IMMAGINO CHE QUESTO SIA UN POST ABBASTANZA IMPOPOLARE

L’ho detto fin dall’inizio: avere sofferto non è un titolo di merito. Se i senatori a vita devono essere persone che hanno guadagnato benemerenze nei confronti dello stato, persone che hanno dato lustro allo stato con le proprie azioni, l’avere sofferto non rientra in questa categoria. Se uno stato ha contratto dei debiti nei confronti di un gruppo di cittadini, paghi i suoi debiti, ma non li metta in posizioni dove possono far danni. Quello che voglio dire è che non ne posso più dei deliranti sproloqui della signora Segre, dei suoi osceni paragoni fra gli ebrei strappati alle loro case, portati contro la loro volontà a migliaia di chilometri di distanza, privati di tutto, sfruttati fino alla morte e infilati nelle camere a gas, e gente che sceglie di lasciare la propria casa, che entra illegalmente in un altro stato, che una volta giunta a destinazione vive di delinquenza. E che se qualcuno tenta di protestare e di riappropriarsi del proprio territorio reagisce così, qui in Inghilterra, prossimamente dappertutto

È veramente vergognoso che la mancanza di lucidità di una signora molto vecchia venga spudoratamente sfruttata da loschi figuri per sporche finalità politiche – politiche ai danni di tutti noi.

barbara

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  1. C’è da aggiungere anche un’altra cosa Barbara; i paragoni funzionano anche nel verso opposto. Prendiamo come esempio i deliri degli antivax; se piazzi la stella gialla sui bambini e parli di “medici provax = mengele”; qualcuno, che ignora la storia, vedendo le manifestazioni potrebbe iniziare a pensare che mengele era solo un tizio che voleva solo fare qualche puntura ai bambini ebrei.
    Annacqui e diluisci la tragedia, poi non ci si stupisca se non viene creduta.

    Sulla Segrè sono un poco combattuto: è giusto ricordare l’olocausto e la lezione della storia per evitare di ripeterla, sbagliato invece forzarla per far credere alla gente che si sta tornando al 1939 e che certi politici sono come erano i fascisti all’epoca. Sbagliato invece usarla come “ragazza immagine” per tenere in piedi un antifascismo di facciata che serve a nascondere che l’opposizione è bloccata dalle sue troppe contraddizioni interne per fare una seria opposizione politica. Ad oggi l’unica cosa che hanno fatto è stato, praticamente, urlare Salvini e Di Maio razzisti, fascisti, cacca pupù in ogni dove.
    Btw spero che a nessuno venga in mente di chiedere alla Segrè una opinione sul medio oriente, il passaggio dalle stelle alle stalle sarebbe alquanto repentino…

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    • Sì, ne ho parlato altrove: dire che quelli che arrivano – per scelta! – e ricevono un posto da dormire e pasti caldi eccetera sono uguali agli ebrei, significa dare ragione a quelli che affermano che i campi nazisti erano più o meni luoghi di villeggiatura in cui gli ebrei stavano quasi meglio dei tedeschi.
      Salvini giusto ieri l’ho visto paragonato ad Eichmann, e qui credo prorpio che si sia toccato il fondo. Ricordare la Shoah è doveroso, ma farlo fuori luogo e fuori contesto ha effetti devastanti.

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      • Secondo me c’è una terza ipotesi, che si aggiunge alla seconda. Non vogliono scrivere “ebreo” perché per loro è un insulto, che trovano sconveniente usare nei confronti di una vecchia signora che ritengono loro alleata.

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  2. Concordo, assolutamente, e non posso condividerlo sulla mia pag. fascistbook perchè bloccato 30 gg., per aver usato un termine (la N- word) in modo assolutamente innocuo, diversamente dal “token negro” utilizzato dalla CNN per definire Kanye West nel suo incontro con Trump. Faccio notare che in questi gg. FB e Twitter hanno eliminato 800 siti conservative, cd alt-right, nell’assoluto silenzio dei media italiani, siti web alternativi compresi.

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    • Qui comunque non siamo su FB per cui puoi dire negro quanto ti pare, così come lo scrivo abitualmente io, che ho decisio di rifiutare, per una questione di principio, ogni ridicolo “eufemismo”, e lo metto fra parentesi perché “persona di colore” non è un eufemismo bensì una ridicola puttanata.
      Degli 800 siti ho sentito: mala tempora currunt.

