MAMMA MAMMA, GUARDA CHE BEL SELFIE!

Stiamo bruciando i campi dei giudei, guarda che spettacolo!
fuoco 1
Vero che siamo bravi?
fuoco 2
fuoco 3
fuoco 4
fuoco 5
E i bambini? Non vorremo mica lasciarli a casa, vero? Via tutti anche loro a godersi lo spettacolo!
bambini 1
E per non rischiare che non lo vedano bene, piccoli come sono, li mettiamo in prima fila, davanti a noi, così possono vedere bene i soldati israeliani quando rispondono alle molotov che gli lanciamo.
bambini 2
Nel frattempo a Barkan va in onda un altro delizioso spettacolo. L’attrice protagonista è Kim Levengrond Yechezq’el
Kim Levengrond
Aveva ventinove anni; il palestinese l’ha legata alla sedia, poi le ha sparato. Secondo attore è Ziv Hajbani
Ziv Hajbani
trentacinque anni: dopo Kim è toccato a lui. Terza attrice una donna di cui ignoro il nome, di cinquantaquattro anni, all’ospedale con una fucilata nello stomaco. Comparsa Chai Yechezq’el,
Chai Yechezq'el
diciotto mesi, che non vedrà mai più la mamma. Sceneggiatore e regista questo baldo giovane che, terminate le riprese, si allontana dalla scena.

E questi sono i suoi compatrioti che festeggiano con la consueta distribuzione di dolci la felice riuscita dell’impresa.
dolci 1
dolci 2
dolci 3
dolci 4
E niente, dobbiamo metterci in testa che la pace si fa coi nemici, che con loro dobbiamo dialogare, che senza dialogo non si risolve niente e col dialogo si risolve tutto, che se gli regaliamo anche una fettina di culo ci ameranno incondizionatamente…

barbara

  1. Come vado ormai dicendo da PIù di mezzo secolo – allora erano in voga i dirottamenti aerei, gli assalti a Maalot ed Entebbe era di là a venire – QUANTI CALCINCULO, ma di quelli BEN ASSESTATI!!!… Altro che “l’altra guancia”…

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  2. Quello che veramente sconvolge, quello che non ha precedenti nella storia prima del terrorismo palestinese, sono i festeggiamenti, è la felicità estatica che mostrano i visi di quelli che offrono e prendono dolci, il godimento quasi orgasmico per l’eliminazione di quei due. Non l’eliminazione di un soldato che avrebbe potuto uccidermi, non della rivale che insidiava il mio uomo, non del professore che occupava la cattedra a cui aspiro io, non qualcosa che mi possa procurare un sia pur microscopico, banale, meschino quanto si vuole, ma concreto vantaggio, no: hanno eliminato una sconosciuta, anonima impiegata seduta alla scrivania del suo ufficio, e per questo si fa grande festa. E’ qualcosa che la mente semplicemente si rifiuta di comprendere.

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  3. Non ho trovato cosa facciano (appunto: cosa ci fanno esatttamente?) coi preservativi trasformati in palloncini, ma direi loro di metterseli piuttosto in testa…
    In quanto all’eroe (eroe? da quando in qua è sinonimo di [parolaccia a scelta]?) che ha ucciso in quel modo tre persone e lasciata orfana una quarta, sarebbe divertente tritarlo di pallottole: almeno non si deve toccarlo. Io per quel “baldo giovane” userei il calibro 12 con pallettoni “triplo 0”, il calibro giusto per la caccia allo st***zo.

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    • I preservativi li trovi qui. La testa è effettivamente la loro destinazione deputata, ma anche l’altra parte, visto che i figli poi li usano per farsene scudo, per nascondere gli esplosivi nelle culle, per mandarli a sfidare i soldati israeliani

      Sul 12 non sono d’accordo. Io direi di legarlo (sì lo so, bisogna toccarlo e fa schifo, ma è per una buona causa) e cominciare con una mezz’oretta di Flobert coi pallini di piombo. Con calma: apri, metti il pallino, chiudi, imbracci, prendi la mira, spari, apri, metti il pallino… Prendendo braccia gambe spalle pancia stomaco. Un paio anche in faccia – in sottofondo ci sentirei bene questo

      Poi si passa a delle cartuccette da beccaccini di doncamilliana memoria, diciamo massimo un 36, e si comincia a fargli male un po’ seriamente. Il 12 lo lascerei per ultimo, ma prima del colpo di grazia mi sbizzarrirei in qualche bel tiro artistico.
      Gli orfani sono di più: anche l’uomo aveva figli, anche se non ho trovato quanti.

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  4. Assolutamente non meritano nemmeno in minima parte tutto quello che gli viene donato.
    Dovrebbero essere lasciati in..balia di se stessi,…di soldi ce ne dovrebbero essere nelle
    casse..banche.Ma per quanto tempo dovranno essere finanziati..dall’ occidente nel mantere vitale il loro terrorismo.E..se fosse in causa un paese europeo…invece che Israele …i soliti politici sarebbero intervenuti in altra maniera..ed in tempi molto brevi! Speranze vane!..? Per quelle terre…come per altre che avrebbero bisogno di giustizia, ma l’ipocrisia…etc…hanno i loro interessi per non intervenire! Ma anche i popoli..li seguono, si
    comportano come loro, altrimenti forse qualcosa potrebbe cambiare…!..?. essere incisivi..
    ma l’ antisemitismo ancora la fà da padrona.
    Tanto è gente stupida…quanto è miseramente fautrice di tanto male.
    E piu’ ne fanno e maggiormente godono… così continuano a guazzare nella loro merda..

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    • E non mi si venga a dire che dobbiamo distinguere fra dirigenza e popolo palestinese: quelli che distribuiscono e prendono i dolci con aria estatica non sono la dirigenza, quelli che ad ogni mattanza fanno caroselli di auto come da noi alla finale dei mondiali non sono la dirigenza, quelli che esultano a ogni neonato sgozzato non sono la dirigenza.

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      • tutto tristemente vero, però va anche detto che a Barkan lavorano 4000 palestinesi, e non era mai successo nulla di simile. Non solo, ieri su Yedioth Ahronoth è uscita un’intervista alla terza vittima dell’attacco, che ha raccontato che si è salvata dall’emorragia solo perché una collega palestinese è immediatamente accorsa in suo aiuto, e diceva (più o meno) “non bisogna generalizzare, per uno che ci uccide c’è uno che ci salva”.

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        • Lo so, ci sono stata – e nessuno di noi, attraversando la fabbrica visitata, sarebbe stato in grado di dire chi fra gli operai visti al lavoro era palestinese e chi israeliano. Detto questo, c’è anche da calcolare che per uno che uccide ci sono cento che festeggiano.

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