L’UNGHERIA, PER ESEMPIO

La ragazza che fino a un anno fa mi faceva le pulizie, era romena. Avendo ad un certo momento, sia lei che il marito, incontrato difficoltà a trovare lavoro, e non essendo nessuno dei due tipo da mettersi all’angolo del supermercato a chiedere l’elemosina, sono tornati in Romania. Per poco, però. Lui, quasi subito, è andato in Ungheria, dove era stato in passato per sedici anni (seminandovi tra l’altro due figli, che poi sempre, anche nei momenti economicamente più difficili, ha continuato ad andare a trovare ogni tre mesi): lì, mi avevano spiegato, si sta bene, la situazione sociale e politica è tranquilla, la vita costa poco, c’è lavoro per tutti. Infatti ha trovato lavoro quasi subito, e non appena ha trovato casa e si è sistemato, ha fatto venire anche lei e il bambino. Lei ha dovuto aspettare qualche mese prima di poter lavorare, per mettersi in regola con tutti i documenti, poi ha trovato lavoro anche lei nella stessa azienda del marito; lui guadagna 900 euro al mese, lei 600, di affitto per un appartamentino ammobiliato, spese comprese, ne pagano 300: quanto basta per vivere decorosamente, insomma.

Adesso c’è chi ci viene a raccontare che l’Ungheria, Orbán in primis, è antisemita. Non essendoci mai stata, tranne una breve visita trent’anni fa, lascio la parola a chi, ebreo, vi si trova adesso.

Gli ebrei, Visegrad e l’islam radicale

“La battuta dell’epoca di Breznev chiedeva se fosse un crimine dire che il presidente del partito era un idiota. La risposta era sì, perché è un segreto di stato. Per chi ha perso l’umorismo dell’era sovietica, il presidente francese Emmanuel Macron ha fornito qualche consolazione, licenziando l’ambasciatore francese a Budapest per aver osservato in un memorandum privato che il presidente dell’Ungheria non è un antisemita. Evidentemente questo è un segreto di stato in Francia”. Così scrive David Goldman. “In un dispaccio del 18 giugno, Eric Fournier, l’ambasciatore francese in Ungheria, ha riferito che il presunto antisemitismo del presidente ungherese Viktor Orbán era ‘una fantasia della stampa straniera’. Ha aggiunto che l’accusa ha distolto l’attenzione dal ‘vero moderno antisemitismo’, ‘la cui fonte sono ‘i musulmani in Francia e Germania’. Il memo era privato, ma Macron lo ha licenziato comunque. Il memo di Fournier ha colpito un nervo scoperto. L’ambasciatore Fournier era del tutto corretto: i dati dei sondaggi forniscono enormi prove dell’antisemitismo musulmano in Francia. I soldati francesi proteggono sinagoghe e scuole ebraiche. Gli ebrei francesi sono avvisati dai leader delle loro comunità di non mostrarsi per la strada con segni visibili di identità ebraica, come una kippah. Al contrario, i 100 mila ebrei dell’Ungheria camminano indisturbati fino alla sinagoga in costume tradizionale ebraico. Durante una visita a Budapest a maggio, ho camminato dal mio hotel alla sinagoga venerdì sera indossando una kippah, attraversando la città quattro volte. Nessuno mi ha guardato due volte. Non tenterei di farlo in Francia o in Germania. Budapest è sicura per gli ebrei perché ospita pochi migranti musulmani.