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        • Se posso permettermi, mi sembra un commento inutilmente provocatorio. Qui sopra non c’è razzismo, ma solo condivisibili opinioni terminologiche. D’altra parte, avendo io vissuto negli USA, e in ambiente studentesco, ossia a contatto con moltissime persone sia singole che riunite in gruppi, posso testimoniare che l’appartenenza a un gruppo etnico è molto sentita dagli stessi membri del gruppo, e in particolare da quello che qui sembra interessarti. Può anche essere di tuo interesse che tra i membri di questi gruppi ci sono persone che non riusciresti a distinguere dai bianchi, e che il più delle volte rimamgono di propria volontà nel gruppo. Altri, invece (moltissimi) cambiano semplicemente città e si mischiano ai bianchi. Avrai certamente letto “The human stain” di P.Roth.

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        • Il mio commento sembra provocatorio ma serve solo a sottolineare l’arbitrarietá nell’uso della parola “nero” o dei suoi sinonimi. Se abbiamo bisogno di definire le persone in base al colore della pelle di uno degli antenati, quell’ antenato dell’altra etnia, io mi chiedo di cosa stiamo veramente parlando se non della nostra presunta identità. E Roth ci sta benissimo.

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        • Da migliaia di anni si usano parole per esprimere concetti. Siccome esistono gruppi etnici caratterizzati anche dal colore della pelle, e siccome questa faccenda è stata alla base di un pezzo considerevole della storia del mondo, mi domando quale sia l’alternativa all’uso di una o più parole per definire tali gruppi etnici: oppure bisogna evitare di parlarne?
          Però fai attenzione: è’ capitato a un tizio, sulla CNN, di affermare che disprezzava chi dice “nigger”. Ma per affermare questo ha pronunciato la parola impronunciabile. Quello che è successo dopo non lo voglio descrivere (credo si trovi il filmato su YT): voglio solo dire che anche tu potresti finire nel tritacarne, in base ai tuoi commenti qui sopra.

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        • @Sagredo Premesso che non so che cosa significhi “one drop rule” (sì, lo so, vi rifiuterete di crederci e ci perderete il sonno, ma esistono cose che non so), se dovessi scrivere un saggio sul Sudafrica ai tempi della prima apartheid (perché attualmente è in atto una seconda apartheid, di segno contrario alla prima, per la quale nessun attivista per i diriti umani sembra farsi troppo cattivo sangue), quali termini mi suggeriresti di usare? E per un romanzo ambientato nel Sud degli Stati Uniti nella prima metà del secolo scorso, quali termini potrei usare per raccontare il non universale amore di una parte della popolazione nei confronti di un’altra parte della popolazione? Non prenderla per una risposta provocatoria: voglio solo abbeverarmi alla tua superiore coscienza etico-antropologica.

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        • L’apartheid non discriminava tutti gli africani, ma solo gli africani NEGRI. Quanto agli afroamericani, immagino che tu ti riferisca a quegli americani che sono cittadini americani come tutti, salvo il fatto che sono NEGRI. Ossia sto usando un termine che faccia capire che sto parlando di NEGRI ma evitando accuratamente di usare la parola NEGRI. Se non è ipocrisia questa, non so cos’altro lo sia.

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        • Anche. Ma, per seguire il suggerimento del signor Sagredo, mi immagino poi un manuale di patologia che descriva i sintomi del brutto male allo stomaco o del male incurabile al fegato, per non urtare la sensibilità delle persone usando l’orrendissima parola cancro. O che per definire l’esito di una malattia parli di salita al cielo, di ritorno alla Casa del Padre, di passaggio a miglior vita (e per gli atei cazzi loro).

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        • Io ero molto più terra terra col mio pensiero: si tende ad usare la parola negro anche con chi è figlio di un bianco ed un negro e continuo a chiedermi il perchè… Come chiamare afroamericano chi è figlio di un afroamericano e un bianco, la stessa cosa. Questa terminologia mi sconvolge ma sono sicuramente io che sbaglio e continuo a non capire.

