AGONIA DI UN’ESTATE CHE NON C’È STATA

Prima brutto tempo e vento feroce, spesso di bora o tramontana, gelido, insopportabile, e non sono riuscita ad andare in spiaggia prima di metà luglio. Poi mi sono obbligata ad andarci, perché le mie ossa hanno un bisogno assoluto di sole, ma col vento che soffiava sempre era una vera sofferenza, e comunque, andandoci tutte le volte che la situazione era sopportabile, le volte che sono riuscita ad andarci le conto sulle dita. Ad un certo punto sembrava che fosse arrivato il caldo vero, quello che mi scalda le ossa e mi scioglie le giunture; è durato due giorni, e poi fine: in pratica si è affacciato alla porta, mi ha fatto ciao ciao, e se n’è andato. Poi sono arrivate le burrasche di agosto, con bufere di vento e pioggia, temperature calate di una buona decina di gradi, la mia pelle gelida, e l’estate è finita, e ora mi aspetta un altro intero anno di sofferenza, con ossa e giunture e artrosi e reumatismi e tutto il resto privi del sollievo del sole e del caldo. Insomma, tutto quello che ricorderò di questa estate saranno in pratica, oltre al vento, le nuvole.
nuvole 1
nuvole 2
nuvole 3
nuvole 4
nuvole 5
nuvole 6
nuvole 7
nuvole 8
nuvole 9
PS: il primo freddofilo che dopo essere stato benissimo almeno quattro mesi e bene altri sei mi viene a dire beata te, si aspetti una scarica di randellate sulle gengive.

barbara

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