L’Ungheria, insieme a Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, ha rifiutato di accettare le quote comunitarie per i migranti musulmani dopo il 2015, quando la Germania ha accettato più di un milione di rifugiati di guerra putativi (tre quinti dei quali si sono rivelati migranti economici). Orbán non è un radicale di alcun tipo; al contrario, è un cristiano-democratico della vecchia scuola. Dire che Orbán è antisemita è scandalosamente sbagliato. L’Ungheria è uno dei pochi amici di Israele nella diplomazia mondiale. La porta di Orbán è aperta ai leader ebrei di Budapest, e alcuni dei più importanti rabbini della città mi hanno detto che è un buon amico della comunità ebraica. E Budapest sta diventando un luogo di scelta per gli imprenditori israeliani, grazie alla sua buona infrastruttura e ai bassi costi. Ho partecipato a una cena serale di sabato in una sinagoga di Budapest con 200 invitati, più della metà dei quali erano israeliani”. L’accusa di antisemitismo contro Orbán dipende dalla questione di George Soros. “Orbán ha fatto campagna contro Soros. Questa strategia non aveva nulla a che fare con le origini ebraiche di Soros, e tutto ciò che aveva a che fare con il suo sostegno alle frontiere aperte e la sua enorme impronta nella politica ungherese. Il miliardario nato in Ungheria ha speso 600 milioni di dollari in Ungheria. Se un miliardario espatriato avesse speso quella somma di denaro negli Stati Uniti, ci si aspetterebbe che i politici facessero una campagna contro di lui”.

Il foglio, 16 luglio 2018

E a proposito delle chiassose quanto insensate manifestazioni di protesta contro la presenza di Orbán a Milano:

Evitate di scannarvi per la presenza di Orban a Milano. È da dieci anni premier ungherese, sta nel Ppe con Merkel, è duro sui confini come Macron, cacciò i sovietici e accolse la Nato, è uno dei più grandi amici di Israele in Europa. La si può pensare come si vuole su Orban, ma va trattato da politico, non da demone. E poi, alla gente che piace e che organizza una manifestazione contro la presenza di Orban domando: dove eravate quando si gridava, a Milano e non a Budapest, “morte agli ebrei” lo scorso dicembre? No perché se non lo sapete, Budapest è “la città più sicura d’Europa per gli ebrei”. Definizione non mia, ma di David Goldman, un importante intellettuale ebreo newyorchese. Ha scritto: “Lo scorso venerdì ho messo la kippah e ho camminato mezz’ora attraverso Budapest fino alla sinagoga Keren dei Chabad. Dopo gli attacchi violenti contro gli ebrei nelle strade tedesche, i leader della comunità ebraica tedesca hanno avvertito gli ebrei di non indossare una kippah. La comunità francese ha emesso tali avvertimenti anni fa. La tv belga non è riuscita a trovare un ebreo a Bruxelles disposto a indossare una kippah. Ho attraversato Budapest quattro volte e nessuno ha guardato la mia kippah. La vita ebraica non è solo fiorente a Budapest. Sta ruggendo, animata da una crescente presenza israeliana. Circa 100.000 israeliani hanno la doppia cittadinanza ungherese, molte proprietà nel paese e votano alle elezioni. Il primo ministro Orban è un amico di Netanyahu da venti anni”. Ecco, tanto per raffreddare gli animi. Non vorrei che tutto l’antifascismo milanese si consumasse per Orban e non ne rimanesse neanche un pochino per i veri nemici dell’Europa, quelli che la vogliono distruggere e sottomettere, e vogliono fare la pelle agli ebrei. E sapete chi sono.

Giulio Meotti, 28 agosto 2018

Quando la stella di Gheddafi ha cominciato a tramontare, ha cominciato a circolare la voce che fosse ebreo: è uso comune, nei paesi arabi, accusare dell’orrendo crimine di essere ebrei i propri avversari politici. Qui da noi, al contrario, l’accusa contro il nemico è di essere antisemita. Mi vengono in mente quelli che in autobus si lasciano scappare una puzza, e subito dopo cominciano a guardarsi in giro con l’aria tra indagatrice, accusatrice e disgustata, contraendo vistosamente le narici, per fare intendere che lo scorreggiatore sia qualcun altro e distrarre l’attenzione da sé. E a sinistra, in fatto di antisemitismo, fra quelli che danno addosso al preteso antisemita, ce n’è a vagonate di attenzione da distrarre da sé.

POST SCRIPTUM: dove si dimostra che invecchiare nuoce gravemente alla salute
d'alema-marcegaglia
d'alema-hezbollah
barbara

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  1. Interessante; se Orban va contro Soros, di origini giudaiche, è, ovviamente, un antisemita. Se invece si spara a zero contro Israele non si è antisemiti ma solo antisionisti… come dire: non è innocua acqua ma letale DHMO.

