autori di uno studio in materia, ad avvertire che nel Regno Unito i diritti delle vittime di stupro sono “quasi subordinati” a quelli dei loro aguzzini.

E voi, care suffragette del #metoo, dove siete? Voi, femministe d’alto bordo, pronte a fare sfracelli se non vi si dice sindaca ministra avvocata ingegnera, dove siete? Voi, opinion leader che scatenate virulente campagne mediatiche contro gli orchi che osano chiedere a signore adulte e vaccinate di fargli un massaggio nella propria camera da letto e se quelle ci stanno, hanno l’incredibile presunzione di pensare che ci stiano, dove siete? Ah già, dimenticavo, scusate: voi non siete razzisti: i crimini vanno denunciati e i criminali banditi dalla società solo quando appartengono alla nostra “razza”, altrimenti è tutto in ordine.

barbara

Annunci

  1. Siamo in Inghilterra !…? Strano stando alle cronache, leggendo i vari articoli ho avuto
    l’ impressione che quello che succede non stia accadendo in Inghilterra..ma in un paese
    islamico.
    Bravi gli inglesi hanno imparato molto bene, l’ accoglienza è stata recepita molto bene.
    Ah..ma non nel vero senso, come dovrebbe essere. Bisogna però capire, integrandosi alla
    cultura religiosa dei nuovi cittadini applicando le loro usanze .
    E così..la cosa migliore è a mettere a tacere T.Robinson, persona che disturba..il quieto
    vivere inglese con le varie comunità islamiche…Arriveremo a conoscenza se non viene impedito di leggere che T.Robinson è stato condannato a 100 frustate. Siamo quasi una
    succursale islamica e pertanto dobbiamo adeguarci.
    Anche la Signora Democrazia è stata incarcerata. Chissà..se in futuro verra’ sostituita
    dall’ Islamismo radicale…è migliore, tanto quello moderato non esiste..o sì, lo tacciono.

    Mi piace

  2. L’articolo che hai condiviso non la racconta giusta, Tommy Robinson non è stato arrestato “con l’accusa di turbare l’ordine pubblico”, ma per “contempt of court laws”. Cioè per aver violato delle leggi che, in parole povere, servirebbero a tutelare l’equità di un procedento penale ed evitare che i processi si facciano sui giornali o sui social media, anzichè nelle aule di tribunale!

    In Italia purtroppo ci abbiamo fatto l’abitudine ai processi mediatici, in altri Paesi funziona diversamente. E funziona diversamente per tutti i procedimenti penali, non solo quando gli imputati sono islamici.
    https://www.bbc.co.uk/news/uk-44307037

    Mi piace

    • Il poliziotto dice che lo sta arrestando “for breach of peace”: a casa tua che cosa significa? Grandioso che per contestare l’articolo mi mandi un video che, con leparole del poliziotto in diretta, lo conferma come meglio non si potrebbe! E se quella è una legge che lui ha violato, com’è che in appello ha vinto?

      Mi piace

      • E se quella è una legge che lui ha violato, com’è che in appello ha vinto?

        https://www.telegraph.co.uk/news/2018/08/01/former-edl-leader-tommy-robinson-freed-judges-quash-contempt/

        “The far-right activist, whose real name is Stephen Yaxley-Lennon, was released from prison on bail after three judges ruled that he was jailed earlier this year following a series of procedural “flaws” ”

        Ha vinto in appello per dei vizi procedurali, non perchè sia stato giudicato innocente in merito all’imputazione!

        Comunque hai ragione, prima mi sono sbagliato, leggendo meglio la vicenda vedo che è stato prima fermato dalla polizia con la motivazione di turbare l’ordine pubblico, ma poi la condanna per cui lo hanno condannato e tenuto dentro da maggio fino ad oggi è “Contempt of court laws”, cioè per aver violato la legge che vieta di pubblicare informazioni che potrebbero influenzare l’imparzialità di un procedimento penale in corso(se ne può parlare senza censure e senza limiti solo dopo che il procedimento è terminato). Ed è vietato anche riprendere o fotografare gli imputati, cosa che Tommy Robinson ha fatto!
        Che questa estrema riservatezza nei processi penali sia giusta o sbagliata se ne può discutere(bisogna anche considerare che nella common law c’è la giuria popolare, che può essere facilmente influenzabile) però il punto che volevo evidenziare è che è valida per tutti, anche quando sul banco degli imputati c’è un cristiano, un hindù, un ebreo o un ateo, non solo per i musulmani.