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        • Il figlio di un genitore bianco e uno negro si chiama mulatto, qualunque sia la sua sfumatura di colore. Afroamericano – termine che io non uso – è un americano di origine africana, come un italoamericano è un americano di origine italiana. In teoria. Perché se il significato fosse geografico, si dovrebbe usare anche per un americano di origine tunisina, marocchina, algerina, ossia persone che in genere non sono molto più scure – e a volte non sono affatto più scure – di un siciliano, un greco, uno spagnolo. E invece per loro nessuno si sogna di usarlo: si usa solo per gli americani di origine africana che hanno la pelle nera. Cioè afroamericano è un eufemismo per dire negro, si usa per far capire che si sta parlando di negri e tutti infatti capiscono che si sta parlando di negri. E a me gli eufemismi non piacciono neanche un po’: io non mi offendo se mi si chiama vecchia, ma mi infastidisco molto se mi si definisce diversamente giovane.

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        • Non mi sono spiegato bene: intanto mulatto non lo si usa, sostanzialmente negli USA o sei white o sei black (e vale il one drop rule). In altri termini, se non sei 100% bianco, sei black. Putroppo questa ideologia, che tu chiami suprematista bianca, si sta affermando anche da noi. Ora, io sono d’accordo che la neolingua provoca più reazione che azione, ma continuo a riflettere sulla pochezza mentale di chi chiama black (afroamerican, negro, nero o come vuoi tu) una persona che è 75% “bianca”. Tutto qua. Mi farò curare.

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        • Non siamo in America e non stiamo parlando in inglese, quindi non vedo perché la cosa ci debba riguardare. In italiano mulatto c’è e io lo uso.
          Immagino che a stabilire quale sia l’uso improprio del colore sia tu, a tuo unico e insindacabile giudizio, e che il resto dell’umanità si debba adeguare. Immagino che un giorno scriverai la tua autobiografia e inizierai dicendo “Il primo giorno ho creato il cielo e la terra”.
          Suprematista bianco non è chi vede i colori, ma chi fra i diversi colori stabilisce delle precise gerarchie di valore e di funzioni: stai usando la parola in modo improprio, ragazzo.

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        • Per tutto il dopoguerra gli italiani sono stati ossessionati da manie emulative nei confronti degli americani. Negli ultimi decenni, queste manie hanno preso la strada di copiare il linguaggio, con esiti a volte risibili. En passant, vorrei far presente che “negro” è stato preso a traduzione di “nigger”, mentre ciò dimostra sostanziale ignoranza, in quanto la sequenza storica delle definizioni è (salvo omissioni): nigger, negro, black, colored, black (di nuovo), afroamerican, African-American. Le ultime tre sono state dizioni accettate anche dai diretti interessati. Consiglio però di usare sempre la più recente, per evitare inutili tensioni.
          Va anche dato atto che Philip Roth non è stato il primo a narrare vicende basate su negri dalla pelle chiara. Il primo, che mi risulti, è stato Mark Twain, con il racconto “The Tragedy of Pudd’nhead Wilson”, tradotto in “Wilson lo zuccone”. E’ anche, che io sappia, il primo caso di narrativa nel quale compaiono le impronte digitali usate a fini di indagine.

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        • Prima del libro di Roth c’è stato anche il film Pinky la negra bianca del 1949, probabilmente ispirato da Lo specchio della vita del ’34 a sua volta basato su un romanzo dell’anno prima. Tema decisamente fruttuoso, insomma.

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        • Avrei da aggiungere un’ultima cosa, che serve da test sulla correttezza dell’espressione “african-american”. Domando: il già presidente Obama è african-american? La risposta è no, perché con questa dizione si classificano i discendenti degli schiavi. Il sig.Obama risulta invece figlio di una cittadina americana e di un cittadino keniota. Risulta anche che sia nato nel secolo XX. La classificazione di african-american è quindi una furbata di marketing, tesa indubbiamente a catturare il voto dei negri americani. Si tratta, con ogni evidenza, di una furbata razzista, perché giocata sul colore della pelle del succitato ex presidente.

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        • se la madre é Bianca ed il padre Nero, perché lo si considera Nero?
          Non è colpa mia se gli americani sono razzisti e se hanno ben chiara in testa quella discriminazione che tu stesso citavi in apertura (one drop). Tuttavia, proprio per la loro esasperata attenzione alle origini di ciascuno, il caso di Obama è diverso da quello di un qualsiasi tizio del South Bronx: Obama è stato trattato come un figlio di immigrati, non di schiavi. Come se fosse di origini italiane, o irlandesi. Se era un pronipote di schiavi, col cazzo che i bianchi lo votavano.

