QUANDO UN CRIMINE È COSÌ CRIMINALMENTE CRIMINALE

da meritare la morte. È il caso del giornalista iraniano Pouyan Khoshal,
Pouyan Khoshal
reo di avere insultato il Profeta Maometto, che come tutti sappiamo è il più orrendo crimine che mente umana possa concepire, peggio, molto peggio, molto più peggissimo assai che pedofilia stupro assassinio messi insieme – senza contare che nella Religione di Pace fondata dall’illustrissimo signor Maometto il primo non è affatto un reato e gli altri due dipende. E in che modo lo ha insultato? Scrivendo, in un articolo, questa frase: “ogni anno, i pellegrini si recano presso la città di Karbala per celebrare il 40° giorno dell’anniversario del decesso dell’Imam Hossein”. Come dite? Dov’è l’insulto? Ma come è possibile che non lo vediate! L’insulto, l’eresia, la blasfemia – di una gravità pari solo a quella della famigerata cristiana Asia Bibi che ha osato bere allo stesso pozzo delle donne musulmane – è la parola decesso: martirio, doveva scrivere, quello dell’imam Hossein è stato un martirio, non un banale decesso! E dunque è stato immediatamente licenziato dal giornale e arrestato e ora rischia una condanna a morte (qui ulteriori dettagli). Con buona pace della nostra ineffabile vispateresa mogherina.
Mogherini Iran
barbara

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