    Dev’essere che per essere antisemiti bisogna prendersela contro gli ebrei che hanno il bollino di “buoni”, altrimenti è “normale critica politica al più antisionista (ironico)”.

    Sarei curioso di sapere se la Segré manterrà il bollino di “ebrea buona” qualora osi criticare il comportamento dei palestinesi e/o giustificare quello di Israele.

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    • Certo: quando incontri un figlio di puttana, prima di dirgli figlio di puttana devi accuratamente verificare che non sia ebreo*, negro, arabo, zingaro, musulmano, donna, omosessuale, bisessuale, attrice violentata, altrimenti sei uno sporco fascista razzista populista sovranista (chebbella questa parola nuova!) maschilista moralmente inferiore.
      Sulla Segre stendiamo un velo pietoso, va’.
      *naturalmente se l’ebreo in questione è israeliano, le precauzioni non servono, anzi, diciamo pure che è figlio di puttana a prescindere, a meno che non prenda apertamente posizione contro le criminali politiche del governo fascista di estrema destra di Israele.

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  2. Orban…si ribella alla volontà dell’ U.E..e giu’ titoli, comunicazioni varie etichettandolo
    come..fascista…etc….
    Mi ha fatto piacere che testimonianze molto attendibili hanno fornito una sua immagine
    che è molto lontana…e l’ opposto di quanto stampa e politici hanno voluto mettere nel nostro piatto cucinato a puntino! Bene, benissimo che non è ..come lo vorrebbero.
    Si…un’ amica..” ungherese…di origine, ma nata nel territorio dell’ Ungheria annesso alla
    Romania..” I suoi genitori hanno riottenuto la cittadinanza ungherese tornando ad abitare
    a Budapest. La figlia…ha trovato molte difficoltà..burocrazie..etc. Ha poi sposato un amico
    austriaco, si conoscevano da anni.Così è diventata austriaca.
    Purtroppo…ha difficoltà con il lavoro. Settore alberghiero…” il classico assumerla…per poi
    licenziarla dopo dei mesi..” Oppure pretendendo orari assurdi..oltre le tot..ore sottopagate.
    Beh…ogni tanto và a trovare i genitori con il marito. E…spesso fanno la grossa spesa nei
    supermercati alimentari…infatti costa meno..e non poco.

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  3. Hai articoli – fonti su Soros? ieri nel contesto di un dibattito che ho avuto mi e’ stato detto che la storia che si sia arricchto rubando beni di ebrei durante la shoa’ non e’ vera, che era si’ presente in un caso ma non ha partecipato e sicuramente non preso lui i beni. Non trovo fonti che affermano il contrario – se le hai, me lo puoi mandare? E altri dati su di lui?
    Grazie!

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  4. Quindi, vediamo se ho capito bene, perche’ a volte non so se sono io ad avere difficolta’ con la comprensione del testo o se e’ il mondo ad essersi fottuto il cervello.

    In Ungheria ci sono pochi immigrati musulmani.

    Quindi, gli ebrei possono girare tranquilli senza rischiare pestaggi o secchiate di acido come a Londonistan.

    E finora ci siamo.

    Qualcuno mi spiega come mai ci sono cosi’ tanti ebrei che accusano gli europei di razzismo perche’ non vogliono i fratelli migranti a casa? Tipi come Lerner, Saviano o Mentana, tanto per capirci. Sono suicidi? Sono malati di mente? Hanno qualche piano machiavellico in atto? Sarebbe come se io avviassi una petizione per farmi importare un centinaio di truzzi napoletani accanto casa!

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    • No, la spiegazione è molto più semplice: sono ebrei di sinistra, ossia del genere che se i fatti contraddicono l’ideologia bisogna abolire i fatti. Esattamente come Peres e Rabin che con gli accordi di Oslo si sono messi in casa Arafat e la sua banda di terroristi distruggendo il presente e il futuro non solo di Israele ma anche dei palestinesi onesti, che infatti non perdonano a Rabin di avergli messo in casa quelli che loro chiamavano unicamente come “i terroristi di Tunisi”.

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  5. Pingback: FRANCIA: IL TRIONFO DEL MULTICULTURALISMO | ilblogdibarbara

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