SHANAH TOVAH

E anche per questi auguri preferisco cedere la parola al mitico Giulio Meotti, che anche questo riesce a dirlo molto meglio di quanto saprei dire io.

Sono sopravvissuti a schiavitù, ghetti, pogrom, diaspore, camere a gas e innumerevoli guerre. Ci hanno regalato le due parole più importanti della storia dell’umanitá: wayyelekh Avram (Abramo partì). La loro stessa esistenza è un miracolo e qualcosa di folle, che va contro ogni “logica”. Abbiamo trasformato il nostro continente nel loro cimitero ma non ci serbano odio, anzi. Hanno costruito dal niente uno stato che oggi ha 8.9 milioni di abitanti, uno dei paesi più felici del mondo che sforna Premi Nobel, brevetti, scoperte scientifiche e mediche, una grandissima democrazia nonostante sia da sempre in guerra e mezzo mondo provi a fargli la pelle e a portargli via ogni metro di terra e la loro capitale, un paese pieno di vita, di bambini, di tolleranza, di culture diverse, di un amore che può improvvisamente trasformarsi in lutto, che ha accolto i profughi di tre continenti e che ci para il culo nella regione più strategica e instabile del mondo. La loro esistenza ricorda a ogni essere umano l’inumanità della cultura della morte. Sono stati loro, nel loro libro sacro, ad affermare i principi che sono la base della civiltà occidentale. Sempre loro, i loro Profeti, a insegnare agli uomini ad ascoltare la voce della coscienza. Sempre loro a ribadire l’esistenza di una legge morale superiore ad ogni altra, e valida per tutti. Sono, almeno per me, il romanzo millenario della libertà contro la sottomissione. Mi avvantaggio e voglio augurare Shaná Tová! Buon anno agli ebrei e al popolo di Israele!

Shanah tovah umetukah a tutti.

barbara

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