        Mi piace

        • E questo?
          “Folle di uomini e donne in hijab sono solite riunirsi indisturbate fuori, e talvolta addirittura all’interno degli edifici dei tribunali britannici proprio per intimidire le vittime. Questa situazione ha portato i ricercatori della Bath University, autori di uno studio in materia, ad avvertire che nel Regno Unito i diritti delle vittime di stupro sono “quasi subordinati” a quelli dei loro aguzzini.”
          La legge è uguale per tutti? Smettiamola di dire puttanate per favore, che adesso comincio a incazzarmi davvero.

          Mi piace

        • Quella delle folle di musulmani che possono minacciare impuniti le vittime è una storia che racconta il giornalista italiano, senza fonti e senza riferimenti verificabili(dove?quando?).
          Può essere vero, ma anche no!

          Comunque non ho detto che LA LEGGE è perfettamente uguale per tutti, ma soltanto che UNA PRECISA LEGGE ( questa legge https://www.inbrief.co.uk/legal-system/contempt-of-court-act/) viene applicata a tutti i procedimenti penali, e le violaIoni vengono perseguite anche quando gli imputati non sono islamici. PUNTO!

          Per il resto immagino che ci siano ingiustizie e doppi standard (anche doppi standard basati sul multiculturalismo, come quello che i Sikh possono andare in giro col coltello, ma se ci vado io mi arrestano!) anche in GB, come da altre parti.
          Insomma non ho detto che da quelle ci sia il paradiso della giustizia!

          Mi piace

  3. Posso aggiungere qualche dettaglio?
    1) Tommy Robinson ha un po’ una faccia da hooligan dell’Arsenal, e questo non lo aiuta; ma se lo senti parlare, è una persona assolutamente ragionevole, che si è dato come fine nella vita quello di rompere il silenzio sulla violenza islamica.
    2) Ha lasciato l’EDL perché, a suo dire, aveva assunto una colritura razzista con cui non vuole avere nulla da spartire, essendo appunto l’Islam una religione e non una razza.
    3) E’ stato appunto condannato per disturbo della quiete pubblica, e non per oltraggio alla corte (contempt of court), quindi la condanna era illegittima, avendo lui una condanna con la condizionale per altro reato (appunto oltraggio alla corte). Questa cosa è stata pienamente riconosciuta in appello.
    4) In cinque ore è stato arrestato, processato, condannato e fatto sparire. E’ stato vietato ai giornali di fare menzione del caso, per fortuna c’è Internet, e ancora più fortunatamente c’è stata una forte mobilitazione popolare (populista, direbbe qualcun altro).
    5) Da un carcere “normale” è stato trasferito nel carcere con la maggiore concentrazione di musulmani in tutto il Regno Unito, così è stato in isolamento per tutto il tempo della detenzione, con porte e finestre chiuse perché sennò gli tiravano dentro la merda (è successo), per 23 ore e mezza al giorno, cioè libero camminare dentro una gabbia di tre metri per tre mezz’ora al giorno.
    6) Poiché in quel carcere il cibo viene preparato e servito dai carcerati musulmani, e la probabilità di avvelenamento era molto alta (è da anni minacciato di morte), ha vissuto questi mesi con una scatoletta di tonno al giorno, perdendo circa 40 libbre (più di 15 chili)
    7) Il giudice che lo ha assolto in appello si è ufficialmente scusato per l’ingiustizia che ha subìto, ed ha avuto parole molto dure per la giudice di primo grado.

    Così, per dare qualche altra pennellata al quadro.

    Piace a 1 persona

      • Solo una piccola correzione: in effetti non è stato assolto in appello, ma il primo processo è stato annullato, e dovrà essere ripetuto (lui è stato rilasciato dietro cauzione) perché è stato pesantemente ingiusto: per dire, non gli è stato concesso neppure di chiamare il suo avvocato, né la giudice ha voluto esaminare il video dell’incidente (che chiaramente lo scagiona, visto che fuori dal tribunale c’erano molto altri con telecamere e telefonini, nessuno dei quali è stato fermato).

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...