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      • Esattamente come Marine Le Pen cui è stato intimato di sottoporsi a perizia psichiatrica per avere postato su twitter documentazione delle atrocità dell’ISIS. Se ti lamenti dei crimini islamici, o li documenti, sei islamofobo ossia razzista ossia fascista. Peggio di te neanche il KKK o le SS.

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  3. Sono del tutto d’accordo, evidentemente l’età o il passare degli anni non gli fa ricordare quanto accaduto al popolo Ebreo(ne dubito però).

    Poi c’è un’altra enorme differenza!

    I migranti che arrivano in Italia e Europa, non sbattono la faccia contro la disumanità, la crudeltà, la brutalità, la ferocità, la spietatezza dei nazisti tedeschi e non, che infierivano e assassinavano a sangue freddo e con gusto milioni di uomini, donne, vecchi e bambini di tutte le età per sterminarli!!

    Gérard

    ________________________________

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  4. Il paragone tra gli immigrati…che decidono di lasciare i luoghi natii per affrontare un viaggio…a caro prezzo e pieno di incognite , le varie modalità le conosciamo e così alla
    approdo in un nostro porto…” chi sono ! ?..non si sà…” ….Non è possibile paragonabile
    assolutamente a quello che è avvenuto agli ebrei…strappati dalle loro case..perseguitati…
    derubati ti tutto, fino ad arrivare delle tristi misere liste dei loro averi..come 2 pentole, 1 padella…10 posate..4 asciugamani ..4 tazze ..3 mutandoni..4 camiciole..e cosi ancora altre cose misere.Rastrellamenti! Violenze fisiche…Venduti! ..Sì..da sconosciuti…amici..
    al costo di 5000 £ -uomini, 3000 £ donne – 1000 £ bambini. Morti. Campi di concentramento…………………..Etc. Un paragone ? E’ un’ offesa per quei morti! Solo perchè ebrei. Le cifre sono enormi.

    Mentre..quelli che sbarcano..vengono sempre accolti offrendo una sistemazione di tipo alberghiero, abiti..usati ma anche nuovi. Qualcuno troverà del lavoro temporaneo,
    di tipo…socialmente utile ”? ”…i piu’ fortunati un lavoro fisso. Poi c’ è ed è gia’ accaduto
    si arrangia come può…vasta gamma.

    In certi casi hanno piu’ attenzioni dei cittadini italiani…e..degli ebrei, che hanno piu’ dato
    che ricevuto.., negli ultimi anni hanno ricevuto…un’ incrementarsi dell’ accanimento antisemitico..persecuzione solo perchè ancora..ebrei. E lo vediamo, chi pùò fugge per
    raggiungere Israele.

    Gli arrivi…sono sicuri! E’ quello che ho sentito asserire da una esponente del PD…TV.
    Non è credibile, si può megli asserire che arriva di tutto! Ed è riscontrabile attualmente come in passato , fra gli espatriati europei…è arrivato di tutto, come la feccia,,,gente che
    ha ed ha avuto problemi con la giustizia. Creano problemi anche fuori dal loro paese.
    Le carceri! Oltre la metà non sono italiani.
    Ma quelli…che creano maggiori problemi sono gli arabi ed africani..con atteggiamenti non
    fattibili nei loro paesi di provenienza. Comunque…tutti asseriscono che sono migliori le
    carceri italiane!
    Le persone devono stare tranquille? Quando si sà che certi quartieri sono off.limit,
    …manifestazioni violente…timore ad uscire di casa..cercando di passare per le strade piu’
    frequentate, illuminate…aggressioni..scippi. Si..avvenivano anche prima..ma adesso sono
    all’ ordine del giorno.
    Qui…una città tranquilla, poi dall’ inizio degli anni ’90…un crescendo di cinesi…un’ isola..
    cinese ..credo adesso 25.000 u. poi..i senza permesso di soggiorno.
    Segue un grosso mix..di altri europei…africane,,neri, arabi…pakistani.
    Uh..quanti turisti.
    Si come si fà a non temere quello che è stato…e stà avvenendo qui in altri stati europei,
    TV….informazione..ce ne porta a conoscenza.

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