LE ELEZIONI DI MIDTERM

midterm 2018
Questa è la mappa dei risultati: il rosso è repubblicano (ossia Trump), il blu democratico. Per un commento più competente di quelli che potrei proporre io, lascio la parola a due persone spesso presenti da queste parti, innanzitutto Giulio Meotti

Oggi i media mainstream, non potendo cantare vittoria su Trump che ha conservato il Senato a differenza di Obama, gongolano per l’elezione al Congresso degli Stati Uniti della “prima donna somala”, della “prima donna musulmana”, della “più giovane donna”, della “prima lesbica nativa” e così via…. E’ anche questa la grandezza dell’America. Ma strani questi progressisti, parlano sempre di “inclusione” ma dividono l’umanità per razze sesso età etc.. come se fosse un supermercato. Gli Stati Uniti sono un grande mare rosso repubblicano, eccetto le coste orientali e occidentali, alcune città attorno ai Grandi Laghi, i cluster urbani del sud e pochi altri in Colorado e New Mexico. C’è questa perfetta spaccatura fra la middle America rauca e ruvida e quella delle coste sofisticata e ricercata. La prima ha come ideale la libertà, la seconda l’uguaglianza. E’ la vecchia storia dei “deplorevoli” contro gli “intelligenti” alla senatrice Warren che si fa il test del Dna sperando di avere sangue Cherokee. Tutte e due importanti. Eppure, io continuo a pensare che se l’America è quello che è, se dopo diciassette anni continua a stanare Talebani in Afghanistan e se è diversa ancora dall’Europa bollita, è anche grazie al fatto che ci sono in giro ancora un po’ di quei vecchi bianchi zozzoni che non sanno distinguere la Slovenia dalla Slovacchia, grammaticalmente scorretti, sovrappeso, tatuati, tutto casa, lavoro, canestro in giardino, barbecue, chiesa, bandiera e che detestano che gli si sputi in testa dicendo che piove. E’ il motivo per cui Trump ha vinto due anni fa e (se l’economia continua ad andare da paura) rivincerà nel 2020. Ma vallo a spiegare ai media.

e poi Giovanni Bernardini

MEZZO TERMINE

I soloni della informazione (si fa per dire) ufficiale hanno fatto finta di non saperlo, ma nelle elezioni di mezzo termine ha sempre prevalso, salvo due o tre casi, il partito di opposizione. Obama, tanto per fare un esempio importante, aveva perso il controllo di TUTTO il congresso, camera e senato.
I democratici ed i loro sostenitori in Italia ed Europa speravano in una vittoria schiacciante che permettesse loro di avviare con qualche speranza di successo la procedura di impeachment, a prescindere ovviamente dalla serietà delle accuse mosse al presidente.
La vittoria schiacciante NON c’è stata. I democratici conquistano la camera, ma i repubblicani conservano il senato, riuscendo forse a consolidare la loro maggioranza.
Le sfide per i governatori vedono la vittoria in fondamentali stati chiave di candidati sostenuti apertamente da Trump.
Certo, questi risultati renderanno più difficile la attività del presidente. Non c’è nulla di particolarmente negativo in un fatto simile. La sostanza di una democrazia liberale è proprio questa: non esiste un potere che abbia la assoluta preminenza sugli altri.
Ma è altrettanto certo che queste elezioni di mezzo termine seppelliscono definitivamente la prospettiva dell’impeachment che era il grande sogno di tanti democratici e dei loro sostenitori fuori dagli states.
Si rassegnino i vari Alan Friedman, Federico Rampini, Vittorio Zucconi, Giovanna Botteri, Lilli Gruber e compagna brutta. Il cosiddetto trumpismo non è un accidente della storia; è l’espressione di tendenze reali, profonde, che attraversano l’occidente in questa tormentata fase storica.
Se i democratici non saranno in grado di darsi una politica degna di questo nome e continueranno con la pratica delle inchieste sul nulla, degli insulti e del gossip vedranno “lupo cattivo” Trump riconfermato alle prossime presidenziali. Tanto peggio per loro.

E dovranno farsene una ragione i numerosi – e abbastanza rumorosi, benché privi di nomi noti – antitrumpisti e antitrumpiste nostrani, convinti che la nota caratterizzante di Donald Trump – l’unica – sia il riportino e che sotto di esso galleggi il vuoto, e tanto certi della propria superiorità morale da non poter neppure prendere in considerazione la possibilità di essersi sbagliati: anche per loro, tanto peggio.

barbara

  1. Fatto chiarezza!

    Piaccia o..non a tutti. gli elettori degli U.S.A Trump continua ad avere tanti consensi e
    questa fase politica ne è la dimostrazione. Se non convinti basta fare i paragoni con le
    precedenti di altri presidenti.
    E anche qui..in Italia…U.E si devono fare una ragione..è così.E’ andata come non si aspettavano…nonostante le solite campagne a mezzo stampa, le folle protestanti, attori
    famosi, intellettuali..pseudo tali . Tutti i nostalgici dell’ Obama, dei Democratici.
    Insomma il solito mix che ha il solito potere..sù certi media con l’ informazione che fà da
    portabandiera. E..senza porsi un ragionamento…con la propia testa i popolini come sempre ascoltano questo tipo di voce e la fanno loro.
    E oltre..spero in una riconferma..positiva nel 2020.

    Piaccia oppure no..qui da noi abbiamo già vissuto una grossa campagna usando tutte le
    azioni possibili..tante da essere paragonati a sistemi di oltre cortina usando …la democrazia con tutto quello che poteva permettere, abbiamo visto di tutto, tutti mobilizzati
    nel terrore di un cambiamento.

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  2. Ti dirò, io ho un problema. A parte alcune convinzioni ben radicate, tendo a farmi influenzare da ciò che leggo, soprattutto se si parla di politica, argomento in cui tutti sembrano avere sempre ragione.
    Gli argomenti portati a favore di Trump in questo articolo sembrano, appunto, convincenti, ma non riesco comunque a farmi stare simpatico uno che vuole riportare in auge le miniere a carbone e costruire oleodotti.
    Poi il fatto che negli Usa sia più amato che odiato e che i media manipolano le notizie (da ogni lato della barricata) è evidente.

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    • Dato che sei nuovo da queste parti, farò un brevissimo riassunto delle puntate precedenti. Durante la campagna elettorale, conoscendo fin troppo bene la sua avversaria, la sua mastodontica corruzione, la sua terrificante sporcizia morale, le montagne di cadaveri – non metaforici – su cui ha costruito sia la carriera professionale che quella politica, e non sapendo praticamente niente di Trump, ho disperatamente “fatto il tifo” per lui come male minore. Poi è stato eletto, l’ho visto in azione, e ben presto mi sono convinta che non era affatto un semplice male minore bensì un bene maggiore. Quando poi vedi l’intero panorama massmediatico, l’intero mondo dello spettacolo, l’intero intellettualume scatenati rabbiosamente contro di lui, quando li vedi inventare fatti inesistenti per attaccarlo, quando li vedi tirare fuori che una volta avrebbe detto io quando ho una donna vicino le agguanto la passera (conosci qualche uomo che una volta nella vita non abbia fatto una battuta becera sulle donne?) e a guidare la campagna contro il gran maiale sono donne come queste, per non parlare di questa, giusto per restare strettamente in tema

      quando vedi in giro spiritosissime vignette di questo genere, allora sai con certezza che sta facendo le cose giuste e sai con altrettanta certezza – io, almeno, so con altrettanta certezza – da che parte stare.

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      • Ok, ricevuto, adesso ci rifletto su un po’.
        Per inciso, credo, se non ricordo male, ma ovviamente è una visione soggettiva dei fatti, sempre che la memoria non mi inganni, che io, nell’arco dei miei ormai cinquantuno anni, non abbia mai fatto battute becere sulle donne, né in loro presenza, né in loro assenza. Qualche battuta scherzosa con amiche consenzienti allo scherzo, sì certo, e ne ho anche ricevute, ma sempre nel massimo rispetto reciproco (e sono etero, nel caso si palesi la domanda).
        Pensa che pur non essendo credente in nessuna religione nemmeno bestemmio per rispetto verso i veri credenti.
        Detto questo, in effetti, sugli esempi delle paladine delle donne che mi hai portato, non posso che darti ragione…
        Concludo dicendo che su molti degli argomenti trattati nel tuo blog mi trovi d’accordo, per questo adesso sono qui.
        Ma Trump, perdonami, proprio non ce la faccio… Magari è la panacea di tutti i mali del mondo, ma non ce la faccio…
        Buona notte, o buon giorno.

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        • Credo che anche per i personaggi pubblici la simpatia, oltre che di fatti e di comportamenti e di atteggiamenti, sia anche una questione di pelle, io per esempio dubito fortemente che, fosse anche il salvatore dell’umanità, potrei provare simpatia per Vendola – e questo anche prima dell’immonda compravendita del neonato al mercato degli schiavi. E posso immaginare che Trump, a pelle, possa respingere. Resta il fatto – fosse anche l’unica cosa che ha fatto e che farà – di avere messo mano all’immane disastro scatenato da Obama in tutto il Medio Oriente, con centinaia di migliaia di morti e una pericolosissima instabilità in tutta la regione che rischia di travolgere anche tutti noi. Purtroppo molti dei danni sono irreversibili, ma l’avere almeno fatto cessare l’istigazione a continuare è cosa davvero non da poco. E l’avere conquistato anche nel midterm la maggioranza al senato è garanzia che potrà continuare almeno per altri due anni – ma si spera che saranno sei – a perseguire questi obiettivi in politica estera.

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  3. D’altra parte, se il Corriere pubblica una pensosa analisi dal titolo: Cos’è successo in America? Trump ha vinto o perso? L’analisi dei risultati delle elezioni in Usa allora basta il titolo: Trump ha vinto. Altrimenti il titolo sarebbe stato ben diverso.

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  4. Io la vedo così: spesso odiare, e far odiare, è molto più facile politicamente di proporre e fare.
    Vedi adesso l’italia: sparare ad alzo zero su salvini aiuta a non rispondere a qualche domanda scomoda sui migranti: per quanto tempo accoglierli, dove metterli, come comportarsi con quelli diciamo “un poco vivaci”…
    Facciamo fuori il fascioleghista poi si vedrà..

    Quindi l’odiare trump, il dire quanto è brutto cattivo aiuta a non dover dire come comportarsi “per fare i buoni”; il problema è che molti non apprezzano come programma politico il “poi si vedrà”, ovviamente solo perché son beceri trogloditi che parcheggiano il suv in doppia fila.

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